Giu 19

Eletti i nuovi organismi dirigenti della Cna provinciale di Palermo

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Con l’elezione,presente il presidente nazionale Daniele Vaccarino, a Presidente della CNA di Palermo di Giuseppe La Vecchia, imprenditore nel settore odontotecnico, che succede a  Giovanni Casamento, il cui mandato statutariamente scadeva dopo otto anni di guida della Confederazione Artigiana e con l’elezione a segretario  di Giuseppe Varvaro che succede a Sebastiano Canzoneri per 37 interrotti anni ai vertici della organizzazione artigiana e con la designazione del nuovo gruppo dirigente si è conclusa,oggi, al N H Hotel Palermo l’Assemblea  elettiva quadriennale provinciale della CNA( Confederazione Nazionale Artigianato ) di Palermo  . I lavori,articolatisi nella mattinata e conclusisi nel pomeriggio , dopo la relazione introduttiva del presidente uscente  Giovanni Casamento  che, dopo avere tracciato un bilancio consuntivo delle cose realizzate in questo quadriennio ha poi posto al centro del dibattito  i dati relativi alla stato di salute del comparto dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa e le tematiche ad esso connesse quali tra le altre,la libertà d’impresa, la legalità ,i problemi del credito,delle aree attrezzate, della formazione ,dell’apprendistato,della sicurezza sui posti di lavoro, del ruolo dei giovani e delle donne nel mondo dell’impresa , e dell’impegno unitario con le altre organizzazioni di categoria. Subito dopo la relazione introduttiva  si sono succeduti gli apprezzati interventi di rappresentanti delle istituzioni ,dei partiti ,  delle categorie imprenditoriali e del mondo del lavoro. Tra gli altri il vice-presidente dell’assemblea regionale Giuseppe Lupo, del deputato nazionale Teresa Piccione, dell’assessore regionale all’agricoltura Antonello Cracolici, del rieletto consigliere comunale è già presidente della commissione attività produttive Paolo Caracausi ed ancora  numerosi amministratori  e rappresentanti delle organizzazione produttive e datoriali tra le quali Confesercenti, Lega Coop, Casa Artigiani   che  hanno ribadito il loro impegno a lavorare sinergicamente con il mondo dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa sottolineandone il ruolo strategico che ancora questo settore , malgrado la crisi, riveste per l’intera economia della nostra regione. Nei suo intervento conclusivo il segretario uscente della CNA provinciale di Palermo Sebastiano Canzoneri  ha ricordato, suscitando non poca emozione tra i presenti, il suo più che trentennale impegno al servizio dell’organizzazione . Una vita spesa assieme ai suoi compagni di lavoro ed ai suoi collaboratori finalizzata  alla crescita della CNA e delle sue strutture collaterali. Canzoneri ha poi sottolineato il fatto che il gruppo dirigente uscente consegna ai nuovi eletti una organizzazione in salute  , facendo poi in conclusione un appello alle altre categorie produttive e alla  forze politiche e istituzionali sensibili ai problemi dell’artigianato e della PMI,perché assicurino ,nel contesto di una crisi sempre più incalzante, una maggiore tutela e una maggiore capacità di tenuta  al mondo dell’imprenditoria artigiana e della PMI. A conclusione dell’assemblea oltre all’elezione del nuovo segretario Giuseppe Varvaro  si  è proceduto alla elezione  della nuova presidenza nel numero di 12 e così composta: Giuseppe La Vecchia ( presidente ), Andrea Barrale, Paolo Bonura, Francesco Cuccia, Girolamo Giglio, Elena Merendino, Giuseppe Napolitano, Caterina Provenzano, Marcello Salvia, Giuseppe  Scacciaferro, Giorgio Stassi e Vincenzo Abbate    
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Giu 19

Premio Cimitile 2017, conclusa la XXII edizione: consegnati i “Campanili d’argento”

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CIMITILE - Ospiti e parterre d’eccezione per la serata finale del Premio Cimitile giunto alla sua 22esima edizione e insignito con la medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un sabato sera d'autore, nella splendida cornice delle Basiliche paleocristiane, che ha chiuso una settimana di arte, cultura, religione, storia, con  consegna dei  “Campanili d’argento” ai vincitori della kermesse letteraria. Miglior opera inedita a Corrado Vigilante  ("Il luogo degli specchi opposti"), migliore opera edita di narrativa per Andrea Scanzi ("I migliori di noi"), migliore opera di attualità al Magistrato Raffaele Cantone e Francesco Caringella con "La corruzione spuzza", migliore saggio a Vito Mancuso, ("Il coraggio di essere liberi"), migliore opera edita archeologia e cultura artistica in età Paleocristiana a Marco Aimone ("Il tesoro di Canoscio"). ll premio giornalismo “Antonio Ravel” attribuito a Tiziana Panella, conduttrice del programma Tagadà su La7, mentre il premio speciale è andato ad Andrea Ballabio, direttore del Tigem (istituto Telethon di genetica medica) di Pozzuoli.
 “Non è facile organizzare un premio da 22 anni ma ci sprona il fatto che purtroppo in Italia si legge poco – ha affermato il presidente della Fondazione Premio Cimitile, Felice Napolitano -,  Sul palco si sono esibiti anche:  Dan, Valerio Scanu, Simone Cristicchi, il soprano Doroty, Angelica Sepe, la ballerina Sofia Guida, Noemi Cognigni, Ivan Raganato. Ha presentato Eleonora Daniele
Nello Lauro
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Giu 18

CRI: Nessun essere umano è illegale

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Il messaggio della CRI di Roma con i migranti al Gianicolo per la Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno
Croce Rossa di Roma celebrerà martedì 20 giugno alle ore 12 al Gianicolo la Giornata Mondiale del Rifugiato con circa 40 persone  migranti tra ospiti del Presidio Umanitario di Via del Frantoio e dell'Hub di Via Ramazzini. "Nessun essere umano è illegale" il messaggio dei migranti e volontari CRI scritto sulle magliette che indosseranno.
"Questa iniziativa vuole essere un messaggio per quella Roma che sa accogliere, nella sua stragrande maggioranza, persone che fuggono da crisi umanitarie" dice Debora Diodati, Presidente della Croce Rossa di Roma. "Occorre saper andare oltre gli slogan per saper affrontare il fenomeno migratorio, mi sembra questo il miglior proposito per la Giornata Mondiale del Rifugiato", conclude Debora Diodati.
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Giu 16

Assenza prodotti agroalimentari siciliani da tutelare in Cina. Corrao replica a Castiglione

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L’eurodeputato Corrao: “Per il Governo italiano l’arancia Rossa di Sicilia o il pomodoro di Pachino valgono meno di un vino tedesco. Il sottosegretario si arrampica sugli specchi. Castiglione difende interessi delle grosse aziende del nord anziché quelli del suo territorio”.

 

Palermo 16 giugno 2017- “La risposta che il sottosegretario all'agricoltura Castiglione dà alla nostra denuncia sul fatto che nella lista dei 100 prodotti agroalimentari da tutelare nell'ambito dell’accordo di libero scambio con la Cina, manchino prodotti del Mezzogiorno è di una gravità assoluta. Castiglione si arrampica sugli specchi”. Ad affermarlo è l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao che replica alle dichiarazioni del sottosegretario all'agricoltura Giuseppe Castiglione che ha affermato come sia "impossibile ottenere la tutela di tutte le nostre IIGG comprese quelle che non esportano o esportano pochissimo". “Da un rappresentante istituzionale e di Governo quale è il sottosegretario Castigione - spiega Corrao - ci aspettiamo che questi si batta per tutelare il suo territorio, cosa che evidentemente non sta facendo. Il Governo Italiano ha infatti dato a Bruxelles un elenco di prodotti Dop e IGP che avendo questo marchio, dovrebbero essere messi al riparo dalla concorrenza mondiale quando l’Europa fa accordi per commercio di libero scambio. Questo elenco contiene 100 prodotti da tutta Europa e 26 italiani tra i quali nessuno del Mezzogiorno: Non v’è traccia del nostro Pistacchio di Bronte, dell’Arancia Rossa di Sicilia, del Cappero di Pantelleria, del Pomodoro di Pachino, dell’Uva da tavola di Canicattì o Mazzarrone e ancora del Pane di Dittaino, della Pesca di Leonforte, della Ficodindia dell’Etna o ancora dei nostri oli Extravergine. Come è possibile che i politici tedeschi siano capaci di far tutelare i propri vini, vini spesso sofisticati con zucchero e il sottosegretario Castiglione e il Ministro Martina non sono capaci di tutelare i nostri prodotti? Nella lista di quelli che riconoscerà la Cina, vi sono solo prodotti afferenti a grossi consorzi che hanno maggiore presenza nella Grande Distribuzione Organizzata, come ad esempio il Parmigiano Reggiano, prodotti che in sostanza hanno già la possibilità di farsi rispettare nell'esportazione, mentre i piccoli, come il pomodoro di Pachino, se vogliono affacciarsi al mercato cinese, non godono di alcuna tutela e se vengono clonati, i nostri produttori non hanno gli strumenti economici ed amministrativi per difendersi. Siccome l’IGP è una sorta di merce di scambio, i produttori meridionali, sono stati trattati alla stregua delle figurine di calcio da barattare con i cinesi. L’unica dimensione presa in considerazione per individuare questi 26 prodotti italiani che fanno parte della lista dei 100 è la dimensione economica, cosa che dovrebbe essere l’opposto in un negoziato: Il produttore di arance della Piana di Catania, se riesce ad aprirsi un varco nel mercato cinese, non avrà la potenza che avranno gli altri consorzi nel farsi pubblicità, nel potersi permettere una tutela legale in Cina. A chi sta in quella lista, viene assicurato dalle autorità cinesi ed europee il massimo livello di protezione per il problema della contraffazione. Se ci sono ad esempio casi di clonazione del marchio, del packaging o contraffazione, non occorre che l’imprenditore italiano, vada a fare un’azione giudiziaria, a cercarsi lo studio legale cinese o a studiarsi il sistema giudiziario cinese, ma gli basterà un’azione amministrativa. Basterà notificare cioè l’esistenza di contraffazione per ottenere il giusto risarcimento, cosa che per un imprenditore piccolo sarebbe fondamentale. Alla luce di questo ennesimo schiaffo nei confronti dei nostri agricoltori e produttori, ci auguriamo - conclude Corrao - che questi prendano coscienza di chi li rappresenta a livello istituzionale e che siano capaci di ribaltare il tavolo”.  Nel frattempo in Assemblea Regionale Siciliana, la deputata Angela Foti sta predisponendo interpellanza urgente rivolta al Governo Regionale.

 
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Giu 15

Nessun prodotto siciliano tra quelli da tutelare in Cina

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A scoprirlo l’eurodeputato Ignazio Corrao che denuncia l’assenza di prodotti del Mezzogiorno d’Italia nella lista dei 100 prodotti che l’UE tutelerà nell'ambito dell’accordo di libero scambio con il paese del dragone: “Il Ministro Martina non si è mai visto a Bruxelles ai tavoli dove si dovrebbe difendere la nostra produzione. Presenti in lista solo i grandi consorzi”.

"Nessun prodotto agroalimentare siciliano o del mezzogiorno d’Italia presente nella lista delle 100 indicazioni geografiche nell'ambito dell'accordo di libero scambio che Bruxelles ha siglato con la Cina”. A scoprirlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao che ha reso nota la lista della commissione Agri a Strasburgo in cui figurano i 100 prodotti europei DOP e IGP da tutelare nell'ambito dell’accordo economico di libero scambio con la Cina. “Siamo venuti in possesso - spiega Corrao - del documento sottoposto all'agenda della commissione Agri convocata a Strasburgo in sessione straordinaria lunedì sera. E’ un documento che contiene le indicazioni geografiche tipiche (GI), ovvero quell'elenco di prodotti che ci mettono al riparo dagli effetti mortali degli accordi di libero scambio che l’Unione Europea continua a portare avanti. Il Governo Italiano ha infatti dato a Bruxelles un elenco di prodotti Dop e IGP che avendo questo marchio, dovrebbero essere messi al riparo dalla concorrenza mondiale quando l’Europa fa accordi per commercio di libero scambio. Questo elenco contiene 100 prodotti da tutta Europa e 26 italiani. Sapete quali sono i riconoscimenti per i prodotti del meridione d’Italia? A parte la mozzarella di bufala Campana, zero! Non v’è traccia del nostro Nero D'Avola, del nostro Bianco d'Alcamo, del nostro olio extravergine o delle nostre arance. Non v’è traccia degli oli pugliesi, dei prodotti del Salento, di quelli sardi, calabresi o della Basilicata. Ricordo che appena un anno fa a Palermo - continua Corrao - il ministro all'agricoltura Maurizio Martina e l’assessore regionale all'agricoltura Antonello Cracolici brindavano in un teatro Politeama pieno di bandierine festanti di associazioni di categoria alla salute dell’agricoltura siciliana. Ebbene, era un bluff, il ministro Martina continua a disertare i tavoli europei dove si dovrebbe e potrebbe tutelare l’agricoltura del mezzogiorno e l’assessore Cracolici dispensa strette di mano e sorrisi sul PSR in pieno stile propagandistico anni ‘70. Agli agricoltori non servono mance, ma regole certe per stare sul mercato e queste regole, le fa la politica. Quindi se i tedeschi sono capaci di far tutelare i propri vini, vini spesso sofisticati con zucchero, non capiamo per quale ragione (o forse sì), i politici italiani non facciano valere le ragioni dei produttori del Mezzogiorno. Così, quando leggo di convegni con brochures degustazioni e volantini in cui si magnifica l'operato del governo regionale e nazionale sulla tutela e promozione dei prodotti del nostro agroalimentare, sapendo come vanno realmente le cose, provo un magone impressionante. Conosco bene la fatica dei nostri agricoltori e sapendo come votano e cosa propongono i loro rappresentanti politici a Roma e Bruxelles, trovo assolutamente ingiusto e disumano che i nostri produttori vengano presi in giro in questo modo. Evidentemente il Governo del nostro Paese non ritiene che il Sud Italia valga qualcosa. Nella lista dei 100 prodotti che riconoscerà la Cina, vi sono solo prodotti afferenti a grossi consorzi che hanno maggiore presenza nella Grande Distribuzione Organizzata, come ad esempio il Parmigiano Reggiano, prodotti che in sostanza hanno già la possibilità di farsi rispettare nell'esportazione, mentre i piccoli, come il pomodoro di Pachino, se vogliono affacciarsi al mercato cinese, non godono di alcuna tutela e se vengono clonati, i nostri produttori non hanno gli strumenti economici ed amministrativi per difendersi. Siccome l’IGP è una sorta di merce di scambio, i produttori meridionali, sono stati trattati alla stregua delle figurine di calcio da barattare con i cinesi. L’unica dimensione presa in considerazione per individuare questi 26 prodotti italiani che fanno parte della lista dei 100 è la dimensione economica, cosa che dovrebbe essere l’opposto in un negoziato: Il produttore di arance della Piana di Catania, se riesce ad aprirsi un varco nel mercato cinese, non avrà la potenza che avranno gli altri consorzi nel farsi pubblicità, nel potersi permettere una tutela legale in Cina. Ecco perché il Ministro Martina, il sottosegretario Castiglione o l’assessore all'Agricoltura Cracolici mentono sapendo di mentire, perché quando parlando di valorizzazione di prodotti siciliani e di internazionalizzazione, fanno solo fuffa dato che poi quando c’è da mettere nero su bianco non fanno nulla di quello che promettono. Tra i vantaggi che prevede il rientrare in quella lista, ci sono anche la possibilità di sovrapprezzo che arriva sino al 2.000%. Sul piatto ci sono 100 prodotti europei e 100 prodotti cinesi, riconosciuti reciprocamente. A chi sta in quella lista, viene assicurato dalle autorità cinesi ed europee il massimo livello di protezione per il problema della contraffazione. Se ci sono ad esempio casi di clonazione del marchio, del packaging o contraffazione, non occorre che l’imprenditore italiano, vada a fare un’azione giudiziaria, a cercarsi lo studio legale cinese o a studiarsi il sistema giudiziario cinese, ma gli basterà un’azione amministrativa. Basterà notificare cioè l’esistenza di contraffazione per ottenere il giusto risarcimento, cosa che per un imprenditore piccolo sarebbe fondamentale. Alla luce di questo ennesimo schiaffo nei confronti dei nostri agricoltori e produttori, ci auguriamo - conclude Corrao - che questi prendano coscienza di chi li rappresenta a livello istituzionale e che siano capaci di ribaltare il tavolo”.  
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Mag 27

CHE FINE HANNO FATTO GLI ITALIANI?

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  Nell'ambito del programma di iniziative culturali varato per il 2017, l'Associazione Giampiero Arci - Società Civile propone stavolta la presentazione dell'ultimo romanzo di Arnaldo Colasanti, dal titolo “la magnifica” (Fazi Editore).   L'attività dell'Associazione, come noto, si ispira agli insegnamenti e ai valori che hanno motivato l'azione e il pensiero di Giampiero Arci, orientati a privilegiare  gli interessi della collettività, intesa quest'ultima nella sua più ampia accezione, al di là di qualsiasi schieramento ideologico e precostituito. Un'azione la sua che ha sempre sostenuto, tra l'altro, l’importante significato della conoscenza dei fatti e delle persone, ineludibile presupposto per conseguire comportamenti consapevoli e  scelte collettive e individuali ragionate. Leggi il resto »
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Mag 27

TEATRO DEL FUOCO, APERTE LE SELEZIONI DEI VOLONTARI PER LA DECIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL

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  Palermo, 26 maggio 2017 - Il Teatro del Fuoco, International Firedancing Festival, apre dal 26 maggio al 15 giugno le selezioni di giovani volontari siciliani per la decima edizione della manifestazione che avrà luogo a Palermo tra l’ultima settimana di luglio e la prima di agosto. I volontari avranno il compito di assistere gli artisti, dare informazioni sul programma e sui luoghi del festival al pubblico nel periodo che precede l’evento e occuparsi degli aspetti organizzativi e logistici.  Leggi il resto »
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Mag 23

Autisti soccorritori. presentato disegno di Legge all’Ars. Vincenzo Fontana esprime la sua personale soddisfazione.

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Presentato stamattina un disegno di legge finalizzato a tutelare la figura professionale dell'autista soccorritore in Sicilia - dichiara Fontana , il quale già un anno fa aveva presentato un altro ddl sull'argomento, con l'intento di accendere i riflettori su questa materia, da troppi anni non affrontata.
"La competenza su questa materia infatti - sottolinea il vicepresidente della commissione Salute all'Ars - è del Governo nazionale e, per questo, il disegno di legge presentato già dodici mesi fa aveva l'intento di stimolare tutta l'Assemblea regionale nei confronti del Governo centrale, affinché si attivasse a colmare un vuoto normativo che non riconosceva la figura dell'autista soccorritore".
"Voglio precisare - continua il deputato agrigentino- che la figura dell'autista soccorritore, negli anni, ha acquisito una professionalità notevole,collaborando direttamente con il personale medico negli interventi di emergenza e di urgenza.
 Emblematico in tale senso era stato - ricorda -  il caso in cui signor Marcello Maraventano, autista soccorritore di Agrigento, nonostante non fosse in servizio, era riuscito a salvare una bimba di quattro anni che era stata preda di una grave crisi convulsiva. Il suo intervento tempestivo era stato testimonianza ulteriore della professionalità e dell'esperienza acquisita negli anni!".
"Oggi si apre una nuova pagina -  conclude il vicecapogruppo di Alternativa Popolare - e continuerò a battermi, insieme col mio gruppo, affinché si possa ridare in tempi brevi dignità a questa categoria professionale".
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Mag 23

Vertenza guardie Giurate in Sicilia. M5S: “A giugno audizione in Commissione lavoro all’Ars”

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Palermo:"Dopo avere incontrato una delegazione di lavoratori, abbiamo richiesto un’audizione in Commissione lavoro, che è stata fissata per la prima settimana di giugno; ciò al fine di aprire una discussione anche con la parte politica. La Regione, per quanto non abbia una diretta voce in capitolo, non può trascurare un problema occupazionale che coinvolge oltre 500 padri di famiglia". A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle all’Ars Giampiero Trizzino e Giancarlo Cancelleri, a margine di un incontro con una delegazione di lavoratori della KSM, azienda che sta affrontando una difficile vertenza sindacale. Dall’incontro è altresì emersa la volontà di interrogare il governo sull’aspetto legato alle tariffe al massimo ribasso.

Marco Benanti
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Mag 22

Cosa ci dice l’omicidio del boss Giuseppe Dainotti? Di Giuseppe Lumia

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