Se la mortadella non è più di sinistra.. di Alessandro Bertirotti

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È tutta questione di… ritorno al presente.

Mi sono ritrovato ultimamente a parlare, durante una cena, in compagnia di persone decisamente gradevoli e competenti, di questioni sociali e culturali, con qualche riferimento alla politica nazionale.

Non voglio tediarvi sulle considerazioni, più o meno accalorate, che tutti i partecipanti hanno espresso su questo Governo, l’originalità di un Parlamento assai spesso simile ad una giungla di comportamenti da australopitechi, e la situazione reale in cui il Paese Italia si trova.

Al di là della sensazione comune a tutti i commensali che la realtà quotidiana della nazione è praticamente lontana dalle discussioni parlamentari e la maggioranza degli italiani è decisamente arrabbiata rispetto a quello che si legge sulla vita politica romana (ma non solo romana…), ciò che è emerso ha riguardato l’idea che esistano azioni di destra ed azioni di sinistra. Il fatto sconcertante è stato che la definizione delle azioni di sinistra e di destra, come se la canzone di Giorgio Gaber non fosse mai stati scritta, si rifacessero ad ideologie praticamente scomparse, defunte e miseramente fallite. Non possiamo certo continuare a dire che l’ex Unione Sovietica era un luogo di sinistra e gli Stati Uniti, assieme a qualche paese europeo, fosse di destra. I contenuti ideologici di entrambi gli schieramenti antropologico- geografici hanno ampiamente dimostrato la loro incapacità ad entrare nello stile di vita degli allora governanti, portando il Mondo Globale allo stato in cui si trova: la resa di fronte all’egoismo umano, al desiderio sfrenato, e fine a se stesso, di potere, per l’esercizio di azioni cruente e sadiche, sotto le più svariate forme.

Sarebbe forse l’ora di imparare, tutti quanti, a definire le intenzioni umane, ossia i proponimenti ideali che vengono prima delle rispettive azioni concrete, civili oppure incivili, antropologicamente utili allo sviluppo totale e generale dell’Umanità, oppure semplicemente disumane.

Le questioni del lavoro, del diritto alla libertà e ad essere curati dignitosamente, ad essere considerati persone e non merce di scambio con valore minimo, sono domande antropologicamente determinate che, pur entrando a far parte di entrambe le ideologie, sono un a priori, ossia vengono prima di qualsiasi filosofia politica.

Invece, sino a quando queste tematiche faranno parte di diatribe partitiche, decisamente costruite per l’accattonaggio dei voti, questo mondo non migliorerà che ben poco, e ci saranno sempre i vincitori a sostenere le ragioni della loro vittoria, dimenticando che nel frattempo stiamo morendo tutti un po’, ogni giorno che passa.

Eppure crediamo di vivere nelle differenze, quando l’unica vera differenza essenziale è tra la vita e la morte, rovesci della stessa medaglia: l’amore che sprechiamo ogni giorno.

Di Alessandro Bertirotti, l’Antropologo della Mente

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Auguri di… Ma che Natale vogliamo e auguriamo? Di Enzo Coniglio

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Foto Enzo Coniglio

Devo ammetterlo. Sono ormai trent’anni che non lascio passare un Natale senza rileggere un testo lineare ma corposo e complesso nei contenuti, di appena sei paginette, scritto da Benedetto Croce a ridosso del Natale del 1942 nella rivista ‘La Critica’: “Perché non possiamo non dirci cristiani”. 
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All’Auditorium Parco della Musica per la salvaguardia dell’ambiente, 11 e 12 dicembre

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Foto evento pomos

 

Il Polo per la Mobilità Sostenibile  – Dipartimento di Ingegneria dell’informazione, Elettronica e Telecomunicazione (DIET) dell’Università di Roma La Sapienza partecipa  all’”Isola della Sostenibilità” evento  nazionale  interamente dedicato al mondo green ed allo sviluppo sostenibile, progettato con il patrocinio della Commissione Europea, del MIPAAF, del MATTM, del MIT  ed AMA, in collaborazione con Roma Capitale. La manifestazione, volta a focalizzare l’attenzione ai vari attori sociali sulle nuove forme di sviluppo economico compatibili con la salvaguardia dell’ambiente, si svolgerà venerdì 11 e sabato 12 dicembre a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica, in Viale Pietro de Coubertin 30. Continua la lettura di All’Auditorium Parco della Musica per la salvaguardia dell’ambiente, 11 e 12 dicembre

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PALERMO: SOS Ballarò

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Foto Ballarò
ANIMA BALLARÒ // artisti solidali a sostegno del mercato storico
Un mercante adotta un artista, un artista adotta un mercante. A seguire “mangiata” a Piazza Mediterraneo.
 
Invitiamo gli artisti ad “adottare”, domenica 6 dicembre 2015 una bottega, un locale, o un tratto del mercato di Ballarò (piazzette, angoli e vicoli, bancarelle).
L’iniziativa di solidarietà vede coinvolti gli abitanti del quartiere, le associazioni e gli enti del territorio per sensibilizzare la cittadinanza alla salvaguardia di uno dei mercati più importanti di Palermo.
 
Per partecipare all’iniziativa di solidarietà preghiamo di inviare una email a: info@sosballaro.it con l’idea di adozione. Si potrebbero a esempio svolgere estemporanee, esecuzioni musicali, installazioni temporanee, flashmob, performance di danza, teatro, musica; reading, nel luogo di adozione scelto.
Siamo disponibili a effettuare sopralluoghi insieme ai volontari e a organizzare l’azione. 
L’evento si ripeterà anche domenica 13 e 20 e dicembre 2015.
Evento facebook: 
www.facebook.com/events/1677129009192875
 
 
A fine mattina, a piazza Mediterraneo si svolgerà un pranzo popolare offerto dalla comunità alla comunità: le domeniche di festa a Ballarò
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Riuscirà l’avvocatura a sottrarsi al controllo politico? Di Riccardo Cappello

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Si sta sgretolando l’edificio nel quale si è rinchiusa l’avvocatura nell’illusione di potersi riparare dal vento della tecnologia e della globalizzazione. Gli iscritti all’albo, non ovviamente chi dovrebbe rappresentarne gli interessi, stanno pagando il prezzo di un ruolo pubblico tenacemente rivendicato. Infatti, gli enti pubblici, e tra essi l’ordine, sono assoggettati alla normativa sulla trasparenza ed ai controlli conseguenti. Dopo l’intervento dell’Autorità anticorruzione sulle incompatibilità e sui conflitti d’interesse, il Tar della Lombardia, il 22.01.2015, ha fissato il principio che “nel caso di valutazione insufficiente, ma prossimo alla sufficienza, che comporti la non ammissione alla prova orale, la commissione è tenuta a motivare succintamente per iscritto le ragioni che hanno indotto alla medesima bocciatura del candidato”. A consolidare la pronuncia è arrivata, il 20.11.2015 l’ordinanza n. 660 del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana di Palermo che, ribaltando la pronuncia del Tar Sicilia, ha stabilito che “all’obbligo di motivazione e trasparenza nella pubblica amministrazione devono attenersi anche gli ordini professionali” censurando, nel caso specifico, la “mancanza di elementi che consentano di dare trasparente giustificazione di giudizi negativi, quali devono ritenersi quelli espressi da una valutazione numerica di poco al di sotto di quella minima sufficiente”. Ora il Tar di Palermo che, in primo grado aveva respinto il ricorso per “violazione e falsa applicazione dell’art. 3 L.241/1990, Art. 97 Cost., Art. 296 TFUE, Artt. 17bis, 22,23,e 34 R.D. 22 gennaio 1934 n.37 etcc…”, si dovrà procedere alla ricorrezione degli elaborati con obbligo da parte dei commissari di scrivere le motivazioni che stanno alla base dei giudizi espressi. Così, l’avvocato ha venduto l’autonomia e l’indipendenza in cambio della partecipazione di qualche suo esponente al mercato elettorale. Quando la vanità supera la miseria…

Di Riccardo Cappello, Il Cappio

 

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IL BOLLO ANCHE ALLE BICICLETTE? Il COMMENTO DI CINZIA FRANCHINI DELLA CNA-FITA

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Il commento di Cinzia Franchini: “Una pazzia. Come CNA-Fita proponiamo semmai di promuovere simili scelte, individuando incentivi per chi voglia intraprendere servizi di trasporto alternativi con le due ruote a pedali, eliminando ogni tassa e aggiungendo un bonus per l’acquisto”.  Continua la lettura di IL BOLLO ANCHE ALLE BICICLETTE? Il COMMENTO DI CINZIA FRANCHINI DELLA CNA-FITA

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Chi ha paura… di sé stesso? Di Alessandro Bertirotti

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Alessandro Bertirotti

 È tutta questione di… paura.

“(…) sicuri dell’insicuro (…) facciamo in modo chele persone abbiano paura del presente e del futuro, si farà fare loro qualsiasi cosa: si rivolgeranno a chiunque prometta una soluzione”.

La frase – una citazione dal libro di Giovanna Mulas Fecondatio Animae – mi sembra particolarmente adatta alla situazione che stiamo vivendo proprio in questi giorni in Europa e in generale nel mondo.

Nonostante io non condivida la posizione politica della scrittrice di sinistra -o meglio vetero-sinistra direi- mi trovo completamente in accordo su questa riflessione: mantenere la massa (come l’autrice ama definire in altro modo il popolo) in uno stato di paura permette di addomesticare le reazioni umane. Si tratta evidentemente di un’ottima strategia comunicativa grazie alla quale l’identità di ogni individuo viene catalizzata da gerarchie rassicuranti, come l’autrice stessa sostiene.

Da questa riflessione, altamente pertinente al clima di psicosi collettiva che si respira in queste ore nelle nostre città, ne deriva un’altra attinente più genericamente alla natura dell’Uomo. In noi si fondono il Male e il Bene, il Chiaro e lo Scuro, l’Amore e l’Odio. Rispetto a questi antipodi spesso tentiamo di eliminare la parte che consideriamo peggiore ma questa rimane presente e influenza le nostre azioni e i nostri pensieri.

Scrive la Mulas: “Ogni uomo ha in sé una parte oscura di cui percepisce la forza e la teme. (…) Vincere ciò che non si conosce, [per] liberare la mente dalle false concezioni di modo che si possa recepire una delle tante verità e, fra tutte, quella riconosciuta ché suggerita dall’istinto”.

Nessuno di noi è un monolite, qualcosa di perfettamente unitario, riconoscibile nella sua totalità e forma, come se il perimetro della propria identità fosse sempre chiaro ed evidente. Mutiamo i nostri pensieri in base alle circostanze mentre facendo appello -spesso a sproposito- ad una strana idea di coerenza crediamo di mantenerci immutati come se la realtà esterna non forzasse in noi il cambiamento di opinioni e considerazioni.

Una coerenza che crediamo di avere e che non siamo altrettanto pronti a riconoscere presente negli altri: in base a calcoli inconsci o anche consci ci salviamo sempre, considerandoci migliori rispetto agli altri.

Guardiamoci allo specchio: guardiamo la parte oscura presente in ognuno di noi. Una volta che la scorgeremo forse ci renderemo conto che fa meno paura di quel che crediamo e che se esiste il giorno può ben esistere anche la notte. E forse, in questo modo, impareremo ad avere un po’ meno paura. E chissà, forse ad essere anche un poco più liberi.

Di Alessandro Bertirotti, l’Antropologo della Mente

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