{"id":2995,"date":"2018-12-06T10:28:45","date_gmt":"2018-12-06T10:28:45","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=2995"},"modified":"2019-01-27T10:29:44","modified_gmt":"2019-01-27T10:29:44","slug":"sanita-privata-e-sanita-pubblica-ne-parla-jessica-faroni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=2995","title":{"rendered":"Sanit\u00e0 privata e sanit\u00e0 pubblica, ne parla Jessica Faroni"},"content":{"rendered":"<div class=\"col-lg-9 col-sm-12 interna\">\n<h1 class=\"post-title\"><\/h1>\n<div class=\"post-meta\"><\/div>\n<div class=\"post-content\"><img decoding=\"async\" class=\"pull-left featured-image-post\" src=\"http:\/\/www.opinione.it\/media\/3882560\/chirurgia.jpg?crop=0.049001151665485472,0,0.044477542523033327,0&amp;cropmode=percentage&amp;width=370&amp;height=272\" alt=\"Sanit\u00e0 privata e sanit\u00e0 pubblica, ne parla Jessica Faroni\" \/>Una struttura sanitaria accreditata \u00e8 una struttura privata che ha stipulato una convenzione con il Sistema sanitario nazionale (Ssn), dunque eroga le prestazioni sanitarie chiedendo al cittadino il solo pagamento del ticket. Ma come fa una struttura privata ad accreditarsi? \u00c8 l\u2019autorit\u00e0 sanitaria delle singole regioni ad individuare le strutture che secondo loro sono in grado di garantire il livelli essenziali di assistenza, di valutare l\u2019idoneit\u00e0 delle stesse, di assicurarsi che siano qualificate e di accertarsi dell\u2019efficacia e dell\u2019appropriatezza dei risultati, fissando il volume massimo delle prestazioni da rendere nell\u2019ambito della competenza territoriale della medesima azienda sanitaria locale.<\/p>\n<p>Chiedo a Jessica Faroni, medico-chirurgo, neurologo, riconfermata presidente dell\u2019Associazione italiana ospedalit\u00e0 privata Lazio (Aiop), manager sanitario e a capo del Gruppo Ini (Istituto neuro-traumatologico italiano) presente con dieci strutture accreditate nel Ssn nel Lazio e in Abruzzo, di farci comprendere meglio quali rapporti ci siano effettivamente fra il pubblico e il privato convenzionato, o meglio, accreditato.<\/p>\n<p><strong>Che differenza c\u2019\u00e8 fra l\u2019ospedale pubblico e il privato accreditato?<\/strong><\/p>\n<p>Di fatto la sanit\u00e0 privata accreditata \u00e8 una sanit\u00e0 pubblica con tutti quanti i doveri del pubblico, con la differenza che la propriet\u00e0 \u00e8 del privato. I criteri qualitativi devono essere gli stessi, perch\u00e9 si fornisce un servizio pubblico. La legge \u00e8 uguale perch\u00e9 \u00e8 sempre Sistema sanitario nazionale (Ssn). La differenza consiste nella propriet\u00e0: una \u00e8 pubblica e l\u2019altra \u00e8 privata.<\/p>\n<p><strong>Che cosa funziona davvero e che cosa non funziona sia nell\u2019ospedale pubblico che nel privato accreditato?<\/strong><\/p>\n<p>Entrambi risentiamo fortemente del problema del contratto di lavoro, poich\u00e9 abbiamo i contratti nazionali. Il fatto \u00e8 che \u00e8 poco prevista sia la meritocrazia che il licenziamento di persone che effettivamente non ci dovrebbero stare. Quindi siamo costretti ad un ricambio molto lento e soprattutto a non usufruire di nuove risorse, uno dei motivi per cui assistiamo alla fuga dei cervelli dal nostro Paese. Noi non possiamo licenziare una persona su due piedi. Indubbiamente per noi \u00e8 pi\u00f9 facile gestire una struttura con trecento persone piuttosto che di 1.800, per\u00f2 siamo sottoposti esattamente alla stessa problematica.<\/p>\n<p><strong>E il personale come viene selezionato?<\/strong><\/p>\n<p>Esattamente come fa il pubblico. Tramite concorso. Poich\u00e9 le figure che devono stare sia nel pubblico che nell\u2019accreditato sono le stesse, con gli stessi titoli, con gli stessi curricula.<\/p>\n<p><strong>Vi capita, soprattutto fra il personale infermieristico, di dover attingere dall\u2019estero?<\/strong><\/p>\n<p>Ancora qui nel Lazio questo tipo di utilizzo di lavoro \u00e8 poco sviluppato, facciamo pi\u00f9 uso delle cooperative. Nelle cooperative pu\u00f2 capitare che qualcuno dell\u2019estero ci sia. Ma non \u00e8 un fenomeno cos\u00ec sviluppato, non come in alcuni posti del nord.<\/p>\n<p><strong>Ci sono troppi sprechi nel pubblico, nelle analisi, negli esami diagnostici. <\/strong><\/p>\n<p>Da noi va esattamente come nel pubblico. Perch\u00e9 essendo pagati noi con l\u2019impegnativa quindi con la prescrizione, risentiamo al pari del pubblico. Tant\u2019\u00e8 che abbiamo anche noi le liste d\u2019attesa lunghissime. E del fatto che c\u2019\u00e8 ad esempio un utilizzo sbagliato della medicina difensiva. Infatti questa oggi \u00e8 il costo maggiore per l\u2019Italia, in quanto si preferisce fare pi\u00f9 analisi, visto poi il contenzioso che pu\u00f2 scaturire da qualsiasi paziente. Per cui diciamo che \u00e8 una protezione del medico. E anche questo crea liste d\u2019attesa. Un medico di base che chiede una visita urgente, spesso lo fa perch\u00e9 suscettibile di pressioni da parte di un parente. Ci andiamo di mezzo tutti: medici di base, pubblico, privato accreditato. Poi noi, tra l\u2019altro, abbiamo un budget e pi\u00f9 di tanto non possiamo fare. Cos\u00ec le liste si allungano.<\/p>\n<p><strong>Le liste d\u2019attesa sono un problema molto serio. Rappresentano uno dei motivi che scatenano le aggressioni contro i medici e gli operatori sanitari, sempre pi\u00f9 frequenti. Come si pu\u00f2 risolvere il problema?<\/strong><\/p>\n<p>Bacchetta magica a parte, ci sarebbero due rivoluzioni del sistema a mio parere. Innanzitutto, la richiesta dovrebbe essere fatta secondo altri criteri, non secondo pressioni o medicina difensiva, ma sotto la reale esigenza che ha il paziente. In secondo luogo, bisognerebbe investire un po\u2019. Ad esempio, in America sono di uso frequente i referral, specialisti che \u201ch24\u201d stabiliscono se i pazienti debbano essere visitati o meno, facendo una selezione a monte. Nei provvedimenti che sono stati presi di aumentare le ore di lavoro e le aperture degli ambulatori, pi\u00f9 si crea offerta e pi\u00f9 le liste si allungano. Se io aprissi gli ambulatori delle cliniche e avessi libert\u00e0 di budget, giorno e notte per tutta la settimana, li riempirei.<\/p>\n<p><strong>Che cosa manca alla struttura privata accreditata per sostituire appieno quella pubblica?<\/strong><\/p>\n<p>Non si possono sostituire. Non pu\u00f2 esistere pubblico senza privato, n\u00e9 privato senza pubblico. \u00c8 un lavoro assolutamente di supporto e complementare. \u00c8 vero che ci sono esempi di strutture private come il San Raffaele di Milano che sono pi\u00f9 che autonome e funzionano bene. Ma \u00e8 anche vero che l\u2019Italia \u00e8 fatta da venti regioni che hanno leggi diverse. Faccio un esempio, qui nel Lazio \u00e8 vero che ci sono molti privati ma tante specialistiche non le possiamo fare, e non potendole fare dobbiamo essere per forza di supporto a tutto quel mondo che ha quella specialistica che fa soltanto l\u2019ospedale.<\/p>\n<p><strong>Invece l\u2019ospedale cattolico funziona meglio della struttura pubblica o del privato accreditato?<\/strong><\/p>\n<p>Anche l\u00ec hanno gli stessi problemi nostri. Ma \u00e8 chiaro il \u201cGemelli\u201d ha un potere contrattuale diverso.<\/p>\n<p><strong>La struttura privata accreditata come si muove con i bambini e gli anziani?<\/strong><\/p>\n<p>Il 44 per cento della sanit\u00e0 privata accreditata fornisce cure di supporto alle categorie pi\u00f9 deboli. Gran parte delle Rsa e gran parte dei bambini ex articolo 26 fanno capo al privato convenzionato e questo, \u00e8 fondamentale, con costi minori rispetto al pubblico. Va capito che noi siamo uno Stato che investe poco in sanit\u00e0 perch\u00e9 siamo molto bravi. Sia nel pubblico che nel privato. Perci\u00f2 parlo di complementarit\u00e0. Se l\u2019Umberto I si occupa di un\u2019appendicite, un\u2019altra struttura convenzionata ne fa tre, perch\u00e9 riusciamo di pi\u00f9 a contenere i costi dando la stessa qualit\u00e0. Se questo lo si pone sull\u2019assistenza territoriale e sulle categorie deboli \u00e8 evidente che lo Stato non si pu\u00f2 permettere una spesa cos\u00ec grande su una popolazione debole che sta crescendo. Noi siamo il Paese pi\u00f9 vecchio d\u2019Europa. Non possiamo fare un investimento che poi non ci possiamo permettere. Per cui deve subentrare il privato, che riuscendo a lavorare con costi contenuti, pu\u00f2 dare una qualit\u00e0 eccezionale sia nel pubblico che nel privato. Lo dice pure la relazione di Bloomberg, siamo tra i migliori al mondo utilizzando la met\u00e0 dei soldi degli altri Paesi.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 lo stretto rapporto pubblico-privato?<\/strong><\/p>\n<p>In realt\u00e0, sia nel pubblico che nel privato curiamo migliaia di persone e ci\u00f2 avviene in perfetta armonia. Noi abbiamo la funzione di svuotare gli ospedali da tutto quello che \u00e8 il cronico, ce lo prendiamo e questo avviene tramite fax, tra ospedali e strutture. Succede continuamente nel quotidiano, per migliaia di persone. Il paziente, nel momento in cui viene ricoverato in ospedale, viene curato a 360 gradi sia dal pubblico che dal privato.<\/p>\n<p><strong>Per queste comunicazioni usate ancora il fax?<\/strong><\/p>\n<p>Si, per essere pi\u00f9 sicuri e lasciarne traccia. Se il Signor Rossi ha bisogno di essere spostato domattina, la caposala invia un fax a tutte le strutture private dei dintorni nella notte e bisogna che la mattina sia gi\u00e0 stato trovato il posto. Quindi o c\u2019\u00e8 la telefonata fra i primari delle strutture o la richiesta via fax per cui rimane sempre una traccia. Il fax rende proprio l\u2019idea del fatto pratico del rapporto che si innesca fra strutture.<\/p>\n<p><strong>@vanessaseffer<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col-lg-3 col-sm-12 sidebar\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una struttura sanitaria accreditata \u00e8 una struttura privata che ha stipulato una convenzione con il Sistema sanitario nazionale (Ssn), dunque eroga le prestazioni sanitarie chiedendo al cittadino il solo pagamento del ticket. 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