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Clochard: CRI Roma “Urgenti altre strutture di ricovero notturno”

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Oggi un’altra notizia di una persona senza dimora morta a Roma questa notte forse per il freddo. E’ urgente trovare soluzioni a partire da quella che la nostra città si doti di altre strutture di ricovero permanenti. In assenza di quelle soluzioni strutturali che sono necessarie e che continuiamo a sollecitare da tempo, in queste ore va affrontata quella che appare una vera e propria emergenza. La situazione che troviamo nelle strade, monitorata anche dai Volontari della Croce Rossa che cercano di fare il possibile per portare aiuto è drammatica. Lo ribadiamo. O si prende atto che quella delle persone senza dimora è una situazione da risolvere e gli si dà priorità cercando le risorse e le soluzioni o rischiamo di fare, soprattutto quando fa freddo di notte una tragica conta delle vittime, nonostante gli sforzi fatti per affrontare l’emergenza freddo.
dichiarazione di Debora Diodati, Presidente della Croce Rossa di Roma

 

Ufficio Stampa e Comunicazione

Croce Rossa Italiana – Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale

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SENZA DIMORA: CRI ROMA “SABATO 15 IL PASTO DELLA SOLIDARIETA’ IN PIAZZA”

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La CRI di Roma sta organizzando per sabato 15 dicembre dalle ore 12.00 a Piazzale Partigiani il “Pasto della Solidarietà“, un’iniziativa che vedrà la Croce Rossa in piazza nella Capitale e contemporaneamente in altre città da Nord a Sud, in collaborazione con Land Rover, in una tavola ideale che unisce il Volontariato e la Solidarietà verso le persone senza dimora. “Il Pasto della Solidarietà non è solo preparare un pranzo in vista delle Feste – dice Debora Diodati  lanciando l’iniziativa che si terrà a Roma  – ma è dire che le piazze che sono i luoghi per chi non ha una casa, sono luoghi comuni anche a noi, a tutti i romani che non restano indifferenti”.
“Il Pasto della Solidarietà” a Roma ha ricevuto anche il Patrocinio della Camera dei Deputati e vedrà la partecipazione in cucina con i Volontari di CRI Roma, nella preparazione del pranzo, dello chef Dino De Bellis.
Per il Comune di Roma interverrà in rappresentanza del Sindaco Virginia Raggi, il Presidente della Commissione di Roma Capitale Politiche Sociali e della Salute, Maria Agnese Catini.
Ufficio Stampa e Comunicazione
Area Coordinamento Affari Generali
Croce Rossa Italiana – Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale
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FREDDO: DIODATI (CRI ROMA) “APPELLO AI ROMANI. DONATECI COPERTE E SACCHI A PELO”. SABATO 15 IL PASTO DELLA SOLIDARIETA’

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Con l’arrivo del freddo facciamo appello a donare coperte e sacchi a pelo nuovi o in buone condizioni per aiutarci a sostenere le persone senza dimora. I Volontari della Croce Rossa chiedono a tutti i romani di dare una mano nell’assistere chi vive per strada. “Donare una coperta o un sacco a pelo è un gesto semplice che però contribuisce a dare sostegno a chi si trova in condizioni di estrema fragilità” dice la Presidente Debora Diodati. “Si può donare venendo in Croce Rossa a Via Ramazzini 31 il martedì e il giovedì (ore 14.30 / 19.00) al nostro Magazzino Sociale”. Intanto, in queste ore, la CRI di Roma sta organizzando per sabato 15 dicembre dalle ore 12.00 a Piazzale Partigiani il “Pasto della Solidarietà”, un’iniziativa che vedrà la Croce Rossa in piazza nella Capitale e contemporaneamente in altre città da Nord a Sud, in collaborazione con Land Rover, in una tavola ideale che unisce il Volontariato e la Solidarietà verso le persone senza dimora. “Il Pasto della Solidarietà non è solo preparare un pranzo in vista delle Feste – dice Debora Diodati  lanciando l’iniziativa che si terrà a Roma  – ma è dire che le piazze che sono i luoghi per chi non ha una casa, sono luoghi comuni anche a noi, a tutti i romani che non restano indifferenti”. “Il Pasto della Solidarietà” a Roma ha ricevuto anche il Patrocinio della Camera dei Deputati e vedrà la partecipazione in cucina con i Volontari di CRI Roma nella preparazione del pranzo dello chef Dino De Bellis. Per il Comune di Roma interverrà in rappresentanza del Sindaco Virginia Raggi, il Presidente della Commissione di Roma Capitale  Politiche Sociali e della Salute, Maria Agnese Catini.
nota della CROCE ROSSA DI ROMA
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TEATRO DEL FUOCO, APERTE LE SELEZIONI DEI VOLONTARI PER LA DECIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL

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Palermo, 26 maggio 2017 – Il Teatro del Fuoco, International Firedancing Festival, apre dal 26 maggio al 15 giugno le selezioni di giovani volontari siciliani per la decima edizione della manifestazione che avrà luogo a Palermo tra l’ultima settimana di luglio e la prima di agosto. I volontari avranno il compito di assistere gli artisti, dare informazioni sul programma e sui luoghi del festival al pubblico nel periodo che precede l’evento e occuparsi degli aspetti organizzativi e logistici.  Continua la lettura di TEATRO DEL FUOCO, APERTE LE SELEZIONI DEI VOLONTARI PER LA DECIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL

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TEMPO LIBERO tutti i Martedì e Giovedì dalle 10,30 alle 12,30 a Palermo

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Tempo Libero” è un’iniziativa rivolta a persone della terza età per promuovere la socializzazione e la condivisione di esperienze.

 

 

 

E’ uno spazio ludico-ricreativo  dove valorizzare le capacità e le competenze di ciascuno attraverso attività legate alla creatività, alla narrazione ed alla manualità.

 

 

 

E’ un modo per contribuire alla creazione di una società più aperta, inclusiva e solidale.

 

 

 

Attività e incontri tematici

 

decorazione su legno, riuso, cucito,  maglia e uncinetto.

 

 

 

L’angolo della biblioteca e dei giochi:

 

scambio di libri, letture, narrazione, gioco degli scacchi, dama, giochi di società. Continua la lettura di TEMPO LIBERO tutti i Martedì e Giovedì dalle 10,30 alle 12,30 a Palermo
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Amg, sei tirocini formativi post lauream per ingegneri

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Bando di selezione pubblicato sul sito www.amgenergia.it

 

Amg Energia bandisce una selezione, per titoli ed esame, rivolta ad ingegneri per la partecipazione ad attività di tirocini formativi post lauream. Il bando di selezione è stato pubblicato sul sito internet della società (www.amgenergia.it, nella sezione “azienda”) dove si trova il modulo di partecipazione che va inviato esclusivamente on line entro le ore 12 del 30 novembre. Continua la lettura di Amg, sei tirocini formativi post lauream per ingegneri

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Violenza sulle donne. Chiarimenti sullo spettacolo di Serena Dandini al Teatro Biondo di Palermo

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A seguito di un disguido tecnico, nella giornata di oggi è stata messa a disposizione del pubblico solo una parte dei biglietti per lo spettacolo “Ferite a morte” di Serena Dandini, che si svolgerà sabato sera al Teatro Biondo. Una parte dei biglietti, che sono stati stampati dalla produzione a Bologna, non sono infatti ancora arrivati in città e saranno distribuiti da venerdì pomeriggio, sempre presso il botteghino del Teatro.

Il Comune di Palermo, che ha apportato un contributo finanziario e logistico per lo svolgimento dello spettacolo, nell’ambito delle iniziative organizzate per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, è stato inoltre incaricato di curare la distribuzione dei biglietti ai giornalisti.
L’Amministrazione non ha trattenuto per sé alcun biglietto, né per i componenti delle Giunta, né per i Consiglieri comunali, né per i propri dipendenti.

Una parte dei biglietti (circa 300) è stata destinata, in accordo fra la Produzione e l’Amministrazione comunale, alle associazioni e agli enti che fanno parte della rete territoriale anti-violenza, svolgendo interventi diretti a sostegno delle donne e di sensibilizzazione  sul tema.

Lo spettacolo, una “Spoon river” delle donne uccise per mano di un marito, un fidanzato e un ex, scritta da Serena Dandini e messa in scena dal gotha delle attrici italiane (tutte a partecipazione gratuita), debutterà in anteprima a Palermo, portando alla ribalta nazionale la città, in primo piano nella lotta contro la violenza alle donne.

Tre serate evento a sostegno della Convenzione No More! contro la violenza sulle donne che chiede al Governo e alle istituzioni italiane di discutere urgentemente le proposte in materia di prevenzione, contrasto e protezione delle donne dalla violenza maschile e la ratifica immediata della Convenzione del Consiglio d’Europa (Istanbul 2011).

Le vittime più recenti. Antonetta Paparo, 36 anni, napoletana: uccisa il 12 dicembre a coltellate dal marito, che per sviare le indagini di un delitto privo di movente inscena una rapina. Carmela Petrucci, 17 anni, palermitana: sgozzata a ottobre dal fidanzato violento della sorella, che lei tenta di difendere. Sono solo le ultime vittime di femminicidio, di donne che hanno subito violenza fino a morirne, un numero che cresce in maniera allarmante: più di dieci casi al mese registrati negli ultimi due anni; donne cui sono dedicate le letture teatrali di “Ferite a morte”, tratte da racconti di Serena Dandini, tre serate che hanno lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica alla sottoscrizione della Convenzione No More! . Tre recital a più voci in altrettante città italiane, con il primo appuntamento  fissato al teatro Biondo di Palermo per il 24 novembre, proprio alla vigilia della Giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne.

“Un primo segnale per farci ascoltare”.
  “E’ il primo sputnik di una serie di razzi che lanceremo per farci ascoltare – dice Serena Dandini durante la presentazione alla Casa Internazionale delle Donne di Roma. “Ferite a morte” è un progetto teatrale dedicato a tutte coloro che sono divenute pezzi di carne nell’obitorio televisivo uccise una seconda volta in tv”. “Sulla falsa riga di Spoon River di Edgar Lee Master, e prendendo a prestito un titolo “poetico nella sua tragicità”, quello di un romanzo di Raffaele La Capria (Ferito a morte, 1961),  ho cominciato a scrivere col desiderio di dare un pugno allo stomaco per richiamare l’attenzione su vicende drammatiche, un fenomeno pervasivo”, chiarisce la Dandini. Sì, perché le morti sono la punta dell’iceberg di un vissuto e una quotidianità di violenze e sopraffazioni,  che è assolutamente trasversale alle aree geografiche e alle classi sociali,  tanto che dal 2005 sono aumentate le morti delle donne acculturate; “Più c’è emancipazione  – aggiunge la Dandini – più questa “colpa” va punita.

Un fenomeno “democratico”.
“La violenza contro le donne è uno dei fenomeni più democratici del mondo”. Con una battuta amara apre il suo intervento Maura Misiti, demografa e ricercatrice del Cnr, che con la Dandini ha collaborato ai testi e sta portando avanti l’iniziativa a sostegno di No More!: “Chiediamo attenzione su una Convenzione che propone progetti fattivi, azioni virtuose che si possono portare avanti come forma di prevenzione, a basso impatto economico, come l’educazione sessuale nelle scuole verso ragazzi che, come il ventenne omicida di Palermo, hanno un’azzerata educazione di rispetto di genere”.

Manca la formulazione giuridica di femminicidio.
Essere donna e morire, nei casi di stalking, per una inadeguata tutela dello Stato. In Italia non si hanno dati ufficiali, ma solo quelli raccolti dalla cronaca di tutti i giorni dalla Casa delle Donne di Bologna e questo perché non c’è una definizione giuridica di cosa è la violenza né, tanto meno, il femminicidio.  Riconoscerlo e cominciarlo a chiamare col suo nome è importante. “E’ una brutta parola? Cerchiamone un’altra, ma una brutta parola nasconde fatti orrendi” ripetono all’unisono la Dandini e le promotrici. L’individuazione di questo fenomeno deve essere trovata e catalogata con definizioni univoche, basate su standard internazionali, per poter sviluppare criteri metodologici di prevenzione e accoglienza, non affidandosi solo al generoso monitoraggio dei centri antiviolenza.

 

Ferite a Morte, la "Spoon River"  delle vittime di Femminicidio

ROMA – “Ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti non è affatto casuale”. Così Serena Dandini introduce il suo lavoro teatrale Ferite a morte, una Spoon river delle donne morte per femminicidio. Tre serate evento a sostegno della Convenzione No More! contro la violenza sulle donne che chiede al Governo e alle istituzioni italiane di discutere urgentemente le proposte in materia di prevenzione, contrasto e protezione delle donne dalla violenza maschile e la ratifica immediata della Convenzione del Consiglio d’Europa (Istanbul 2011).

Le vittime più recenti. Antonetta Paparo, 36 anni, napoletana: uccisa il 12 dicembre a coltellate dal marito, che per sviare le indagini di un delitto privo di movente inscena una rapina. Carmela Petrucci, 17 anni, palermitana: sgozzata a ottobre dal fidanzato violento della sorella, che lei tenta di difendere. Sono solo le ultime vittime di femminicidio, di donne che hanno subito violenza fino a morirne, un numero che cresce in maniera allarmante: più di dieci casi al mese registrati negli ultimi due anni; donne cui sono dedicate le letture teatrali di “Ferite a morte”, tratte da racconti di Serena Dandini, tre serate che hanno lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica alla sottoscrizione della Convenzione No More! . Tre recital a più voci in altrettante città italiane, con il primo appuntamento  fissato al teatro Biondo di Palermo per il 24 novembre, proprio alla vigilia della Giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne.

“Un primo segnale per farci ascoltare”.
  “E’ il primo sputnik di una serie di razzi che lanceremo per farci ascoltare – dice Serena Dandini durante la presentazione alla Casa Internazionale delle Donne di Roma. “Ferite a morte” è un progetto teatrale dedicato a tutte coloro che sono divenute pezzi di carne nell’obitorio televisivo uccise una seconda volta in tv”. “Sulla falsa riga di Spoon River di Edgar Lee Master, e prendendo a prestito un titolo “poetico nella sua tragicità”, quello di un romanzo di Raffaele La Capria (Ferito a morte, 1961),  ho cominciato a scrivere col desiderio di dare un pugno allo stomaco per richiamare l’attenzione su vicende drammatiche, un fenomeno pervasivo”, chiarisce la Dandini. Sì, perché le morti sono la punta dell’iceberg di un vissuto e una quotidianità di violenze e sopraffazioni,  che è assolutamente trasversale alle aree geografiche e alle classi sociali,  tanto che dal 2005 sono aumentate le morti delle donne acculturate; “Più c’è emancipazione  – aggiunge la Dandini – più questa “colpa” va punita.

Un fenomeno “democratico”.
“La violenza contro le donne è uno dei fenomeni più democratici del mondo”. Con una battuta amara apre il suo intervento Maura Misiti, demografa e ricercatrice del Cnr, che con la Dandini ha collaborato ai testi e sta portando avanti l’iniziativa a sostegno di No More!: “Chiediamo attenzione su una Convenzione che propone progetti fattivi, azioni virtuose che si possono portare avanti come forma di prevenzione, a basso impatto economico, come l’educazione sessuale nelle scuole verso ragazzi che, come il ventenne omicida di Palermo, hanno un’azzerata educazione di rispetto di genere”.

Manca la formulazione giuridica di femminicidio.
Essere donna e morire, nei casi di stalking, per una inadeguata tutela dello Stato. In Italia non si hanno dati ufficiali, ma solo quelli raccolti dalla cronaca di tutti i giorni dalla Casa delle Donne di Bologna e questo perché non c’è una definizione giuridica di cosa è la violenza né, tanto meno, il femminicidio.  Riconoscerlo e cominciarlo a chiamare col suo nome è importante. “E’ una brutta parola? Cerchiamone un’altra, ma una brutta parola nasconde fatti orrendi” ripetono all’unisono la Dandini e le promotrici. L’individuazione di questo fenomeno deve essere trovata e catalogata con definizioni univoche, basate su standard internazionali, per poter sviluppare criteri metodologici di prevenzione e accoglienza, non affidandosi solo al generoso monitoraggio dei centri antiviolenza.

I diversi contributi al progetto. Vittoria Tola, dell’UDI e portavoce della Convenzione parla delle associazioni impegnate nel sostegno di No More!. Ci sono tante donne, professioniste, dietro sigle come D. i. Re, Piattaforma CEDAW, PANGEA,  BE FREE, GIULIA, ARTICOLO 21 che hanno portato il loro contributo alla stesura del documento che chiede norme di prevenzione più che aggiustamenti normativi. Si chiede al governo di verificare il Piano Nazionale contro la violenza, varato nel 2011, e porre in essere politiche adeguate e rispettose della dignità e dei diritti umani delle donne, coinvolgendo Enti locali, Federazione della stampa ed Editori, per arrivare ad sistema di servizi che funzioni , grazie a risorse certe, con una presenza omogenea e capillare sul territorio.

L’abnegazione dei centri antiviolenza. La risposta alle donne che chiedono aiuto è presidiata e gestita con abnegazione sul territorio dai centri antiviolenza, che hanno visto, finanziaria dopo finanziaria, diminuire i fondi loro destinati. Lo stato italiano è stato più volte sollecitato da Onu e Consiglio Europeo ad adottare le raccomandazioni prodotte, in tema di violenza alle donne, dalla Convenzione di Istanbul. La Convenzione No More!, ignorata per ora dalle istituzioni, spinge alla ratifica del trattato di Istanbul, alla discussione urgente delle proposte in materia di prevenzione e protezione delle donne, applicando le leggi esistenti, chiedendo di produrre dati ufficiale condivisibili, senza intento polemico nei confronti di norme già operative, come la legge sullo stalking del 2009.

Le tappe teatrali. Lo ripete l’avvocato Barbara Spinelli, di Giuristi Democratici e della Cedaw: “Basterebbe applicare sul tutto il territorio nazionali ottime leggi che già ci sono, come la legge degli ordini di protezione del 2001, che non richiede l’obbligo di denuncia nei confronti del familiare persecutore. Altro aspetto importante è raccogliere dati certi: senza dati certificati in sede giudiziaria – ricorda giustamente la Spinelli – come possiamo giudicare l’efficacia della legge del 2009 sullo stalking?”. Era necessario un happening per parlare e far parlare di tutto questo. “Ferite a morte”  prevede tre tappe teatrali, come già anticipato: il 24 novembre a Palermo (Teatro Biondo); il 30 novemvre a Bologna (Teatro Duse), il 9 dicembre a Genova (Teatro della Corte). Tre teatri in altrettanti comuni che hanno voluto patrocinare l’evento. A portare in scena i testi della Dandini donne di spicco del mondo dello spettacolo e della società civile: da Geppi Cucciari a Susanna Camusso, da  Concita De Gregorio a Anna Bonaiuto.  L’ingresso agli spettacoli è gratuito con prenotazione e ritiro del biglietto presso le casse dei teatri.

Per la conduttrice televisiva, “è questo solo il primo di una serie di razzi che vogliamo lanciare per fare il più rumore possibile attorno alla violenza sulle donne e per attirare l’attenzione e far firmare a più persone possibile la Convenzione No More, che è stata mandata anche a Monti 10 giorni fa, ma è ancora senza risposta”.
La convenzione fa il punto sulla situazione e elenca – ha spiegato Dandini – “tutte le cose che si possono e devono fare, come hanno già fatto all’estero, alcune anche a costi praticamente zero, come unificare la raccolta dati sulla violenza e femminicidi in commissariati, pronti soccorsi, assistenza sociale e così via”.
Non esistono infatti dati ufficiali sulla situazione e quelli diffusi (oltre cento donne uccise quest’anno, 877 negli ultimi sette anni) sono derivati da notizie di cronaca dalla casa delle Donne di Bologna. C’è solo un’indagine Istat del 2006 che stimava in 6 milioni e 743 mila donne tra 16 e 70 anni, vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita.
I monologhi sono stati scritti dalla Dandini col supporto di Maura Misiti, che al Cnr si occupa di questioni femminili, “per lavorare su dati e storie precise, per far sì che ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti non fosse affatto casuale, per ridar loro vita e capacità comunicativa con la forza del teatro”.
Infine una stoccata all’esecutivo guidato da Mario Monti: “Quando l’Europa ci chiede di fare qualcosa su tasse e rigore, provvediamo subito; quando ci chiede di intervenire sulla violenza alle donne invece non accade nulla”.

In parte da Repubblica.it e da Zenzero Quotidiano

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Il 13 novembre è stata la ‘Giornata mondiale della gentilezza’ per un mondo migliore

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Un’occasione per chiunque di fare piccoli gesti ‘gentili’ e cominciare a guardare il mondo con occhi diversi
La data è coincisa con la giornata d’apertura della Conferenza del ‘World Kindness Movement’ a Tokyo nel 1997 che si è chiusa con la firma della “Dichiarazione della Gentilezza”.
Roma, “La gentilezza, come un virus, coinvolge chiunque ne venga a contatto. Il 13 novembre è l’occasione perfetta per diffonderla”. E’ uno degli slogan, scelti da ‘Gentletude’ – associazione che si batte “per un mondo migliore depurato dall’aggressività, dall’arroganza e dalla maleducazione” – per lanciare la Giornata Mondiale della Gentilezza, che si è celebrata ieri. Un’occasione per chiunque di fare piccoli gesti ‘gentili’ e cominciare a guardare il mondo con occhi diversi.

Una data “non scelta a caso – spiega l’associazione – ma che coincide con la giornata d’apertura della Conferenza del ‘World Kindness Movement’ a Tokyo nel 1997 che si è chiusa con la firma della Dichiarazione della Gentilezza. L’obiettivo di questa giornata è di “guardare oltre noi stessi, oltre i confini dei diversi paesi, oltre le nostre culture, etnie e religioni. Insomma, di renderci conto che siamo cittadini del mondo e che, in quanto tali, abbiamo spazi e presenze da condividere, abbiamo dei luoghi pubblici da curare, degli animali da proteggere, un sistema da conservare e uomini da accogliere e valorizzare. Se vogliamo dare avvio a un miglioramento, se vogliamo raggiungere l’obiettivo di una coesistenza non solo pacifica ma anche di crescita, dobbiamo focalizzare la nostra attenzione e le nostre cure su quello che abbiamo in comune. Solo così possiamo essere parte di un mondo migliore”, spiega l’associazione.

Fra le iniziative, messe a punto dall’ass.ne Gentletude, dei bigliettini sui quali, a fianco alla data del 13 novembre si legge “Ci sono giorni che non sono uguali agli altri. Facciamo di tutto per ritrovare il piacere di essere gentili. Grazie”. I bigliettini, disponibili sul sito, possono essere scaricati e stampati da chiunque, aziende o privati, vorrà celebrare la giornata con un gesto concreto. Potranno così essere esposti in bar, ristoranti, hotel e negozi; sui tavolini, nelle camere, o consegnati direttamente con le consumazioni, gli acquisti. Nelle aziende, per esempio, sulle scrivanie dei dipendenti magari con un dolcetto o una caramella, nelle sale riunioni, negli spazi comuni. “E’ un gesto che non costa nulla, sia in termini di fatica che in termini economici ma può donare tanto a chi lo riceve”, ricorda Gentletude.

E ancora: oggi l’associazione sarà presente, con suoi rappresentanti, nel caratteristico mercato rionale di viale Papiniano a Milano, regalando spille colorate, create apposta per l’occasione e richiamanti il tema della giornata. Saranno donate ai venditori ambulanti, ai loro clienti e ai passanti. Ad accompagnare il tutto, ‘Il manifesto della Gentilezza’ (nei prossimi giorni scaricabile dal sito).

 

Adnkronos

 

 

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