{"id":54,"date":"2011-12-15T20:03:45","date_gmt":"2011-12-15T20:03:45","guid":{"rendered":"http:\/\/paroladonore.it\/test\/vpc\/?p=54"},"modified":"2011-12-29T21:10:06","modified_gmt":"2011-12-29T21:10:06","slug":"giovani-musulmani-in-italia-un%e2%80%99integrazione-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=54","title":{"rendered":"GIOVANI MUSULMANI IN ITALIA: UN\u2019INTEGRAZIONE POSSIBILE?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.palermomania.it\/public\/rubriche\/776_rt_musulmani.jpg\" alt=\"GIOVANI MUSULMANI IN ITALIA: UN\u2019INTEGRAZIONE POSSIBILE?\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Interessante  presentazione della ricerca \u201cG2: una generazione orgogliosa\u201d a cura del  prof. <strong>Mario Abis<\/strong> al <strong>Centro Studi Americani<\/strong> di Roma,\u00a0 seguita da una  discussione con un professore dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, <strong>Renzo Guolo<\/strong>, e  dal direttore di <strong>Reset<\/strong>, <strong>Giancarlo Bosetti<\/strong>. A seguire l\u2019attesa tavola  rotonda presieduta da <strong>Giuliano Amato<\/strong>, Presidente del Centro Studi  Americani, <strong>Massimo D\u2019Alema<\/strong>, <strong>Gianfranco Fini<\/strong>, <strong>Federico Ghizzoni<\/strong> Presidente di <strong>Unicredit<\/strong>, <strong>Giorgia Meloni<\/strong> e <strong>Maurizio Sacconi<\/strong>.<br \/>\nVale la  pena riportare il pensiero di ciascuno sull\u2019argomento spinoso  dell\u2019immigrazione ma di pi\u00f9 dell\u2019integrazione, parola che sembra essere  spiacevole per i giovani di seconda generazione che vivono nel nostro  Paese e che percepiscono come una mancanza, un\u2019amputazione, qualcosa da  colmare.<br \/>\nMi \u00e8 gradito sottolineare la presenza di una donna musulmana  nella moderazione delle due parti del pomeriggio, quella con i docenti e  quella con i politici, la bella dott.ssa <strong>Karima Moual<\/strong>, che ha firmato  il significativo filmato sulle giovani musulmane che vivono in Italia,  di apertura ai lavori dell\u2019incontro.<br \/>\nLa parola che apre il filmato \u00e8  <strong>HARAM<\/strong>: <strong>PECCATO<\/strong>. La giovane intervistata da Karima Moual \u00e8 andata via di  casa, fuma, vive la sua vita rispettando se stessa\u00a0 ma sente di aver  tradito la sua cultura e la cultura di suo padre che non la riconosce  pi\u00f9 come figlia. Lei ritiene di vivere nel \u201cpeccato\u201d secondo la sua  religione, perch\u00e9 non vuole sposarsi ma vuole lavorare ed essere  libera.<br \/>\nIl prof. Abis ha indagato il mondo musulmano in Italia,  riscontrando nei giovani di seconda generazione, cio\u00e8 nati e cresciuti  in Italia da genitori che sono venuti nel nostro Paese precedentemente,  per lavoro o motivi socio-politici, un modello di interculturalit\u00e0  basata sulla reciprocit\u00e0 e sulla doppia appartenenza. La domanda di  integrazione \u00e8 una richiesta di rispetto della frammistione fra la  cultura italiana, occidentale con quella della propria tradizione  familiare. L\u2019orgoglio di essere portatori di una cultura da conservare e  da valorizzare, perch\u00e9 in questo caso la doppia appartenenza \u00e8 un  valore e una ricchezza, per loro e per i nostri figli.<br \/>\nLa <strong>Primavera  Araba<\/strong>, o il sogno di essa, \u00e8 il prodotto della percezione che si \u00e8 avuto  del nostro Paese. Invece si \u00e8 trovato, per chi ci \u00e8 arrivato, un Paese  in declino, chiuso, diffidente, mentre lo si pensava ricco e aperto.  L\u2019<strong>11 settembre<\/strong> \u00e8 sentito come il momento cruciale di passaggio per  questo cambiamento di rotta, il sostanziale momento di cambiamento  dell\u2019opinione, da dove inizia l\u2019indebolimento valoriale. Gli italiani  ignorano cosa sia l\u2019<strong>Islam<\/strong>, la complessit\u00e0 del mondo islamico, le  differenze che ci sono all\u2019interno di esso. Il ruolo negativo che  giocano i media quando semplificano ed esibiscono i fatti estremi,  mostrando gli aspetti ignoranti che suscitano l\u2019indifferenza o il  rifiuto. Questo a sua volta nei musulmani che sono da noi provoca  un\u2019altra reazione: \u201cnon mi vuoi conoscere, allora io mi chiudo sempre di  pi\u00f9 in me stesso: recupero la mia identit\u00e0 islamica associandomi con i  miei simili soltanto, come ripiego\u201d.<br \/>\nLa pratica religiosa \u00e8 un altro  momento di identit\u00e0 che soddisfa questo ruolo al posto della famiglia o  della comunit\u00e0 se queste sono carenti, come fanno le associazioni.<br \/>\nG.  Fini ha precisato che la politica italiana dovrebbe volare un po\u2019 pi\u00f9  alto, che in 6 anni il fenomeno degli emigrati nel nostro Paese \u00e8  raddoppiato da 400mila a oltre 900mila unit\u00e0, e che 572mila ragazzi sono  nati in Italia fra questi. Parlare di immigrazione o di semplice  convivenza significa a questo punto non comprendere la trasformazione  che \u00e8 in atto e a cui siamo chiamati, e la componente musulmana \u00e8  notevole nella nostra societ\u00e0. L\u2019interazione culturale e la mediazione \u00e8  necessaria. I giovani di seconda generazione che vivono nel nostro  Paese sentono risuonare la parola \u201cintegrazione\u201d come negativa perch\u00e9  sembra assumere una perdita di identit\u00e0, perch\u00e9 loro si formano nel  nostro Paese che \u00e8 lo stesso dove ci s\u2019interroga su come affrontare  questo fenomeno. Il fenomeno dell\u2019emigrazione \u00e8 necessario per favorire  il fabbisogno dell\u2019Economia e costruire la societ\u00e0 del futuro. I ragazzi  sono insoddisfatti perch\u00e9 senza risposte da parte della societ\u00e0  ospitante. Questi ragazzi non vedranno mai l\u2019Italia come la Patria  intesa in senso stretto, cio\u00e8 come la terra dei loro padri, ma come la  Nazione dove si condividono i valori, ecco la cittadinanza attiva ed  ecco la ricchezza che pu\u00f2 essere condivisa dagli italiani. E\u2019 necessario  per\u00f2 un superamento delle differenze e dei pregiudizi, le fob\u00ece  allontanano tutto questo.<br \/>\nPer Bosetti l\u2019obiettivo di Reset \u00e8  promuovere il dialogo e la cultura del dialogo, nel rispetto dei diritti  di ciascun individuo, per una maggiore ed efficace conoscenza tra le  diverse culture basata sulla dignit\u00e0, l\u2019uguaglianza, il rispetto, senza  manipolazioni e discriminazioni. D\u2019altronde la prima generazione di  emigrati ha trovato da noi una politica in crescita, la seconda  generazione una politica in difficolt\u00e0 e in tensione. Quindi non pi\u00f9 un  passaggio verso l\u2019<strong>Eldorado<\/strong>, ma dalla disperazione all\u2019incertezza  assoluta. Anche loro adesso chiedono soluzioni a questa situazione  triste che stiamo vivendo nel nostro Paese e in Europa. Occorre  introdurre pi\u00f9 pratiche interculturali, i ragazzi stranieri e non  apprezzano moltissimo la conoscenza di nuove atmosfere.<br \/>\nPer Giorgia  Meloni la questione si iscrive perfettamente nella situazione giovanile  italiana. Perch\u00e9 i giovani percepiscono con senso d\u2019inferiorit\u00e0 la  parola \u201cintegrazione\u201d? La sua idea \u00e8 la costruzione di un\u2019appartenenza  armonica con il Paese di provenienza o d\u2019origine. Il ministro non si  sente vicina alla cultura della tolleranza, preferisce la cultura del  \u201crispetto\u201d. Si tollera qualcosa che si sopporta. Il rispetto presuppone  la valorizzazione dell\u2019identit\u00e0 fiera e forte, insieme allora si pu\u00f2  costruire qualcosa di straordinario. Non si deve rinunciare a ci\u00f2 che si  \u00e8 per dialogare, come al crocifisso o al velo. \u201c<strong>Quando l\u2019uomo pensa Dio  sorride<\/strong>\u201d il proverbio ebraico, ricordato dal ministro, che evidenzia  quanto linguaggio stereotipato nei confronti degli immigrati e non solo,  come il pensiero del neopap\u00e0 <strong>N. Sarkosy<\/strong>: \u201cl\u2019Italia \u00e8 di chi la ama\u201d.  C\u2019\u00e8 di meglio andando a scomodare <strong>Renan<\/strong>: \u201cla Nazione \u00e8 un plebiscito che  si rinnova ogni giorno\u201d.<br \/>\nMaurizio Sacconi ha parlato  dell\u2019<strong>Arcivescovo di Canterbury<\/strong> che disse di accogliere la Scozia per il  multiculturalismo laico. Poi si \u00e8 soffermato sulla Cina, che considera  l\u2019Italia suo partner per le politiche sociali (previdenza..). \u201cNoi  favoriamo la libert\u00e0 di religione per evitare le patologie in nome delle  quali creiamo un martirio religioso che non \u00e8 utile \u2013 ha detto Sacconi \u2013  si chiede la conoscenza di usi ed educazione civica, non un esame di  diritto pubblico. I cinesi cucinano h24, non \u00e8 facile vivere con loro in  un condominio\u201d.<br \/>\nFederico Ghizzoni, Presidente di Unicredit,  spiegando che fra gli immigrati che hanno il conto corrente da loro il  75% hanno il \u201cConto TU\u201d e i migliori clienti sono gli ucraini,  certamente migliori degli italiani. Nelle agenz\u00ece tradizionali la quota  degli stranieri \u00e8 in forte crescita e nel 2015 ne sono previsti il 15%  contro l\u2019attuale 11%. E\u2019 un motore per la crescita di un Paese la  presenza degli immigrati ed anche una grande opportunit\u00e0. Ci sono  certamente delle criticit\u00e0, questa va regolata. Cosa pu\u00f2 fare un\u2019azienda  per favorire questo processo? Unicredit \u00e8 presente in 50 Paesi nel  mondo. In questi Paesi 25mila dipendenti sono musulmani. Due donne tra  questi sono top manager, di cui una pakistana. 16 executive, fra cui 7  di nazionalit\u00e0 diverse. Una presenza etnica importante. Si gestisce nel  rispetto delle radici locali. A capo delle banche si cerca sempre di  inserire del personale locale, che sia in grado di avere rapporti  privilegiati con la gente del luogo. Questo d\u00e0 i suoi frutti. Gli altri  Paesi\u00a0 e le altre banche non lo fanno. I francesi a capo delle loro  agenz\u00ece mettono solo direttori francesi, i tedeschi solo tedeschi, gli  americani solo americani.<br \/>\nIl prof. Renzo Guolo ci ha ricordato che in  Italia non abbiamo nessun modello di assimilazione come in Germania, in  Francia o in Spagna. Siamo un Paese debolissimo che non ha niente da  proporre. Senza cittadinanza come si pu\u00f2 proporre integrazione? Ma anche  la cittadinanza non si pu\u00f2 dare indiscriminatamente. Ci vuole lealt\u00e0  politica e poi la scuola. La scuola italiana vive sulla vocazione degli  insegnanti che senza programmi e scarsamente pagati, con pochi mezzi,  senza risorse, devono supplire alla funzione dello Stato, accogliendo  nelle classi questi ragazzi che a malapena certe volte parlano qualche  parola di italiano. Ci sono altri mezzi chiaramente come internet, Al  Jazeera per socializzare, oltre alla scuola, luoghi di culto che hanno  questa funzione di agenz\u00eca di socializzazione. Quindi urge un  rafforzamento della scuola pubblica. Inoltre sarebbe bene che facessimo  emergere le personalit\u00e0 islamiche di riferimento con cui dialogare e  confrontarci, per indicarci i meccanismi dell\u2019integrazione e del  dialogo, piuttosto che tendere alla ghettizzazione per paura e per  apparente disinteresse.<br \/>\nD\u2019Alema ha parlato di imbarbarimento pi\u00f9 che  di decadimento valoriale. \u201cAbbiamo un disperato bisogno di immigrati. La  paura genera pericoli. Il 23 ottobre 2011 \u00e8 un giorno importante per la  Tunisia, ci sono le elezioni per un Paese democratico. In tutti i  giorni precedenti a questo evento i loro politici sono venuti da noi per  fare propaganda e questa \u00e8 stata un\u2019ottima occasione per fare politica  estera. Non siamo riusciti a fare una legge per la libert\u00e0 religiosa. La  politica dell\u2019immigrazione \u00e8 difficile, ma le politiche etnocentriche  sono in declino dovunque nel mondo. Un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 \u00e8  fondamentale. Regole comuni europee per non mettere a rischio  l\u2019equilibrio, questo \u00e8 giusto, altre cose dette per me non sono giuste.  Perch\u00e9 dobbiamo rendere ostile la presenza di questi ragazzi che sono  una risorsa fondamentale per il nostro Paese\u201d.<br \/>\nLa verit\u00e0 \u00e8 che nessun  Paese europeo \u00e8 arretrato quanto l\u2019Italia in tema di immigrazione. Non  si pu\u00f2 negare che la questione vada discussa con spirito aperto e  proiettato al futuro, studiando delle regole e senza chiuderci nelle  incomprensioni. Partire poi dalla scuola \u00e8 fondamentale: i ragazzi sono  pi\u00f9 pronti degli adulti ad accogliere ed accettare i cambiamenti della  societ\u00e0 e non hanno paura. Per un processo virtuoso di integrazione  civile ci vuole reciproca comprensione e rispetto. Se un ragazzo di 14  anni si percepisce diverso perch\u00e9 non \u00e8 cittadino, \u00e8 ovvio che pu\u00f2  sentirsi attratto da richiami negativi, anche se poi si ritrova a tifare  per la Roma, allora tocca a noi, alla scuola, ai suoi insegnanti e a  chi deve mettere in condizioni la scuola di avere i mezzi sufficienti,  di far sentire il giovane accolto, parte di un gruppo, inserito e  protetto.<\/p>\n<p><em><strong>Vanessa Seffer<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Interessante presentazione della ricerca \u201cG2: una generazione orgogliosa\u201d a cura del prof. Mario Abis al Centro Studi Americani di Roma,\u00a0 seguita da una discussione con un professore dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, Renzo Guolo, e dal direttore di Reset, Giancarlo Bosetti. 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