{"id":3013,"date":"2019-01-30T21:42:19","date_gmt":"2019-01-30T21:42:19","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=3013"},"modified":"2019-02-01T21:47:37","modified_gmt":"2019-02-01T21:47:37","slug":"medici-professionalita-allabbandono-parla-magi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=3013","title":{"rendered":"Medici, professionalit\u00e0 all\u2019abbandono, parla Magi"},"content":{"rendered":"<div class=\"col-lg-9 col-sm-12 interna\"><br class=\"post-title\" \/><\/p>\n<div class=\"post-content\"><img decoding=\"async\" class=\"pull-left featured-image-post\" src=\"http:\/\/www.opinione.it\/media\/3885443\/4-magi.jpg?crop=0.04133986928104575,0,0.19387254901960785,0&amp;cropmode=percentage&amp;width=370&amp;height=272\" alt=\"Medici, professionalit\u00e0 all\u2019abbandono, parla Magi\" \/>La frequenza delle aggressioni che i medici e gli operatori sanitari subiscono descrive un fenomeno ormai cronicizzato. Il numero delle violenze fisiche, verbali e morali rappresenta una vera e propria emergenza sociale cui non si riesce a fare fronte. Una grande sfida per la tutela dei camici bianchi, ma anche per la sicurezza dei cittadini. Ne parliamo con il dottor Antonio Magi, presidente dell\u2019Ordine provinciale dei Medici-chirurghi e odontoiatri di Roma.<\/p>\n<p><strong>Cosa si pu\u00f2 fare perch\u00e9 i medici non siano lasciati soli?<\/strong><\/p>\n<p>Qualcosa come Ordine abbiamo fatto. Ho da tempo convocato tutti i direttori generali delle aziende ospedaliere, le direzioni sanitarie e l\u2019assessore alla Sanit\u00e0. Sono venuti da noi all\u2019Ordine dei medici per discutere sul da farsi riguardo alle aggressioni. Ho fatto vedere loro i numeri raccolti tramite Inail. Quindi i casi denunciati, che sono la punta dell\u2019iceberg, perch\u00e9 la maggior parte, non vengono denunciati se non ci sono situazioni davvero eclatanti. \u00c8 stato istituito un tavolo di confronto fra Osservatorio nel Lazio, dove operano i responsabili di tutte le aziende compreso i Risk management e l\u2019Ordine dei medici. Abbiamo gi\u00e0 prodotto un documento con ci\u00f2 che questo tavolo deve monitorare, con i primi numeri che abbiamo a disposizione. Con delle raccomandazioni date alle aziende di attivare determinati percorsi quali l\u2019accoglienza, il controllo dei locali, alcune attivit\u00e0, il personale, il lavoro in gruppo specie in alcune fasce orarie, quali sono in caso di aggressione gli atteggiamenti da tenere mentre il personale svolge la sua attivit\u00e0, come capire i segnali prima di una aggressione. Abbiamo gi\u00e0 messo in moto questi meccanismi. Inoltre, ho partecipato ad alcuni interventi alla Camera dei deputati per quanto riguarda la norma di legge e sensibilizzato la ministra della Salute Giulia Grillo che \u00e8 venuta all\u2019Ordine dei medici di Roma, dove \u00e8 iscritta, che ha fatto la proposta sulla violenza agli operatori sanitari e dove sono stati presentati altri due disegni di legge, uno presentato da Fratelli d\u2019Italia e l\u2019altro dalla sinistra sempre sullo stesso tema.<\/p>\n<p><strong>Come pu\u00f2 la categoria medica riconquistare la fiducia della popolazione?<\/strong><\/p>\n<p>Questo \u00e8 l\u2019altro problema. L\u2019operatore durante il servizio non \u00e8 un pubblico ufficiale. Le aziende ad oggi hanno sempre lasciato i medici da soli, abbandonati a se stessi. Con la procedura d\u2019ufficio invece si supererebbe. Per cui noi abbiamo chiesto questo accorgimento e devo dire che nella prima stesura dell\u2019Osservatorio della Regione Lazio si consiglia alle aziende di stare vicino al medico in fase di querela.<\/p>\n<p><strong>Se il medico venisse riconosciuto come pubblico ufficiale ci sarebbero una serie di oneri per lui. <\/strong><\/p>\n<p>Infatti, noi non vogliamo che sia definito tale in senso stretto, ma che nell\u2019ambito della legge ci sia la possibilit\u00e0 di procedere lo stesso d\u2019ufficio, indipendentemente dalla figura dell\u2019operatore, in modo tale da far emergere tutto quello che noi oggi non vediamo, perch\u00e9 ci sono vari tipi di violenza, verbale, fisica, minacce, insulti, percosse, omicidio.<\/p>\n<p><strong>Poi ci sono le donne che hanno paura di svolgere la loro attivit\u00e0 professionale in luoghi pi\u00f9 sperduti e limitrofi. Perch\u00e9 un\u2019azienda sanitaria non si pone la domanda di mettere una donna in condizione di lavorare in sicurezza?<\/strong><\/p>\n<p>Le strutture devono essere vigilate e i turni controllati, non c\u2019\u00e8 dubbio. Addirittura, nel Friuli Venezia Giulia c\u2019\u00e8 stata l\u2019iniziativa degli alpini che autonomamente si sono resi disponibili a scortare i medici, sia donne che uomini, nel momento in cui vanno a svolgere le loro attivit\u00e0 e poi rimangono di guardia. Questo \u00e8 stato un segnale forte. Noi abbiamo chiesto al Prefetto di Roma e ad altri di mettere dei posti di protezione nei Pronto Soccorso, di vigilare in alcune strutture in particolare.<\/p>\n<p><strong>Una volta c\u2019erano.<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019erano una volta e poi sono venute meno per mancanza di personale, \u00e8 un problema nazionale.<\/p>\n<p><strong>Lei confida che ci sia una soluzione a queste problematiche oppure ci stiamo avviando verso una lenta china?<\/strong><\/p>\n<p>Se stiamo con il fiato sul collo penso di s\u00ec. Perch\u00e9 a parte i medici che subiscono la violenza e gli operatori, anche i pazienti vengono danneggiati se i medici non sono sereni nello svolgimento della loro attivit\u00e0. Per cui \u00e8 un problema grosso che bisogna assolutamente risolvere. \u00c8 per\u00f2 uno dei tanti problemi che ha la sanit\u00e0 in questo momento. Quindi fa parte di una di quelle cose che vanno a tutela del cittadino. Bisogna isolare certi soggetti. \u00c8 anche questione di educazione civica che manca, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 solo la carenza nelle strutture sanitarie, c\u2019\u00e8 carenza anche nelle scuole, professori picchiati, nei campi da gioco del calcio, guardi gli arbitri; negli autobus, nei taxi. Si vive un grandissimo momento di incivilt\u00e0. In pi\u00f9, dobbiamo recuperare quel rapporto fiduciario e questo dipende un po\u2019 da tutti quanti, dai media, dall\u2019aggressivit\u00e0 di certi avvocati scorretti, medici che non sanno comunicare con i pazienti, che non sanno cos\u2019\u00e8 l\u2019empatia nel tempo di cura, perch\u00e9 ciascun paziente ha diritto al suo tempo nella cura. Queste sono cose che camminano insieme e vanno superate tutte quante.<\/p>\n<p><strong>Questo mea culpa mi piace.<\/strong><\/p>\n<p>Un mea culpa relativo, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcuno che non sa comunicare e quello \u00e8 un problema proprio personale ma bisogna anche considerare che abbiamo attualmente un personale molto ridotto e si lavora sempre in emergenza e si andr\u00e0 sempre a peggiorare per mancanza di specialit\u00e0 che vedremo sempre meno nel panorama sanitario del Paese da oggi a venire. C\u2019\u00e8 un collega che mi diceva giorni fa \u201cO faccio un politrauma o un\u2019emorragia, sono da solo e devo decidere da chi devo andare\u201d. Certe volte ho dei colleghi che si trovano in situazioni terribili come questo e allora alla faccia della comunicazione! Bisogna invece dare il tempo necessario al professionista per cui ci si possa dedicare al paziente senza stress. Col fatto del turnover, col fatto che non assumono pi\u00f9 nessuno, la cosa si sta esasperando sempre di pi\u00f9. Bisogna risolvere il problema. Poi c\u2019\u00e8 la parte burocratica che crea ostacoli quotidianamente, il paziente fa la fila per ore allo sportello e poi arriva dal medico gi\u00e0 frustrato.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 carenza dei medici perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un grosso problema con le specializzazioni?<\/strong><\/p>\n<p>Manca una programmazione corretta per il percorso che i medici devono chiudere non con la laurea, ma con la specializzazione. In Italia non programmiamo mai nulla come in tutte le cose e cos\u00ec tanti vanno via a lavorare all\u2019estero, anche per il blocco del turnover, dopo che a spese nostre abbiamo specializzato queste persone andiamo a coprire errori fatti da altri in altri Paesi con le nostre risorse finanziate da noi. Ogni specializzato ci costa circa 400mila euro con soldi pubblici nostri. Alcune specialit\u00e0 vanno anche deserte perch\u00e9 a rischio professionale molto elevato, come ortopedia, ginecologia, anestesia, chirurgia. Per cui bisogna dire che in Italia, come in Polonia e Messico, c\u2019\u00e8 la penalizzazione del medico. Se sparo a una persona per strada o faccio un errore medico \u00e8 la stessa cosa nel penale. O creiamo un meccanismo differente e allora creiamo un supporto per i colleghi oppure non so come andr\u00e0 a finire. Perch\u00e9 un errore pu\u00f2 accadere, l\u2019importante che non sia dovuto a negligenza, imperizia. Anche l\u2019apertura a tutti senza il numero chiuso della facolt\u00e0 di Medicina, senza una programmazione delle specializzazioni, diventa un problema enorme per due motivi: le borse non sono sufficienti, tanti colleghi si laureerebbero ma non possono entrare nel mondo del lavoro, perch\u00e9 non si potrebbero specializzare. Poi perdiamo ogni anno una citt\u00e0 grande come Parma come numero di nascite e nessuno ne parla. E quindi se si aprono i numeri chiusi delle universit\u00e0, succeder\u00e0 che poi il medico per vivere si dovr\u00e0 inventare una malattia. Ci vuole un numero anche l\u00ec programmato, comprendendo quali sono le esigenze del territorio.<\/p>\n<p><strong>@vanessaseffer<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col-lg-3 col-sm-12 sidebar\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La frequenza delle aggressioni che i medici e gli operatori sanitari subiscono descrive un fenomeno ormai cronicizzato. Il numero delle violenze fisiche, verbali e morali rappresenta una vera e propria emergenza sociale cui non si riesce a fare fronte. 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