{"id":1469,"date":"2013-10-29T16:59:38","date_gmt":"2013-10-29T16:59:38","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1469"},"modified":"2013-10-29T16:59:43","modified_gmt":"2013-10-29T16:59:43","slug":"gli-ismi-della-seconda-repubblica-di-enzo-palumbo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1469","title":{"rendered":"Gli \u201cismi\u201d della seconda repubblica, di Enzo Palumbo"},"content":{"rendered":"<h2><\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rivoluzione-liberale.it\/la-debole-manovra-estiva-nel-crepuscolo-del-berlusconi-iv\/parlamento-camera\/\" rel=\"attachment wp-att-5537\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Parlamento - Camera\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.rivoluzione-liberale.it\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/Parlamento-Camera.jpg\" width=\"286\" height=\"176\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nella generale e forse prematura convinzione che l\u2019era di Berlusconi stia volgendo al tramonto, si \u00e8 acceso il dibattito se gli sopravvivr\u00e0 il c.d. \u201cberlusconismo\u201d, e cio\u00e8 quel \u201c<em>meltingpot<\/em>\u201d piuttosto sgradevole \u2013originato dalla mescolanza di interessi personali e politici, vizi privati e pubblici, messaggi demagogici e contradditori, sguaiatezza comportamentale, ruberie generalizzate, approssimazione intellettuale, incapacit\u00e0 operativa\u2013 che ha crescentemente caratterizzato la seconda repubblica e che induce a fare dell\u2019attualit\u00e0 italiana una sconfortante diagnosi.<!--more--><\/p>\n<p>Francamente, penso che la domanda sia mal posta, e che siano quindi sostanzialmente inutili le tante dotte risposte che da ogni parte si tenta di darvi.<\/p>\n<p>Credo infatti che all\u2019origine delle mutazioni genetiche della c.d. seconda repubblica non ci sia tanto il \u201cberlusconismo\u201d, che semmai ne \u00e8 una conseguenza, quanto piuttosto il suo sistema elettorale, il bipolarismo per l\u2019appunto, che nasce dalle macerie della prima Repubblica,nella convinzione che fosse necessario individuare una sbrigativa scorciatoia per transitare velocemente alla terra promessa della democrazia dell\u2019alternanza, ormai resa possibile anche in Italia, non pi\u00f9 terra di frontiera rispetto al blocco orientale egemonizzato dall\u2019URSS.<\/p>\n<p>L\u2019ipotesi posta a base della riforma elettorale del 1993 era che, sotto la spinta di una legge bipolare e tendenzialmente bipartitica, i protagonisti della prima repubblica si sarebbero via via accorpati in ragione della loro pregressa affinit\u00e0 ideologica e della prospettiva di comuni obiettivi; e cos\u00ec, per stare al caso che qui pi\u00f9 interessa, i liberali si sarebbero uniti ai repubblicani, e poi ai radicali ed ai laici in genere; analogamente si sarebbero comportati fatto a loro volta i socialisti delle varie confessioni, unendosi prima tra di loro e poi\u00a0 coi postcomunisti divenuti anch\u2019essi socialisti; ed a quel punto anche i postdemocristiani avrebbero per necessit\u00e0 sub\u00ecto un processo di forte omologazione tra le tante correnti del passato, magari collegandosi a quelle aree cattoliche, attive nell\u2019impegno sociale, che si erano sin l\u00ec sottratte ad ogni impegno politico.<\/p>\n<p>Alla luce dei fatti, oggi possiamo constatare che quel progetto era sbagliato o comunque \u00e8 fallito, il che poi \u00e8 la stessa cosa: piuttosto che l\u2019unione di ciascuna cultura politica, il bipolarismo ne ha provocato la divisione ed addirittura la frammentazione, mentre la ricomposizione necessitata dal nuovo sistema elettorale \u00e8 avvenuta secondo una logica che non era pi\u00f9 quella della rappresentanza degli interessi di ciascuna area politica, quanto piuttosto quella dell\u2019ostilit\u00e0 verso gli altri, e, nell\u2019un campo come nell\u2019altro, sotto l\u2019alibi costituito dal \u201cprogrammismo\u201d, quasi sempre fantasioso e velleitario, in un crescendo di promesse a cui ciascun soggetto politico si faceva lecito di lasciarsi andare, senza porsi neppure il problema della loro intima coerenza e concreta praticabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che prima era unito sulla base di una comune concezione della societ\u00e0, si \u00e8 andato cos\u00ec scomponendo per le pi\u00f9 diverse ragioni (talvolta politiche, pi\u00f9 spesso personali), e si \u00e8 poi ricomposto secondo una logica che non era pi\u00f9 quella della rappresentanza (con le sue regole naturali, alle quali ciascun elettore prestava quasi naturale consenso in ragione delle convinzioni che nascevano dalla sua personale formazione culturale), ma piuttosto secondo la logica del \u201cprogrammismo\u201d (con l\u2019unica regola della cattura occasionale del consenso per la conquista del potere, e, ancora di pi\u00f9, per impedirne la conquista agli avversari divenuti nemici): in breve, al voto \u201cper\u201d qualcosa e \u201cper\u201d qualcuno si \u00e8 sostituito il voto \u201ccontro\u201d qualcos\u2019altro e qualcun altro.<\/p>\n<p>La proposta politica \u00e8 quindi totalmente cambiata: all\u2019affermazione \u201cio sono\u201d (che consentiva una valutazione sulla credibilit\u00e0 e coerenza rispetto ai comportamenti del passato ed alla affidabilit\u00e0 per il futuro), si \u00e8 sostituita l\u2019affermazione \u201cio propongo\u201d (che obbliga ad una scommessa al buio sul futuro anche prescindendo dal passato), e su questo nuovo scenario si \u00e8 costruita la cattedrale delle aspettative, quasi sempre andate deluse proprio perch\u00e9 basate su promesse impossibili da realizzare..<\/p>\n<p>Sulla scia del \u201cprogrammismo\u201d, a seguire, sono venuti gli altri \u201cismi\u201d tipici della seconda repubblica, che hanno malamente sostituito quelli ideologici della prima: in primo luogo il leaderismo (con compiti di supplenza rispetto alla mancanza di idealit\u00e0), ed a seguire, il populismo (che ne \u00e8 il naturale corollario), il trasformismo (prima assolutamente residuale), il bellicismo (con l\u2019avversario trasformato in nemico), l\u2019estremismo (per restare sempre in sovraesposizione), il giustificazionismo per i propri sodali (sulla base del noto aforisma di Roosevelt riferito al dittatore nicaraguense Noriega: \u201csar\u00e0 pure un figlio di p\u2026\u2026., ma \u00e8 il nostro figlio di p\u2026..\u201d); mentre ogni comportamento politico ha finito per essere deciso e valutato con lo strumento improbabile del \u201csondaggismo\u201d, divenuto di casa su giornali e televisioni.<\/p>\n<p>I talk shaw, anche nella loro versione pi\u00f9 seriosa e castigata, hanno fatto il resto.<\/p>\n<p>Berlusconi \u00e8 stato il pi\u00f9 lesto di tutti a capire ci\u00f2 che stava accadendo, e si \u00e8 subito sintonizzato sul nuovo spartito, mentre gli altri ci hanno messo un po\u2019 di pi\u00f9, ma senza riuscirci del tutto, perch\u00e9 quelle nuove caratteristiche, che in Italia sono sempre state connaturali alla destra, hanno trovato una sinistra ontologicamente pi\u00f9 refrattaria, sino al punto da favorire la nascita, proprio nella sua area, dell\u2019ennesimo \u201cismo\u201d che tutti li riassume: il \u201cgrillismo\u201d, al quale la sinistra tenta ora di porre rimedio inventandosi l\u2019ennesimo \u201cismo\u201d, il \u201crenzismo\u201d, che \u00e8 il massimo del leaderismo populistico che la sinistra sembra possa permettersi,\u00a0 e che si avvia a diventare il pane quotidiano della prossima stagione politica.<\/p>\n<p>Se il bipolarismo, come io credo, \u00e8 all\u2019origine della malattia della nostra democrazia, \u00e8 qui, sulla causa e non sui suoi effetti, che si deve intervenire per imboccare la strada della guarigione.<\/p>\n<p>Il fatto si \u00e8 che ogni mutazione del sistema elettorale provoca una corrispondente mutazione nel comportamento degli elettori e quindi nella strutturazione del sistema politico: la stessa persona, nelle medesime circostanze di tempo e di luogo, vota in maniera diversa a seconda che ci sia un sistema elettorale piuttosto che un altro.<\/p>\n<p>E trovo abbastanza naturale che gli attuali protagonisti della politica, che sono nati dal bipolarismo e che senza di esso non sarebbero nemmeno esistiti, siano naturalmente portati a preservarlo, in una forma o nell\u2019altra, in ci\u00f2 coadiuvati dai principali commentatori di stampa e televisione, che si rifiutano di ammettere i disastri ai quali il bipolarismo (beninteso, quello italiano, e non quello altrui, che non ci riguarda); e, se cos\u00ec sar\u00e0, rester\u00e0 anche un pio desiderio ogni ottimismo sulla prospettiva delle convergenze ideologiche che dovrebbero logicamente vedere i liberali coi liberali, i popolari coi popolari ed i socialisti coi socialisti, lasciando che altri, sul prolungamento del \u201ccontinuum destra-sinistra\u201d, si dividano il resto.<\/p>\n<p>A meno che la Corte Costituzionale, che lo scorso anno ha improvvidamente salvato questa vergognosa legge elettorale dalla tagliola referendaria, cessi di mandare l\u2019ennesimo segnale di fumo con le ormai consunte ammonizioni alla politica, ed invece si decida una buona volta a fare il suo lavoro, accogliendo la questione\u00a0 sollevata dalla Cassazione su istanza di un gruppo di cittadini, il cui primo firmatario, non per niente, porta il nome di Aldo Bozzi, omonimo del suo avo tanto caro ai liberali d\u2019antan come me, e cos\u00ec mandando al macero il premio di maggioranza dell\u2019attuale legge elettorale, se non anche la vergogna delle liste bloccate, come pure sarebbe auspicabile.<\/p>\n<p>Ne risulterebbe in tal caso un sistema proporzionale con soglia al 4%, un po\u2019 come in Germania (soglia al 5%) o in Austria (soglia al 4%), che per i liberali \u00e8 obiettivo difficile ma non impossibile, talvolta centrato (come per il NEOS in Austria), talaltra no (come da ultimo per la FDP in Germania), e cos\u00ec anche propiziando ci\u00f2 che anche in Italia l\u2019ALDE sta tentando di fare.<\/p>\n<p>Solo a quel punto, tutto sar\u00e0 possibile, anche che i liberali, quelli nuovi pi\u00f9 facilmente che quelli della diaspora, si ritrovino insieme, e che la stessa cosa facciano i popolari ed i socialisti.<\/p>\n<p>E, se cos\u00ec non sar\u00e0, il sogno del ritorno alla politica rester\u00e0 tale, e ci risveglieremo nel mondo di ieri e di oggi, magari ritrovandoci con qualche \u201cismo\u201d in pi\u00f9!<\/p>\n<p><strong><em>\u00a9 Rivoluzione Liberale<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0Di Enzo Palumbo<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella generale e forse prematura convinzione che l\u2019era di Berlusconi stia volgendo al tramonto, si \u00e8 acceso il dibattito se gli sopravvivr\u00e0 il c.d. \u201cberlusconismo\u201d, e cio\u00e8 quel \u201cmeltingpot\u201d piuttosto sgradevole \u2013originato dalla mescolanza di interessi personali e politici, vizi privati e pubblici, messaggi demagogici e contradditori, sguaiatezza comportamentale, ruberie generalizzate, approssimazione intellettuale, incapacit\u00e0 operativa\u2013 &hellip; 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