{"id":1647,"date":"2014-02-06T12:30:31","date_gmt":"2014-02-06T12:30:31","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1647"},"modified":"2014-02-06T12:30:48","modified_gmt":"2014-02-06T12:30:48","slug":"benedetta-rinaldi-il-bel-volto-della-televisione-italiana-nel-mondo-di-umberto-mucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=1647","title":{"rendered":"Benedetta Rinaldi, il bel volto della televisione italiana nel mondo, di Umberto Mucci"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"scsocialbuttons top\" style=\"position: relative; top: 0px; left: 0px; z-index: 98;\">\n<div class=\"jfbclike\"><\/div>\n<\/div>\n<p><a class=\"thumbnail\" title=\"benedettarinaldi1009290\" href=\"http:\/\/www.wetheitalians.com\/images\/articoli\/benedettarinaldi1009290.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"lightbox[6962]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"s5_lazyload\" style=\"margin-right: 10px; float: left; opacity: 1;\" alt=\"benedettarinaldi1009290\" src=\"http:\/\/www.wetheitalians.com\/images\/thumbnails\/images\/articoli\/benedettarinaldi1009290-250x166.jpg\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/a>Dopo un periodo di pausa, \u00e8 ripresa la trasmissione Rai dedicata agli italiani all&#8217;estero. La RAI rappresenta per molti italiani una importante risorsa per rimanere in contatto con l&#8217;Italia, ed avere una trasmissione a loro dedicata, oltre al normale palinsesto di programmi trasmessi nel mondo ma realizzati per gli italiani che vivono in Italia, \u00e8 fondamentale. Significa che almeno nella tv pubblica c&#8217;\u00e8 chi capisce l&#8217;importanza dei nostri connazionali emigrati.<br \/>\nLa scelta \u00e8 ancora pi\u00f9 da premiare considerando che chi presenta la trasmissione \u00e8 una brava e bella giovane italiana, fiera della sua appartenenza e \u2013 chi lo scrive lo ha verificato di persona, avendo avuto l&#8217;onore di essere a volte ospite in studio \u2013 molto professionale e capace di mettere sempre a loro agio i suoi ospiti, molti dei quali non sono abituati a stare da questa parte della telecamera. Incontriamo con piacere Benedetta Rinaldi, che \u00e8 gi\u00e0 nel cuore di tantissimi italiani nel mondo, e in particolare negli Stati Uniti.<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Benedetta, qual \u00e8 la tua storia? Come sei arrivata nel mondo della televisione?<\/strong><br \/>\nCi sono arrivata partendo dalla radio, dove iniziai grazie ai sacerdoti salesiani dove io andavo a scuola, che avevano e hanno una piccola radio a Roma che si chiama Radio Meridiano 12. Su base volontaria ho cominciato con loro, partendo dalla redazione e poi nel corso di quattro anni arrivando a condurre in onda; da l\u00ec mi \u00e8 capitato di essere chiamata a lavorare per la Radio Vaticana, e poi per una sostituzione nell&#8217;ambito della rubrica religiosa di RAI 1, che si chiama &#8220;A sua immagine&#8221;. A quel punto in RAI hanno deciso di darmi pi\u00f9 spazio, e in breve, eccomi qui.<br \/>\n<strong>Community \u00e8 il programma per gli Italiani nel mondo che presenti ogni giorno, e che poi \u00e8 trasmesso in tutto il mondo sulle frequenze di Rai Italia. Quali sono i temi che toccate?<\/strong><br \/>\nCommunity nasce per mettere in contatto tra di loro le comunit\u00e0 sparse di italiani sparsi nel mondo, che probabilmente non si conoscono, essendo appartenenti a paesi e societ\u00e0 che sono in diversi continenti. L&#8217;entusiasmo nelle tante storie che ci arrivano e che ogni giorno raccontiamo, per\u00f2, \u00e8 lo stesso, \u00e8 quello italiano: sono storie individuali o di associazioni, di persone che amavano l&#8217;Italia quando sono partiti e continuano ad amarla.<br \/>\nUn&#8217;altra parte del programma \u00e8 dedicata ai rappresentanti di associazioni o gruppi di italiani nel mondo, che vengono in studio a descrivere le loro attivit\u00e0, le loro problematiche, le risorse che hanno: tematiche molto frequenti in quest&#8217;ambito sono quelle del rientro degli italiani che sono all&#8217;estero e l&#8217;avvicinamento con le nuove generazioni o magari con gli oriundi, a volte vogliosi di rientrare in Italia.<br \/>\nUna terza parte del programma \u00e8 dedicata all&#8217;ospite &#8220;misterioso&#8221;, che ogni giorno \u00e8 una persona famosa che ha legami con l&#8217;Italia e con l&#8217;estero, per qualche motivo: perch\u00e9 ha viaggiato, perch\u00e9 ha avuto successo, perch\u00e9 parte della sua famiglia viene o \u00e8 ancora fuori dall&#8217;Italia. Inoltre nella rubrica Info Community diamo spazio ogni giorno a quesiti che ci arrivano via email alla nostra posta elettronica <a href=\"mailto:community.italia@rai.it\">community.italia@rai.it<\/a>\u00a0e cerchiamo di dare loro risposta con i nostri esperti consulenti di fisco, notai, avvocati e di altre cose importanti per gli italiani all&#8217;estero.<br \/>\nInfine c&#8217;\u00e8 una bellissima rubrica sulla lingua italiana dove ogni giorno, con l&#8217;aiuto dei linguisti della Societ\u00e0 Dante Alighieri, raccontiamo una parola italiana nuova (che gli italiani all&#8217;estero potrebbero dunque non conoscere) o vecchia (e quindi caduta in disuso) oppure parliamo di un dialetto regionale.<br \/>\nOgni puntata pu\u00f2 essere rivista online sul sito, che \u00e8 nuovissimo, <a href=\"http:\/\/www.raitalia.it\">www.raitalia.it<\/a>\u00a0e l\u00ec cercare la sezione Community, dove si possono trovare sia le puntate intere che anche tutte le singole rubriche che interessano del programma, puntata dopo puntata.<br \/>\n<strong>&#8220;Mamma RAI&#8221; ha appena festeggiato il suo sessantesimo compleanno. Senti l&#8217;importanza di lavorare per un&#8217;azienda che ha avuto un ruolo fondamentale nell&#8217;evoluzione e nella crescita del popolo italiano dal dopoguerra ad oggi?<\/strong><br \/>\nLa sento certamente. Sarebbe bello se tornasse ad essere fondamentale anche oggi. La RAI ha avuto grandi meriti nell&#8217;educare e far crescere l&#8217;Italia del dopoguerra, per\u00f2 a volte adesso sembra aver perso questa capacit\u00e0. Noi a Community abbiamo molto presente i meriti della RAI di allora, e siamo coscienti del potere del mezzo televisivo stando attenti a dare messaggi giusti e ponderati: ma a me sembra che a volte in altri programmi non sia esattamente sempre cos\u00ec. A volte, da utente RAI, mi spiace quasi accogliere in casa mia situazioni e linguaggi non propriamente adeguati, messaggi sbagliati. E&#8217; vero che la concorrenza impone una gara a chi fa pi\u00f9 audience, ma, per come la vedo io, la concorrenza dovrebbe portare ad un innalzamento della qualit\u00e0 dei messaggi che passano, del linguaggio che si usa, di quello che si vede: non il contrario.<br \/>\nQuesto non significa che io non creda al ruolo guida della RAI, anzi: ci sono ancora programmi improntati a questo spirito, come quelli di Piero Angela, alcuni di RAI 3.<br \/>\n<strong>Gli italiani in America: come li descriveresti, dal tuo punto di vista?<\/strong><br \/>\nSono gli italiani nel mondo che conosco di pi\u00f9, perch\u00e9 ho avuto modo di andare in America pi\u00f9 di una volta per quella che era RAI International, che ora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Le persone che ho incontrato io erano tutte a met\u00e0 tra l&#8217;essere italiane e l&#8217;essere americane: ho visto una perfetta integrazione col tessuto sociale e col modo di pensare americano, ma senza che questo abbia intaccato la loro forte italianit\u00e0. A me piace il fatto che gli italiani in America abbiano preso il meglio della societ\u00e0 dove sono andati a vivere, e hanno potuto sviluppare il loro essere italiani in un contesto che magari, in alcuni settori, li ha aiutati pi\u00f9 di quanto non accadesse qui in Italia. Per questo, a mio avviso molti italoamericani sono italiani &#8220;al quadrato&#8221;, cio\u00e8 potenziati dal fatto di vivere dove le proprie qualit\u00e0 ed i propri meriti sono valorizzati e premiati meglio e di pi\u00f9.<br \/>\n<strong>Hai una storia che ti ha colpito, che riguardi qualche connazionale emigrato negli Stati Uniti?<\/strong><br \/>\nMi viene in mente Mario Collavino: un friulano che oggi ha pi\u00f9 di 80 anni, che ho voluto conoscere di persona dopo aver sentito raccontare la sua storia. Questo signore \u00e8 partito dal Friuli col fratello, erano falegnami: sono andati in Canada, dove hanno iniziato a fare i muratori, e poi si sono messi in proprio, aprendo una piccola ditta di lavori (il suo primo appalto fu di un marciapiede). Da l\u00ec sono cresciuti fino a costruire anche negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo stadi, parcheggi, supermercati, grandi palazzi, ponti &#8230; fino ad essere i vincitori della gara per l&#8217;edificazione della Freedom Tower, a Ground Zero a New York, con tanto di elogi e ringraziamenti finali per il lavoro svolto in maniera perfetta.<br \/>\nLa sua storia \u00e8 l&#8217;esemplificazione di come gli italiani, partiti dall&#8217;Italia senza altisonanti titoli di studio e veramente con niente, siano riusciti a guadagnare soldi e successo grazie solamente alle loro qualit\u00e0, la loro intraprendenza e la loro caparbiet\u00e0, che sono state loro ben riconosciute nel Nord dell&#8217;America. Ed \u00e8 anche una storia che premia la pulizia, la trasparenza, l&#8217;onest\u00e0 di quegli italiani: perch\u00e9 Collavino ci ha spiegato che gli americani, come \u00e8 giusto che fosse, per costruire un qualcosa di cos\u00ec importante come la Freedom Tower, che non \u00e8 solo un edificio ma anche un po&#8217; un monumento, hanno messo in piedi un rigorosissimo sistema di controllo e verifica sulle aziende che avrebbero partecipato, non volendo che nulla di illegale ci fosse per chi si occupava di questo fondamentale aspetto della ricostruzione di quella simbolica area.<br \/>\nTra l&#8217;altro, Mario Collavino \u00e8 una persona molto semplice, umile, affabile, che ti mette a tuo agio: ha conservato in questo la sua italianit\u00e0, sebbene sia anche un deciso, veloce e pragmatico imprenditore di successo. Ed \u00e8 sempre sorridente e gioviale.<br \/>\n<strong>Quando tornerai negli Stati Uniti?<\/strong><br \/>\nMolto probabilmente torner\u00f2 a settembre per l&#8217;Associazione Culturale di New York, che ogni anno organizza, con il suo fondatore Tony Di Piazza, un festival della canzone italiana fatto molto bene, con talenti veramente in gamba e musica di ottima qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Di <strong>Umberto Mucci, <\/strong>We the Italians<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Dopo un periodo di pausa, \u00e8 ripresa la trasmissione Rai dedicata agli italiani all&#8217;estero. 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