{"id":606,"date":"2012-06-15T17:14:18","date_gmt":"2012-06-15T17:14:18","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=606"},"modified":"2012-06-15T17:14:25","modified_gmt":"2012-06-15T17:14:25","slug":"dove-andiamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=606","title":{"rendered":"Dove andiamo?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Alessandro-Bertirotti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-607\" title=\"Alessandro Bertirotti\" src=\"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Alessandro-Bertirotti.jpg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"227\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201cIl periodo storico nel quale sta vivendo l\u2019intera <strong>umanit\u00e0<\/strong> \u00e8 decisamente importante e sconvolger\u00e0 gli schemi mentali di gran parte di noi, sia in Occidente che Oriente, perch\u00e9 dovremo escogitare un nuovo modo di intendere l\u2019Uomo in questo mondo. Il passato dovr\u00e0 essere considerato come qualche cosa che ha avuto un senso compiuto, mentre il futuro si presenta talmente incerto da dover rifondare la nostra vita secondo scopi precisi\u201d.<\/p>\n<p>Ho scritto questo post qualche giorno fa sulla mia <strong>bacheca<\/strong> di fb, e mi sono accorto che la riflessione ha suscitato un certo scompiglio, tra approvazione e mistificazione, suggerendomi esplicitamente di ampliarla in un\u2019altra sede, ossia questa. Cercher\u00f2 dunque di spiegare <strong>meglio<\/strong> ci\u00f2 che ho voluto intendere con essa.<\/p>\n<p>Non dico certo nulla di nuovo se ancora una volta sostengo la presenza in questo mondo mentale umano della fine di due ideologie: prima di quella <strong>social-comunista<\/strong> ed ora di quella sfrenata-liberista. L\u2019idea che nel corso della storia evolutiva umana alcune regole di scambio dei prodotti potessero garantire un equilibrio \u201cquasi naturale\u201d fra gli attori di quello scambio (idea <strong>liberista<\/strong>) \u00e8 decisamente naufragata con la crisi economica mondiale che stiamo vivendo.<\/p>\n<p>Ma ancora prima, una struttura sovrasingolare come lo Stato Sovietico (<strong>burlescamente<\/strong> definito Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, URSS), sia pure in presenza di regole ferree, grazie al crollo del muro di Berlino del 1989, si era rivelata fasulla, perch\u00e9 l\u2019essere umano sembra comunque essere sempre <strong>molto sensibile<\/strong> all\u2019incremento del proprio benessere esistenziale ed economico a scapito di altri esseri umani e della Natura in generale.<\/p>\n<p>Bene. Questa \u00e8 la situazione mentale in cui ci troviamo tutti noi, in qualsiasi parte del mondo, perch\u00e9 i due modelli, <strong>americano<\/strong> e <strong>sovietico<\/strong>, erano quelli esportati ovunque, in qualsiasi altra geografia mondiale e gli atteggiamenti mentali che essi permettevano o favorivano erano, nella loro sostanza, identici ovunque, sia pure con qualche differenza culturale.<\/p>\n<p>Inoltre, tali modelli nascondevano rispettivamente due <strong>sovrastrutture<\/strong> <strong>ideologico-religiose<\/strong> importanti. In Occidente, il modello liberista, come ci insegna , era praticamente <strong>anglicano-protestante<\/strong>, mentre nell\u2019Oriente comunista era <strong>ortodosso-cristiano<\/strong>, con conseguenze decisamente diverse, rispetto ai comportamenti umani considerati, nei due ambiti, pi\u00f9 o meno legittimi.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019idea protestante offriva <strong>leggittimit\u00e0<\/strong> ai comportamenti legati al <em>self made man<\/em>, dunque alla presenza di una evoluzione \u201cdal niente\u201d e possibile per ogni uomo dotato di buona volont\u00e0, ingegno e \u201cbuoni costumi\u201d, nella lontana <strong>Unione Sovietica<\/strong> la <em>dimensione solidale<\/em> del vivere umano era considerata uno stiledi vita generale e quotidiano che ogni cittadino doveva assumere, proprio perch\u00e9 lui stesso diventava espressione concreta del concetto di Stato stesso.<\/p>\n<p>Nella pratica quotidiana della vita, tali concezioni si traducevano nell\u2019idea di <strong>Max Weber<\/strong>na maggiore libert\u00e0 ad Occidente contro una maggiore sicurezza sociale in Unione Sovietica e in quella partedi Oriente in cui tale ideologia aveva particolarmente attecchito, come era accaduto per la Cina.<\/p>\n<p>Archiviati, perch\u00e9 rivelatesi fallimentari, questi due modelli, inevitabilmente va in crisi sia il concetto ci <strong><em>libert\u00e0<\/em><\/strong> che quello di <strong><em>sicurezza<\/em><\/strong>, e conseguentemente l\u2019idea di Dio che garantisce lo sviluppo del singolo essere umano, oppure quella di un altro Dio che garantisce lo sviluppo dell\u2019intera societ\u00e0 (anche quando essa si dichiarava ufficialmente atea, come nel caso dell\u2019URSS).<\/p>\n<p>Occorreva allora colmare il vuoto lasciato con qualcosa per cui valesse la <strong>pena<\/strong> <em>scambiarci reciprocamente degli oggetti e delle azioni<\/em>. Non abbiamo trovato di meglio che gli oggetti e le azioni del commercio, ossia il concetto di <strong><em>merce<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Ecco oggi cosa \u00e8 la nostra vita: una merce con un pi\u00f9 o meno valore di merce, ossia qualcosa che <strong>possiamo<\/strong>, anzi <strong>dobbiamo<\/strong>, quantificare precisamente in un numero.<\/p>\n<p>Che si tratti di spread, di Bot, CCT, azioni oppure industrie, non ha nessuna importanza, rispetto alla necessit\u00e0 che si debba comunque stabilire un <strong><em>prezzo<\/em><\/strong><em> per qualsiasi oggetto ed azione umana<\/em>.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 nella dichiarazione fatta ho sostenuto l\u2019idea che il <strong>passato<\/strong> \u00e8 qualcosa di chiuso, terminato e finito. Perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 possibile tornare a <strong>recuperare<\/strong> nessun punto di riferimento se non rifondiamo antropologicamente lo scopo finale per il quale vale la pena soffrire.<\/p>\n<p>Ed ho scritto <strong>soffrire<\/strong>, non vivere felicemente\u2026 perch\u00e9 con la felicit\u00e0 si <strong>costruisce<\/strong> la morte, con la sofferenza ci si chiede perch\u00e9 sia utile combattere la tendenza inevitabile all\u2019usura delle cose di questo mondo, compreso i nostri affetti. E quando, secondo me, avremo capito che in questo periodo la <strong>Natura<\/strong> ci chiede proprio questo, saremo forse in grado di fornire un futuro, anche lontano, ai nostri figli.<\/p>\n<p>Se non ci chiediamo perch\u00e9 le <strong>cose finiscono<\/strong>, non avremo mai il coraggio di <strong>iniziare il nuovo<\/strong>.<\/p>\n<div><a title=\"Articoli scritti da: Alessandro Bertirotti\" href=\"http:\/\/www.controcampus.it\/author\/aleber\/\" rel=\"author\">Alessandro Bertirotti<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl periodo storico nel quale sta vivendo l\u2019intera umanit\u00e0 \u00e8 decisamente importante e sconvolger\u00e0 gli schemi mentali di gran parte di noi, sia in Occidente che Oriente, perch\u00e9 dovremo escogitare un nuovo modo di intendere l\u2019Uomo in questo mondo. 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