{"id":1202,"date":"2013-06-18T09:52:31","date_gmt":"2013-06-18T09:52:31","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1202"},"modified":"2013-06-18T09:53:45","modified_gmt":"2013-06-18T09:53:45","slug":"il-concetto-di-coppia-negli-esseri-umani-di-alessandro-bertirotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1202","title":{"rendered":"Il concetto di &#8220;coppia&#8221; negli esseri umani, di Alessandro Bertirotti"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.corriereinformazione.it\/i-nostri-blog\/blogger\/elenchi\/3906-alessandro-bertirotti.html\"> <img decoding=\"async\" alt=\"Alessandro Bertirotti\" src=\"data:image\/jpeg;base64,\/9j\/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD\/2wBDAAgGBgcGBQgHBwcJCQgKDBQNDAsLDBkSEw8UHRofHh0aHBwgJC4nICIsIxwcKDcpLDAxNDQ0Hyc5PTgyPC4zNDL\/2wBDAQkJCQwLDBgNDRgyIRwhMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjIyMjL\/wAARCAA8ADwDASIAAhEBAxEB\/8QAHAABAAIDAQEBAAAAAAAAAAAABwMFBAYIAgAB\/8QAMBAAAgEEAQMCBQMDBQAAAAAAAQIDAAQFEQYSITETQQciUWGBFHGhI0KxUmLB0fD\/xAAUAQEAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA\/8QAFBEBAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAP\/aAAwDAQACEQMRAD8Af6HeYzSZPmrxOdxWvSiL9CfJpioZ57ex4HlU0piZzdGIKV8Akldn7dxQX9pbTPGEiVVRRrq15NerjGs0JSSTQPYGqB7u4BLQSZCcodMyMIoo+2\/fdQZ+\/wArFgXkSYqICkk3UNsVPlQQPOu\/j\/ugpeS41IUl6r2EgA\/03Yb70ecKzBwHPcXeM3THDdBJCD\/Yx6W\/g1vmXkbIY1ntGsX602UO9nt7EvRblbd8Rd2sw6etQrMp33YMT3+3ig7dB2N1+1p\/w05ZPzLiMWTuoY4pxI0TiPfSSNdxv7GtwoPqJc9AYOTZAXfzsSskfX3DRk6I\/FLVaR8RsS9xjEyUA\/q2p+fXuh80GJbYe3aLfqzdOvmHqHxUWSjSHF31tFj+stGQoZhpiR++z+e9T4i6E9jGwIIZN7+tRiPI3MshmhjihI2un6n3+V0P5\/eg1PiVnbtaT2NzFHHNGq+ihA6gdfNpvcE+KJ\/iMHXNyxyAbQgKdeRqmCPG3tjnJru9lMsRQ9I0Brx7\/XtRhzmJcvzm3t4F6jcXCRBfqSQKB3+C+MGN+GWMOwWueq4bX+49v41SBUFlaw2VlDbW8axRRIFRFGgoHsKnoPq17mWatcNx+d7lQ\/qKUWP\/AFE1WZ74ocawbNEbv9Xcjt6NsOs7+\/sPzRXyfmlxzK7hZ7X9LaQ76ELbYn6n2oLTgOf\/AFiTWj9v08xQr56N9x+Nf4pBknjHUDIFA9t0H8SZ7DleS9I79UI2t+f\/AHek+R7q5iCp6fceG96Ct5VmrWGGVkmHyKSdd6BMhnbtc5HkLaZoriF\/Ujca2rfUUl8ttbl4JLdSuv7lSiu8xNyt2sQjYs50O1B0x8F+dZLl2LvbfMzJLe2rKVcKFLRsO2wPfYNKVcecP5FfcS5NHkLByYIwIpY\/CzIPIP8AkGutMXl7LL42C+s7iOWGVQwZWB128H70HJttHHGdKBVgs6hSN6K96qY3YHzWRr1F6W7j96DIsMqEzongBEqJ85I+VgP+aUsLnoctH6bOIptfkUSMojVSgC9J7aqwnmktMet7C5WaOQdJH4oFbIYmzsLNpSet22Szf5oy5DmsXayosBUggqzgdzv6fb7145\/yTJ\/o7KyS4McUsHqSdHYsd67n6VqdrYwm1WZgzyN5LHdBjZO9hWAraH5SfapsVJeW9kFiuJowzFiEcqN\/ipzaQupDICPNelAQdKjQFB\/\/2Q==\" \/> <\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Ogni essere umano nasce<\/strong> per trovare nella sua esistenza un altro essere umano, o pi\u00f9 esseri umani, con i quali stare bene, soddisfacendo il proprio bisogno <strong>di amore<\/strong>, <strong>di accudimento<\/strong> e <strong>protezione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Questo \u00e8 un dato di fatto e da sempre<\/strong>, o almeno da quando il nostro cervello, nella sua funzione interpretativa della realt\u00e0, ha sviluppato il primo livello di coscienza. La<strong> coscienza<\/strong> \u00e8 una <strong>abilit\u00e0 mentale che rientra nella sfera dell&#8217;attenzione<\/strong>, ossia della cognizione del mondo. Nel caso, appunto, della coscienza la cognizione \u00e8 verso se stessi, come una conseguenza <strong>dell&#8217;auto-osservazione<\/strong>.<!--more--><\/p>\n<p>L&#8217;auto-osservazione inizia nella nostra specie da quando assumiamo la postura eretta, grazie alla quale la testa si trova nella condizioni di <strong>ruotare<\/strong> ed osservare, oltre <strong>all&#8217;ambiente circostante<\/strong>, <strong>anche<\/strong> il proprio <strong>corpo<\/strong>.<\/p>\n<p>Inoltre, grazie a questa posizione, lentamente prendiamo coscienza della presenza degli arti superiori, con i quali, da quel momento in poi, impariamo a modificare il mondo circostante. Grazie <strong>all&#8217;azione prensile<\/strong> della <strong>mano<\/strong>, dovuta alla presenza del pollice in opposizione rispetto alle altre dita, che sono appunto gli arti superiori nella loro funzionalit\u00e0, <strong>inventiamo il concetto di <em>strumento<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Come vedete, <strong>la formazione della coscienza<\/strong>, grazie alla quale abbiamo successivamente sviluppato la consapevolezza di noi stessi, \u00e8 strettamente legata alla percezione del proprio corpo, alla sua osservazione a alla postura che esso assume. Ma, oltre a questo, <strong>la coscienza \u00e8 legata all&#8217;azione del nostro corpo, secondo un&#8217;intenzione che deriva dalla mente<\/strong>. In sostanza, le azioni ci hanno guidato, nel corso dell&#8217;evoluzione, affinch\u00e9 sviluppassimo una mente <strong>in grado<\/strong> di <strong>dirigere<\/strong> successivamente il corpo verso nuove azioni. Il corpo e la mente sono dunque espressione della stessa funzione: <strong>la vita<\/strong>.<\/p>\n<p>Grazie all&#8217;auto-osservazione sviluppiamo il senso di identit\u00e0, <strong>per mezzo del quale impariamo<\/strong>, durante l&#8217;abbraccio materno, che dove finisce il nostro corpo pu\u00f2 iniziare quello di un&#8217;altra persona. <strong>Nel caso della madre si tratta<\/strong>, inoltre, di una persona assai importante per la nostra futura serenit\u00e0 esistenziale: <strong>lei ci contiene<\/strong> e <strong>trattiene<\/strong> con il suo corpo, il suo abbraccio e il suo <strong>sguardo<\/strong>. <strong>Questa \u00e8 la funzione antropologico-mentale dell&#8217;abbraccio<\/strong>, senza del quale gli esseri umani crescono in profondo deficit relazionale e comunicazionale.<\/p>\n<p>Ecco che nasciamo in questo mondo prolungando quella situazione intrauterina <strong>in cui<\/strong> siamo stati contenuti, cullati e coccolati dalla e <strong>nella pancia materna<\/strong>. Ed ecco perch\u00e9, <strong>una volta usciti da quel nido sicuro<\/strong>, cercheremo di nuovo questo contatto che ci ha <strong>iniziati alla vita<\/strong>, e lo troveremo dapprima negli abbracci materni durante l&#8217;allattamento e, dopo, <strong>cercando la nostra met\u00e0 che ci faccia sentire protetti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>E questa protezione non \u00e8 cercata dalla femmina umana perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 debole<\/strong>, o chiss\u00e0 per quali altre astruse ragioni, <strong>ma \u00e8 fortemente cercata da tutti<\/strong>, <strong>maschi e femmine<\/strong>. A qualsiasi <strong>et\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il modello di vita a due<\/strong>, quello che abbiamo imparato in nove mesi, senza averne coscienza, <strong>si trasforma nella ricerca del partner con il quale realizzare lo stesso modello affettivamente significativo<\/strong>. Con questo, non voglio certamente dire che ogni femmina umana diventi nel matrimonio <strong>il simulacro della madre del marito<\/strong>, ma certo ne rappresenta un riferimento emozionale. E le <strong>femmine<\/strong>, d&#8217;altro canto, <strong>cercheranno la stessa protezione del maschio<\/strong>, secondo una dinamica contenitiva che non sia aggressiva, ma dolce e comprensiva. Per questo motivo sono molte le donne che amano nel maschio una quota <strong>almeno sufficiente<\/strong> di <strong>tenerezza<\/strong> e <strong>dolcezza<\/strong>.<\/p>\n<p>Insomma, siamo nati per stare assieme, con il <strong>femminile<\/strong> ed il <strong>maschile<\/strong>, al <strong>di l\u00e0 di ogni specificazione sessuale genitale<\/strong>, e dunque qualsiasi coppia che si voglia bene \u00e8 coppia da legittimare e difendere.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 che non difenda questo principio non solo \u00e8 <strong>antievolutiva<\/strong>, ma \u00e8 <strong>disumana<\/strong>.<\/p>\n<p>Di <strong>Alessandro Bertirotti<\/strong>, l&#8217;Antropologo della mente<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni essere umano nasce per trovare nella sua esistenza un altro essere umano, o pi\u00f9 esseri umani, con i quali stare bene, soddisfacendo il proprio bisogno di amore, di accudimento e protezione. 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