Intervista di Barbara Romani a Claudio Velardi

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«Occhio Matteo, i magistrati sono terrorizzati da te e faranno di tutto 
per farti fuori».
A lanciare l’allarme al segretario del Pd non è Silvio 
Berlusconi, ma Claudio Velardi, ex Lothar di Massimo D’Alema e oggi 
Cassandra di Renzi: «I tuoi veri nemici non stanno nel partito, ma nelle 
procure, che hanno fiutato l’uomo nuovo e si stanno già attrezzando per 
abbatterti». Continua la lettura di Intervista di Barbara Romani a Claudio Velardi 
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ACI – RID: A ROMA 29 gennaio 2013 alle 15 Convegno: La manutenzione dei ponti per la sicurezza stradale

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LA MANUTENZIONE DEI PONTI PER LA SICUREZZA STRADALE:

OPERA GRANDE TRA LE GRANDI OPERE

È necessario continuare in questa direzione: è un atto dovuto
per la sicurezza dei cittadini che quotidianamente impegnano
la rete stradale, oltreché per la conservazione del patrimonio
infrastrutturale e la sicurezza del territorio.
L’importo complessivo di un’“opera grande” di risanamento
di migliaia di ponti distribuiti sulla rete di interesse nazionale è
della dimensione di una “grande opera”, circa 5 miliardi di euro.
Rispetto ad un’unica grande opera consente di dar luogo ad uno
sviluppo diffuso su tutto il territorio nazionale, di produrre lavoro
per numerose piccole e medie imprese di costruzione nazionali e
di creare occupazione, il tutto con celerità di appalto e facilità di
cantierizzazione.
Il miglioramento della sicurezza stradale produrrà anche benefici
economici e sociali derivanti dalla consistente riduzione di spesa
sanitaria nazionale. Continua la lettura di ACI – RID: A ROMA 29 gennaio 2013 alle 15 Convegno: La manutenzione dei ponti per la sicurezza stradale

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Alfano, il numero primo. Di Maurizio Bonanni

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Dice un detto: “Andarono per suonarle e furono suonati!”. Prendiamo il buon Cicchitto, che si è “cicchettato” un passato di talebano pro-Cav, per diventare il Coniglio Mannaro (vi ricorda qualcosa? Pansa illuminaci tu!) dell’Ncd! Nemmeno si fosse trattato della conversione di Saul sulla via di Damasco! E Alfano, non vi sembra quello della “Solitudine dei numeri primi”, politicamente parlando? Indivisibile per Berlusconi, per il Pd e per Grillo. Andrà a finire spontaneamente tra i rottamati, come Fini, Casini e Monti? Curioso: lui giura e spergiura di pensare solo agli interessi dei cittadini ma, a quanto pare, gradisce le frattaglie della Prima Repubblica, quando i Partitini facevano e disfacevano i Governi balneari, con i loro insulsi capricci, ripicche e impuntature. Lui, “primo”, non può pretendere certo di fare il comune multiplo del centrodestra, poverino.. Continua la lettura di Alfano, il numero primo. Di Maurizio Bonanni

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Alcuni industriali veneti. Di Alessandro Bertirotti

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Alessandro Bertirotti

Ho ultimamente avuto occasione di viaggiare assieme ad un gruppo di industriali veneti, e la mi sorpresa è stata evidente quando mi sono reso conto di essere di fronte a “veri padri di famiglia”.

Vi è stato bisogno di tempo, certamente, perché la scoperta non è facile da fare, come non è facile scoprire qualche cosa che abbia a che fare coi sentimenti negli industriali in genere, perché sono abituati a percepire il mondo circostante in termini economici e dunque secondo la prospettiva della spesa e del guadagno. Continua la lettura di Alcuni industriali veneti. Di Alessandro Bertirotti

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Equitalia: lista di grandi evasori, di Augusto Pilato

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Investire Oggi, in un articolo a firma Patrizia Del Pidio del 27 Giugno 2013, riprende e diffonde un comunicato stampa dell’Associazione Federcontribuenti, inerente una corposa elencazione di altisonanti soggetti che non avrebbero versato nelle casse dello Stato, in quanto dovuto, ben 545 miliardi di Euro. In aggiunta si rimarca pure che l’aspetto paradossale sembrerebbe essere la certa intimazione del Segreto di Stato, perché ovviamente lista comprendente nomi di gran riguardo. Continua la lettura di Equitalia: lista di grandi evasori, di Augusto Pilato

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Renzi, “Chi”? Di Maurizio Bonanni

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Quanti petali ha la margherita elettorale? Tanti, quanti sono i giorni del 2014, con ogni probabilità. Un giorno si vota, e il giorno dopo no. Anche se la cosa non appassiona nemmeno un po’ gli italiani, angosciati da ben altre preoccupazioni più concrete, come la disoccupazione che continua ad aumentare, con la componente giovanile più penalizzata delle altre. Titoli di studio che non valgono nulla, per qualità e per assenza di un mercato intellettuale dell’offerta, mentre il Governo continua nella sua opera anestetizzante, parlando di “ripresina”. E tutto questo, senza consegnare alla riflessione collettiva dati statistici concreti, che prendano in esame il numero delle imprese che hanno delocalizzato negli ultimi cinque anni, portando all’estero impianti e know-how produttivo, con conseguente perdita di fatturato e di mancati introiti per il fisco italiano. Se Renzi è la grande speranza degli italiani, c’è poco da stare allegri: il suo Dna origina dalla sinistra della tassazione sulle rendite e sui patrimoni. Sinistra che non è in grado, nemmeno in tempi di crisi come questi, di ragionare sul fatto che la ricchezza si può ragionevolmente distribuire, se c’è qualcuno che la produce. Continua la lettura di Renzi, “Chi”? Di Maurizio Bonanni

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