La politica oggi? E’ solo quella… divina! Di Alessandro Bertirotti

Share

È tutta questione di… semplicità universale.

Su tutte le testate del mondo sono riportate le parole pronunciate dal Papa nella Sua ultima visita negli Usa. Perché tutta questa attenzione mediatica sul Vicario di Dio in momento storico in cui di Dio su questa Terra pare rimanga solo un nome sbiadito e privo di reale significato? Di motivi ce ne è più di uno. Ne vorrei elencare alcuni:

  1. Papa Francesco è l’unico “uomo politico” rimasto credibile agli occhi delle persone semplici che ogni giorno provano a sopravvivere in un mondo di sopraffazione, disonestà e illegalità. Nessuna, o forse poche, di queste crede alle parole che tuonano i politici di turno, e non solo italiani. Basti pensare alla Grande Germania e alla frode messa in atto da parte di una delle sue più importanti industrie automobilistiche. Papa Francesco viene ascoltato perché le Sue parole sono “ultramondane”, ossia superano i riferimenti culturali con i quali giustifichiamo da anni le nefandezze di questa umanità e si collocano al di sopra delle azioni umane, oltre le abitudini mortifere che la nostra specie ha ormai selezionato evolutivamente da millenni
  2.  Papa Francesco è l’unico “uomo politico” che riesce a portare il senso religioso dell’esistere, presente in ogni persona, al di là della propria confessione di appartenenza, nella vita quotidiana, come se questo “sentimento di legame ultraterreno” potesse – e di fatto accade – diventare il vero punto di riferimento terrestre. È Lui che ci ricorda come qualsiasi grande e cosmopolita progetto per l’umanità intera si debba basare su riferimenti che superano la contingenza del comportamento umano per riferirsi a qualcosa che non muta, eterno nel suo valore.
  3. Ciò che non muta e non cambia è dal punto di vista del Papa – ma non solo dal Suo – la Vita in quanto tale, da intendersi come espressione di una gratuità che non ci meritiamo e che dobbiamo costantemente conservare, come fosse il Bene più importante di questo mondo.

Ecco perché, dal mio punto di vista, questo Papa rappresenta la persona più rivoluzionaria di questo periodo storico: quel tipo di persona che necessitiamo incontrare per il nostro futuro probabile. Solo questo tipo di messaggi potrà superare le difficoltà nelle quali siamo sprofondati e che derivano, come sempre è accaduto nella storia mentale della nostra specie, dalla megalomania auto-erotica della nostra mente.

 

Continua la lettura di La politica oggi? E’ solo quella… divina! Di Alessandro Bertirotti

Share

MARINATO. Di Maurizio Bonanni

Share

 

Il Sindaco di Roma? Marinato. Come le alici: color morte e dal sapore acetognolo, che ricorda la Crocefissione. Ma anche (“marinato”) come il participio passato del verbo “marinare”; cioè disertare la scuola, specie in occasione del compito in classe di matematica. Ed è così che, quasi miracolosamente, il nostro si rifugia all’estero in prossimità di tempeste e bufere (materiali e politiche) che si scatenano sulla Capitale. Buon ultimo, il distacco di parte del rivestimento di un condotto della metro A che ha bloccato i treni per mezza giornata, mentre il suo bravo assessore al traffico, un certo Esposito, si faceva a quell’ora, per l’appunto, un giro ispettivo sulla stessa metropolitana. Continua la lettura di MARINATO. Di Maurizio Bonanni

Share

L’EUROPA ALLE ARMI? Di Maurizio Bonanni

Share

 

Ci risiamo. L’Europa in armi contro l’Isis significa più droni e cacciabombardieri per colpire dall’alto un nemico fantasma. Non è la logica di Hiroshima e Nagasaki, ma poco ci manca. Almeno, “Enola Gay” il suo tragico significato ce l’aveva, a posteriori. Se il Giappone non si fosse piegato all’inutile sacrificio -in un colpo solo!- di centinaia di migliaia di suoi cittadini civili indifesi, quel Paese sarebbe diventato un deserto di radiazioni mortali. Continua la lettura di L’EUROPA ALLE ARMI? Di Maurizio Bonanni

Share

“CHE” PAPA! Di Maurizio Bonanni

Share

 

Giochiamo con le parole? “Che” Papa può avere significati divergenti (ma non opposti, per molti). Il primo: facciamo -a futura memoria, per quelli della sinistra-sinistra- Papa il “Che”, in quanto santo martire dell’odiato capitalismo. Il secondo: diciamo “ma che bravo il Papa!”. Pensate che i due aspetti siano compatibili? Siete solo dei maligni. Continua la lettura di “CHE” PAPA! Di Maurizio Bonanni

Share

UN COPERTO IN PIÙ. Di Maurizio Bonanni

Share

I fantasmi? Sono veri. Questo, in sostanza, è il bel paradosso della commedia “Un coperto in più”, che va in scena alla Sala Umberto di Roma, per la regia di Gianfelice Imparato, con Maurizio Micheli (nel ruolo del diseredato e truffaldino Camillo Dolci) e Vito (al secolo Stefano Bicocchi, qui nella parte del gioielliere, Alfredo Di Sarno). La pièce, scritta da Maurizio Costanzo all’inizio degli anni 70 (allora, attori/registi furono i fratelli Giuffré) conserva intatto il “fascino discreto della borghesia”, notissimo film coevo dello spagnolo Luis Buñuel, dove la verità sta sempre sotto la tavola imbandita. Continua la lettura di UN COPERTO IN PIÙ. Di Maurizio Bonanni

Share

L’EUROPA MIGRANTE. Di Maurizio Bonanni

Share

 

L’Unione Europea? Un’associazione di portieri di notte. Di giorno aperti, ma quando sorge la luna mostrano i denti come lupi mannari mentre tutti gli altri dormono. Così, la “Portiera” Merkel apre e chiude nottetempo i varchi di Shengen, e Orban fa le file di giorno per l’accoglienza, salvo alzare fili spinati all’imbrunire per respingere i richiedenti. La ragione di tutta questa schizofrenia? Continua la lettura di L’EUROPA MIGRANTE. Di Maurizio Bonanni

Share

Perché non usare il diritto ? Di Riccardo Cappello

Share

Quando la crisi morde gli avvocati che hanno già una clientela ed i vertici che hanno la visibilità per acquisirla ostacolano l’attività dei giovani che potrebbero insidiargliela. Così gli ordini, hanno imposto una riforma che, sostituendo la vecchia normativa (art. 7, D.Lgs. Lgt. 23-11-1944, n. 382) secondo cui potevano fissare una tassa annuale “entro i limiti strettamente necessari a coprire le spese dell’ordine”, con l’art. 29 della legge 247/2012 che, incrementando le attribuzioni, da mano libera nel determinare la misura della tassa di iscrizione. La quale, quindi, è un’arma che i Consigli possono usare per ridurre il numero dei concorrenti, e già lo fanno, sospendendo «coloro che non hanno versato il contributo annuale e che potranno riprendere l’attività solo dopo aver corrisposto  “il pedaggio”.  Il provvedimento, quindi, incide sui procedimenti in corso, rende difficili i rapporti con la clientela e limita il diritto al lavoro che dovrebbe essere costituzionalmente garantito. Se  l’esercizio professionale è legato al versamento di un contributo, deve ritenersi che l’avvocato non è un lavoratore e che i suoi diritti non possano essere rivendicati avanti ad un magistrato terzo ma siano nelle mani della consorteria. È un meccanismo molto discutibile sulla cui costituzionalità sarebbe ormai necessario far pronunciare la Corte. Infatti, come ribadito nella decisione Tar Lazio 1.07.2015, “Nella ormai consolidata giurisprudenza comunitaria (Corte di giustizia 18.07.2013, C-136/12) e del giudice amministrativo nazionale (Tar Lazio, sez. VI, 1.04.2015, n. 4943; id.16.02. 2015, n. 2688), sono ormai considerate “imprese”, ai fini specifici della tutela della libera concorrenza, anche gli esercenti le professioni intellettuali che offrono sul mercato, dietro corrispettivo, prestazioni suscettibili di valutazione economica (Tar Lazio, sez. I, 11.06.2014, n. 8349; id. 25.02.2011, n. 1757; id. 17.05.2006, n. 3543 e 3.09.2004, n. 8368). Ne consegue la qualificabilità di “associazioni di imprese”, degli Ordini professionali (Cons. Stato, sez. VI, 22.01.2015, n. 238; Cons. St., sez. VI, 9.03.2007, n. 1099, Tar Lazio, sez. I, 11.03.2005, n. 1809). Quindi,l’esercizio professionale non può essere subordinato all’iscrizione all’associazione di categoria così come per avviare un’attività imprenditoriale non è necessario iscriversi a Confindustria. Riusciranno i conigli a diventare leoni ?

Di Riccardo Cappello, Il Cappio

Continua la lettura di Perché non usare il diritto ? Di Riccardo Cappello

Share

“QUOTE” O.. “ALIQUOTE”? Di Maurizio Bonanni

Share

Junker dà i numeri. Anche se è vero che lo fa con.. “formula piena” (vedi scrittura matematica bruxelloise per la suddivisione dei profughi). Ovviamente, sul metodo e sulla sostanza esplode mezza Europa (per ora all’Est) in dissenso. Parafrasando Don Abbondio, “se uno il carisma non ce l’ha, non se lo può dare”. E Junker è solo un pavido esecutore della volontà espressa da Berlino-Francoforte, il vero boa costrictor delle politiche europee. Però, veniamo un po’ a noi. Continua la lettura di “QUOTE” O.. “ALIQUOTE”? Di Maurizio Bonanni

Share

Associazione ONLUS

Questo sito fa uso di cookie tecnici e di terze parti per il suo funzionamento. Per ulteriori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli, leggere la Informativa estesa cookie. Proseguendo la navigazione, ricaricando questa pagina o cliccando sul link Accetta cookie si accetta quanto specificato nella Informativa estesa cookie. Informativa estesa cookie | Accetta cookie