{"id":2573,"date":"2015-06-10T10:41:32","date_gmt":"2015-06-10T10:41:32","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=2573"},"modified":"2015-06-15T10:46:42","modified_gmt":"2015-06-15T10:46:42","slug":"esposizione-universale-1942-di-maurizio-bonanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=2573","title":{"rendered":"ESPOSIZIONE UNIVERSALE 1942. Di Maurizio Bonanni"},"content":{"rendered":"<p>Al Teatro India va in scena, fino al 14 giugno, lo spettacolo: &#8220;L&#8217;Esposizione Universale&#8221; di Luigi Squarzina, per la regia di Piero Maccarelli, che dirige gli allievi diplomati della Scuola Teatro di Roma, con l&#8217;assistenza in scena di attori sperimentati, come Stefano Santospago (impeccabile, nel ruolo dello &#8220;squalo&#8221; immobiliarista Barzilai) e di Luigi Diliberti, nella parte di Curbastro, professore di lettere e nostalgico del passato regime fascista. Nell&#8217;immediato dopoguerra, l&#8217;ambientazione scenica, ricostruita attraverso fotografie panoramiche del complesso edilizio incompiuto, \u00e8 quella dell&#8217;immenso spazio urbano che avrebbe dovuto ospitare l&#8217;E42 (Esposizione Universale di Roma, prevista nel 1942 e mai avvenuta, a causa dell&#8217;entrata in guerra dell&#8217;Italia), pi\u00f9 noto come E.U.R..<br \/>\nImprovvisamente, in quella landa desolata di marmi e cemento, ecco apparire un&#8217;umanit\u00e0 sconvolta, appena emersa in stracci e brandelli dai gorghi di una guerra perduta e devastante, dove l&#8217;italianit\u00e0, il concetto stesso di nazione \u00e8 stata smembrata dalle pi\u00f9 feroci guerre ideologiche di tutti i tempi, erosa dai marosi di una guerra civile sottaciuta, assai poco narrata e mai del tutto risolta. Ed \u00e8 questo doloroso fiume di gente senza pi\u00f9 nulla, nemmeno la dignit\u00e0, che va a occupare, in assoluta promiscuit\u00e0, quegli spazi interni (sorprendentemente luminosi e aperti, nei loro richiami strutturali neoclassicheggianti) di edifici immensi, soli, malati e amputati; impregnati di un tempo sospeso, con materiali laterizi desolatamente lasciati accanto agli scheletri di grandi strutture realizzate a met\u00e0: una sorta di lebbra estetica, dalle piaghe non rimarginate per mancanza delle necessarie cure e amore da parte dell&#8217;uomo-faber.<br \/>\nLa scenografia \u00e8 quella di una grande camerata, con letti sovrapposti, in cui i drammi esistenziali di ciascuno trasudano lacrime, parole disperate; desideri e sogni abortiti, come quelli della giovane malata di tisi, assistita da sorella e madre, che terminer\u00e0 i suoi giorni in sanatorio, invano attesa dal giovane fidanzatino. Ma le vere forze in campo trascendono qualsiasi velleit\u00e0 da libro Cuore, perch\u00e9 persino i tradimenti sono saldamente impunturati, come chiodi sulla croce, sui grandi conflitti socio-politici di quell&#8217;epoca nascente e perturbata. La stessa giovane donna, che si adatta a qualunque impresa e mestiere, pur di accudire la sorella malata, \u00e8 di volta in volta l&#8217;amante ora dell&#8217;uomo in divisa (un brigadiere sposato e arrogante), ora del giovane rivoluzionario, antagonista ante-litteram della proto globalizzazione.<br \/>\nEd \u00e8 quest&#8217;ultimo uno dei personaggi-chiave della vicenda: inizialmente lo vediamo, dopo un gesto eclatante di ribellione violenta, divenire facile preda delle sirene alto-borghesi che lo perderanno, inizialmente, ma lo consacreranno a martire della libert\u00e0, una volta risolta l&#8217;ambiguit\u00e0 che lo pervade, tra rimanere un uomo del popolo, o tradire e abbandonare la sua classe per la scalata al successo, alle belle donne e al denaro. Ancora pi\u00f9 sottile e profondo \u00e8 lo scontro epocale tra il vecchio professore e Barzilai (anch&#8217;egli un&#8217;ex camicia nera, che aveva condivo con il professore esperienze ministeriali). Il primo, pur nel suo anacronismo (\u00e8 tra i pi\u00f9 poveri degli sfollati!), si incatena al suo personale totem dell&#8217;etica, quando una generazione pi\u00f9 anziana sapeva pensare (a torto o ragione) al futuro di quelle successive, preparando con cura il terreno intellettuale pi\u00f9 fertile.<br \/>\nBarzilai, invece, alcolista e cinico, \u00e8 il prototipo di quello che sar\u00e0 il capitalismo rampante e arruffone italiano. Lui, che fiuta come un animale da preda (rimanendone vittima colpevole!) i prodromi dello sviluppo urbano della nuova Roma del dopoguerra. Lui, che sa di far parte dei vincenti e lo dichiara spudoratamente, disposto a uccidere pur di raggiungere il suo scopo di speculatore. Il finale \u00e8 tutto un fuoco di artificio, grazie a quelle armi nascoste da un esercito allo sbando, che saranno impugnate dai giovani protagonisti, intenzionati a resistere al sopruso del potere.<br \/>\nPerch\u00e9 Barzilai e i suoi soci misteriosi, affaristi internazionali dell&#8217;immobiliare, avendo l&#8217;assoluta necessit\u00e0 di liberare la famigerata area dell&#8217;E42, debbono trasferire altrove -e a qualunque costo- gli sfollati, anche ricorrendo alla prova di forza. Il loro destino di senza casa sar\u00e0 cos\u00ec relegato, per molto tempo, nello spazio miserevole e degenerato di uno dei tanti, orribili campi profughi che disseminavano di vergogna, all&#8217;epoca, il tessuto periferico della Capitale. Proprio quella Roma fascista alla quale le nuove miserie morali e materiali avrebbero definitivamente ridotto in brandelli quelle finte vesti di un&#8217;idea imperiale del tutto artificiale, costruita su di un nulla storico! Complimenti vivissimi a tutti i giovani interpreti! Spettacolo da non perdere, per chi vive a Roma.<\/p>\n<p>Di <strong>Maurizio Bonanni<\/strong><!--more--><!--more--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al Teatro India va in scena, fino al 14 giugno, lo spettacolo: &#8220;L&#8217;Esposizione Universale&#8221; di Luigi Squarzina, per la regia di Piero Maccarelli, che dirige gli allievi diplomati della Scuola Teatro di Roma, con l&#8217;assistenza in scena di attori sperimentati, come Stefano Santospago (impeccabile, nel ruolo dello &#8220;squalo&#8221; immobiliarista Barzilai) e di Luigi Diliberti, nella &hellip; <a href=\"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=2573\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">ESPOSIZIONE UNIVERSALE 1942. 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