{"id":1486,"date":"2013-11-08T23:31:27","date_gmt":"2013-11-08T23:31:27","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1486"},"modified":"2013-11-08T23:32:38","modified_gmt":"2013-11-08T23:32:38","slug":"atac-il-tesoro-dei-biglietti-clonati-di-maurizio-bonanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1486","title":{"rendered":"ATAC: Il tesoro dei biglietti clonati, di Maurizio Bonanni"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\">\n<div>Guardate un po&#8217; come l&#8217;ATAC truffa il contribuente e finanzia sottobanco il consociativismo politico:<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>\u00a0IL TESORO DEI BIGLIETTI CLONATI<\/strong><\/div>\n<div>Nel 2008 si sigla un patto bipartisan per la pacificazione e la continuit\u00e0 nella gestione dei trasporti capitolini tra centrodestra e centrosinistra in una cena a casa dell&#8217;ex ad dell&#8217;Ente Eur, Riccardo Mancini, braccio destro di Alemanno. Si blinda un sistema che consente la produzione di milioni di titoli di viaggio paralleli che non sono fatturati e che producono 70 milioni di euro l&#8217;anno da spartirsi e per finanziare i partiti. L&#8217;incredibile frode denunciata in una relazione finita in Procura e confermata da un&#8217;altra indagine interna rimasta senza conseguenze. L&#8217;accesso alla struttura protetta consentito solo allo stesso personale presente da dieci anni. Il silenzio dell&#8217;attuale vertice dell&#8217;azienda <strong>ROMA &#8211; <\/strong>Al cuore di una citt\u00e0 in bancarotta &#8211; 800 milioni di euro \u00e8 il deficit annuale del comune di Roma &#8211; c&#8217;\u00e8 un&#8217;azienda pubblica che spiega molto, o forse tutto, di questo abisso di insolvenza. Perch\u00e9 in fondo ne \u00e8 insieme lo specchio e una delle cause. <!--more-->\u00c8 la pi\u00f9 grande azienda del trasporto pubblico locale in Italia e una delle pi\u00f9 grandi in Europa. \u00c8 la peggiore. Perch\u00e9, da dieci anni almeno, \u00e8 la stanza di compensazione e la tasca della politica capitolina. Il perno di un Sistema. \u00c8 Atac spa. Acronimo di &#8220;Azienda Tramvie ed Autobus del Comune&#8221;: 12mila dipendenti, un miliardo di passeggeri nel 2012 (un terzo di quelli della &#8220;Rapt&#8221; parigina, un quarto di quelli londinesi della Transport for London), un deficit annuo di oltre 150 milioni e un debito che ha raggiunto 1 miliardo e 600 milioni.In Atac tutto \u00e8 stato possibile. Crasso clientelismo, appalti gonfiati. Ma &#8211; si scopre ora &#8211; anche digerire un audit interno che denuncia un&#8217;emorragia di liquidit\u00e0 da biglietti clonati che avrebbero la loro stamperia clandestina proprio dentro l&#8217;azienda. Un fiume di denaro nero, per una contabilit\u00e0 altrettanto nera necessaria a finanziare chi a questo carrozzone assicura la sopravvivenza. La Politica.Per due mesi, &#8220;Repubblica&#8221; ha raccolto documenti e testimonianze che raccontano cosa \u00e8 diventata Atac. Perch\u00e9 ne \u00e8 cruciale il controllo. Ha quindi chiesto al nuovo amministratore delegato dell&#8217;azienda, Danilo Broggi, di rispondere ad alcune domande. A cominciare dalle circostanze illuminate dalla pi\u00f9 sorprendente delle truffe &#8211; i biglietti clonati, appunto &#8211; che si consumerebbe ai danni della societ\u00e0 con complicit\u00e0 interne. Ma ne ha ottenuto un cortese rifiuto via mail. Restano dunque una serie di evidenze per un racconto che ha il suo incipit nella primavera di cinque anni fa.<br \/>\n<span style=\"color: #990000;\"><br \/>\n<\/span><strong>&#8220;L&#8217;ACCORDO&#8221;<\/strong><br \/>\n\u00c8 il 29 aprile del 2008. Ventiquattro ore prima, il voto ha consegnato il Campidoglio al nuovo sindaco Gianni Alemanno. Il senatore Pdl (e futuro vicesindaco di Roma) Mauro Cutrufo presenta un&#8217;interrogazione parlamentare ai ministri del Lavoro, dell&#8217;Interno e della Giustizia. Attacca la gestione &#8220;veltroniana&#8221; delle aziende comunali, denuncia appalti truccati, disservizi, e sprechi.Ma la verve polemica e la voglia di pulizia ai vertici delle aziende comunali della Destra \u00e8 un fuoco fatuo, che si spegne in un&#8217;estate. &#8220;Nel settembre del 2008\u00a0 &#8211;\u00a0 racconta un ex manager dei trasporti\u00a0 &#8211;\u00a0 partecipai ad una cena a casa di Riccardo Mancini in cui si parl\u00f2 dei vertici delle aziende del trasporto pubblico&#8221;. Mancini, in quel momento, \u00e8 l&#8217;asso di briscola del nuovo sindaco. Ha un passato neofascista in Avanguardia Nazionale e un presente da tesoriere della campagna elettorale di Alemanno (il futuro, lo vedr\u00e0 prima issato alla poltrona di ad dell&#8217;Ente Eur e quindi in galera per le tangenti degli appalti per i filobus destinati al corridoio mobilit\u00e0 nel quartiere Laurentino). Per la &#8220;politica dei trasporti&#8221; \u00e8 dunque da lui che bisogna passare.Ebbene, la sera di quel 29 aprile 2008, intorno al tavolo di casa Mancini, oltre al senatore Pdl Vincenzo Piso, sono seduti alcuni top manager. &#8220;Fu l&#8217;occasione\u00a0 &#8211;\u00a0 racconta la fonte\u00a0 &#8211;\u00a0 per parlare di un accordo politico bipartisan, siglato ad alti livelli, che avrebbe imposto pacificazione e continuit\u00e0 sulle aziende del trasporto pubblico nel passaggio dal centro-sinistra al centro-destra&#8221;. Lo spoil system promesso da Alemanno \u00e8 dunque un&#8217;operazione di facciata. Prova ne sia che la maggior parte degli alti dirigenti nominati nell&#8217;era veltroniana non viene cacciata, ma assegnata ad altre posizioni di rilievo. Ma, soprattutto, che la linea degli operativi, a partire dai direttori generali, rimane al suo posto. &#8220;Al termine della cena il messaggio era chiaro a tutti &#8211; ricorda ancora l&#8217;ex manager &#8211; Il sistema andava preservato&#8221;.<\/p>\n<p><strong>LA CONTINUITA&#8217; DEL SISTEMA<\/strong><br \/>\nPrimavera 2008, estate 2013. Marino \u00e8 il nuovo sindaco di Roma e, il 27 luglio, Danilo Broggi arriva in Atac come nuovo amministratore delegato. In molti, dentro e fuori l&#8217;azienda, parlano con enfasi di &#8220;rivoluzione&#8221;. Perch\u00e9 la nomina del manager milanese (\u00e8 stato ad di Consip) viene letta come segno di macroscopica discontinuit\u00e0. E&#8217; cos\u00ec? In realt\u00e0, il povero Broggi mette piede in un&#8217;azienda che \u00e8 una foresta pietrificata, dove il &#8220;patto&#8221; ha garantito continuit\u00e0 assoluta negli uomini. Il presidente dell&#8217;azienda, Roberto Grappelli, confermato da Marino, \u00e8 stato infatti nominato da Gianni Alemanno nel dicembre del 2012. Al culmine di una parabola che lo ha visto, dal 2010 al 2012, amministratore delegato di Officine Grandi Revisioni (la societ\u00e0 che gestisce la manutenzione dei veicoli Atac) e, prima di allora, presidente di Met.Ro. (altra societ\u00e0 della galassia).<\/p>\n<p>Antonio Cassano, il potente ex-direttore generale di Atac (oggi &#8220;a disposizione&#8221; dell&#8217;ad Broggi con uno stipendio di quasi 280mila euro), \u00e8 un sopravvissuto a tre consiliature (Veltroni, Alemanno e adesso Marino) e dal 2002 ricopre cariche apicali che gli hanno consegnato la gestione operativa dell&#8217;azienda. Gioacchino Gabbuti, dopo aver guidato l&#8217;Atac dal 2005 al 2009, prima con Veltroni poi con Alemanno, viene accomodato sulla poltrona di amministratore delegato di Atac Patrimonio (societ\u00e0 nata per vendere il patrimonio immobiliare dell&#8217;azienda ma che fino ad ora non ha concluso una sola operazione) con uno stipendio, tra indennit\u00e0 e bonus, di quasi 600mila euro. Il direttore acquisti, Franco Middei, nonostante le inchieste in corso su alcuni appalti sospetti, rimane saldamente ancorato alla sua poltrona, dove \u00e8 arrivato nel 2008, dopo aver ricoperto incarichi di rilievo nella societ\u00e0 Trambus, poi confluita in Atac.<\/p>\n<p><strong>&#8220;BIGLIETTI FALSI&#8221;<\/strong><br \/>\nL&#8217;inossidabilit\u00e0 del Sistema Atac ha una ratio, a quanto pare. Che sembra un segreto di Pulcinella e che una fonte interna all&#8217;Azienda (di cui Repubblica conosce l&#8217;indentit\u00e0 e a cui ha assicurato l&#8217;anonimato) racconta con assoluta franchezza. Cos\u00ec: l&#8217;Atac stampa biglietti per autobus e metro. E i biglietti sono denaro. Chi ha le mani sui biglietti, ha le mani sulla cassa. E se quella cassa \u00e8 in parte in chiaro e in parte in nero, perch\u00e9 quei biglietti sono in parte veri e in parte falsi, chi ha le mani sull&#8217;Atac ha di fatto le mani su una banca che batte moneta.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, &#8220;i biglietti falsi&#8221;. E&#8217; una truffa che pu\u00f2 costare all&#8217;Atac anche 70 milioni di euro l&#8217;anno, perch\u00e9 consente di immettere sul mercato milioni di titoli di viaggio contraffatti. E le cui dimensioni si possono intuire leggendo una semplice voce del bilancio 2012. I ricavi dalla vendita dei biglietti risultano pari a soli 249 milioni di euro, poco pi\u00f9 del 20% del valore totale della produzione dell&#8217;azienda, che supera il miliardo. Eppure, dalle statistiche aziendali, emerge che quasi un miliardo di passeggeri prende ogni anno i mezzi gestiti dall&#8217;Atac, autobus e metropolitane.<\/p>\n<p>Dunque? La Guardia di Finanza ha lavorato a lungo sulla &#8220;falsa bigliettazione Atac&#8221;, arrivando alla conclusione che si tratta di &#8220;un sistema oliatissimo capace di creare una contabilit\u00e0 parallela&#8221; dell&#8217;azienda. Un pozzo milionario senza fondo necessario a finanziare attivit\u00e0 di altro genere. Ma ora la fonte di Repubblica dice di pi\u00f9. Della truffa spiega il meccanismo (semplice), il cuore, i beneficiari. &#8220;Tutti i biglietti emessi da Atac &#8211; dice &#8211; hanno un numero. Il processo normale di bigliettazione \u00e8 costruito in modo che quando il biglietto viene ceduto ai rivenditori ufficiali entra automaticamente in una white list. Una volta acquistato e obliterato lo stesso biglietto finisce invece in una black list. Cos\u00ec quando il ciclo si conclude, white list e black list si ricongiungono e i biglietti venduti e utilizzati vengono cancellati. Quest&#8217;ultimo passaggio nel sistema di Atac non c&#8217;\u00e8. La black list non \u00e8 mai ricongiunta con la white list e un ipotetico biglietto clonato con lo stesso numero di serie pu\u00f2 passare anche dieci volte senza che le macchinette lo riconoscano. Atac \u00e8 come la Banca d&#8217;Italia: ha la carta moneta, ci scrive sopra che cifra \u00e8, vende e rendiconta. Il tutto senza segregazione di responsabilit\u00e0, cio\u00e8 senza alcun controllo esterno&#8221;.<\/p>\n<p>La frode, a quanto pare, va avanti da 13 anni. Ancora la fonte: &#8220;Tutto nasce intorno al 2000 con la gara vinta dalla societ\u00e0 australiana Erg per la fornitura della tecnologia informatica per la bigliettazione. Nel 2003 l&#8217;allora presidente di Atac Mauro Calamante scrive all&#8217;ex-sindaco Walter Veltroni una lettera riservata personale in cui denuncia che Atac non controlla il flusso dei soldi. A quel punto viene deciso di bonificare alla Erg il debito accumulato da Atac per il pagamento del servizio, e di cominciare a internalizzare tutto. Il management Erg entra dentro Atac e continua a resistere fino ad oggi. Erg nel frattempo cambia pelle e ritorna a lavorare con Atac con il nome di Claves, una societ\u00e0 controllata dalla stessa Erg e con una quota importante in mano a Banca Finnat, la potente fiduciaria romana. Cambiano i nomi, ma gli uomini che gestiscono il servizio sono sempre gli stessi&#8221;. &#8220;In via Sondrio, dove si cono alcuni uffici Atac &#8211; prosegue la fonte &#8211; \u00e8 presente da anni un&#8217;area blindata alla quale si accede solo con un badge abilitato. Quello \u00e8 il nucleo di dipendenti ex-Erg che non sono mai cambiati nel tempo. Sono una ventina e in tutti questi anni non \u00e8 mai stata introdotta alcuna discontinuit\u00e0 nel personale. L\u00ec dentro \u00e8 raccolta l&#8217;intelligenza del sistema di bigliettazione&#8221;.<\/p>\n<p>Quindi, la chiosa. &#8220;\u00c8 un sistema che dura da anni, un tram sul quale in tanti sono saliti e scesi arricchendosi. Manager, prima di tutto, e poi la politica. I benefici di un sistema che pu\u00f2 drenare fino a 70 milioni di euro vanno oltre le istituzioni locali, e toccano anche alcuni parlamentari. Il salto di qualit\u00e0 arriv\u00f2 nel 2006 quando si cap\u00ec che al tavolo avrebbero dovuto sedersi tutti, centrosinistra e centrodestra. Il modo migliore per assicurarsi che nessuno lo avrebbe ribaltato&#8221;.<br \/>\n<span style=\"color: #990000;\"><br \/>\n<\/span><strong>L&#8217;AUDIT INTERNO E LE &#8220;CHIESETTE&#8221;<\/strong><br \/>\nL&#8217;Atac non ignora cosa accade con i suoi biglietti. Il 3 agosto 2012 consegna alla Procura di Roma una &#8220;Relazione tecnico investigativa sui titoli di viaggio dell&#8217;Atac spa&#8221;, un report coperto da segreto cui ha lavorato un team di ingegneri, investigatori e specialisti.<\/p>\n<p>&#8220;La maggior parte degli illeciti attinenti i titoli di viaggio &#8211; si legge nella Relazione &#8211; sono avvenuti a mezzo complicit\u00e0 interne all&#8217;azienda (&#8230;). Ci\u00f2 perch\u00e9 il settore dei titoli di viaggio Atac \u00e8 vasto e complesso, il personale impiegato \u00e8 numeroso, i compartimenti sono stagni e se ci\u00f2 evita le comunicazioni e le associazioni, viene favorita invece la formazione di &#8216;chiesette&#8217; consolidate sulle quali il controllo diventa difficile (&#8230;) Il sistema di bigliettazione elettronica dell&#8217;azienda \u00e8 completamente indifeso&#8221;. Un secondo report, frutto del lavoro di una commissione interna di manager Atac, al contrario non \u00e8 mai uscito dagli uffici di via Prenestina. Troppo, e troppo gravi, a quanto pare, le scoperte che documentava.<\/p>\n<p>Il 7 marzo scorso la Procura di Roma invia i primi avvisi di garanzia a tre alti dirigenti dell&#8217;Azienda (l&#8217;allora direttore commerciale, il responsabile della bigliettazione elettronica e il dirigente del settore informatico), ma il sasso sembra cadere in uno stagno. Perch\u00e9 la regola della sopravvivenza \u00e8 digerire tutto, non strillare. Le &#8220;chiesette&#8221; hanno bisogno di far semplicemente dimenticare. Non fosse altro perch\u00e9 i biglietti non sono l&#8217;unica grana.<br \/>\n<span style=\"color: #990000;\"><br \/>\n<\/span><strong>APPALTI GONFIATI<\/strong><br \/>\nNegli ultimi anni, Atac e Metropolitane di Roma (Met.Ro.), azienda dedicata alla gestione dei mezzi di trasporto fusa in Atac l&#8217;8 aprile del 2010, finiscono infatti al centro di numerosi scandali sull&#8217;assegnazione degli appalti. L&#8217;altra grande voce del Sistema. Qualche esempio.<\/p>\n<p>Il 31 dicembre 2009, l&#8217;amministratore delegato di Metropolitane di Roma, Antonio Marzia, firma il provvedimento 112 che prevede la fornitura di 500 dischi freno per i mezzi della linea del metro B. Valore totale della commessa: 3,3 milioni di euro. L&#8217;appalto viene affidato senza gara alla Ats, una piccola azienda con 11 dipendenti registrati nel 2008 e un capitale sociale di 100mila euro. L&#8217;8 aprile del 2010, al momento della fusione con Atac, la gestione degli appalti di Met.Ro passa quindi nelle mani dell&#8217;ad di Atac, Adalberto Bertucci. Ma invece di bloccare la commessa, la direzione tecnica dell&#8217;azienda richiede un intervento di sostituzione massiccio per il biennio 2010-2011 che prevede l&#8217;acquisto di 2.500-3.000 dischi freni per un valore previsto di oltre 13 milioni di euro, sempre da assegnare alla Ats. Ebbene, una semplice ricerca di mercato, realizzata dal membro del collegio sindacale Renato Castaldo sulle maggiori aziende mondiali del settore, dimostra che il prezzo medio per un disco freno non sono i 6.752,20 euro riconosciuti da Atac alla Ats, ma tra i 1.300 e i 1.600 euro.<\/p>\n<p>Pagare le commesse fino a sei volte il prezzo di mercato sembra normale e consolidata amministrazione in Atac. L&#8217;8 aprile del 2008 la societ\u00e0 Officine Grandi Revisioni (Ogr), costola di Met.Ro. e di Atac per la manutenzione dei veicoli, trasmette al top management delle due aziende una ricerca di mercato dedicata ai pezzi di ricambio acquistati per le &#8220;Frecce del Mare&#8221;, i convogli che collegano la Capitale a Ostia. Il confronto si concentra sui vetri porte. A fronte dei due ordini approvati da Met.Ro. il 20 agosto e l&#8217;11 novembre 2008 alle ditte Angeloni srl e Vapor Europe srl, che prevedono un costo a pezzo di 98 euro per la prima e 128,52 per la seconda, le offerte pervenute dalle altre aziende contattate sono in media dieci volte pi\u00f9 basse, e si aggirano tra i 6,48 e i 13,60 euro a pezzo.<\/p>\n<p>Non cambia la musica nel 2011. Atac assegna un appalto per i servizi di pulizia con un valore a base d&#8217;asta di 95 milioni di euro. Una gara su cui, il 22 aprile di quest&#8217;anno, accende un faro il collegio sindacale che nella relazione allegata al bilancio 2012 denuncia una maggiorazione del 30% rispetto alle gare precedenti per lo stesso servizio. Ma per Atac, evidentemente, non \u00e8 un problema. I &#8220;conti&#8221; che devono tornare non sono quelli dei bilanci.<\/p>\n<\/div>\n<div>Di <strong>Maurizio Bonanni<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guardate un po&#8217; come l&#8217;ATAC truffa il contribuente e finanzia sottobanco il consociativismo politico: \u00a0IL TESORO DEI BIGLIETTI CLONATI Nel 2008 si sigla un patto bipartisan per la pacificazione e la continuit\u00e0 nella gestione dei trasporti capitolini tra centrodestra e centrosinistra in una cena a casa dell&#8217;ex ad dell&#8217;Ente Eur, Riccardo Mancini, braccio destro di &hellip; <a href=\"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1486\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">ATAC: Il tesoro dei biglietti clonati, di Maurizio Bonanni<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-1486","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ospiti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1486","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1486"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1486\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1491,"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1486\/revisions\/1491"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}