{"id":60,"date":"2011-12-15T20:58:55","date_gmt":"2011-12-15T20:58:55","guid":{"rendered":"http:\/\/paroladonore.it\/test\/vpc\/?p=60"},"modified":"2011-12-29T21:10:06","modified_gmt":"2011-12-29T21:10:06","slug":"e-government-teorie-e-pratiche-nei-paesi-maturi-e-in-via-di-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=60","title":{"rendered":"E-Government: teorie e pratiche nei Paesi Maturi e in via di Sviluppo"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.palermomania.it\/public\/rubriche\/784_rt_eGovernment.jpg\" alt=\"E-Government: teorie e pratiche nei Paesi Maturi e in via di Sviluppo\" \/><\/p>\n<p>A Roma questa settimana, si \u00e8 tenuto un interessantissimo seminario che  ha raccolto in una tavola rotonda docenti della\u00a0<strong>London School  University<\/strong>, docenti italiani, indiani e africani, per discutere di  <strong>E-Governament<\/strong> e di <strong>E-Governance<\/strong>. Ma cosa s\u2019intende, dato che se ne legge  tanto e se ne sente parlare sempre pi\u00f9 spesso e ci si riempie la bocca  di inglesismi che sembrano farci fare un figurone e invece spesso  rischiano di non chiarirci le idee. Sono due termini entrambi  traducibili in italiano con la parola &#8220;Governo&#8221;. Ma il significato \u00e8  sensibilmente differente.<\/p>\n<p>&#8220;Government&#8221; \u00e8 infatti traducibile con la  modalit\u00e0 classica di Governo, attribuita ad una entit\u00e0 statale o  comunque legittimata a governare da parte dello Stato. Per similitudine  &#8220;Government&#8221; \u00e8 l\u2019organizzazione dell&#8217;attivit\u00e0 di governo formalmente  prevista dallo statuto ed esercitata.<br \/>\n&#8220;Governance&#8221; \u00e8 invece  l&#8217;attivit\u00e0 di governo di un territorio (o di una organizzazione) che  deriva dall\u2019insieme delle iniziative e delle attivit\u00e0 messe in campo da  tutte le componenti sociali che caratterizzano quel territorio. La  Governance \u00e8 la gestione delle politiche pubbliche, che non vede lo  Stato come unico attore, ma anche attori pubblici e privati.<br \/>\nPotremmo  dire che: Government e Governance convivono, e sicuramente  l\u2019E-Government svolge un ruolo fondamentale nella E-Governance.<br \/>\nCon  il termine E-Government, si fa riferimento oggi, all\u2019utilizzo di  tecnolog\u00ece innovative nelle <strong>Pubbliche Amministrazioni<\/strong> (PA) per fornire  servizi ai cittadini. La rapida diffusione di internet e delle  tecnolog\u00ece di rete hanno reso possibile l\u2019erogazione di molti servizi on  line, come quelli bancari, postali, <strong>Lottomatica<\/strong>, acquisto biglietti,  informazioni, chioschi telematici attraverso i quali effettuare  pagamenti e controllare il proprio conto.<br \/>\nA questo proposito, nel  seminario di <strong>Palazzo Vidoni<\/strong>, dopo i saluti del Presidente di Think, The  Innovation Knowledge Foundation che lo ha sapientemente organizzato, e  di <strong>Carlo Mochi Sismondi<\/strong>, Presidente di <strong>Forum PA<\/strong>, il prof. <strong>Antonio  Cordella<\/strong> della <strong>London School of Economics<\/strong> ha parlato dell\u2019urgenza della  riforma nell\u2019amministrazione pubblica.<br \/>\nQuali sono gli obiettivi? E  cosa si pu\u00f2 fare nel nostro contesto italiano? E\u2019 corretto parlare di  E-Government quando l\u2019utilizzo delle tecnolog\u00ece innovative nelle  pubbliche amministrazioni sono veramente un contributo evidente al  miglioramento dei servizi resi agli utenti, i cittadini, le imprese.<br \/>\nLa  Pubblica Amministrazione vive oggi una grave crisi d\u2019identit\u00e0 e  necessita di un nuovo paradigma, un nuovo programma di azione: dobbiamo  chiederci quale sia il futuro dell\u2019e-Government. L\u2019innovazione \u00e8  continua e nella PA dev\u2019esserci un progresso costante, in tutti i campi.  Forse ci sono strutture inutili e di cui si pu\u00f2 fare a meno. Ci vuole  un perimetro pi\u00f9 flessibile. Si pu\u00f2 governare attraverso la rete. Ma  come possiamo farlo? Cosa ci serve? Il paradigma dell\u2019Open sembrerebbe  la risposta. Il <strong>G Cloud<\/strong>, una tecnolog\u00eca adottata prima dai Comuni di  Udine e Faenza rendendo pubblici i dati relativi al bilancio e dal 10  ottobre di quest\u2019anno anche dal Comune di <strong>Firenze<\/strong>, fortemente voluto dal  suo sindaco <strong>Matteo Renzi<\/strong>, che invece ha proposto altre nove aree  tematiche: l\u2019Istruzione, la Sicurezza e la Mobilit\u00e0, l\u2019Ambiente,  l\u2019Amministrazione, la Cultura e il Turismo, le Opere Pubbliche, lo  Sport, la Sanit\u00e0 e il Sociale, diventando di fatto da pochi giorni  l\u2019amministrazione comunale pi\u00f9 avanzata d\u2019Italia.<br \/>\nE\u2019 venuta in aiuto  la dott.ssa <strong>Flavia Marzano<\/strong>, Presidente dell\u2019Ass.ne Stati Generali  dell\u2019Innovazione, che ha espresso quanti benefici possa dare il modello  Open Government Cloud alla Pubblica Amministrazione, ma resta il fatto  che i cittadini vogliono essere ascoltati, che l\u2019utente oltre ad  accedere alle informazioni, desidera esprimere il proprio parere e  rendersi parte attiva del processo di modernizzazione che pu\u00f2 vivere la  sua citt\u00e0. Gli analisti sono entusiasti del Cloud, la crescita \u00e8  rilevante, ma le Amministrazioni temono ancora l\u2019eventualit\u00e0 del ricatto  dei fornitori, per la visibilit\u00e0 del sistema, per cui ancora non si  sentono pronte a sostenere questo modello.<br \/>\nLa professoressa <strong>Shirin  Madon<\/strong>, indiana, docente Ordinario di Information Systems and  International Development alla London School of Economics, ha raccontato  che in India hanno varato una legge secondo cui nessun indiano dovrebbe  aver fame, pertanto gi\u00e0 solo per questo si potrebbe far causa milioni  di volte al Governo. In questo Paese sono sorti invece moltissimi gruppi  di auto aiuto che suppliscono alla mancanza di Government, che  favoriscono gli incontri di \u201cvillaggio\u201d e che riducono il ruolo degli  attori del contesto rurale per capire meglio quali siano i bisogni, le  necessit\u00e0 dei cittadini e degli agricoltori in prevalenza dato che la  stragrande maggioranza del popolo indiano vive nei campi lavorando la  terra. Poich\u00e9 non ci sono forum elettronici, non c\u2019\u00e8 ancora rapporto fra  imprenditori e cittadini. La distanza socio-politica \u00e8 troppo grande.<br \/>\nAnche  il professor <strong>Mammo Muchie<\/strong>, etiope, direttore del <strong>Research Centre of  Development Studies and International Relations<\/strong> alla <strong>Alborg University <\/strong> (Danimarca) e <strong>Tshwane University<\/strong> (Sud Africa), ha fatto presente che nei  paesi africani non c\u2019\u00e8 alcuna strateg\u00eca per affrontare la mancanza  imprenditoriale nei sistemi di Government. C\u2019\u00e8 sempre la promessa di  maggior trasparenza nell\u2019erogazione dei servizi e di un minor livello di  corruzione, ma la scorrettezza dei governatori \u00e8 sempre stata sotto gli  occhi di tutti, e il loro ruolo \u00e8 sempre stato opinabile. \u201cMettendo  davanti l\u2019Africa sosterrete l\u2019umanit\u00e0\u201d ha detto il prof. Muchie,  chiedendo maggior attenzione ai Paesi occidentali per il Sud del mondo.<br \/>\nSecondo  <strong>Ivan Illich<\/strong>, grande filosofo contemporaneo austriaco e teologo, ma  ricordato anche come un anarchico cristiano, considerato uno dei pi\u00f9  grandi sociologi del nostro tempo, scomparso nel 2002, la sostituzione  dei valori nella nostra societ\u00e0 ne ha fatto una realt\u00e0 piuttosto  carente. La crisi planetaria ha le sue radici nel fallimento  dell\u2019impresa moderna, cio\u00e8 la sostituzione della macchina all\u2019uomo. Non  c\u2019\u00e8 pi\u00f9 equilibrio nella triade \u201cuomo \u2013 macchina \u2013 societ\u00e0\u201d, dunque  l\u2019uomo \u00e8 diventato schiavo della macchina e un ingranaggio della  burocrazia. \u201cEsistono delle soglie che non si possono superare \u2013 dice  Illich \u2013 infatti, superato il limite, lo strumento da servitore diviene  despota. Oltrepassata la soglia, la societ\u00e0 diventa scuola, ospedale,  prigione e comincia la grande reclusione\u201d. Solo in una societ\u00e0  \u201cconviviale\u201d questo pericolo viene scongiurato secondo Illich, cio\u00e8 in  una societ\u00e0 dove lo strumento moderno sia utilizzabile dalla persona  integrata con la collettivit\u00e0 e non riservata ad un gruppo di  specialisti che detengono il controllo e quindi il potere assoluto.  \u201cConviviale\u201d \u00e8 la societ\u00e0 in cui tutti possono accedere allo strumento  per disporre di beni e servizi allo stesso modo.<br \/>\nCos\u00ec <strong>Claudio  Forghieri<\/strong>, direttore scientifico della rivista E-Gov,\u00a0 ha presentato un  piano per un ideale progetto per una Pubblica Amministrazione  predittiva, che hanno cio\u00e8 lo scopo di prevedere gli sviluppi futuri.  Innanzitutto dei canali one to one a basso costo come sms, mail ancora  meglio, social network, attraverso i quali poter comunicare le  informazioni, per ottenere un canale dove tutti i cittadini,  convivialmente, possono lasciare pareri, notifiche. Poi un Business  Intelligence, cio\u00e8 un nuovo modello di relazione che si basa  sull\u2019anticipazione dei bisogni del cittadino. Cos\u00ec l\u2019Openess, i servizi  che l\u2019utente installa quando servono, come le funzioni che si trovano  sui propri canali bancari, postali ecc.. E il Social Networking, per  dialogare e reperire informazioni utili, conoscere le opportunit\u00e0 di un  territorio da un altro territorio. Infine le SmartCities, ossia i  cittadini come sensori del mondo: indossare cio\u00e8 dei sensori di  rilevamento per dare informazioni per una serie di cose, per esempio\u00a0  l\u2019inquinamento, il traffico, il tempo di attesa alla posta, per essere  pi\u00f9 collaborativi e fare un controllo pi\u00f9 capillare del proprio  territorio.<br \/>\nCerto ci vorrebbe una formazione adeguata, la cultura  della funzione pubblica e della politica, come cura della <strong>polis<\/strong>, della  citt\u00e0.<\/p>\n<p><em><strong>Vanessa Seffer<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Roma questa settimana, si \u00e8 tenuto un interessantissimo seminario che ha raccolto in una tavola rotonda docenti della\u00a0London School University, docenti italiani, indiani e africani, per discutere di E-Governament e di E-Governance. 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