{"id":2729,"date":"2016-11-05T21:45:41","date_gmt":"2016-11-05T21:45:41","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=2729"},"modified":"2016-11-06T21:47:51","modified_gmt":"2016-11-06T21:47:51","slug":"disabili-non-stupidi-di-vanessa-seffer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=2729","title":{"rendered":"Disabili, non stupidi! Di Vanessa Seffer"},"content":{"rendered":"<h1><\/h1>\n<div class=\"corpoArticolo\">\n<div class=\"noFoto\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.opinione.it\/media\/1372633\/09-valentina-valenti-i.jpg\" \/><\/div>\n<p>In Italia secondo il Censis abbiamo 4,1 milioni di disabili, fra cui quelli molto gravi, intesi come malati di Alzheimer, Parkinson, Sla, terminali e tetraplegici allo stadio terminale. Fin quando questi pazienti si trovano in carrozzina non sempre hanno problemi legati al retto e alla vescica; queste problematiche subentrano talvolta nella parte finale della malattia oppure nella tetraplegia. I pazienti tetraplegici necessitano di assistenza costante, in quanto quasi totalmente non-autosufficienti negli spostamenti, nell\u2019alimentazione, nel vestirsi e nell\u2019espletare i bisogni fisiologici. Talvolta complicanze respiratorie rendono precaria la salute generale. La differenza su cui vogliamo soffermarci \u00e8 essenzialmente economica e la fa non tanto l\u2019assistenza, quanto il problema legato allo svuotamento del retto e della vescica in modo manuale.<\/p>\n<p>Ne abbiamo voluto parlare con Valentina Valenti (nella foto), 46 anni e tetraplegica da quando ne aveva 18, a causa di una capriola mal eseguita nell\u2019ora di educazione fisica, il secondo giorno di scuola dell\u2019ultimo anno di liceo. Da quel momento la vita di una bella ragazza, che sfilava a Roma per i pi\u00f9 grandi stilisti, \u00e8 cambiata drasticamente. Valentina non ha mai smesso di lottare in tutti questi anni. Ha raccontato recentemente in tiv\u00f9 della sua situazione e di quelle persone che non hanno pi\u00f9 l\u2019uso delle gambe, delle mani e che non sentono nemmeno il naturale stimolo per andare in bagno. Non \u00e8 oggetto di preoccupazione per i pi\u00f9 e per la politica, ma intanto a causa dei disagi enormi e delle difficolt\u00e0 economiche di queste persone, abbiamo tanti morti ogni anno.<\/p>\n<p>Nel giro di poche ore il video, postato sul web, ha avuto oltre 43mila visualizzazioni e subito dopo \u00e8 stato misteriosamente censurato. Per questo ha scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che a breve la ricever\u00e0. \u201cOgni disabile come me &#8211; dice Valentina &#8211; deve essere messo in condizione di pagarsi le tre persone necessarie per una dignitosa sopravvivenza, che consentano di uscire di casa, cosa per nulla comoda, e di gestire la pulizia, l\u2019igiene e tutte le funzioni organiche\u201d.<\/p>\n<p>I mielolesi, cio\u00e8 coloro che hanno lesioni del midollo spinale, devono essere cateterizzati o svuotati manualmente ogni 4\/6 ore. In Italia ci sono circa 200mila persone in questa situazione, che hanno necessit\u00e0 dell\u2019evacuazione sfinterica o del catetere ad intermittenza (per la vescica) o dello svuotamento manuale rettale (per le feci), quest\u2019ultimo sulla carta praticato dai medici chirurghi, quando invece sono gli stessi infermieri a provvedere.<\/p>\n<p>\u201cBasterebbe un decreto legge che equiparasse le due cose &#8211; continua Valentina &#8211; per far svolgere entrambe le attivit\u00e0 agli infermieri, anche perch\u00e9 negli ospedali fanno tutto loro. La manovra costa 320 euro (230 euro pi\u00f9 Iva) se il medico chirurgo fa lo svuotamento manuale rettale. Se chiami un infermiere a casa costa 50 euro ogni volta. Come si pu\u00f2 risolvere questo problema se non hai 5mila euro al mese? Con questa somma si possono pagare tre persone messe in regola, che sono il minimo vitale garantito\u201d.<\/p>\n<p>Il vero perno del Welfare \u00e8 la famiglia, sulla quale ricade tutta la responsabilit\u00e0 e il peso dell\u2019assistenza e della cura della persona con disabilit\u00e0. La situazione si aggrava in et\u00e0 adulta.<\/p>\n<p>\u201cI disabili adulti rimangono in carico alla responsabilit\u00e0 delle loro famiglie &#8211; si legge nel comunicato del Censis &#8211; con sostegni istituzionali limitati, focalizzati quasi esclusivamente sul supporto economico\u201d.<\/p>\n<p>Nel desolante panorama fin qui illustrato, non si \u00e8 ancora accennato alla principale preoccupazione delle famiglie, ovvero quella per il futuro dei loro figli con disabilit\u00e0, una volta che loro non potranno pi\u00f9 prendersene cura o non ci saranno pi\u00f9. \u201cNel tempo &#8211; spiega il Censis &#8211; aumenta il senso di abbandono delle famiglie e cresce la quota di quelle che lamentano di non poter contare sull\u2019aiuto di nessuno pensando alla prospettiva di vita futura dei propri figli disabili\u201d.<\/p>\n<p>Qui interviene il disegno di legge \u201cDopo di noi\u201d nella Legge di stabilit\u00e0, del 17 settembre 2016: Renzi ha stanziato 180 milioni di euro per i disabili per i prossimi 3 anni: 90milioni nel 2016, 38,3 milioni nel 2017 e 56,1 milioni per il 2018. Con la Legge 81 nessuno ti porta fuori con 3 persone.<\/p>\n<p>Con 180 milioni si copre solo quanto si dice nella Legge 81 per la mobilit\u00e0, secondo cui in caso di malattia grave bisogna avere almeno due persone sempre, e messe in regola. I 90 milioni del primo anno coprono solamente 18mila persone disabili su 200mila a 5mila euro al mese, se i soldi vengono distribuiti con questo criterio. Prima per\u00f2 non c\u2019era neanche questo.<\/p>\n<p>Un consiglio per una politica seria sull\u2019immigrazione: si spendono 3 miliardi per accogliere gli immigrati. Fra queste persone che arrivano ci saranno pure infermieri o persone che vogliono studiare per diventarlo!<\/p>\n<p>\u201cSarebbe un\u2019idea formarli, poi dare loro un lavoro, cos\u00ec se vengono in Italia per lavorare li teniamo, altrimenti nemmeno ci vengono se sanno che dovranno lavorare per restare &#8211; pensa Valentina Valenti &#8211; io sono un progetto di riforma che non \u00e8 ancora stato fatto. La politica deve riconoscere che \u00e8 ha fatto un tragico errore; i soldi ci sono e le cooperative i soldi li prendono. Anzich\u00e9 dare appalti, subappalti, e poi pagare un romeno 4 euro l\u2019ora, si faccia tutto regolarmente sin dalla fonte, mettendo tutti in regola e i soldi ci saranno per tutto e tutti. Anche mia madre \u00e8 disabile secondo l\u2019articolo 3 comma 3 &#8211; continua Valentina &#8211; \u00e8 diabetica, cardiopatica, obesa, quando si lava fa fatica, ma \u00e8 autonoma nelle sue funzioni, pertanto non si pu\u00f2 dare lo stesso tipo di invalidit\u00e0. Lei ha le mani, le usa. Io ho bisogno di una persona per grattarmi, per tagliarmi le unghie, per bere e mangiare, per fare una passeggiata e soprattutto per espletare i miei bisogni organici\u201d. Non \u00e8 gi\u00e0 semplice la vita quando riesci a non morire da giovane, pensiamo a cosa significhi vivere per Valentina e gli altri 200mila come lei. Pu\u00f2 succedere a tutti.<\/p>\n<p><strong>@vanessaseffer<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia secondo il Censis abbiamo 4,1 milioni di disabili, fra cui quelli molto gravi, intesi come malati di Alzheimer, Parkinson, Sla, terminali e tetraplegici allo stadio terminale. Fin quando questi pazienti si trovano in carrozzina non sempre hanno problemi legati al retto e alla vescica; queste problematiche subentrano talvolta nella parte finale della malattia &hellip; <a href=\"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=2729\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Disabili, non stupidi! 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