{"id":611,"date":"2012-06-19T17:32:29","date_gmt":"2012-06-19T17:32:29","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=611"},"modified":"2012-06-19T17:32:38","modified_gmt":"2012-06-19T17:32:38","slug":"crescere-sul-dito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=611","title":{"rendered":"Crescere sul dito"},"content":{"rendered":"<h1><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"CrescereSulDito_00\" src=\"http:\/\/www.controcampus.it\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/CrescereSulDito_00.jpg\" alt=\"Crescere sul dito\" width=\"211\" height=\"239\" \/><\/h1>\n<div id=\"attachment_343815\">\n<p>Crescere\u2026<\/p>\n<\/div>\n<p>Nessuno di noi mette in dubbio che sia del tutto naturale, all\u2019interno di una famiglia con figli, che questi ultimi debbano crescere. Ogni <strong>individuo<\/strong> che viene al mondo attraversa una serie continua e complessa di cambiamenti. Siamo in questo mondo per cambiare e diventare quello che crediamo di poter essere in futuro. La nostra vita, la nostra mente sono proiettate in quello che potremmo essere in un domani, basandoci inevitabilmente su quello che <strong>crediamo<\/strong> di essere ora.<\/p>\n<p>In questo raffinato e semplice rapporto tra <strong>presente<\/strong> e <strong>futuro<\/strong>, ogni persona di questo mondo cresce, ossia si discosta lentamente da una serie di comportamenti precedenti per assumerne di nuovi, anche dal punto di vista della <strong>conoscenza<\/strong>. Se quando vado alle elementari, come primo approccio alla geografia, comincio a studiare la mia citt\u00e0, quando sar\u00f2 alle superiori sar\u00f2 in grado di studiare il mondo, pur facendo la stessa cosa, ossia continuando a studiare geografia.<\/p>\n<p>In questo senso, cambiano i contenuti della conoscenza, ma l\u2019<strong>atto del conoscere<\/strong> resta uguale per tutta la vita, ed imparo, durante la mia crescita, quali sono le condotte migliori per poter avere <em>atti del conoscere<\/em> utili ai miei cambiamenti. Ci comportiamo allo stesso modo anche quando ci innamoriamo, perch\u00e9 le tecniche che utilizziamo per capire se siamo <strong>innamorati<\/strong>, oppure se l\u2019altra persona ci ama, sono identiche a quelle della <em>conoscenza<\/em> in generale.<\/p>\n<p>Giunge a noi cos\u00ec spontanea, la domanda del titolo di questo articolo e anche la sua risposta: Come cresciamo? Attraverso una serie di <strong>trasgressioni<\/strong> delle regole imposte dalla famiglia e dalla societ\u00e0, ossia attraverso una serie di <em>atti del conoscere quanto possiamo essere <strong>forti<\/strong> nel rifiutare le imposizioni<\/em>. In altri termini, ogni persona cresce, e dunque sar\u00e0 in grado di pensare a se stessa e al futuro in modo diverso rispetto al presente, <strong><em>misurando<\/em><\/strong><em> il proprio grado di <strong>cambiamento<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>E si tratta di <strong>modificare<\/strong> tanto l\u2019interno quanto l\u2019esterno di se stessi, perch\u00e9 non esiste nella mente umana un cambiamento che non coinvolga tanto la parte interiore della propria identit\u00e0 quanto il comportamento con cui ci rapportiamo col <strong>mondo<\/strong>, all\u2019esterno di noi stessi.<\/p>\n<p>Non a caso i <strong>figli<\/strong>, crescendo, si sentono spesso in colpa per le loro scelte, ed i genitori, almeno inizialmente, faranno pesare ai propri figli quelle scelte. In realt\u00e0, un <strong>genitore educativamente serio<\/strong>, si augura che il figlio sia in grado di trasgredire le regole, altrimenti sarebbe di fronte ad una persona per la quale si presenta un futuro privo di <strong>autonomia<\/strong> ed <strong>intenzionalit\u00e0<\/strong>. Ogni genitore, se riesce a fare un sincero esame di coscienza, ammetter\u00e0 di aver dovuto superare alcuni importanti divieti della propria famiglia di origine, per conquistare l\u2019autonomia di quella <strong>presente<\/strong>.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 \u00e8 deleterio avere dei <strong>genitori<\/strong> che permettono tutto ai propri figli: perch\u00e9 non permettono loro di trasgredire e di rinforzare, in questo atto della conoscenza, il proprio io, la propria identit\u00e0 di giovani adulti in crescita, legandosi ai genitori non per <strong>dipendenza<\/strong>, ma per scelta cognitiva.<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 giovani, direi <strong>infanti<\/strong>, si dipende molto dai propri genitori, o da coloro che svolgono con noi questa funzione, ma si diventa adulti quando, nella nostra autonomia, <strong>decidiamo<\/strong> di continuare a mantenere la dipendenza iniziale dai genitori sotto forma di dipendenza razionale, voluta e scelta.<\/p>\n<p>Quando diventiamo capaci di riconoscere l\u2019importanza delle <strong>regole<\/strong> e dei <strong>divieti<\/strong> genitoriali, cos\u00ec come il nostro tentativo di trasgredire ad essi, e finiamo poi da adulti col scegliere di nuovo le stesse regole, magari anche migliorate in qualche loro <strong>elemento<\/strong>, in quel momento siamo cresciuti e siamo in grado di affrontare costruttivamente il concetto di trasgressione.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 invito spesso, durante i miei incontri con i genitori, gli adulti a fornire ai figli <strong>modelli di comportamento<\/strong> specifici per il raggiungimento di uno scopo. Sono sempre pi\u00f9 convinto che la <strong><em>condotta<\/em><\/strong> sia un <strong><em>fenomeno educativo primario<\/em><\/strong>, senza del quale non siamo in grado di fornire la visione di un possibile percorso per il raggiungimento dello scopo <em>per il quale \u00e8 nata quella precisa condotta<\/em>. Molto semplicemente, si tratta, da parte dei genitori, di dare <strong>buoni esempi<\/strong> pi\u00f9 che fare lunghi discorsi impositivi.<\/p>\n<p>Che poi il figlio debba batterci di naso, questo fa parte della <strong>trasgressione<\/strong> e deve farlo da solo, provando quella dose necessaria di sofferenza che gli permette di capire fino a quanto \u00e8 in grado di sopportare la conseguenza dell\u2019errore e la fatica perduta dietro un\u2019azione che si \u00e8 rivelata <strong>fallace<\/strong>.<\/p>\n<p>Noi saremo l\u00ec, accanto, a <strong>tendergli<\/strong> la mano perch\u00e9 il figlio si rialzi con il naso rotto\u2026 che <strong>guarir\u00e0<\/strong> certamente.<\/p>\n<div><a title=\"Articoli scritti da: Alessandro Bertirotti\" href=\"http:\/\/www.controcampus.it\/author\/aleber\/\" rel=\"author\">Alessandro Bertirotti<\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Da Controcampus.it<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Crescere\u2026 Nessuno di noi mette in dubbio che sia del tutto naturale, all\u2019interno di una famiglia con figli, che questi ultimi debbano crescere. 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