{"id":572,"date":"2012-05-25T08:58:38","date_gmt":"2012-05-25T08:58:38","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=572"},"modified":"2012-05-25T09:07:06","modified_gmt":"2012-05-25T09:07:06","slug":"franco-restivo-lautonomia-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=572","title":{"rendered":"Franco Restivo, l\u2019Autonomia \u2018felice\u2019"},"content":{"rendered":"<div>Di <strong>Pasquale Hamel<\/strong><\/div>\n<div>\n<div><\/div>\n<p><strong>I<\/strong>n questi ultimi anni, pi\u00f9 volte, ci si \u00e8 ricordati di due dei tre grandi protagonisti del primo tempo, quello che appare pi\u00f9 denso di novit\u00e0, della storia della Regione siciliana. Di\u00a0<strong>Giuseppe Alessi<\/strong>, grande avvocato e passionale personaggio \u2013 assurto a modello di come dovrebbe essere, e purtroppo non \u00e8, un uomo politico \u2013 si sono riempite pagine di giornali e di libri, cos\u00ec come di\u00a0<strong>Giuseppe La Loggia,<\/strong>\u00a0grande intellettuale e razionale politico, su cui sono stati espressi contrastanti giudizi, si sono commentate e interpretate le scelte e perfino, grazie all\u2019attivismo encomiabile del figlio devoto, \u00e8 stata eretta una Fondazione onorata, nella giornata inaugurale, dalla presenza del Capo dello Stato.<\/p>\n<p>Di\u00a0<strong>Franco Restivo<\/strong>, che nasceva il 25 maggio di centouno anni fa, a Palermo, illustre studioso di diritto pubblico e guida illuminata di quello che fu definito \u201cIl felice settennio\u201d della storia dell\u2019Autonomia regionale, non solo non si \u00e8 scritto nulla, non solo non si \u00e8 dato spazio ad un bench\u00e9 minimo ricordo,\u00a0<strong>ma c\u2019\u00e8 la sensazione che lo si voglia rimuovere, come una sorta di intruso che possa deturpare l\u2019immagine (sic!), di questa stessa storia. Restivo, consentitemi di affermarlo, \u00e8 stato vittima illustre di un poco accettabile modo di informare l\u2019opinione pubblica.<a href=\"http:\/\/www.linksicilia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/restivo-2.jpg\" rel=\"fancybox-gallery\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"restivo 2\" src=\"http:\/\/www.linksicilia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/restivo-2.jpg\" alt=\"\" width=\"289\" height=\"174\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>A Franco Restivo, che invece vittima \u00e8 stato di un terribile momento vissuto dal nostro Paese, segnato da quelli che sono stati definiti \u201canni di piombo\u201d, sono state addebitate colpe non sue e nessuno, proprio nessuno, si \u00e8 fatto carico di smentire le insulsaggini montate ad arte e ripetute acriticamente da chi avrebbe avuto il dovere di testimoniare la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Qui, per\u00f2, non vogliamo soffermarci a smentire o a contestare taluni ingiusti assunti divenuti quasi sentenza passata in giudicato.\u00a0<strong>Vogliamo invece ricordare il contributo che, questo \u201cpiccolo\u201d uomo erede di una grande famiglia, ha dato alla Sicilia in un momento esaltante della storia dell\u2019autonomismo regionale.<\/strong><\/p>\n<p>Restivo ha incarnato, meglio di tanti altri, la figura di un moderato che guardava al sociale con grande interesse, che si rendeva cio\u00e8 conto della necessit\u00e0 di riequilibrare i rapporti fra capitale e lavoro per obbedire a principi di giustizia sostanziale. Ma Restivo era, soprattutto, uomo delle istituzioni, che aborre le visioni palingenetiche, che si attesta sulla barricata di un riformismo capace, convinto com\u2019\u00e8 che la storia non procede per salti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.linksicilia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/aldisio.jpg\" rel=\"fancybox-gallery\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"aldisio\" src=\"http:\/\/www.linksicilia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/aldisio.jpg\" alt=\"\" width=\"144\" height=\"198\" \/><\/a>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>D\u2019altra parte, la cultura giuridica che l\u2019accompagnava, una cultura giuridica maturata alle grandi scuole di Vittorio\u00a0<\/strong><strong>Emanuele Orlando e di Santi Romano, non poteva che forgiarne, in questo modo, il carattere.\u00a0<\/strong>Decisivi, nella sua formazione politica, furono le frequentazioni con\u00a0<strong>Gaspare Ambrosini<\/strong>, con\u00a0<strong>Bernardo Mattarella e Salvatore Aldisio\u00a0<\/strong><em>(Foto a destra tratta dall\u2019archivio del Senato).<\/em>\u00a0Il primo, ancora un giurista, lo avvicin\u00f2 al regionalismo; gli altri due, epigoni del popolarismo sturziano, ne indirizzarono il percorso politico. Fatto \u00e8 che, Franco Restivo, ancor prima che il fascismo crollasse rovinosamente, era gi\u00e0 una figura di rilievo fra quelle che avrebbero guidato la Democrazia cristiana e avrebbero condotto la battaglia, vincente, per dare vita a quell\u2019Autonomia regionale, aspirazione insoddisfatta dei siciliani dall\u2019Unit\u00e0 in poi.<\/p>\n<p>Le sue convinzioni, maturate con grande travaglio intellettuale, si espressero in modo evidente gi\u00e0 nel corso del convegno della Democrazia cristiana tenutosi ad Acireale nel 1944.\u00a0<strong>In quell\u2019occasione Restivo, cui era stata affidata la relazione ufficiale sull\u2019Autonomia regionale, present\u00f2 le regioni come \u201cmembrature naturali d\u2019Italia, come la migliore garanzia delle libert\u00e0 della nazione\u201d e il regionalismo come \u201cprocesso di democratizzazione, fattore di difesa\u201d e ancora \u201cfunzione di equilibrio nella vita dello Stato\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Il suo regionalismo, come quello di Alessi, Aldisio e altri cattolici ex popolari, rigettava dunque l\u2019ipotesi separatista avanzata dal Mis (Movimento indipendentista siciliano)<strong>\u00a0e sposava l\u2019idea sturziana della \u201cRegione nella nazione\u201d.<\/strong>\u00a0Non meraviglia, dunque, il trovare la sua firma nell\u2019appello che molti intellettuali rivolsero ai responsabili dell\u2019A.M.G.O.T ,contro il velleitarismo separatista.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.linksicilia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/statuto-siciliano-bis1.jpg\" rel=\"fancybox-gallery\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"statuto siciliano bis\" src=\"http:\/\/www.linksicilia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/statuto-siciliano-bis1.jpg\" alt=\"\" width=\"295\" height=\"171\" \/><\/a>Restivo, per i suoi meriti scientifici e per la qualit\u00e0 delle sue opzioni politiche, fece parte della Consulta regionale che avrebbe elaborato lo Statuto regionale, offrendo un grande contributo sia sul piano politico che su quello tecnico.\u00a0<strong>A lui si deve la specificazione, inserita nel primo comma dell\u2019art.38, laddove si rinvia alla redazione di un piano economico per l\u2019utilizzazione del fondo di solidariet\u00e0 nazionale.<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1946, Restivo venne eletto alla Costituente nelle fila della Democrazia cristiana, ma rinunciava il 13 novembre successivo perch\u00e9 convinto che il suo impegno, politico e culturale, dovesse essere rivolto alla nuova istituzione regionale. Il 20 aprile del 1947 \u00e8, infatti, eletto deputato all\u2019Assemblea regionale siciliana e chiamato a far parte, come vicepresidente e assessore alle Finanze, del 1* governo guidato da Giuseppe Alessi.<\/p>\n<p>Le notevoli difficolt\u00e0 che si accompagnarono a quella stagione, furono vissute, dai suoi protagonisti, con l\u2019entusiasmo e la passione dei neofiti, stati d\u2019animo che condivise anche Franco Restivo il quale, tuttavia, come pochi altri, li elabor\u00f2 avendo i piedi fermamente piantati a terra. Restivo aveva chiaro, infatti, il quadro delle resistenze che settori autorevoli della dirigenza nazionale mostravano nei confronti della neonata istituzione.\u00a0<strong>Pesava, come un macigno, la considerazione che si corresse il rischio, in un momento difficile della vita nazionale, di rompere l\u2019unit\u00e0 finanziaria dello Stato, come andava affermando Luigi Einaudi riferendosi all\u2019Autonomia regionale siciliana.<\/strong><\/p>\n<p>Restivo, da moderato, si schierava sulla barricata della mediazione rispetto alle animosit\u00e0 di Alessi che si concludevano con le sue dimissioni nel dicembre del 1948.\u00a0<strong>Le dimissioni del primo presidente della Regione siciliana aprivano la strada a Franco Restivo, l\u2019uomo che, per sette anni circa, il cosiddetto \u201cFelice settennio\u201d, avrebbe guidato le sorti della Regione. Restivo, con la sua coalizione di centrodestra, assicur\u00f2 stabilit\u00e0 alla Regione in un tempo caratterizzato da fortissime tensioni ideologiche che, naturalmente, si ripercuotevano sull\u2019azione di governo.<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante il clima non certo favorevole, Restivo con i suoi governi riusc\u00ec, fra l\u2019altro, a portare in porto una riforma epocale.\u00a0<strong>Contribuiva all\u2019approvazione della riforma agraria, aspirazione secolare dei contadini siciliani, una riforma che, seppur con grandi limiti dovuti a pregiudiziali e vincoli ideologici, ha avuto il merito di cancellare \u201cla Sicilia del latifondo\u201d, determinando processi di mobilit\u00e0 sociale assolutamente inaspettati.<\/strong><\/p>\n<p>Restivo, inoltre, si impegn\u00f2, attraverso il varo di provvedimenti settoriali, a consolidare la struttura economica regionale dotandola di quel minimo di infrastrutture di base senza le quali sarebbe stato velleitario parlare di processi di sviluppo.<\/p>\n<p>Un giudizio su Restivo, dettato da passioni ideologiche e sicuramente immeritato, lo d\u00e0 Emanuele Macaluso quando lo definisce \u201cuna frontiera contro il progresso della Sicilia\u201d.\u00a0<strong>Macaluso, molto settario nel tempo in cui scrisse tali frasi, dimenticava la seriet\u00e0 dell\u2019impegno dell\u2019uomo e la sua forza nel \u201crespingere \u2013 lo scrive un feroce antidemocristiano come Michele Pantaleone \u2013 l\u2019amicizia con i boss della mafia\u201d fatto allora comune a molti politici, comunisti non esclusi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La parabola di Restivo in Regione si chiuse nel 1955<\/strong>\u00a0quando, rieletto deputato e riproposto come presidente della Regione, venne clamorosamente bocciato dal voto d\u2019Aula. Con senso di grande equilibrio, piuttosto che insistere, si mise da parte aspettando le consultazioni nazionali. Nel 1958 sar\u00e0 infatti eletto deputato nazionale, iniziando un nuovo cursus honorum che lo vedr\u00e0 ministro della Repubblica in importanti dicasteri.<\/p>\n<p>A conclusione di questo breve profilo, mi piace evidenziare che a Franco Restivo, dimenticato dai pi\u00f9, si deve il consolidamento di quell\u2019Autonomia regionale che molti dei suoi successori avrebbero, poi, degradato a mera struttura di potere e, perfino, a luogo di malaffare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PH<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da LinkSicilia del 25 mag 2012<\/p>\n<p><em>Foto in alto tratta da\u00a0forum-auto.com<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Pasquale Hamel In questi ultimi anni, pi\u00f9 volte, ci si \u00e8 ricordati di due dei tre grandi protagonisti del primo tempo, quello che appare pi\u00f9 denso di novit\u00e0, della storia della Regione siciliana. 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