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Roma. Rebibbia, un quartiere di periferia. “Qui ci manca tutto, non ci serve niente”.

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di Bruno Calabrese

 

Dieci anni fa Zerocalcare, un fumettista di grande successo editoriale, ha realizzato un famoso murale su una delle pareti della stazione della metropolitana di Rebibbia, a Roma, in occasione della fiera “Più libri, più liberi” che si tenne all’EUR. 

Un murale di benvenuto che ancora campeggia sbiadito e scolorito, in parte rovinato, nonostante restaurato da appena un anno, svilito e abbrutito da alcuni scandalosi imbrattamenti.

Oggi, tutti vi passano davanti e nessuno si sofferma!

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Premio Cimitile 2017, conclusa la XXII edizione: consegnati i “Campanili d’argento”

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CIMITILE – Ospiti e parterre d’eccezione per la serata finale del Premio Cimitile giunto alla sua 22esima edizione e insignito con la medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un sabato sera d’autore, nella splendida cornice delle Basiliche paleocristiane, che ha chiuso una settimana di arte, cultura, religione, storia, con  consegna dei  “Campanili d’argento” ai vincitori della kermesse letteraria. Miglior opera inedita a Corrado Vigilante  (“Il luogo degli specchi opposti”), migliore opera edita di narrativa per Andrea Scanzi (“I migliori di noi”), migliore opera di attualità al Magistrato Raffaele Cantone e Francesco Caringella con “La corruzione spuzza”, migliore saggio a Vito Mancuso, (“Il coraggio di essere liberi”), migliore opera edita archeologia e cultura artistica in età Paleocristiana a Marco Aimone (“Il tesoro di Canoscio”). ll premio giornalismo “Antonio Ravel” attribuito a Tiziana Panella, conduttrice del programma Tagadà su La7, mentre il premio speciale è andato ad Andrea Ballabio, direttore del Tigem (istituto Telethon di genetica medica) di Pozzuoli.

 “Non è facile organizzare un premio da 22 anni ma ci sprona il fatto che purtroppo in Italia si legge poco – ha affermato il presidente della Fondazione Premio Cimitile, Felice Napolitano -,  Sul palco si sono esibiti anche:  Dan, Valerio Scanu, Simone Cristicchi, il soprano Doroty, Angelica Sepe, la ballerina Sofia Guida, Noemi Cognigni, Ivan Raganato. Ha presentato Eleonora Daniele
Nello Lauro
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Rimodulazione Patto per il Sud Fontana: in arrivo oltre 3 milioni per il Teatro Akragas e per la Torre Carlo V di Porto Empedocle

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Il deputato agrigentino Vincenzo Fontana, interviene in merito alla rimodulazione del Patto per il Sud, commentando con soddisfazione e orgoglio, le somme che l’assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, Carlo Vermiglio, ha predisposto attraverso la modifica dell’Allegato B del Patto per il Sud – settore Beni Culturali, impegnando le risorse liberate  che provenivano dalla delibera di Giunta N. 301 del 1 settembre 2016.

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Precari, Coltraro (SD): “L’ok alla proroga avvia la stabilizzazione e nello stesso tempo favorisce attività comunali carenti”

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“Con l’approvazione del ddl che proroga i contratti del personale precario
degli enti locali in Sicilia, da parte dell’Ars, si apre un percorso ad
ampio respiro e sanare così la piaga ventennale del settore occupazionale
Pubblica Amministrazione siciliano, prolungatasi per un ventennio”. Lo ha
detto Giambattista Coltraro, capogruppo all’Ars di Sicilia Democratica,
sulla scia dei commenti politici all’avvio della stabilizzazione dei
precari.

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SANITA’: CRI ROMA “LA PRESIDENTE DIODATI DONA IL SANGUE E INVITA TUTTI A FARE #UnRegaloVero”.

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Oggi apertura pre natalizia per la Sala di Donazione del Sangue della Croce Rossa di Roma a Via Ramazzini. A donare il sangue tanti volontari e operatori CRI e la Presidente di CRI Roma Debora Diodati. Sulla pagina Fb del Comitato l’hastag #UnRegaloVero. “La nostra sala di donazione del sangue sarà aperta dal 9 gennaio tutte le mattine nei giorni di lunedì, mercoledi e venerdì”, dice Debora Diodati. “A Monteverde nella nostra sede ci sarà uno strumento in più a disposizione di tutti i cittadini romani per contribuire a colmare la mancanza di sacche di sangue della Capitale. Ho scelto di donare a ridosso delle Festività anche per dare un messaggio positivo. La donazione del sangue è #UnRegaloVero che ognuno di noi può fare per la collettività”, conclude Debora Diodati.
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Disabili, non stupidi! Di Vanessa Seffer

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In Italia secondo il Censis abbiamo 4,1 milioni di disabili, fra cui quelli molto gravi, intesi come malati di Alzheimer, Parkinson, Sla, terminali e tetraplegici allo stadio terminale. Fin quando questi pazienti si trovano in carrozzina non sempre hanno problemi legati al retto e alla vescica; queste problematiche subentrano talvolta nella parte finale della malattia oppure nella tetraplegia. I pazienti tetraplegici necessitano di assistenza costante, in quanto quasi totalmente non-autosufficienti negli spostamenti, nell’alimentazione, nel vestirsi e nell’espletare i bisogni fisiologici. Talvolta complicanze respiratorie rendono precaria la salute generale. La differenza su cui vogliamo soffermarci è essenzialmente economica e la fa non tanto l’assistenza, quanto il problema legato allo svuotamento del retto e della vescica in modo manuale.

Ne abbiamo voluto parlare con Valentina Valenti (nella foto), 46 anni e tetraplegica da quando ne aveva 18, a causa di una capriola mal eseguita nell’ora di educazione fisica, il secondo giorno di scuola dell’ultimo anno di liceo. Da quel momento la vita di una bella ragazza, che sfilava a Roma per i più grandi stilisti, è cambiata drasticamente. Valentina non ha mai smesso di lottare in tutti questi anni. Ha raccontato recentemente in tivù della sua situazione e di quelle persone che non hanno più l’uso delle gambe, delle mani e che non sentono nemmeno il naturale stimolo per andare in bagno. Non è oggetto di preoccupazione per i più e per la politica, ma intanto a causa dei disagi enormi e delle difficoltà economiche di queste persone, abbiamo tanti morti ogni anno.

Nel giro di poche ore il video, postato sul web, ha avuto oltre 43mila visualizzazioni e subito dopo è stato misteriosamente censurato. Per questo ha scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che a breve la riceverà. “Ogni disabile come me – dice Valentina – deve essere messo in condizione di pagarsi le tre persone necessarie per una dignitosa sopravvivenza, che consentano di uscire di casa, cosa per nulla comoda, e di gestire la pulizia, l’igiene e tutte le funzioni organiche”.

I mielolesi, cioè coloro che hanno lesioni del midollo spinale, devono essere cateterizzati o svuotati manualmente ogni 4/6 ore. In Italia ci sono circa 200mila persone in questa situazione, che hanno necessità dell’evacuazione sfinterica o del catetere ad intermittenza (per la vescica) o dello svuotamento manuale rettale (per le feci), quest’ultimo sulla carta praticato dai medici chirurghi, quando invece sono gli stessi infermieri a provvedere.

“Basterebbe un decreto legge che equiparasse le due cose – continua Valentina – per far svolgere entrambe le attività agli infermieri, anche perché negli ospedali fanno tutto loro. La manovra costa 320 euro (230 euro più Iva) se il medico chirurgo fa lo svuotamento manuale rettale. Se chiami un infermiere a casa costa 50 euro ogni volta. Come si può risolvere questo problema se non hai 5mila euro al mese? Con questa somma si possono pagare tre persone messe in regola, che sono il minimo vitale garantito”.

Il vero perno del Welfare è la famiglia, sulla quale ricade tutta la responsabilità e il peso dell’assistenza e della cura della persona con disabilità. La situazione si aggrava in età adulta.

“I disabili adulti rimangono in carico alla responsabilità delle loro famiglie – si legge nel comunicato del Censis – con sostegni istituzionali limitati, focalizzati quasi esclusivamente sul supporto economico”.

Nel desolante panorama fin qui illustrato, non si è ancora accennato alla principale preoccupazione delle famiglie, ovvero quella per il futuro dei loro figli con disabilità, una volta che loro non potranno più prendersene cura o non ci saranno più. “Nel tempo – spiega il Censis – aumenta il senso di abbandono delle famiglie e cresce la quota di quelle che lamentano di non poter contare sull’aiuto di nessuno pensando alla prospettiva di vita futura dei propri figli disabili”.

Qui interviene il disegno di legge “Dopo di noi” nella Legge di stabilità, del 17 settembre 2016: Renzi ha stanziato 180 milioni di euro per i disabili per i prossimi 3 anni: 90milioni nel 2016, 38,3 milioni nel 2017 e 56,1 milioni per il 2018. Con la Legge 81 nessuno ti porta fuori con 3 persone.

Con 180 milioni si copre solo quanto si dice nella Legge 81 per la mobilità, secondo cui in caso di malattia grave bisogna avere almeno due persone sempre, e messe in regola. I 90 milioni del primo anno coprono solamente 18mila persone disabili su 200mila a 5mila euro al mese, se i soldi vengono distribuiti con questo criterio. Prima però non c’era neanche questo.

Un consiglio per una politica seria sull’immigrazione: si spendono 3 miliardi per accogliere gli immigrati. Fra queste persone che arrivano ci saranno pure infermieri o persone che vogliono studiare per diventarlo!

“Sarebbe un’idea formarli, poi dare loro un lavoro, così se vengono in Italia per lavorare li teniamo, altrimenti nemmeno ci vengono se sanno che dovranno lavorare per restare – pensa Valentina Valenti – io sono un progetto di riforma che non è ancora stato fatto. La politica deve riconoscere che è ha fatto un tragico errore; i soldi ci sono e le cooperative i soldi li prendono. Anziché dare appalti, subappalti, e poi pagare un romeno 4 euro l’ora, si faccia tutto regolarmente sin dalla fonte, mettendo tutti in regola e i soldi ci saranno per tutto e tutti. Anche mia madre è disabile secondo l’articolo 3 comma 3 – continua Valentina – è diabetica, cardiopatica, obesa, quando si lava fa fatica, ma è autonoma nelle sue funzioni, pertanto non si può dare lo stesso tipo di invalidità. Lei ha le mani, le usa. Io ho bisogno di una persona per grattarmi, per tagliarmi le unghie, per bere e mangiare, per fare una passeggiata e soprattutto per espletare i miei bisogni organici”. Non è già semplice la vita quando riesci a non morire da giovane, pensiamo a cosa significhi vivere per Valentina e gli altri 200mila come lei. Può succedere a tutti.

@vanessaseffer

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Contro i ladri di Speranza” come la Chiesa resiste alle mafie. Di Pasquale Hamel

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“Contro i ladri di Speranza”<br>come la Chiesa resiste alle mafie

Un breve ma denso saggio quello di Massimo Naro dal titolo provocatorio, “Contro i ladri di Speranza”, ed un sottotitolo, “come la Chiesa resiste alle mafie”, che ne rivela il contenuto, pubblicato nella prestigiosa collana Lampi, delle edizioni Dehoniane, che ospita riflessioni di personaggi del livello di Zygmunt Bauman, Gianfranco Ravasi e Luigino Bruni, per citarne i più noti. Un saggio denso di riferimenti bibliografici e corredato da note puntuali per affrontare un tema di grande attualità, cioè l’atteggiamento della Chiesa nei confronti della mafia. Naro, fine teologo e studioso di storia della Cristianesimo, non ha riserve a confermare che la Chiesa, nel passato, è stata troppo a lungo silenziosa di fronte al fenomeno mafioso perdendo l’occasione di svolgere la sua missione profetica. Sul perché di questo silenzio, dà anche una risposta possibile. Quel silenzio sarebbe stato anche provocato dall’estraneità del mondo cattolico rispetto allo stato unitario, un’estraneità consumatasi a partire dal processo di unificazione nazionale che, come molte letture confermano, si è in parte sviluppato contro la Chiesa. Quel lungo silenzio però, è stato rotto da tempo: i tre ultimi pontefici, e ancor prima vescovi come Salvatore Pappalardo, non hanno infatti avuto dubbi né hanno esitato a condannare la mafia.

D’altra parte, ed è il secondo tema che anima il saggio, per Naro, per la Chiesa denunciare la mafia non significa compiere un atto rivoluzionario ma, piuttosto, ritornare al Vangelo, cioè alla norma. La parola evangelica non ha, infatti, nulla a che fare con la cultura mafiosa, l’Evangelo è amore, pace e misericordia proprio l’opposto del messaggio mafioso.

La Chiesa è per questo, dunque, legittimata a svolgere un ruolo di pedagogia antimafiosa, ma lo deve fare tenendo conto della testimonianza della parola evangelica operando, in questo senso, con la semplicità e con la passione che hanno contraddistinto il magistero di uomini di chiesa come don Pino Puglisi. Proprio partendo da questa convinzione, l’autore considera fuori luogo che, nel porsi di fronte al fenomeno criminale, la Chiesa e gli uomini di Chiesa adottino linguaggi impropri dimenticando che esiste un linguaggio “peculiare” la cui fonte è appunto l’incompatibilità della parola evangelica con la cultura della morte di cui la mafia è portatrice.

La Chiesa e gli uomini di Chiesa di fronte alla devastante disumanità della mafia,e qui viene fuori il terzo argomento, preso atto che “le mafie sono disumane e perciò incompatibili non solo con ‘la vita religiosa’ ma anche con ‘l’essere umano in quanto tale’”, farsi promotori di un nuovo umanesimo, che significa non certo promozione dell’uomo “ripiegato su di sé”, preoccupato solo di sé, ma un uomo che si apre all’altro, che si preoccupa per l’altro. Ed allora?

Certo al centro dell’impegno deve esserci la resistenza ecclesiale contro la disumanità della mafia ma “nella misura in cui impegna a vivere la conversione e non soltanto a predicarla, è anche consegna di sé, disponibilità ad arrendersi a Dio”. Proprio questo fa, a detta di Naro, la resistenza cristiana alle mafie del tutto peculiare. Il libro è stato presentato a Palermo da Salvatore Taormina e da Giovanbattista Tona e moderato da Alessandra Turrisi.

Di Pasquale Hamel

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All’Auditorium Parco della Musica per la salvaguardia dell’ambiente, 11 e 12 dicembre

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Foto evento pomos

 

Il Polo per la Mobilità Sostenibile  – Dipartimento di Ingegneria dell’informazione, Elettronica e Telecomunicazione (DIET) dell’Università di Roma La Sapienza partecipa  all’”Isola della Sostenibilità” evento  nazionale  interamente dedicato al mondo green ed allo sviluppo sostenibile, progettato con il patrocinio della Commissione Europea, del MIPAAF, del MATTM, del MIT  ed AMA, in collaborazione con Roma Capitale. La manifestazione, volta a focalizzare l’attenzione ai vari attori sociali sulle nuove forme di sviluppo economico compatibili con la salvaguardia dell’ambiente, si svolgerà venerdì 11 e sabato 12 dicembre a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica, in Viale Pietro de Coubertin 30. Continua la lettura di All’Auditorium Parco della Musica per la salvaguardia dell’ambiente, 11 e 12 dicembre

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Ti racconto la politica N.1, di Giannantonio Spotorno

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  Ti racconto la politica n. 1 (Lo schema)

Il maggiore concime d’ogni cosa è il tempo; non è mai esistito, lo sai, un seme che sia diventato immediatamente albero. Un progetto è un progetto e capita che parta da un’idea e si avvii su un pezzo di carta. Sono certo che in tema di politica, il progetto che svolgeremo in queste pagine ci fornirà qualche utile conoscenza. Bene, proseguiamo con un semplice schema! Prendiamo un normale foglio di carta, posizioniamolo in verticale e tracciamo due linee parallele che corrono dall’alto verso il basso. Scriviamo la parola “Partito” sopra la prima linea e la parola “Istituzione” sopra la seconda. Ora, scegliamo di definire come “Sezione” il più piccolo livello territoriale di partito, e come “Comune” il più piccolo livello territoriale dell’istituzione. Sotto, di seguito, scriviamo “Sezione comunale” nella linea Partito e, di fianco, “Comune capoluogo”, nella linea Istituzione. Ancora sotto, scriviamo “Sezione provinciale” nella linea Partito e “Provincia” nell’altra. Proseguendo sempre a livelli paralleli, scriviamo adesso “Sezione regionale” nella linea Partito e “Regione” nella linea Istituzione. Bene, siamo arrivati a Roma! Scriviamo “Organi nazionali” nella linea Partito e “Senato, Parlamento, Governo, Enti”, nell’altra. Ecco, lo schema ti dice intanto che nelle varie porzioni di territorio esistono le strutture notoriamente pubbliche, ma anche le corrispondenti strutture di partito. Perché? Tra le due linee tracciate, quale conta di più? Esiste una terza linea non “visibile”?

di Giannantonio Spotorno

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