{"id":1090,"date":"2013-05-26T16:47:45","date_gmt":"2013-05-26T16:47:45","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1090"},"modified":"2013-05-26T16:49:22","modified_gmt":"2013-05-26T16:49:22","slug":"storia-lo-sbarco-alleato-in-sicilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1090","title":{"rendered":"Storia. Lo sbarco alleato in Sicilia, di Pasquale Hamel"},"content":{"rendered":"<div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"images\" alt=\"images\" src=\"http:\/\/www.ahoraitalia.com:80\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/images3-250x199.jpg\" width=\"250\" height=\"199\" \/><\/div>\n<div>Come si \u00e9 detto, lo sbarco si concentr\u00f2 sulla Sicilia sud-orientale, da <strong>Licata<\/strong> a <strong>Scoglitti<\/strong>, dove presero terra i soldati americani e da <strong>Pachino<\/strong> a <strong>Siracusa<\/strong> sulle cui spiaggie sbarcarono inglesi e canadesi.Prima, per\u00f2, di proseguire nella descrizione delle operazioni, \u00e8 utile, anche per smentire contributi determinanti di agenti estranei ai combattenti, dare uno sguardo alle forze in campo.<!--more--> Il generale <strong>Alfredo Guzzoni<\/strong>, eroe della prima guerra mondiale e comandante della VI armata di stanza in Sicilia, disponeva di circa 260.000 effettivi, molti dei quali poco motivati, cui si affiancavano 28.000 soldati tedeschi, al comando di <strong>Hans Valentin Hube<\/strong>, un generale plurimedagliato, che divennero ben 60.000 poco dopo lo sbarco . Una forza consistente e, tuttavia, dotata di mezzi di attacco e di difesa assolutamente inadeguati ( pochi carri armati \u2013 appena 260 \u2013 e modesti mezzi motorizzati) e, soprattutto, di una insufficiente copertura aerea. Appena 1320 aerei, alcuni dei quali tecnologicamente superati, costituivano la difesa dell\u2019aria. Il divario con le forze di invasione era enorme. Gli americani erano ben 228.000 e gli anglocanadesi circa 250.000. Inoltre gli invasori potevano schierare sui campi di battaglia ben seicento carri armati e un\u2019incredibile quantit\u00e0 di mezzi motorizzati. Fattore decisivo era, poi, costituito dal dominio dell\u2019aria: ben 2050 bombardieri e 2200 caccia che ebbero, in poco tempo, il sopravvento sulle forze aeree dell\u2019Asse. Infine, la quantit\u00e0 di mezzi navali era, come riferivano testimoni oculari, impressionante. \u201cFino a quel momento \u2013 scriveva Eisenhower \u2013 nessun attacco anfibio nella storia aveva raggiunto le dimensioni di questo. Lungo parecchie miglia di linea costiera vi erano centinaia di navi e di piccole imbarcazioni, e a terra le truppe avanzavano in fila come formiche; in cielo, stormi di caccia a protezione\u201d.La superiorit\u00e0 in uomini e mezzi, dunque, non lasciava scampo ai difensori dell\u2019isola.<\/p>\n<p>Tenuto conto del rapporto di forza, non pu\u00f3, quindi, che sorprendere la capacit\u00e0 di resistenza delle truppe a difesa della Sicilia; furono infatti necessari ben 38 giorni, alcuni dei quali drammatici, per abbattere la rocciosa difesa approntata dai militari dell\u2019Asse. Scrive a questo proposito Francesco Renda :\u201d\u2026la vittoria angloamericana non fu, per\u00f2, cos\u00ec piena come si sperava e non fu conseguita senza difficolt\u00e0\u201d. Dove per pienezza, il grande storico recentemente scomparso, intendeva la distruzione dell\u2019esercito avversario.<\/p>\n<p>Ma andiamo ai fatti. Ci fu, innanzitutto, un tentativo di ricacciare gli invasori in mare, operato soprattutto della divisione Livorno, l\u2019unica unit\u00e0 motorizzata a disposizione del generale Guzzoni. Tentativo andato a male e pagato a prezzo di gravissime perdite umane. A questo punto gli italo-tedeschi decisero di abbandonare la difesa della Sicilia occidentale e di procedere ad un ripiegamento verso Messina disponendosi su un arco che andava dal Tirreno allo Ionio cos\u00ec da consentire agli assediati di avere le spalle coperte e di potere ritirarsi in modo ordinato. Proprio sulla linea indicata, italiani e tedeschi, mantennero saldamente la difesa per oltre venti giorni impegnando le truppe anglo canadesi, e poi americani in soccorso, in aspri combattimenti.<\/p>\n<p>La battaglia della Piana di Catania, combattuta il 5 agosto, vide rifulgere le qualit\u00e0 militari dei soldati sia italiani che tedeschi. La quindicesima divisione granatieri corazzati tedesca, i famosi \u201c<strong>diavoli verdi<\/strong>\u201d, e la divisione italiana Aosta contrattaccarono per ben 24 volte lasciando sul terreno migliaia di morti e facendo strage degli aggressori.<\/p>\n<p>\u201d Fu una strage sanguinosa, scrisse il generale <strong>Montgomery<\/strong>, una delle pi\u00f9 dure battaglie combattute nella seconda guerra mondiale\u201d<\/p>\n<p>Questa inaspettata resistenza, consent\u00ec di dare il tempo necessario per effettuare quella che l\u2019ammiraglio statunitense<strong> Morison<\/strong> defin\u00ec una ritirata degna di geniali strateghi. Infatti, il 17 agosto, poco prima che gli Alleati raggiungessero Messina, gli italiani ed i tedeschi avevano evacuato l\u2019isola portando in salvo non solo gli uomini ma quel che rimaneva del materiale bellico. Il bilancio delle operazioni fu abbastanza pesante per entrambe le parti, si contarono, ben 2.899 morti e 6.471 feriti fra gli americani, 2.376 morti e 7.548 feriti fra gli inglesi, 562 morti e 1.644 feriti fra i canadesi. Molto pi\u00f9 alto il bilancio delle perdite per gli italiani ed i tedeschi : 4.688 morti per i primi e 4.325 per i secondi. Quella che superficialmente qualcuno defin\u00ec una passeggiata era stata invece una faticosa e spesso drammatica scalata segnata anche da episodi che non fecero onore agli Alleati. Due, fra questi, \u00e9 giusto ricordarli. All\u2019aeroporto di Biscari, l\u2019ufficiale americano<strong> John Compton<\/strong>, fece infatti fucilare senza motivo 36 prigionieri italiani e tedeschi; analogo episodio, questa volta per\u00f2 i morti furono circa cinquanta, ebbe come protagonista il sergente americano<strong> Horace West.<\/strong> D\u2019altra parte, non si deve dimenticare che lo stesso <strong>Patton<\/strong> aveva usato espressioni come quella che riportiamo di seguito: \u00ab Se si arrendono quando tu sei a due-trecento metri da loro, non badare alle mani alzate. Mira tra la terza e la quarta costola, poi spara. Si fottano, nessun prigioniero! \u00c8 finito il momento di giocare, \u00e8 ora di uccidere! Io voglio una divisione di killer, perch\u00e9 i killer sono immortali! \u00bb<\/p>\n<p>Un altro tragico episodio, questa volta a carico dell\u2019Asse, si verific\u00f2 a <strong>Castiglione di Sicilia<\/strong> dove un gruppo di tedeschi, della divisione Hermann Goring, offesi da un furto, per reazione spararono sulla popolazione civile lasciando sul terreno 16 vittime.<\/p>\n<p>Come aveva immaginato<strong> Churchill,<\/strong> l\u2019effetto dello sbarco sulla situazione politica italiana fu micidiale. <strong>Mussolini<\/strong>, colui che aveva sostenuto la assoluta invulnerabilit\u00e0 del territorio italiano, era stato clamorosamente smentito; il suo carisma crollava e questo crollo incoraggiava gli oppositori a venire fuori assestando il colpo decisivo al regime. Non \u00e9 dunque fuori luogo affermare che lo sbarco del 10 luglio costitu\u00ec la causa scatenante del colpo di Stato del 25 luglio che avrebbe messo fuori gioco il Duce del fascismo.<\/p>\n<p>Di <strong>PASQUALE HAMEL<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come si \u00e9 detto, lo sbarco si concentr\u00f2 sulla Sicilia sud-orientale, da Licata a Scoglitti, dove presero terra i soldati americani e da Pachino a Siracusa sulle cui spiaggie sbarcarono inglesi e canadesi.Prima, per\u00f2, di proseguire nella descrizione delle operazioni, \u00e8 utile, anche per smentire contributi determinanti di agenti estranei ai combattenti, dare uno sguardo &hellip; <a href=\"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1090\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Storia. 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