I bambini, una volta per tutte, di Alessandro Bertirotti

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Alessandro Bertirotti

Su un totale di 29 paesi, l’Italia si posiziona al 22° posto, all’interno della classifica sul benessere dei bambini nei Paesi ricchi, subito dopo Spagna, Ungheria e Polonia e prima di Estonia, Slovacchia e Grecia, e la situazione l’Italia da questo punto di vista migliora solo in alcuni settori. È quanto ci spiega il Presidente dell’Unicef per il nostro Paese, Giacomo Guerrera, ricordandoci che in Italia il 17% dei bambini – pari a circa 1.750.000 minorenni– vive sotto la soglia di povertà.

L’Italia è in buona posizione anche per il suo livello “NEET” (Not in Education, Employment or Training) nell’ambito di una graduatoria che comprende tutti i Paesi industrializzati, e si posiziona dopo la Spagna, con l’11% dei giovani che non sono iscritti ad una scuola, non lavorano e non frequentano nessun corso di formazione. Continua la lettura di I bambini, una volta per tutte, di Alessandro Bertirotti

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Il Grillo perdente, di Maurizio Bonanni

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Foto Grillo 1

“Chi la fa l’aspetti!”. Si sa, a volte anche i grilli perdono le antenne! Per il Beppe furioso, gli elettori sono “intelligenti” quando votano a suo favore,  mentre gli risultano semplicemente “manipolati”, se non proprio, più volgarmente, dei “coglioni”, quando gli votano contro, o si astengono. Per lui, autocritica pari a zero! Siamo, dunque, prossimi per M5S, a seguire le orme del mai rimpianto “Uomo Qualunque” di Giannini, meteora politico-elettorale post-bellica di breve durata? Tristemente, credo proprio di sì. Del resto, i voti non sono materia da mettere nel congelatore, ma da utilizzare come dinamite, semmai, per rimuovere le metastasi del potere, che si annidano, rispettivamente: nell’inettitudine e nella corruzione della burocrazia; nel malcostume di governo; nelle banche che non prestano soldi e in una moneta unica finta, nata su misura per tagliare della metà il potere di acquisto di “Paesi-cicala” come il nostro. Continua la lettura di Il Grillo perdente, di Maurizio Bonanni

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Portare l’acqua col secchio bucato, di Riccardo Cappello

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Il cuore dei problemi del Paese, l’unica vera priorità non è la liquidità delle imprese o la crescita dei posti di lavoro ma la cristallizzazione della struttura sociale. Senza lo smantellamento delle corporazioni, delle attuali modalità di acquisizione del consenso e senza l’eliminazione o, quantomeno, la drastica riduzione della discrezionalità politica, la ripresa dell’economia finirebbe con l’alimentare ulteriormente le clientele e la corruzione. Le risorse, infatti, sarebbero impiegate per risolvere i problemi delle imprese partecipate o contigue alla politica ed i posti di lavoro sarebbero destinati agli amici o agli amici degli amici. Continua la lettura di Portare l’acqua col secchio bucato, di Riccardo Cappello

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Un Paese spaesato, di Riccardo Cappello

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Enrico Letta, anche se proclama “basta soldi ai partiti” (da quando ?), sta navigando a vista in un mare di corporazioni nel quale sono già naufragate anche le piccole riforme realizzate dal Governo precedente. Il quale, visto l’allungarsi della vita, riteneva di prolungare l’attività lavorativa mentre l’attuale Ministro si è inventato “la staffetta generazionale” per mandare in pensione i padri per far posto ai figli, senza, con questo, aumentare i posti di lavoro. Continua la lettura di Un Paese spaesato, di Riccardo Cappello

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Il filosofo Umberto Curi: fuori dalla crisi con le passioni

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È opinione diffusa che fra ragione e passione esista una differenza radicale: si ritiene che la ragione sia fredda e che il mondo delle passioni sia invece caratterizzato dal dominio dell’impulso. Da questo si fa spesso conseguire una svalutazione della dimensione passionale, che andrebbe tenuta a freno per far prevalere i dettami della ragione. Umberto Curi, nel libro Passione (Cortina) dissolve i pregiudizi tuttora prevalenti riguardo all’impulso e ai sentimenti che caratterizzano la natura umana e si spinge fino a un’analisi dettagliata del sistema democratico.

 

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Storia. Lo sbarco alleato in Sicilia, di Pasquale Hamel

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Come si é detto, lo sbarco si concentrò sulla Sicilia sud-orientale, da Licata a Scoglitti, dove presero terra i soldati americani e da Pachino a Siracusa sulle cui spiaggie sbarcarono inglesi e canadesi.Prima, però, di proseguire nella descrizione delle operazioni, è utile, anche per smentire contributi determinanti di agenti estranei ai combattenti, dare uno sguardo alle forze in campo. Continua la lettura di Storia. Lo sbarco alleato in Sicilia, di Pasquale Hamel
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