{"id":778,"date":"2012-11-22T00:42:48","date_gmt":"2012-11-22T00:42:48","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=778"},"modified":"2012-11-22T01:04:05","modified_gmt":"2012-11-22T01:04:05","slug":"violenza-sulle-donne-chiarimenti-su-spettacolo-serena-dandini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=778","title":{"rendered":"Violenza sulle donne. Chiarimenti sullo spettacolo di Serena Dandini al Teatro Biondo di Palermo"},"content":{"rendered":"<p dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\">A seguito di un disguido tecnico, nella giornata di oggi \u00e8 stata messa a disposizione del pubblico solo una parte dei biglietti per lo spettacolo <strong>&#8220;Ferite a morte&#8221;<\/strong> di Serena Dandini, che si svolger\u00e0 <strong>sabato sera al Teatro Biondo<\/strong>. Una parte dei biglietti, che sono stati stampati dalla produzione a Bologna, non sono infatti ancora arrivati in citt\u00e0 e saranno distribuiti da venerd\u00ec pomeriggio, sempre presso il botteghino del Teatro.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Il Comune di Palermo, che ha apportato un contributo finanziario e logistico per lo svolgimento dello spettacolo, nell&#8217;ambito delle iniziative organizzate per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, \u00e8 stato inoltre incaricato di curare la distribuzione dei biglietti ai giornalisti.<br \/>\nL&#8217;Amministrazione non ha trattenuto per s\u00e9 alcun biglietto, n\u00e9 per i componenti delle Giunta, n\u00e9 per i Consiglieri comunali, n\u00e9 per i propri dipendenti.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Una parte dei biglietti (circa 300) \u00e8 stata destinata, in accordo fra la Produzione e l&#8217;Amministrazione comunale, alle associazioni e agli enti che fanno parte della rete territoriale anti-violenza, svolgendo interventi diretti a sostegno delle donne e di sensibilizzazione\u00a0 sul tema.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Lo spettacolo, una &#8220;Spoon river&#8221; delle donne uccise per mano di un marito, un fidanzato e un ex, scritta da Serena Dandini e messa in scena dal gotha delle attrici italiane (tutte a partecipazione gratuita), debutter\u00e0 in anteprima a Palermo, portando alla ribalta nazionale la citt\u00e0, in primo piano nella<strong> lotta contro la violenza alle donne<\/strong>.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Tre serate evento a sostegno della Convenzione <em>No More<\/em><em>!<\/em> contro la violenza sulle donne che chiede al Governo e alle istituzioni italiane di discutere urgentemente le proposte in materia di prevenzione, contrasto e protezione delle donne dalla violenza maschile e la ratifica immediata della Convenzione del Consiglio d&#8217;Europa (Istanbul 2011).<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><strong>Le vittime pi\u00f9 recenti.<\/strong> Antonetta Paparo, 36 anni, napoletana: uccisa il 12 dicembre a coltellate dal marito, che per sviare le indagini di un delitto privo di movente inscena una rapina. Carmela Petrucci, 17 anni, palermitana: sgozzata a ottobre dal fidanzato violento della sorella, che lei tenta di difendere. Sono solo le ultime vittime di femminicidio, di donne che hanno subito violenza fino a morirne, un numero che cresce in maniera allarmante: pi\u00f9 di dieci casi al mese registrati negli ultimi due anni; donne cui sono dedicate le letture teatrali di &#8220;Ferite a morte&#8221;, tratte da racconti di Serena Dandini, tre serate che hanno lo scopo di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica alla sottoscrizione della Convenzione <em>No More!<\/em> . Tre recital a pi\u00f9 voci in altrettante citt\u00e0 italiane, con il primo appuntamento\u00a0 fissato al teatro Biondo di Palermo per il 24 novembre, proprio alla vigilia della Giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne.<br \/>\n<strong><br \/>\n&#8220;Un primo segnale per farci ascoltare&#8221;.<\/strong>\u00a0 &#8220;E&#8217; il primo sputnik di una serie di razzi che lanceremo per farci ascoltare &#8211; dice Serena Dandini durante la presentazione alla Casa Internazionale delle Donne di Roma. &#8220;Ferite a morte&#8221; \u00e8 un progetto teatrale dedicato a tutte coloro che sono divenute pezzi di carne nell&#8217;obitorio televisivo uccise una seconda volta in tv&#8221;. &#8220;Sulla falsa riga di <em>Spoon River<\/em> di Edgar Lee Master, e prendendo a prestito un titolo &#8220;poetico nella sua tragicit\u00e0&#8221;, quello di un romanzo di Raffaele La Capria (Ferito a morte, 1961),\u00a0 ho cominciato a scrivere col desiderio di dare un pugno allo stomaco per richiamare l&#8217;attenzione su vicende drammatiche, un fenomeno pervasivo&#8221;, chiarisce la Dandini. S\u00ec, perch\u00e9 le morti sono la punta dell&#8217;iceberg di un vissuto e una quotidianit\u00e0 di violenze e sopraffazioni,\u00a0 che \u00e8 assolutamente trasversale alle aree geografiche e alle classi sociali,\u00a0 tanto che dal 2005 sono aumentate le morti delle donne acculturate; &#8220;Pi\u00f9 c&#8217;\u00e8 emancipazione\u00a0 &#8211; aggiunge la Dandini &#8211; pi\u00f9 questa &#8220;colpa&#8221; va punita.<br \/>\n<strong><br \/>\nUn fenomeno &#8220;democratico&#8221;. <\/strong>&#8220;La violenza contro le donne \u00e8 uno dei fenomeni pi\u00f9 democratici del mondo&#8221;. Con una battuta amara apre il suo intervento Maura Misiti, demografa e ricercatrice del Cnr, che con la Dandini ha collaborato ai testi e sta portando avanti l&#8217;iniziativa a sostegno di <em>No More!<\/em>: &#8220;Chiediamo attenzione su una Convenzione che propone progetti fattivi, azioni virtuose che si possono portare avanti come forma di prevenzione, a basso impatto economico, come l&#8217;educazione sessuale nelle scuole verso ragazzi che, come il ventenne omicida di Palermo, hanno un&#8217;azzerata educazione di rispetto di genere&#8221;.<br \/>\n<strong><br \/>\nManca la formulazione giuridica di femminicidio.<\/strong> Essere donna e morire, nei casi di <em>stalking<\/em>, per una inadeguata tutela dello Stato. In Italia non si hanno dati ufficiali, ma solo quelli raccolti dalla cronaca di tutti i giorni dalla Casa delle Donne di Bologna e questo perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 una definizione giuridica di cosa \u00e8 la violenza n\u00e9, tanto meno, il femminicidio.\u00a0 Riconoscerlo e cominciarlo a chiamare col suo nome \u00e8 importante. &#8220;E&#8217; una brutta parola? Cerchiamone un&#8217;altra, ma una brutta parola nasconde fatti orrendi&#8221; ripetono all&#8217;unisono la Dandini e le promotrici. L&#8217;individuazione di questo fenomeno deve essere trovata e catalogata con definizioni univoche, basate su standard internazionali, per poter sviluppare criteri metodologici di prevenzione e accoglienza, non affidandosi solo al generoso monitoraggio dei centri antiviolenza.<\/p>\n<div data-width=\"55\" data-send=\"false\" data-show-faces=\"false\" data-ref=\"s=showShareBarUI:p=facebook-like\" data-href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/solidarieta\/diritti-umani\/2012\/11\/16\/news\/ferite_a_morte_la_spoon_river_delle_vittime_di_femminicidio-46811164\/\" data-layout=\"button_count\" data-action=\"recommend\" data-gig-btnid=\"share-top-reaction21353545695696\" data-colorscheme=\"\" data-font=\"\"><\/div>\n<div id=\"share-top\">\n<div>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Ferite a Morte, la &quot;Spoon River&quot;  delle vittime di Femminicidio\" src=\"http:\/\/www.repubblica.it\/images\/2012\/11\/16\/200441051-c966ea8d-d51b-42f0-8603-d3c5b3219a90.jpg\" alt=\"Ferite a Morte, la &quot;Spoon River&quot;  delle vittime di Femminicidio\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<p dir=\"ltr\"><strong>ROMA<\/strong> &#8211; &#8220;Ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti non \u00e8 affatto casuale&#8221;. Cos\u00ec Serena Dandini introduce il suo lavoro teatrale <a href=\"http:\/\/www.feriteamorte.it\/\">Ferite a morte<\/a>, una <em>Spoon river<\/em> delle donne morte per femminicidio. Tre serate evento a sostegno della Convenzione <em>No More<\/em><em>!<\/em> contro la violenza sulle donne che chiede al Governo e alle istituzioni italiane di discutere urgentemente le proposte in materia di prevenzione, contrasto e protezione delle donne dalla violenza maschile e la ratifica immediata della Convenzione del Consiglio d&#8217;Europa (Istanbul 2011).<\/p>\n<p><strong>Le vittime pi\u00f9 recenti.<\/strong> Antonetta Paparo, 36 anni, napoletana: uccisa il 12 dicembre a coltellate dal marito, che per sviare le indagini di un delitto privo di movente inscena una rapina. Carmela Petrucci, 17 anni, palermitana: sgozzata a ottobre dal fidanzato violento della sorella, che lei tenta di difendere. Sono solo le ultime vittime di femminicidio, di donne che hanno subito violenza fino a morirne, un numero che cresce in maniera allarmante: pi\u00f9 di dieci casi al mese registrati negli ultimi due anni; donne cui sono dedicate le letture teatrali di &#8220;Ferite a morte&#8221;, tratte da racconti di Serena Dandini, tre serate che hanno lo scopo di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica alla sottoscrizione della Convenzione <em>No More!<\/em> . Tre recital a pi\u00f9 voci in altrettante citt\u00e0 italiane, con il primo appuntamento\u00a0 fissato al teatro Biondo di Palermo per il 24 novembre, proprio alla vigilia della Giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne.<br \/>\n<strong><br \/>\n&#8220;Un primo segnale per farci ascoltare&#8221;.<\/strong>\u00a0 &#8220;E&#8217; il primo sputnik di una serie di razzi che lanceremo per farci ascoltare &#8211; dice Serena Dandini durante la presentazione alla Casa Internazionale delle Donne di Roma. &#8220;Ferite a morte&#8221; \u00e8 un progetto teatrale dedicato a tutte coloro che sono divenute pezzi di carne nell&#8217;obitorio televisivo uccise una seconda volta in tv&#8221;. &#8220;Sulla falsa riga di <em>Spoon River<\/em> di Edgar Lee Master, e prendendo a prestito un titolo &#8220;poetico nella sua tragicit\u00e0&#8221;, quello di un romanzo di Raffaele La Capria (Ferito a morte, 1961),\u00a0 ho cominciato a scrivere col desiderio di dare un pugno allo stomaco per richiamare l&#8217;attenzione su vicende drammatiche, un fenomeno pervasivo&#8221;, chiarisce la Dandini. S\u00ec, perch\u00e9 le morti sono la punta dell&#8217;iceberg di un vissuto e una quotidianit\u00e0 di violenze e sopraffazioni,\u00a0 che \u00e8 assolutamente trasversale alle aree geografiche e alle classi sociali,\u00a0 tanto che dal 2005 sono aumentate le morti delle donne acculturate; &#8220;Pi\u00f9 c&#8217;\u00e8 emancipazione\u00a0 &#8211; aggiunge la Dandini &#8211; pi\u00f9 questa &#8220;colpa&#8221; va punita.<br \/>\n<strong><br \/>\nUn fenomeno &#8220;democratico&#8221;. <\/strong>&#8220;La violenza contro le donne \u00e8 uno dei fenomeni pi\u00f9 democratici del mondo&#8221;. Con una battuta amara apre il suo intervento Maura Misiti, demografa e ricercatrice del Cnr, che con la Dandini ha collaborato ai testi e sta portando avanti l&#8217;iniziativa a sostegno di <em>No More!<\/em>: &#8220;Chiediamo attenzione su una Convenzione che propone progetti fattivi, azioni virtuose che si possono portare avanti come forma di prevenzione, a basso impatto economico, come l&#8217;educazione sessuale nelle scuole verso ragazzi che, come il ventenne omicida di Palermo, hanno un&#8217;azzerata educazione di rispetto di genere&#8221;.<br \/>\n<strong><br \/>\nManca la formulazione giuridica di femminicidio.<\/strong> Essere donna e morire, nei casi di <em>stalking<\/em>, per una inadeguata tutela dello Stato. In Italia non si hanno dati ufficiali, ma solo quelli raccolti dalla cronaca di tutti i giorni dalla Casa delle Donne di Bologna e questo perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 una definizione giuridica di cosa \u00e8 la violenza n\u00e9, tanto meno, il femminicidio.\u00a0 Riconoscerlo e cominciarlo a chiamare col suo nome \u00e8 importante. &#8220;E&#8217; una brutta parola? Cerchiamone un&#8217;altra, ma una brutta parola nasconde fatti orrendi&#8221; ripetono all&#8217;unisono la Dandini e le promotrici. L&#8217;individuazione di questo fenomeno deve essere trovata e catalogata con definizioni univoche, basate su standard internazionali, per poter sviluppare criteri metodologici di prevenzione e accoglienza, non affidandosi solo al generoso monitoraggio dei centri antiviolenza.<\/p>\n<p><strong>I diversi contributi al progetto.<\/strong> Vittoria Tola, dell&#8217;UDI e portavoce della Convenzione parla delle associazioni impegnate nel sostegno di <em>No More!<\/em>. Ci sono tante donne, professioniste, dietro sigle come D. i. Re, Piattaforma CEDAW, PANGEA,\u00a0 BE FREE, GIULIA, ARTICOLO 21 che hanno portato il loro contributo alla stesura del documento che chiede norme di prevenzione pi\u00f9 che aggiustamenti normativi. Si chiede al governo di verificare il Piano Nazionale contro la violenza, varato nel 2011, e porre in essere politiche adeguate e rispettose della dignit\u00e0 e dei diritti umani delle donne, coinvolgendo Enti locali, Federazione della stampa ed Editori, per arrivare ad sistema di servizi che funzioni , grazie a risorse certe, con una presenza omogenea e capillare sul territorio.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;abnegazione dei centri antiviolenza.<\/strong> La risposta alle donne che chiedono aiuto \u00e8 presidiata e gestita con abnegazione sul territorio dai centri antiviolenza, che hanno visto, finanziaria dopo finanziaria, diminuire i fondi loro destinati. Lo stato italiano \u00e8 stato pi\u00f9 volte sollecitato da Onu e Consiglio Europeo ad adottare le raccomandazioni prodotte, in tema di violenza alle donne, dalla Convenzione di Istanbul. La Convenzione <em>No More!<\/em>, ignorata per ora dalle istituzioni, spinge alla ratifica del trattato di Istanbul, alla discussione urgente delle proposte in materia di prevenzione e protezione delle donne, applicando le leggi esistenti, chiedendo di produrre dati ufficiale condivisibili, senza intento polemico nei confronti di norme gi\u00e0 operative, come la legge sullo <em>stalking<\/em> del 2009.<strong><\/p>\n<p>Le tappe teatrali.<\/strong> Lo ripete l&#8217;avvocato Barbara Spinelli, di Giuristi Democratici e della <a href=\"http:\/\/www.un.org\/womenwatch\/daw\/cedaw\/committee.htm\">Cedaw<\/a>: &#8220;Basterebbe applicare sul tutto il territorio nazionali ottime leggi che gi\u00e0 ci sono, come la legge degli ordini di protezione del 2001, che non richiede l&#8217;obbligo di denuncia nei confronti del familiare persecutore. Altro aspetto importante \u00e8 raccogliere dati certi: senza dati certificati in sede giudiziaria &#8211; ricorda giustamente la Spinelli &#8211; come possiamo giudicare l&#8217;efficacia della legge del 2009 sullo <em>stalking<\/em>?&#8221;. Era necessario un <em>happening<\/em> per parlare e far parlare di tutto questo. &#8220;Ferite a morte&#8221;\u00a0 prevede tre tappe teatrali, come gi\u00e0 anticipato: il 24 novembre a Palermo (Teatro Biondo); il 30 novemvre a Bologna (Teatro Duse), il 9 dicembre a Genova (Teatro della Corte). Tre teatri in altrettanti comuni che hanno voluto patrocinare l&#8217;evento. A portare in scena i testi della Dandini donne di spicco del mondo dello spettacolo e della societ\u00e0 civile: da Geppi Cucciari a Susanna Camusso, da\u00a0 Concita De Gregorio a Anna Bonaiuto.\u00a0 L&#8217;ingresso agli spettacoli \u00e8 gratuito con prenotazione e ritiro del biglietto presso le casse dei teatri.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">\nPer la conduttrice televisiva, \u201c\u00e8 questo solo il primo di una serie di razzi che vogliamo lanciare per fare il pi\u00f9 rumore possibile attorno alla violenza sulle donne e per attirare l\u2019attenzione e far firmare a pi\u00f9 persone possibile la Convenzione No More, che \u00e8 stata mandata anche a Monti 10 giorni fa, ma \u00e8 ancora senza risposta\u201d.<br \/>\nLa convenzione fa il punto sulla situazione e elenca \u2013 ha spiegato Dandini \u2013 \u201ctutte le cose che si possono e devono fare, come hanno gi\u00e0 fatto all\u2019estero, alcune anche a costi praticamente zero, come unificare la raccolta dati sulla violenza e femminicidi in commissariati, pronti soccorsi, assistenza sociale e cos\u00ec via\u201d.<br \/>\nNon esistono infatti dati ufficiali sulla situazione e quelli diffusi (oltre cento donne uccise quest\u2019anno, 877 negli ultimi sette anni) sono derivati da notizie di cronaca dalla casa delle Donne di Bologna. C\u2019\u00e8 solo un\u2019indagine Istat del 2006 che stimava in 6 milioni e 743 mila donne tra 16 e 70 anni, vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita.<br \/>\nI monologhi sono stati scritti dalla Dandini col supporto di Maura Misiti, che al Cnr si occupa di questioni femminili, \u201cper lavorare su dati e storie precise, per far s\u00ec che ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti non fosse affatto casuale, per ridar loro vita e capacit\u00e0 comunicativa con la forza del teatro\u201d.<br \/>\nInfine una stoccata all\u2019esecutivo guidato da Mario Monti: \u201cQuando l\u2019Europa ci chiede di fare qualcosa su tasse e rigore, provvediamo subito; quando ci chiede di intervenire sulla violenza alle donne invece non accade nulla\u201d.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">In parte da <strong>Repubblica.it<\/strong> e da <strong>Zenzero Quotidiano<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A seguito di un disguido tecnico, nella giornata di oggi \u00e8 stata messa a disposizione del pubblico solo una parte dei biglietti per lo spettacolo &#8220;Ferite a morte&#8221; di Serena Dandini, che si svolger\u00e0 sabato sera al Teatro Biondo. 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