{"id":2288,"date":"2014-11-27T20:07:34","date_gmt":"2014-11-27T20:07:34","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=2288"},"modified":"2014-11-27T20:10:12","modified_gmt":"2014-11-27T20:10:12","slug":"il-visitatore-di-maurizio-bonanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=2288","title":{"rendered":"Il Visitatore, di Maurizio Bonanni"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p>\u00a0<a href=\"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?attachment_id=1405\" rel=\"attachment wp-att-1405\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1405\" alt=\"modificata\" src=\"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/modificata.png\" width=\"1360\" height=\"624\" srcset=\"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/modificata.png 1360w, https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/modificata-300x137.png 300w, https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/modificata-1024x469.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1360px) 100vw, 1360px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&#8220;Dio esiste?&#8221;. Freud vi direbbe di &#8220;No!&#8221;: perch\u00e9 la fede non si nutre di prove, ma di se stessa; perch\u00e9 il mondo non \u00e8 assurdo, ma misterioso! Infatti, tutta la sua opera \u00e8 ispirata all&#8217;uomo per l&#8217;uomo, come il Barone di M\u00fcnchhausen, che si teneva sospeso per i capelli. Ma, alla fine della sua vita, l&#8217;annoso dubbio amletico torna a visitarlo, in quel drammatico marzo 1938 dell&#8217;Anschluss (annessione dell&#8217;Austria alla Germania nazista). Proprio mentre sotto le finestre del suo studio, in Berggstrasse n. 19, sfilano le truppe d&#8217;occupazione tedesche, il cui passo cadenzato \u00e8 accompagnato dalle coreografie e dai canti militari, che resero famosi e lugubremente <i>belli<\/i> i fasti hitleriani. Al Teatro Quirino di Roma va in scena <i>Il Visitatore<\/i>, per la regia di Valerio Binasco e testo di \u00a0<strong>\u00c9ric-Emmanuel Schmitt<i>,<\/i><\/strong>e che ha come impagabile protagonista un istrionico e affascinante Alessandro Haber, nella parte di un Freud gravemente malato, con il respiro strangolato dal male che lo afferra alla gola; malfermo sulle gambe, perennemente incurvate ad arco e tremolanti; mentre anche il pi\u00f9 timido dei gesti della sua mano destra appare arrendersi al tremito parkinsoniano. La scena di apertura vede il padre della psicanalisi in compagnia della figlia pi\u00f9 giovane, Anna (<strong>Nicoletta Robello Bracciforti<\/strong>), che non vuole saperne di andare a riposare, presentendo l&#8217;orrore della tragedia storica, che sta per avvolgere in un immane sudario biblico l&#8217;intero popolo di Israele.<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anna implora e supplica il padre di firmare l&#8217;accettazione del salvacondotto (ottenuto attraverso la mediazione dell&#8217;Ambasciata americana), per espatriare in Francia e, di l\u00ec, in Inghilterra, dove Sigmund morir\u00e0 appena un anno dopo, a pochi giorni dall&#8217;inizio della Seconda Guerra Mondiale. Freud resiste, perch\u00e9 razionalmente non vuole e non pu\u00f2 abbandonare a un destino atroce di persecuzione la sua stessa gente. O, forse, soltanto perch\u00e9 non riesce a credere nel Male globale, quel <i>Black Hole<\/i> dell&#8217;evo contemporaneo, in cui \u00e8 destinata a scomparire l&#8217;intera luce dell&#8217;intelligenza. E Anna solleva, allora, con inaudita forza espressiva, la pesante cortina del genocidio incombente, enumerando all&#8217;attonito padre le atrocit\u00e0 gi\u00e0 commesse sui concittadini ebrei, delle quali \u00e8 stata testimone diretta, dopo che le SS si sono scatenate nella caccia al giudeo, lungo le strade di Vienna. Ma, se nomini il Diavolo, lui non si fa mai attendere: ora, ha il volto e l&#8217;espressione feroce di un fanatico caporale della Gestapo, che bussa violentemente all&#8217;uscio di casa Freud, per l&#8217;ennesima, inutile, quanto minacciosa perquisizione nello studio del maestro. Perch\u00e9 nei libri -recitano i cultori del buio cosmico- ci sono sempre verit\u00e0 nascoste, appunti sovversivi, incitazioni alla rivolta contro la purezza della razza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E, tuttavia, poich\u00e9 nella psicanalisi v&#8217;\u00e8 tutto il disagio mentale dell&#8217;umanit\u00e0 folle, nulla di specifico pu\u00f2 essere rinvenuto tra quelle pagine dal banale inquisitore terreno. Nulla, che non appartenga a quel tratto generale, in cui confluiscono e si accumunano tutte le devianze, generate dall&#8217;unica fonte di una Mente che prova, disperatamente, a riflettere su se stessa, senza l&#8217;aiuto di Dio. E Anna che, come una furia, non sa resistere a inondare di tutto il suo disgusto il fanatico e corrotto caporale, trapassandolo con una furia di parole, attraverso un&#8217;efficace psicanalisi di prima approssimazione, urlata come un atto liberatorio, e tesa a dipingerne tutto lo squallore esistenziale. Perch\u00e9 quel soldatino fanatico, uomo completamente fallito come tanti, trova nella potenza surrogatoria della divisa e delle armi la maschera e l&#8217;alibi alla sua impotenza sessuale e all&#8217;omosessualit\u00e0 latente. Con il risultato scontato e voluto, di essere trascinata a viva forza in una delle tante spelonche della Gestapo. Perso nella sua solitudine, preoccupato oltre il limite per le sorti della figlia, Sigmund richiama angosciato l&#8217;Ambasciatore americano Vienna, affinch\u00e9 interceda per la salvezza di Anna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma, come lo spazio vuoto non \u00e8 mai tale, essendo (grazie alle teorie di altri geniali fisici ebrei) un luogo di creazione-annichilamento di particelle e antiparticelle, ecco materializzarsi, all&#8217;improvviso, il divino, sotto le sembianze di un bellissimo uomo (Alessio Boni). All&#8217;inizio, sembrerebbe il suo Doppio, cos\u00ec ben informato su certi, acuti e devastanti dettagli della prima infanzia di Sigmund, quando scopr\u00ec di essere solo e circondato da un mondo ostile. Poi, mano a mano che i dialoghi si addensano, diventando sempre pi\u00f9 analiticamente filosofici, scopriamo che potrebbe trattarsi di un folle che si vanta di essere il dio incarnato, che non vuole convertire, quanto sfidare il Maestro della Mente, mettendone in crisi le pi\u00f9 profonde convinzioni sulla negazione della sua esistenza. In fondo, non \u00e8 forse la sofferenza indicibile e intollerabile che ci spinge a ricercare e invocare il soprannaturale? Se trovassimo razionalmente l&#8217;elisir di lunga vita, cercheremmo ancora il miracoloso conforto di Dio?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9, Dio sar\u00e0 pure imputabile di tollerare tutto il Male del mondo, per aver concesso alla lebbra nazista di inondare di sangue la Terra, ma \u00e8 anche colui che dice: &#8220;L&#8217;Uomo ha fatto tutto da s\u00e9, perch\u00e9 gli \u00e8 stata concessa la libert\u00e0 di fare&#8221;. Oppure, il dio folle si racconta come l&#8217;Essere immortale che si annoia della sua immortalit\u00e0, non esitando a meravigliarsi del genio di Mozart! Il secondo ingresso del caporale nazista (nell&#8217;ottima interpretazione di<strong>Alessandro Tedeschi<\/strong>) \u00e8 da manuale freudiano: il proverbiale ricattatore e manipolatore in grigioverde, a sua volta preso in trappola e ricattato da un Freud che -ispirato dal divino pazzo- lo prende per il.. naso, mostrandogli una foto di famiglia, sorta di specchio magico, con il potere di riflettere il soma dell&#8217;ebreo che \u00e8 in lui, nascosto a fatica sotto il cappello con l&#8217;aquila uncinata. Bellissimo il duetto serrato, senza pause e respiro, tra l&#8217;apostata dei sogni e lo sconosciuto intruso (un Alessio Boni, da applausi a scena aperta!), che psicanalizza il maestro della psicanalisi, per distillarne la certezza dal dubbio, l&#8217;affermazione dalla negazione. Insomma: un teatro vero, intenso, come non se ne vedeva da tempo!<\/p>\n<p>Di <strong>Maurizio Bonanni<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0 &#8220;Dio esiste?&#8221;. Freud vi direbbe di &#8220;No!&#8221;: perch\u00e9 la fede non si nutre di prove, ma di se stessa; perch\u00e9 il mondo non \u00e8 assurdo, ma misterioso! Infatti, tutta la sua opera \u00e8 ispirata all&#8217;uomo per l&#8217;uomo, come il Barone di M\u00fcnchhausen, che si teneva sospeso per i capelli. 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