{"id":3069,"date":"2019-03-19T13:20:53","date_gmt":"2019-03-19T13:20:53","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=3069"},"modified":"2019-04-10T13:21:53","modified_gmt":"2019-04-10T13:21:53","slug":"disabilita-mobilita-e-trasporto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=3069","title":{"rendered":"Disabilit\u00e0: mobilit\u00e0 e trasporto"},"content":{"rendered":"<div class=\"col-lg-9 col-sm-12 interna\">\n<h1 class=\"post-title\"><\/h1>\n<div class=\"post-meta\"><\/div>\n<div class=\"post-content\"><img decoding=\"async\" class=\"pull-left featured-image-post\" src=\"http:\/\/www.opinione.it\/media\/3888463\/barriere.jpg?crop=0.012325511259191142,0,0,0&amp;cropmode=percentage&amp;width=370&amp;height=272\" alt=\"Disabilit\u00e0: mobilit\u00e0 e trasporto\" \/>Troppo poco parliamo di disabilit\u00e0, non ponendo l\u2019attenzione sul modo di vivere disagiato di tanti nostri concittadini, sui luoghi di accoglienza, di terapia e riabilitazione. Ma anche di trasporto dei disabili. Avere la possibilit\u00e0 di viaggiare, di passeggiare per la propria citt\u00e0, di partecipare a eventi autonomamente senza scontrarsi con le numerose barriere architettoniche, \u00e8 troppo spesso un sogno per chi non \u00e8 autosufficiente. Ma dover fare la propria terapia quotidianamente nei luoghi deputati a farla \u00e8 un diritto e non pu\u00f2 diventare una gara ad ostacoli o addirittura un incubo.<\/p>\n<p>Il mondo della disabilit\u00e0 \u00e8 assai complesso e fragile, ha bisogno della dovuta attenzione. Non possiamo limitarci a definirlo un \u201cdisagio\u201d, perch\u00e9 viene meno il senso di tutto quello che contiene questa parola, che \u00e8 fatta di tante persone coinvolte. Oltre all\u2019attore principale, il disabile, chi gli vive intorno nel quotidiano: la famiglia, le professionalit\u00e0 operanti, le istituzioni. Sono molte le figure coinvolte. Per cui sono necessari progetti di avvicinamento e di supporto, dove la comunicazione, innanzitutto e poi l\u2019operativit\u00e0, con una serie di iniziative per favorire altri percorsi, siano messi in atto.<\/p>\n<p>Noi intendiamo parlare di disabilit\u00e0 un po\u2019 pi\u00f9 spesso, per non dimenticare i nostri concittadini pi\u00f9 obliati. Per cominciare, raccontiamo di come fanno a raggiungere ogni giorno i luoghi della riabilitazione: ci sono aziende che operano nel settore del trasporto dei disabili, che si impegnano quotidianamente per migliorare la propria offerta e per garantire gli spostamenti di coloro che hanno vari tipi di disabilit\u00e0. Le persone con disabilit\u00e0 sono costrette a fare uso di sedie a rotelle e necessitano quotidianamente di accompagnamento per poter raggiungere i centri di riabilitazione.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 26 delle Legge 104\/92 \u00e8 intitolato \u201cmobilit\u00e0 e trasporti collettivi\u201d. Esso attribuisce alle Regioni la definizione delle modalit\u00e0 con le quali i Comuni dispongono gli interventi per consentire alle persone portatrici di handicap la possibilit\u00e0 di muoversi liberamente sul territorio, usufruendo, alle stesse condizioni degli altri cittadini, dei servizi di trasporto collettivo appositamente adattati o di servizi alternativi. In questo senso le Regioni sono tenute a redigere dei piani regionali di trasporto e dei piani di adeguamento delle infrastrutture urbane.<\/p>\n<p>Sono i Comuni a dover assicurare modalit\u00e0 di trasporto individuali per le persone portatrici di handicap che non sono in grado di servirsi dei mezzi pubblici. Nella sola Capitale, ogni giorno 1250 persone con diverse disabilit\u00e0, vengono prelevate da circa 200 pulmini dalle loro case, in diversi orari concordati con le famiglie secondo l\u2019esigenza della terapia, per recarsi nei centri di riabilitazione detti semiresidenziali, per seguire un programma riabilitativo personalizzato e finalizzato al recupero funzionale e sociale, per poi essere riportate a casa in tutta sicurezza. A bordo trovano il personale qualificato all\u2019accompagnamento, un autista e un operatore. Su richiesta specifica dell\u2019Asl di competenza pu\u00f2 anche esserci un secondo operatore. I mezzi di trasporto devono essere efficienti e in piena regola, altrimenti le Asl applicano specifiche sanzioni economiche ed altre penali, che potrebbero giungere, in particolari casi, anche alla rescissione del contratto con l\u2019azienda di trasporto. A bordo ci sono operatori con anni di esperienza nel settore della disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il trasporto \u00e8 un momento di aggregazione per i disabili, gli utenti interagiscono fra loro al di fuori del contesto familiare e dei centri dove fanno la riabilitazione. Sui mezzi infatti non ci sono familiari. Per fare questo tipo di lavoro bisogna avere una buona dose di empatia e di sensibilit\u00e0, doti necessarie a creare una relazione umana con coloro che utilizzano il servizio, cos\u00ec come con le famiglie. Poich\u00e9 si tratta di un settore di attivit\u00e0 molto delicato, per essere svolto in totale sicurezza, bisogna seguire precise normative che riguardano le caratteristiche degli automezzi, l\u2019integrit\u00e0 delle persone trasportate e delle sedie a rotelle. I veicoli, sulla cui efficienza abbiamo gi\u00e0 accennato, devono essere adeguati al trasporto dei disabili e pertanto sono opportunamente modificati per accogliere pazienti con determinate patologie invalidanti. Sono realizzati con accorgimenti particolari che permettono e facilitano l\u2019accesso nell\u2019abitacolo, il tragitto e l\u2019uscita dal mezzo, salvaguardando quindi l\u2019utente e la sua sedia, lo strumento pi\u00f9 caro al disabile.<\/p>\n<p>Possono usufruire dell\u2019assistenza riabilitativa presso centri accreditati, i cittadini minori e adulti con disabilit\u00e0 fisiche, psichiche, sensoriali o mista. Ogni mezzo pu\u00f2 trasportare 7 utenti a capienza massima, ma difficilmente si arriva alla capienza massima, perch\u00e9 si va incontro alle esigenze dei familiari, prevalentemente sull\u2019orario. Talvolta richiedono di prendere un ragazzo la mattina presto, altre volte pi\u00f9 tardi. Poi bisogna seguire gli orari delle terapie, quindi si seguono in via prioritaria le esigenze personali.<\/p>\n<p>Cerchiamo di dare, con questi approcci al tema della disabilit\u00e0, l\u2019opportunit\u00e0 di riflettere insieme su tutto quanto ruota intorno ad una persona disabile, a quali sono cos\u00ec i bisogni e le urgenze sui quali attivare percorsi efficaci e le istanze su cui ragionare. Ci imponiamo di parlare di disabilit\u00e0 per porre l\u2019accento sulle differenti esigenze, per condividere le buone prassi cos\u00ec che diventino occasione di confronto e percorsi professionali validi fra i differenti interlocutori e per far sentire sempre pi\u00f9 i familiari di una persona con disabilit\u00e0 al centro di una rete di buoni intenti, di capacit\u00e0 e competenza.<\/p>\n<p><strong>@vanessaseffer<\/strong><\/p>\n<p>da L&#8217;Opinione<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col-lg-3 col-sm-12 sidebar\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Troppo poco parliamo di disabilit\u00e0, non ponendo l\u2019attenzione sul modo di vivere disagiato di tanti nostri concittadini, sui luoghi di accoglienza, di terapia e riabilitazione. Ma anche di trasporto dei disabili. 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