{"id":1547,"date":"2013-11-27T18:21:45","date_gmt":"2013-11-27T18:21:45","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1547"},"modified":"2013-11-27T18:21:49","modified_gmt":"2013-11-27T18:21:49","slug":"le-catastrofi-di-alessandro-bertirotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1547","title":{"rendered":"Le catastrofi, di Alessandro Bertirotti"},"content":{"rendered":"<div><\/div>\n<div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.corriereinformazione.it\/i-nostri-blog\/blogger\/elenchi\/3906-alessandro-bertirotti.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Alessandro Bertirotti\" src=\"http:\/\/www.corriereinformazione.it\/images\/easyblog_avatar\/165_3906.jpg\" width=\"60\" height=\"60\" \/><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<p><strong>Tutti hanno<\/strong>\u00a0l&#8217;idea di cosa sia un catastrofe naturale, almeno coloro che stanno\u00a0<strong>vivendo questo periodo storico<\/strong>, proprio perch\u00e9 il nostro stare al mondo oggi sembra\u00a0<strong>essere caratterizzato<\/strong>\u00a0da questi eventi.<\/p>\n<p>Inoltre, per renderli\u00a0<strong>mentalmente pi\u00f9 importanti<\/strong>, con lo scopo forse di\u00a0<strong>poterne parlare<\/strong>\u00a0come si trattasse di persone in carne ed ossa,\u00a0<strong>si attribuiscono loro<\/strong>\u00a0i nomi come una volta si era soliti fare (per quello che mi ricordo&#8230;)\u00a0<strong>nel caso dei<\/strong>\u00a0tornado,<strong>dei<\/strong>\u00a0tifoni,\u00a0<strong>degli<\/strong>\u00a0uragani, insomma\u00a0<strong>delle grandi<\/strong>\u00a0tempeste.<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di per s\u00e9, il fatto che vi siano questi\u00a0<strong>cataclismi naturali<\/strong>\u00a0non dovrebbe\u00a0<strong>stupirci<\/strong>\u00a0pi\u00f9 di tanto, perch\u00e9 nella storia della terra sono sempre stati presenti,\u00a0<strong>favorendo la nascita<\/strong>\u00a0di qualche cosa di nuovo ed\u00a0<strong>eliminando qualcosa<\/strong>\u00a0che c&#8217;era e non ci sarebbe\u00a0<strong>pi\u00f9<\/strong>\u00a0stato.<\/p>\n<p>Allora, perch\u00e9\u00a0<strong>rimaniamo tanto colpiti<\/strong>\u00a0da questi eventi?<\/p>\n<p>Innanzi tutto, perch\u00e9\u00a0<strong>seminano morte e distruzione<\/strong>, portandosi via\u00a0<strong>le risorse di una vita<\/strong>, quelle accumulate con fatica per<strong>poter garantire<\/strong>, il pi\u00f9 delle volte,\u00a0<strong>un futuro<\/strong>\u00a0ai propri figli.\u00a0<strong>Inoltre<\/strong>, perch\u00e9 in qualche modo e misura\u00a0<strong>sentiamo<\/strong>\u00a0che, rispetto ai cataclismi di un tempo, anche relativamente recenti in termini di ere geologiche, per gli attuali\u00a0<strong>siamo responsabili<\/strong>\u00a0in qualche modo, anche se diversamente rispetto al tipo di eventi.<\/p>\n<p>Io non sono un ingegnere, tanto meno un esperto di viabilit\u00e0 stradale urbana, ma penso\u00a0<strong>non ci voglia molto<\/strong>\u00a0a comprendere che, oltre alla quantit\u00e0 enorme di acqua che scende al minuto in un luogo, la sua defluizione dipenda anche da\u00a0<strong>umani<\/strong>\u00a0fattori ingegneristici, oppure dalle condizioni in cui si trovano le strade e le fogne di quel luogo\u00a0<strong>e ultimo, ma non ultimo, dall&#8217;urbanizzazione sconsiderata<\/strong>.<\/p>\n<p>Viene dunque\u00a0<strong>spontaneo domandarsi<\/strong>\u00a0in quale modo le citt\u00e0 nelle quali tutti noi abitiamo sono state costruite; in che modo le strade e la rete fognaria\u00a0<strong>sono state<\/strong>\u00a0dapprima concepite e dunque mantenute; in che modo si \u00e8 preventivamente pensato come portare i soccorsi in caso di\u00a0<strong>eventi straordinari<\/strong>, oppure di fronte a piogge che oggi vengono definite &#8220;<strong>bombe d&#8217;acqua<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>\u00c8 certo che la Natura segue il proprio corso, indipendentemente dalla presenza dell&#8217;Uomo,\u00a0<strong>ma \u00e8 anche vero<\/strong>\u00a0che la nostra presenza ha\u00a0<strong>fortemente influenzato<\/strong>\u00a0i comportamenti della Natura, partendo dalla costatazione che\u00a0<strong>siamo stati noi<\/strong>a modificare il terreno ed il paesaggio naturale\u00a0<strong>come se<\/strong>\u00a0della Natura non ci dovesse importare molto.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 forse il caso, almeno perch\u00e9\u00a0<strong>si cominci a modificare<\/strong>\u00a0un atteggiamento mentale che vede l&#8217;<strong>Uomo separato dalla Natura<\/strong>, cominciare a pensare che anche\u00a0<strong>noi siamo sue componenti<\/strong>, ossia anche la nostra specie \u00e8 espressione della Natura, con alcune caratteristiche che la rendono consapevolmente\u00a0<strong>debole e forte<\/strong>\u00a0al tempo stesso.<\/p>\n<p>Secondo quest&#8217;ottica, che non definirei ecologica bens\u00ec prettamente economica,\u00a0<strong>ogni nostra azione<\/strong>\u00a0nei confronti del paesaggio naturale che\u00a0<strong>andiamo a modificare<\/strong>\u00a0per la costruzione di luoghi urbani, pu\u00f2 essere espressione di una relazione affettiva reale, od essere l&#8217;espressione di una relazione di\u00a0<strong>dominio-sottomissione<\/strong>, come purtroppo sembra dai dati di questi giorni. E questo \u00e8 valido per le citt\u00e0 nelle quali abitiamo, ma \u00e8 oltremodo valido come atteggiamento mentale generale verso tutti quei comportamenti umani che\u00a0<strong>procurano conseguenze<\/strong>\u00a0che ora non vediamo,\u00a0<strong>ma che emergeranno col tempo in tutta la loro gravit\u00e0<\/strong>, come l&#8217;effetto serra, il buco dell&#8217;ozono, il cambiamento dei corsi fluviali, etc.<\/p>\n<p>Insomma, se la Natura siamo anche noi, mi sembra giusto attendersi che<strong>\u00a0la Natura in s\u00e9 agisca<\/strong>\u00a0nei confronti dell&#8217;Uomo<strong>esattamente<\/strong>\u00a0come agisce nei confronti delle cose, delle montagne e dei mari: quando \u00e8 necessario e senza motivo bisogna ristabilire\u00a0<strong>equilibri perduti<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>il costo<\/strong>\u00a0per\u00a0<strong>raggiungere questo obiettivo<\/strong>\u00a0\u00e8 spesso la vita di molte persone.<\/p>\n<p>Allora: \u00e8 mai possibile che questa nostra umanit\u00e0 non comprenda l&#8217;urgenza di considerare la vita non solamente\u00a0<strong>come<\/strong><em>\u00a0la propria vita<\/em>\u00a0ma\u00a0<strong>come<\/strong>\u00a0quella della Natura\u00a0<strong>in quanto<\/strong>\u00a0tale? Perch\u00e9 abbiamo sempre bisogno di\u00a0<strong>arrivare alla catastrofe<\/strong>, \u00a0<strong>di vedere\u00a0<\/strong><strong>la morte in faccia<\/strong>, per comprendere il fatto che su questa terra siamo tutti\u00a0<strong>precariamente<\/strong>esistenti?<\/p>\n<p>Perch\u00e9, dal mio punto di vista, siamo ancora\u00a0<strong>troppo legati<\/strong>\u00a0all&#8217;idea megalomane di un Uomo che\u00a0<strong>pu\u00f2 modificare<\/strong>\u00a0tutto ci\u00f2 che incontra a proprio piacimento, e questi sono i risultati.<\/p>\n<p>Non lamentiamoci per\u00f2.<\/p>\n<p>Di <strong>Alessandro Bertirotti<\/strong>, l&#8217;Antropologo della Mente<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti hanno\u00a0l&#8217;idea di cosa sia un catastrofe naturale, almeno coloro che stanno\u00a0vivendo questo periodo storico, proprio perch\u00e9 il nostro stare al mondo oggi sembra\u00a0essere caratterizzato\u00a0da questi eventi. 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