{"id":856,"date":"2013-01-05T12:09:55","date_gmt":"2013-01-05T12:09:55","guid":{"rendered":"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=856"},"modified":"2013-01-26T08:57:03","modified_gmt":"2013-01-26T08:57:03","slug":"come-fondare-una-nuova-classe-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?p=856","title":{"rendered":"Come fondare una nuova classe politica"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>\n<h1><a href=\"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/?attachment_id=617\" rel=\"attachment wp-att-617\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-617\" alt=\"alessandro bertirotti 2\" src=\"http:\/\/ilvaloredellepiccolecose.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/alessandro-bertirotti-2.jpg\" width=\"150\" height=\"168\" \/><\/a><\/h1>\n<\/div>\n<div>\n<h2><em>\u00a0<\/em><\/h2>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div>La nostra umanit\u00e0, il nostro essere uomini,\u00a0<b><i>Homo sapiens sapiens<\/i><\/b>, presenta caratteristiche decisamente singolari, e ce lo ricorda bene questo incipit: &#8220;<b>Quando noto attentamente le curiose abitudini dei cani, sono costretto a concludere\u00a0 che noi siamo la specie superiore. Quando considero le abitudini degli uomini, confesso amico mio, che resto perplesso<\/b>&#8220;,\u00a0<b>Ezra Pound<\/b>.<\/div>\n<div>In effetti, \u00e8\u00a0<b>sufficiente leggere i quotidiani<\/b>, oppure aggiornarci in rete, per renderci conto della veridicit\u00e0 di questa affermazione, e con una certa insistenza ci domandiamo anche perch\u00e9 gli individui siano i soli ad essere in grado di allontanarsi dalla loro natura.<!--more--><\/div>\n<div>Ora qui, non si tratta di disquisire su quello che vogliamo intendere con il termine\u00a0<b><i>natura<\/i><\/b>, perch\u00e9 il discorso, ovviamente assai antico, richiederebbe molti giorni per accordaci su una connotazione che lascerebbe comunque qualcuno insoddisfatto.<\/div>\n<div>Intendo invece e qui, in questo contesto, la\u00a0<b><i>natura<\/i><\/b><i>,<\/i>\u00a0come fosse sostituibile con il termine fisiologico, e con questo mi riferisco cos\u00ec a due importantissime dimensioni fisiologiche, l&#8217;aggressivit\u00e0 del potere e l&#8217;accoglienza della sottomissione, che si possono tradurre a volte\u00a0<b>rispettivamente in termini di\u00a0<i>male\u00a0<\/i>e\u00a0<i>bene<\/i><\/b>.<\/div>\n<div>Ci\u00f2 che continua a meravigliare,\u00a0<b>dopo millenni di evoluzione<\/b>, \u00e8 l&#8217;esistenza di questi due estremi tra loro in antitesi sia in una stessa persona (e nessuno di noi ne \u00e8 mai assolutamente immune) che all&#8217;interno dei rapporti interpersonali, nonostante si tenda a considerare l&#8217;equilibrio tra questi due termini un valore<b>genericamente universale<\/b>.<\/div>\n<div>Siamo cos\u00ec, ancora oggi, in presenza di soprusi di stato, ingiustizie, domini autoritari che negano i pi\u00f9 elementari diritti umani, implicitamente affermando che lo\u00a0<b><i>status quo<\/i><\/b>\u00a0\u00e8 una delle forme migliori di equilibrio, anche se dettato dal potere del pi\u00f9 forte sul pi\u00f9 debole.<\/div>\n<div>Ma quello che appare\u00a0<b>ancora pi\u00f9 sconvolgente<\/b>, almeno dal mio punto di vista, \u00e8 constatare che quando il debole ha acquistato il potere del pi\u00f9 forte che prima contrastava, nel momento in cui si trova in questa nuova situazione diventa lui stesso la copia di colui che aveva aspramente condannato. Siamo in presenza di uno stravolgimento di tipo mentale,\u00a0<b>un vero e proprio nuovo atteggiamento mentale<\/b>\u00a0che si configura nell\u2019essere umano nel momento in cui pu\u00f2 esercitare un potere maggiore su altri individui.<\/div>\n<div>Ecco che, seguendo questo schema, le\u00a0<b>rivoluzioni sono un espediente della storia<\/b>\u00a0per mantenere identica la struttura della societ\u00e0, cambiando solo coloro che ne garantiscono la\u00a0<b>sopravvivenza<\/b>, vale a dire gli esseri umani che cambiano\u00a0<b>casacca<\/b>\u00a0e\u00a0<b>ideologie<\/b>.<\/div>\n<div><b>La ragione di tutto questo \u00e8 forse rintracciabile<\/b>\u00a0in una convinzione che gli individui, appartenenti a tutte le culture del mondo e a tutte le classi sociali, si sono formati durante la loro evoluzione. Ritengo che l&#8217;imperativo biologico e fisiologico che porta ognuno di noi a percepire la vita come qualcosa di ineludibile e fondamentale comporti anche il\u00a0<b>convincimento<\/b>\u00a0di poter diventare\u00a0<b><i>tutto<\/i>\u00a0o\u00a0<i>niente<\/i><\/b>. In altre parole, conduciamo una vita in base alla quale crediamo di riuscire ad essere talmente permeati della nostra identit\u00e0 desiderata, da non aver pi\u00f9 spazio per accogliere l&#8217;identit\u00e0 che eravamo quando cercavamo di migliorare le nostre<b>condizioni di vita<\/b>.<\/div>\n<div>Penso inoltre che vi siano particolari azioni che inducono gli uomini ad incorrere in questo errore fatale: l&#8217;idea che si possa possedere tutto quello che si riesce a comprare oppure a rubare. Per il\u00a0<b>linguaggio mentale<\/b>, entrambe le cose, il comprare oppure il rubare, sono pressoch\u00e9 identiche perch\u00e9 entrambe comportano un<b>prezzo da pagare per ottenere<\/b>\u00a0qualche cosa sulla quale esercitare il potere aggressivo. In fondo, possedere un&#8217;idea \u00e8 qualcosa di simile, e per questo esiste la convinzione di godere del diritto a pensare autonomamente.<\/div>\n<div><b>Se le cose<\/b>\u00a0stanno effettivamente in questo modo, come possiamo affrontare la questione del\u00a0<i>male<\/i>\u00a0e del\u00a0<i>bene<\/i>, in queste forme e nel\u00a0<b>futuro<\/b>?<\/div>\n<div><b>Vi propongo una soluzione timida e semplice<\/b>, come peraltro dovrebbe sempre accadere quando ci riferiamo agli esseri umani:\u00a0<b>limitare ad un periodo che non superi i 24 mesi qualsiasi forma di esercizio di potere, con l&#8217;obbligo di doversi aggiornare misurandosi in situazioni completamente nuove, per le quali sia richiesta la riformulazione della propria identit\u00e0, come persone e come lavoratori<\/b>.<\/div>\n<div>Viviamo in una effettiva\u00a0<b>precariet\u00e0 esistenziale<\/b>, perch\u00e9 non decidiamo certo noi quanto tempo vivere, sebbene si possa influenzare con precisi stili di vita questo tempo, eppure ci comportiamo come fossimo eterni, creando in noi e attorno a noi\u00a0<b>subdoli convincimenti megalomani<\/b>.<\/div>\n<div>Forse, in questo modo, potremmo lentamente\u00a0<b>comprendere che siamo quello che facciamo<\/b>, in ottica antropologico-mentale, e che se cambiamo il fare\u00a0<b>potremmo cambiare anche l&#8217;essere<\/b>.<\/div>\n<p><strong>di Alessandro Bertirotti\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il suo sito \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.bertirotti.com\">www.bertirotti.com<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 La nostra umanit\u00e0, il nostro essere uomini,\u00a0Homo sapiens sapiens, presenta caratteristiche decisamente singolari, e ce lo ricorda bene questo incipit: &#8220;Quando noto attentamente le curiose abitudini dei cani, sono costretto a concludere\u00a0 che noi siamo la specie superiore. 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