{"id":1261,"date":"2013-07-11T06:36:55","date_gmt":"2013-07-11T06:36:55","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1261"},"modified":"2013-07-11T06:38:01","modified_gmt":"2013-07-11T06:38:01","slug":"siamo-tutti-smemorati-o-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1261","title":{"rendered":"Siamo tutti smemorati, o no? di Alessandro Bertirotti"},"content":{"rendered":"<div><\/div>\n<div>\n<div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.corriereinformazione.it\/i-nostri-blog\/blogger\/elenchi\/3906-alessandro-bertirotti.html\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Alessandro Bertirotti\" src=\"http:\/\/cdn.corriereinformazione.it\/images\/easyblog_avatar\/165_3906.jpg\" width=\"60\" height=\"60\" \/> <\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Se vi capita di ascoltare qualche viaggiatore<\/strong> che ha visitato i luoghi pi\u00f9 disparati del mondo e vi fate raccontare ci\u00f2 che maggiormente lo ha colpito di questi incontri, magari con quelle popolazioni che ancora oggi non hanno un <strong>linguaggio parlato e scritto<\/strong>, ma solo orale, rimarrete stupiti, voi come il viaggiatore, dalla grande importanza che questi poli attribuiscono alla memoria umana.<!--more--><\/p>\n<p>Tutti <strong>voi ricorderete le fiabe e le novelle<\/strong>, che avevano un personaggio principale, collocato fuori dalla scena, col ruolo appunto di raccontare, anche con minuzia di particolari, a memoria le gesta di <strong>eroi immaginari che compiono imprese quasi impossibili in terre lontane<\/strong>. Ebbene, a narrare non erano solo le nonne, ma anche il Cantastorie, in grado appunto <strong>tener contezza<\/strong> delle diverse storie di un gruppo di persone, garantendone tanto il rispetto delle parti essenziali quanto rinnovandole di volta in volta.<\/p>\n<p>Proprio sulla base di questa capacit\u00e0 cognitiva, molti studiosi hanno per lungo tempo creduto che all&#8217;interno di una societ\u00e0 alfabetizzata, dove tutti cio\u00e8, sanno <strong>leggere e scrivere<\/strong>, sia pure a livello elementare, la ritenzione mnemonica dovesse essere qualitativamente inferiore. Si <strong>credeva<\/strong>, in sostanza, che <strong>in una societ\u00e0 priva di scrittura le persone fossero motivate<\/strong> <strong>a rievocare le immagini del passato con maggiore accuratezza e precisione<\/strong>, in particolare quelle che avevano un contenuto importante da essere tramandato, ossia quelle che potevano mantenere il sentimento di unione nel gruppo.<\/p>\n<p><strong>In realt\u00e0<\/strong>, con le nuove indagini sul funzionamento della memoria, e il suo potenziamento, oltre che attraverso le valutazioni etnologiche che molti studiosi hanno compiuto, <strong>si \u00e8 scoperto che questo presunto primato della memoria non \u00e8 direttamente legato alla scrittura e alla lettura<\/strong>. Vi sono, in effetti, situazioni nelle quali alcune persone riescono a memorizzare intere pagine di testo, senza commettere errori e tramandarne oralmente il senso e i simboli. <strong>Si pensi ai rabbini ebraici<\/strong>, alla loro <strong>capacit\u00e0<\/strong> <strong>di rimembrare perfettamente alla lettera intere pagine della propria tradizione religiosa<\/strong>, e alla memoria visiva che consente loro di ricordare anche la posizione, all&#8217;interno della pagina, che un certo concetto occupa.<\/p>\n<p>Le <strong>eventuali differenze sono allora di tipo strumentale<\/strong>, ossia riguardano quanta importanza quella precisa cultura attribuisce allo scrivere e al ricordare.<\/p>\n<p>La divisione fra <strong>scrittura e lettura<\/strong>, sebbene <strong>anticamente presente<\/strong>, <strong>\u00e8 una questione di atteggiamento mentale rivolto o meno alla comunicazione empatica<\/strong>. In effetti, vi \u00e8 per tutti noi una notevole differenza ascoltare una storia avvincente raccontata dal suo stesso autore, oppure leggerla nelle lettere stampate. <strong>Si tratta di una dimensione che purtroppo non traspare sempre dal testo<\/strong>, tranne quando i romanzieri sono persone assai problematiche, quasi patologiche, e riescono nella loro &#8220;malattia&#8221; a superare il significato stesso di quello che hanno scritto per entrare in tacita comunicazione con il lettore. \u00c8 <strong>una situazione rara<\/strong>, perch\u00e9 si deve essere davvero bravi, <strong>sia nello scrivere che nel fare vibrare le stesse emozioni che si provano scrivendo in colui che legger\u00e0 poi il testo<\/strong>. In genere, questo avviene nella <strong>poesia<\/strong>, ma solo quando ci troviamo di fronte a grandi capacit\u00e0 poetiche che sanno sintetizzare in un verso un forte sentire, altrimenti, nella maggioranza dei casi, avviene solo raramente.<\/p>\n<p>Infatti, le<strong> ricerche<\/strong> oggi dimostrano che <strong>le strutture cerebrali adibite alla memoria a breve termine e quelle per la memoria a medio-lungo termine sono praticamente universali <\/strong>per l&#8217;intera specie, e le differenze si basano sull&#8217;utilizzazione pi\u00f9 o meno ampia di questi due tipi di memoria. <strong>Le differenze culturali si rilevano invece per quello che riguarda il modo in cui i dati sono immagazzinati nella memoria e dunque recuperati al momento opportuno<\/strong>. Ecco dunque che le strategie riguardano il modo con cui si rievocano i ricordi, come questi vengono utilizzati e il perch\u00e9 alcuni elementi del passato rimangono parte della memoria collettiva, mentre altri, anche importanti da molti punti di vista, non sono mai recuperati e considerati validi.<\/p>\n<p>Ebbene, anche oggi, <strong>nel nostro mondo Occidentale cos\u00ec tecnologizzato<\/strong>, non \u00e8 vero che abbiamo perso memoria, mentre sembra piuttosto vero che non venga riconosciuta, la memoria a breve e lungo termine, come utile ed importante, <strong>visto che vi sono gli strumenti con i quali queste capacit\u00e0 umane possono essere vicariate<\/strong>, visto che queste capacit\u00e0 possono essere sostituite con tutti quegli strumenti che la nuova tecnologia ci offre.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9, forse, <strong>dovremmo soffermarci a comprendere meglio cosa significa per l&#8217;evoluzione della specie<\/strong>, ma anche per i rapporti umani e personali, <strong>abdicare con troppa facilit\u00e0 ad alcune abilit\u00e0 cognitive<\/strong>, che abbiamo conquistato a fatica nel corso dell&#8217;evoluzione, e che stiamo abbandonando perch\u00e9 ritenute ora &#8220;troppo <strong>faticose<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Ma, <strong>siamo sicuri che senza fatica la mente sappia apprezzare quello che ha conquistato?<\/strong><\/p>\n<p>Di<strong> Alessandro Bertirotti, l&#8217;Antropologo della mente<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se vi capita di ascoltare qualche viaggiatore che ha visitato i luoghi pi\u00f9 disparati del mondo e vi fate raccontare ci\u00f2 che maggiormente lo ha colpito di questi incontri, magari con quelle popolazioni che ancora oggi non hanno un linguaggio parlato e scritto, ma solo orale, rimarrete stupiti, voi come il viaggiatore, dalla grande importanza &hellip; <a href=\"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1261\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Siamo tutti smemorati, o no? di Alessandro Bertirotti<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-1261","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ospiti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1261","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1261"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1261\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1264,"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1261\/revisions\/1264"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1261"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1261"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}