Archivi categoria: Pari opportunità

CHI SIAMO NOI? Di Maurizio Bonanni

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Onore ai colleghi caduti di Charlie Hebdo! Ma, davvero siamo tutti “Charlie”? E come mai non ci diciamo che, in primo luogo, siamo tutti.. cristiani? No, perché se lo fossimo (cristiani) la primissima cosa che ci verrebbe in mente è di andare a liberare milioni di derelitti, che vengono quotidianamente massacrati, in Nigeria, nel Magreb e in Medio Oriente, dai boia di Boko Haram e dello Sceicco Nero. M16, contro AK-45, detto in soldoni! Ecco, questa volta, ve lo assicuro, io non sarò “politically-correct”! Odio cordialmente: i malpancisti; i perbenisti; le migliaia di firme giornalistiche che, guarda caso, oggi discettano sull’Islam radicale, per riaddormentarsi tra qualche giorno, in un sonno destinato a durare, in genere, alcuni anni. Alcuni, poi, fanno dotti (?) distinguo se si sia, o meno, trattato di un atto di guerra o di terrorismo, quello che ha falcidiato dodici credenti e difensori (in divisa) della libertà di stampa, mentre nessuno sembra accorgersi che, nel continente africano e in Medio Oriente, accadono cose infinitamente peggiori, che non sfiorano nemmeno un po’ la sensibilità e lo spirito guerriero delle nostre anime belle. Continua la lettura di CHI SIAMO NOI? Di Maurizio Bonanni

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È imbarazzante l’omofobia dell’Italia in Europa

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È imbarazzante l’omofobia dell’Italia in Europa

 

Dopo l’infelice affermazione di Alfano, che però aveva smosso un po’ le acque di questa palude sull’argomento, “la sinistra è pronta a fare i matrimoni gay alla Zapatero” aveva detto, dato che di queste cose in Italia ci si guarda bene dal parlare specie in odor di elezioni, non s’è più sentito dire altro.

Tra l’altro si riferiva solo alle unioni fra uomini, tralasciando, secondo me per dimenticanza, quelle fra donne.

E’ stato un parlamentare europeo a sollevare la questione, sul fatto che bisogna vigilare con attenzione in Europa ancora su due Paesi dove i diritti civili non sono completamente attenzionati. “Se due persone dello stesso sesso si amano non sono come le altre coppie” ha detto. Parlava dell’Italia e della Grecia (che strana comunanza!)

La nostra classe politica è ferma a secoli fa, e parlarne? Apriti cielo! Nel frattempo però il Paese va avanti malgrado loro, in tutt’altra direzione ovviamente, ed è molto più in là di quanto non pensino.

Anche la Chiesa a suo modo sta affrontando la cosa. Oggi ci sono pareri discordanti, ma non chiusure totali e assolute. Da una parte l’idea della famiglia tradizionale eterosessuale da difendere, proibendo altri tipi di unione; dall’altra apertura alle ragioni degli omosessuali, come nel caso del Cardinale Carlo Maria Martini, convinto che si possa e debba essere il Parlamento ad agire.

Poiché sono i diritti umani a contare e al di sopra di tutto. La solidarietà e il mutuo soccorso.

Ci sono coppie eterosessuali con figli, tanti figli, che non sono sposate e non intendono farlo, né civilmente né in Chiesa. Se disgraziatamente uno dei due partner muore, l’altro non può ereditare automaticamente la proprietà della casa.

In Inghilterra c’è la “civil partnership”, seppur senza nozze, vengono riconosciuti tutti i diritti ad una coppia di fatto.

Una destra civile e moderna dovrebbe essere in testa e portare la bandiera di questa forma di rispetto e di uguaglianza. Oltre ogni religione, orientamento sessuale, provenienza sociale.

Bisognerebbe rimuovere i parlamentari per cui i diritti civili sono un problema.

Non è più tempo di avere i paraocchi, bisogna evolversi e andare avanti. La gestione sana della cosa può essere programmata per tutti allo stesso modo, per esempio per gestire le adozioni e le inseminazioni in vitro, come accade con le coppie etero estendendola anche ai single che ne fanno richiesta.

Monti non vuole affrontare questo argomento, ha altro cui pensare, ma è un vero peccato. Perché per essere un Paese all’altezza dell’Europa bisogna pensare a cose come queste: se vengono a lavorare da noi manager tedeschi con i loro partner dello stesso sesso e uno di loro si ammala, l’altro non avrebbe neppure il diritto di assisterlo in ospedale.

 

Vanessa Seffer
da Palermomania.it del 20/4/2012
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Matrimoni gay, il Parlamento Ue boccia i governi contrari

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Matrimoni gay, il Parlamento Ue boccia i governi contrari

Strasburgo boccia i governi contrari ai matrimoni gay. Durante la seduta plenaria di martedì scorso, il Parlamento Europeo ha stabilito che i governi non devono dare “definizioni restrittive di famiglia” allo scopo di negare protezione alle coppie gay e ai loro figli.
E’ quanto si legge nel rapporto sulla parità di diritti uomo-donna presentato dalla radicale di sinistra olandese Sophie in’t Veld ed approvato dall’Eurocamera.
Approvati anche, nonostante l’opposizione dei popolari, i passaggi in cui si chiede alla Commissione Ue di elaborare proposte per il riconoscimento reciproco delle unioni omosessuali tra gli stati membri che già le ammettono e al Consiglio europeo di “riaffermare il principio di uguale trattamento senza distinzione di religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale”.
In questo modo si da il via libera anche in Italia ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Arrivare a questa decisione non è stato facile, anzi: è stata battaglia in aula, e il centrodestra è stato battuto dal fronte delle sinistre (socialisti S&D, Verdi e Gue) rafforzato dai liberal-democratici dell’Alde.
La sinistra italiana invece ha esultato: Imma Battaglia, storica esponente della comunità gay italiana, ha parlato di “un vento nuovo che spira sull’Europa”. “E’ il vento di una sinistra che rinasce e porta cambiamenti”.
Anna Paola Concia, del Pd, invece, ha osservato che “dopo le inutili polemiche tutte italiane, è Strasburgo a darci una grande lezione di civiltà indicandoci con chiarezza la strada precisa da percorrere per il riconoscimento dei diritti delle persone gay, lesbiche e transessuali”.

 

Da palermomania.it

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