{"id":2564,"date":"2015-06-12T10:25:18","date_gmt":"2015-06-12T10:25:18","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=2564"},"modified":"2015-06-15T10:30:04","modified_gmt":"2015-06-15T10:30:04","slug":"senti-che-eco-di-maurizio-bonanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=2564","title":{"rendered":"SENTI CHE.. ECO! Di Maurizio Bonanni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/modificata.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1405\" src=\"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/modificata.png\" alt=\"modificata\" width=\"1360\" height=\"624\" srcset=\"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/modificata.png 1360w, https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/modificata-300x137.png 300w, https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/modificata-1024x469.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1360px) 100vw, 1360px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Avete raggiunto grandi vette intellettuali? Allora, sentite che Eco! Soprattutto, quello dell&#8217;Umberto nazionale, che nella sua &#8220;Lectio Magistralis&#8221; per l&#8217;ennesima Laurea Honoris causa ha azzannato l&#8217;ignoranza dei social network, responsabili -a suo dire- di aver dato &#8220;diritto di parola a legioni di imbecilli&#8221;, visto che prima dell&#8217;avvento del web questi ultimi &#8220;parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettivit\u00e0. Ed erano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel&#8221;. Insomma, secondo Eco il web rappresenta una sorta di \u201cdramma\u201d semantico, in cui si erige \u201clo scemo del villaggio a detentore della verit\u00e0\u201d, facendo proliferare a dismisura cretinate, menzogne e false verit\u00e0. <!--more--><br \/>\nOccorrerebbe, quindi, rivitalizzare il ruolo dei giornali per \u201cfiltrare con \u00e9quipe di specialisti le informazioni di internet, perch\u00e9 nessuno \u00e8 in grado di capire oggi se un sito sia attendibile o meno&#8221;. Per fare questo, sostiene Eco, \u201ci giornali dovrebbero dedicare almeno due pagine all&#8217;analisi critica dei siti, cos\u00ec come i professori dovrebbero insegnare ai ragazzi come utilizzare i siti stessi per fare i temi\u201d, riferendosi al fenomeno della copiatura dal web.<br \/>\nApriti cielo! In un baleno \u00e8 venuta gi\u00f9 la Rete! Milioni di opinionisti improvvisati (le bestie nere del Prof.) si sono scatenati per dire la loro con commenti, spesso e volentieri, irriferibili. I pi\u00f9 maligni (o i meglio informati?) dicono che tutto questo odio proviene dal fatto che con l&#8217;enorme diffusione dei blog, dei gruppi social, etc., le cospicue risorse garantite dalla pubblicit\u00e0 cartacea siano migrate, impietosamente e definitivamente, verso il digitale. Chi ha ragione? I libertari duri e puri che dicono &#8220;ognuno scriva quel che vuole&#8221;, o i tutori della grammatica e dell&#8217;Accademia della crusca, dove chi parla in pubblico deve avere la &#8220;patente&#8221; di sapiente, per evitare la cattiva informazione?<\/p>\n<p>Io la vedrei cos\u00ec. Punto primo: esiste un paradosso che si esprime nei seguenti assunti fondamentali, tra di loro contraddittori: il web moltiplica per un fattore esponenziale il diritto di parola. Il calcolo \u00e8 semplice da fare: si prendano tutti i soggetti individuali che hanno accesso a Internet, e poi li si moltiplichi per tutte le possibili combinazioni di frasi (sensate e non!) cui possono dar luogo nel tempo. Si avr\u00e0, cos\u00ec, un flusso esponenziale di messaggi con un&#8217;immensa capacit\u00e0 di Disinformazione! In tal modo, da privilegio di pochi (quelli che comparivano in radio e tv, ovvero pubblicavano sulla stampa quotidiana e periodica), si \u00e8 passati di colpo a numeri dell&#8217;ordine dei centinaia di milioni. E&#8217; controllabile tutto ci\u00f2? No. E non \u00e8 nemmeno lontanamente censurabile. Nessuna giurisdizione al mondo potrebbe mai reggere alla crescita esponenziale di ricorsi e denunce!<br \/>\nAllora, esimi Proff. della comunicazione mediatica, sapreste indicarci quale sia, a vostro giudizio di grandi pensatori, la.. &#8220;Bussola&#8221;?! Da vecchio lupo di mare, che naviga da sempre nelle acque tormentate dell&#8217;informazione, la mia risposta \u00e8: &#8220;comparare, comparare e poi ancora comparare&#8221; le fonti informative che si hanno a disposizione. Da qui, tuttavia, discende il seguente, insolubile dilemma: chi dovrebbe insegnare i relativi fondamenti a centinaia di milioni di soggetti potenziali destinatari di una disinformazione pi\u00f9 o meno planetaria? Beh, &#8220;This is the Problem&#8221;, cari Proff.!<br \/>\nSecondo aspetto: chi scrive su FB lo fa a titolo personale. Mentre chi pubblica su organi e siti istituzionali agisce per conto dell&#8217;istituzione alla quale appartiene (anche una testata di stampa registrata, rientra in questa accezione!) e ha ben altra rilevanza e rilievo, dal punto di vista dell&#8217;ufficialit\u00e0 dell&#8217;informazione contenuta e proposta. Il vantaggio del web, per\u00f2, sta nella sua grande capacit\u00e0 di autoregolazione: essendo molti milioni i punti di osservazione diversi e indipendenti, accade che si attivino anche molto rapidamente i meccanismi &#8220;immunitari&#8221;, in grado di smascherare i &#8220;fake&#8221; e l&#8217;informazione manipolata. Ovvero, il singolo potrebbe facilmente cadere vittima di grossolane manipolazioni e falsificazioni. Ma, trascorso un tempo sufficiente di reazione (\u00e8 un po&#8217; come la febbre, per un organismo malato), si attiveranno milioni di singoli anticorpi per mascherare il furto di verit\u00e0. Tutto qui.<\/p>\n<p>Giuridicamente, poi, trovo arduo equiparare la diffamazione su FB a quella a mezzo stampa, dato che i social sono, in fondo, identici allo scambio di opinioni tra &#8220;4 amici al bar!&#8221;. Diverso \u00e8 twitter: chi ha migliaia di followers pu\u00f2 ben calunniare in 150 caratteri! Pensateci: se io scrivessi sul mio profilo FB un post diffamatorio verso un terzo, tutti quelli che mi replicano condividerebbero la mia stessa responsabilit\u00e0 (a meno di commenti censori nei miei confronti). In pochissimo tempo, per l&#8217;effetto domino, occorrerebbe portare i giudizio migliaia di persone per volta. Quale sistema giudiziario \u00e8 in grado di governare tutto ci\u00f2?<\/p>\n<p>Per\u00f2, \u00e8 vero: occorre fare attenzione agli imbonitori e ai venditori di sogni.. In fondo, c&#8217;\u00e8 chi con la Rete ha avuto una rappresentanza parlamentare del 25%, senza mai prendersi la responsabilit\u00e0 di governare, a forza di credere (e di far credere) nelle scie chimiche e nel complotto degli Ogm.. S\u00ec, il problema \u00e8 proprio questo. La notizia-buco-nero che tutto attrae e fagocita nel suo ventre infinito. L&#8217;utente normotipico di Internet non compara, non allarga a sufficienza i propri orizzonti informativi e sopratutto &#8220;non studia&#8221;! Adora le semplificazioni e le notizie-monstre, a effetto deflagrante, che contribuisce poi, di regola, lui stesso ad amplificare.. Rimedi? Il buon senso.<\/p>\n<p>Di<strong> Maurizio Bonanni<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avete raggiunto grandi vette intellettuali? Allora, sentite che Eco! 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