{"id":2311,"date":"2014-11-19T20:32:10","date_gmt":"2014-11-19T20:32:10","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=2311"},"modified":"2014-12-01T20:32:36","modified_gmt":"2014-12-01T20:32:36","slug":"notturno-di-donna-con-ospiti-di-maurizio-bonanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=2311","title":{"rendered":"Notturno di Donna con Ospiti, di Maurizio Bonanni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?attachment_id=1405\" rel=\"attachment wp-att-1405\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1405\" alt=\"modificata\" src=\"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/modificata.png\" width=\"1360\" height=\"624\" srcset=\"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/modificata.png 1360w, https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/modificata-300x137.png 300w, https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/modificata-1024x469.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1360px) 100vw, 1360px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Conoscevate gli incubi di una casalinga di periferia? No? Ebbene, se volete rimediare, non vi resta che assistere allo spettacolo \u201cNotturno di donna con ospiti\u201d, in scena alla Sala Umberto di Roma, che ha come protagonista assoluta la bravissima Giuliana De Sio, diretta da Enrico Maria Lamanna, su testo di Annibale Ruccello. Il dramma (perch\u00e9 di ci\u00f2 si tratta!), travestito da farsa semicomica, \u00e8 \u201cvociato\u201d, gridato e disseminato di mottetti, epiteti e modi di dire, apostrofati nel pi\u00f9 stretto dialetto napoletano. Esemplare la scenografia, articolata come una casa di bambola, per bambine adulte, in cui si giocano, sulla falsa profondit\u00e0, i volumi di un piano superiore, di una cucina tinello, di una veranda giardino e di un gigantesco armadio, modello \u201cStargate\u201d, dove le rappresentazioni del passato irrompono sulla scena incombente, livide come un mare di petrolio, che uccide le alghe nutrienti del fondale.<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Protagonista incontrastata: la depressione ebete di Lei, Adriana (Giuliana de Sio), madre di due bimbi e in attesa di un terzo figlio dal marito Michele, guardia notturna. La scena inizia con la narrazione rassegnata di un menage routinario e monotono, con Lei che prepara una cena al sacco per lui, colto mentre scende dalla scala indossando un asciugamano verde alla vita, e tenendo nella mano un altro, pi\u00f9 piccolo, dello stesso colore. Qualcosa, d\u2019istinto, ci suggerisce di prendere accuratamente nota di questo dettaglio. Poi, assistiamo, sinceramente infastiditi (effetto voluto, e accuratamente studiato nei minimi particolari, quest\u2019ultimo!) a effimeri tentativi di matrimonialissima aggressione sessuale, da parte di lui, puntualmente respinto da una moglie con scarse voglie, e poca fantasia erotica. Immediatamente dopo l\u2019uscita di scena di Michele, tra scenette esilaranti di un telecomando duro a obbedire alle dita nevrotiche e intolleranti di Lei, e una preliminare, doverosa telefonata disperante a una madre tiranna, inizia il racconto notturno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La notte, si sa, \u00e8 la dea bendata dei rapaci notturni, animali e umani, che arrivano ora silenziosi, ora concitati, aggressivi e urlanti insulti di dolore. E Adriana, Caronte di se stessa, anzich\u00e9 blindarsi in casa e chiedere aiuto, mano a mano apre la porta-giardino e quella di casa a figure apostatiche, che vanno a erodere fin dalle fondamenta il suo essere di donna fedele e madre amorosa. Perch\u00e9, Noi siamo \u201canche\u201d il nostro Doppio, che non guarisce mai dalle ferite profonde di un passato che non ci lascia, come il morto che si trascina a fondo il vivo, nelle sue tenebre. Cos\u00ec, alla prima apparizione di una vecchia, odiatissima e peripatetica compagna di scuola, tanto dissoluta quanto volgare, se ne aggiungono, man mano, altre, come quelle di due uomini, di cui l\u2019ultimo \u00e8 Sandro, un vecchio amore del passato, al quale Adriana concesse il suo fiore pi\u00f9 bello, per ritrovarsi, poi, incinta e costretta ad abortire da una madre megera, onnipresente e sentimentalmente onnivora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come un diapason che cresce sempre pi\u00f9 di intensit\u00e0, alle toccate successive e rapide, ecco addensarsi l\u2019effetto risonanza di un\u2019Adriana, doppio di se stessa, che si lascia andare all\u2019alcool e si ubriaca senza ritegno: proprio lei, praticamente astemia nella vita ordinaria. E cos\u00ec, seguendo una danza rituale, che scioglie nella perversione i freni inibitori di un\u2019intera vita, la protagonista si abbandona lasciva tra le braccia sconosciute di uomini, che praticano il tradimento coniugale plateale, sotto gli occhi delle loro mogli, che fanno altrettanto. Cos\u00ec, i vestiti vanno e vengono, con le due attrici avvolte da vestaglie leggere, che lasciano intravedere il paesaggio femminile pi\u00f9 intimo, mentre gli uomini, raggiunti a sorpresa da Michele, tornato anzitempo nel cuore della notte, fanno altrettanto, sempre avvolti negli stessi asciugami verdi dell\u2019inizio della rappresentazione. Le scene sono come raggrumate, attorno agli ospiti inattesi, che siedono tutti assieme attorno al tavolo del tinello, per interminabili partite a poker e bevute a volont\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poi, a sorpresa, folgoranti fermo-scena, dove lo spazio del giardino diventa un ambiente familiare della casa d\u2019infanzia di Adriana, in cui inizia il racconto psicanalitico del suo patologico rapporto edipico con il padre (il bravissimo Gino Curcione), tiranneggiato da una moglie orrenda -interpretata dallo stesso Curcione- , affetta da una pesante zoppia, e con la figlia che, nel ricordo a occhi aperti, sogna di diventare, un giorno, la moglie di suo padre. La cabina, armadio, al contrario, si apre anch\u2019essa, a tratti, sulla camera da letto della madre, con un balcone fiorito antistante. E, anche in questo caso, la De Sio, l\u2019autore e il regista non risparmiano i propri mezzi espressivi, per descriverci l\u2019orrore di una costrizione psichica, che schiavizza la figlia unica, tenendola stretta alla catena del ricatto affettivo, del senso di colpa perenne, per essere stata una figlia debosciata, tormento e rovina di tutte le aspirazioni materne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La ruota della perversione continua a girare cos\u00ec forte, che a un certo punto ci si rende conto di come quei fantasmi viventi stiano per annichilire l\u2019essere umano che li ha pensati e prodotti: vediamo comparire nella mani di Adriana la pistola d\u2019ordinanza di Michele e seminare il panico e la fuga di tutti quei personaggi improbabili e disgustosi. Poi, il finale a sorpresa. In cui, finalmente, Lei regredisce, con un atto di una follia estrema, allo stato infantile, per ricongiungersi, vestita da sposa, all\u2019amatissimo padre defunto. In fondo, non \u00e8 la cronaca di tutti i giorni a dirci come tutto ci\u00f2 sia realisticamente \u201cpossibile\u201d? Da vedere, senz\u2019altro, per un pubblico rigorosamente adulto.<\/p>\n<p>Di <strong>Maurizio Bonanni<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Conoscevate gli incubi di una casalinga di periferia? No? Ebbene, se volete rimediare, non vi resta che assistere allo spettacolo \u201cNotturno di donna con ospiti\u201d, in scena alla Sala Umberto di Roma, che ha come protagonista assoluta la bravissima Giuliana De Sio, diretta da Enrico Maria Lamanna, su testo di Annibale Ruccello. 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