Caro Beppe, ti scrivo.. Lucio Dalla era sicuramente più bravo di me, ma io ci provo lo stesso. Il tuo modello di “Democrazia diretta” lo trovo un po’ riduttivo e, quindi, ti copio, ti amplifico e ti miglioro (presuntuoso per presuntuoso..). Lo faccio in considerazione del fatto che quei trentamila e rotti indirizzi Ip, (il tuo popolo, la tua base diretta di consenso) ti hanno, effettivamente, aiutato a conquistare molti milioni di voti. Dicono che non te li sei meritati o, alla meglio, che li hai volutamente messi nel congelatore. Io, invece, non lo credo. Continua la lettura di Per una disfida liberale a Grillo, di Maurizio Bonanni
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“Panormvs Street Food” il primo Festival che accende Palermo come 5a città del mondo e prima d’Europa per il cibo di strada
Prosegue il percorso per la valorizzazione e tutela del cibo di
strada, per il quale già nei mesi scorsi l’Amministrazione ha
intrapreso alcuni passi e che culminerà con il “Panormvs street food
Festival” che si svolgerà il prossimo anno in un fine settimana nel
quartiere della Loggia.
Dopo l’avvio delle procedure per il riconoscimento del marchio
“Panormvs street food” per l’utilizzazione della marchiatura STG
(Specialità tradizionale garantita) e l’accordo siglato con l’Ordine
dei chimici per la collaborazione gratuita collegata alle
certificazioni di qualità, prosegue infatti l’iter per la
realizzazione del primo Festival, da realizzare in un fine settimana
nel quartiere della Loggia. Continua la lettura di “Panormvs Street Food” il primo Festival che accende Palermo come 5a città del mondo e prima d’Europa per il cibo di strada
31 ottobre ore 15 nella Sala Capitolare del Senato, Conferenza sulle direttive della nuova SANITA’ TRANSFRONTALIERA
Elezioni CNA Sicilia: Giovanni Casamento riconfermato vice presidente regionale
Elezioni Cna SIcilia |
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| La Cna provinciale di Palermo si congratula per la riconferma di Giuseppe Cascone e Mario FIlippello, rispettivamente presidente e segretario di Cna Sicilia. Giovanni Casamento e Sebastiano Canzoneri, presidente e segretario della Cna di Palermo esprimono viva soddisfazione per l’elezione alla direzione regionale Cna di Antonella Sgarlata, Federica Belli e Caterina Martello e di Michele Barbagallo al collegio dei garanti, componenti della Cna di Palermo. Giovanni Casamento è stato confermato vice presidente regionale. Continua la lettura di Elezioni CNA Sicilia: Giovanni Casamento riconfermato vice presidente regionale | ||
I Sonagli del “Pupo”, di Maurizio Bonanni
Al “Piccolo” dell’Eliseo è andato in scena, dall’8 al 20 ottobre, lo spettacolo “Il Berretto a Sonagli”, opera teatrale tra le più celebri e psicologicamente involute di Pirandello, con un magistrale Pino Caruso, nella parte di Ciampa, e con gli attori della compagnia, perfettamente accomodati nei ruoli rispettivi (ovvero: Emanuela Muni = “Beatrice”; Alessio di Clemente = “Fifì”; Franco Mirabella = “Commissario Spanò”; Matilde Piana = “Fana”; Carmen Di Marzo = “Saracena”; Anna Rita Granatiero = “Nina”; Anna Malvica = “Signora Assunta”). La regia di Francesco Bellomo dà ampio respiro alla teoria pirandelliana, in base alla quale i “Pupi”, restano tutti rigorosamente “tricordi”, come una testa a tre facce, munita di un berretto a sonagli, che cambia ritmo. Continua la lettura di I Sonagli del “Pupo”, di Maurizio Bonanni
Bandita (Palermo), porto rubato al mare, di Aldo Di Vita
Sabato 6 luglio 2013 ore 10:00, costa meridionale Sud di Palermo, latitudine 38° 06 nord longitudine 13° 24 est, condizione atmosferiche ottime, visibilità ottima.
Si apre una pagina che difficilmente mente umana potrà dimenticare.
Di buon mattino ho raggiunto la zona interessata denominata “Porto Bandita” confinante, ambo i lati, la spiaggia.
Il Porto Bandita una volta era un punto d’attracco per grosse barche adibite alla pesca locale.
Oggi ospita solo piccole barche di proprietà privata per pesca da diporto ed e’ meta di sub che praticano la pesca subacquea.
La spiaggia adiacente e’ praticata dai bagnanti, anche in presenza di divieto di balneazione a causa della mancanza del personale addetto al salvataggio. Continua la lettura di Bandita (Palermo), porto rubato al mare, di Aldo Di Vita
Fino a che punto le ragioni del consenso prevalgono su quelle del Paese ? Di Riccardo Cappello
Ma il cittadino meglio lasciarlo solo. Lo Stato, infatti, si rivolge a cittadini e imprese solo per imporre nuovi oneri o per affidarli allo sfruttamento di qualche categoria organizzata. La crisi economica che dura da quasi 6 anni si è ulteriormente aggravata ma la politica non intraprende mai le iniziative urgenti ed incisive di cui il Paese ha bisogno frenata, non dal costo economico, ma dal prezzo politico che, sarebbe costretta a pagare a quelle strutture sulle quali ha costruito, e fonda, la base del consenso elettorale. Continua la lettura di Fino a che punto le ragioni del consenso prevalgono su quelle del Paese ? Di Riccardo Cappello
Il Grillo perdente, di Maurizio Bonanni
“Chi la fa l’aspetti!”. Si sa, a volte anche i grilli perdono le antenne! Per il Beppe furioso, gli elettori sono “intelligenti” quando votano a suo favore, mentre gli risultano semplicemente “manipolati”, se non proprio, più volgarmente, dei “coglioni”, quando gli votano contro, o si astengono. Per lui, autocritica pari a zero! Siamo, dunque, prossimi per M5S, a seguire le orme del mai rimpianto “Uomo Qualunque” di Giannini, meteora politico-elettorale post-bellica di breve durata? Tristemente, credo proprio di sì. Del resto, i voti non sono materia da mettere nel congelatore, ma da utilizzare come dinamite, semmai, per rimuovere le metastasi del potere, che si annidano, rispettivamente: nell’inettitudine e nella corruzione della burocrazia; nel malcostume di governo; nelle banche che non prestano soldi e in una moneta unica finta, nata su misura per tagliare della metà il potere di acquisto di “Paesi-cicala” come il nostro. Continua la lettura di Il Grillo perdente, di Maurizio Bonanni
Roma: in scena “Cherry Docs”.. lo stivale chiodato.. al Teatro dè Conciatori, spettacolo gioiello da far conoscere soprattutto ai giovani
Nel piccolo Teatro de’ Conciatori, collocato nella via omonima, va in scena, fino al 14 aprile, lo spettacolo “Cherry doc’s”, di David Gow, per la regia di Antonio Serrano, interpretato con grande intensità espressiva ed emotiva dalla coppia di attori Antonio Buonanotte (nel ruolo di Dan, avvocato ebreo), che difende il naziskin Mike, interpretato dal giovane Pierfrancesco Ceccaneo. In una scenografia spoglia e “destrutturata” (in cui i volumi dell’unica sedia e del giaciglio del carcere subiscono una sorta di ribaltamento sul primo piano, come in un quadro cubista), aprono la scena tre mitologiche figure greche di personaggi femminili, Le Moire (“Parche”, per i latini..), figlie di Zeus e Temi, che tessono nel corso della rappresentazione “Sette fili d’oro”, lunghi sette brevi scene, all’interno delle quali si snoda la narrazione. Continua la lettura di Roma: in scena “Cherry Docs”.. lo stivale chiodato.. al Teatro dè Conciatori, spettacolo gioiello da far conoscere soprattutto ai giovani
IL PREMIER TRA POPULISMO E INTELLETTUALISMO DIRIGISTA – Monti come la luna: ha una faccia che tiene sempre nascosta; di Enzo Coniglio
Il momento che stiamo vivendo merita di essere vissuto intensamente e con un profondo senso di responsabilità perchè dalle decisioni che verranno prese in questi mesi, dipenderà il futuro nostro e dei nostri figli.
Viverlo da spettatori e non da protagonisti, significa rinunciare definitivamente al nostro potere politico conquistato dai nostri padri con il sangue e condannare in ultima analisi al suicidio politico noi stessi, i nostri figli e la nostra comunità. Seguire quindi le discussioni sullo scacchiere e capire la tessitura della tela, diventa l’impegno primario di un serio analista. Ma non basta, bisogna poi passare alle proposte e all’impegno diretto per realizzarle.
In altre parole, l’impegno politico sul campo, unitamente all’impegno di tradurre nei fatti le proprie idee, diventa il mestiere più importante dei prossimi mesi. Siamo grati a Siciliainformazioni.com e a Italiainformazioni.com per gli stimoli offerti in questa direzione e per lo spazio qualificato di dibattito democratico offerto.
Chiarito quindi l’approccio, passiamo ora ad analizzare alcuni fatti del giorno. Quello più importante e che troviamo su tutti i media del mondo, è la decisione della Banca Centrale Europea (BCE) di intervenire contro la speculazione che condiziona il differenziale dello spread tra i bond italiani e i bund tedeschi. Non si tratta certo di una partita di calcio: Germania contro Italia ma di qualche cosa di molto grave: stiamo pagando in Italia come governo e come imprese, dal 2 al 3% di interessi in più rispetto a quello che avremmo dovuto pagare se avessimo potuto considerare esclusivamente i fondamentali della nostra economia, come ben ricordato questa settimana dalla Banca d’Italia. Circostanza questa che impedisce al sistema Italia di destinare dai 40 ai 60 miliardi di Euro alle attività produttive invece di destinarle alla speculazione internazionale.
E questo, caro Mario Monti, dobbiamo dirlo in maniera chiara, così come dobbiamo dire con altrettanta chiarezza, che tale differenziale rende non competitiva una grande azienda italiana che ha lo stesso valore economico di una azienda tedesca, in quanto quella tedesca può ottenere un credito ad un interesse del 2-3% in meno sul libero mercato dei capitali. Per non citare il fatto che, in queste condizioni, molti capitali del Sud Europa si trasferiscono al nord permettendo così a quei Paesi di ottenere molta liquidità a costo zero o addirittura a valore negativo mentre nel sud Europa manca la liquidità e, quando la si ottiene, si è costretti a pagare interessi proibitivi.
Tutto questo distrugge oggettivamente l’idea di Europa!
Il Sud povero finanzia il Nord ricco!
Quel buon senso che Iddio ha dato in gran quantità a ciascuno dei suoi figli, denominati persone umane – secondo quanto ci ricorda Cartesio – vorrebbe che noi fossimo in grado di condannare e impedire tout court la speculazione e riportassimo i valori alla normalità. Purtroppo questa elementare operazione non viene effettuata ed è per questo che Mario Draghi è stato costretto ad utilizzare il suo potere di Presidente della Banca Centrale Europea e mettere in azione delle misure anti speculative che non risolvono il problema ma lo limitano.
Naturalmente i colleghi tedeschi della Bundesbank – il cui obiettivo istituzionale primario è quello di non perdere il vantaggio accumulato e che non hanno certo come “missione” la solidarietà europea – si sono coerentemente opposti alle misure anti spread proposti, ma non poteva essere diversamente all’interno di quella logica. Non condividiamo ma comprendiamo.
Mario Draghi, da parte sua, ha fatto benissimo a far adottare le misure anti spread all’interno delle finalità istituzionali della Banca Centrale Europea (BCE) che sono quelle di promuovere l’Euro e la stabilità monetaria europea. Si tratta di un potere non sufficientemente esteso se paragonato a quello della Federal Reserve o della Bank of England e che certamente va esteso nei prossimi mesi. E’ stata comunque una decisione coraggiosa e non scontata che ha ricevuto giustamente il plauso dei maggiori capi di stato e di governo del mondo. Ha confermato di essere quell’autentico “superMario” di cui l’Unione europea ha bisogno.
Grazie e complimenti a Mario il Dragoncello.
In questo contesto, la preoccupazione espressa da Mario Monti di un sentimento anti tedesco che serpeggia in Italia, appare del tutto illogica e fuor di luogo: riportiamo lo spread al 2%; evitiamo gli effetti negativi sulle imprese italiane e sull’economia reale; chiediamo alla stampa tedesca di evitare di fomentare i sentimenti anti italiani con degli elementi del tutto pretestuosi e tutto ritornerà normale.
Monti sembra preoccuparsi dell’effetto invece di ricordare e di proporre soluzioni alle cause, ben note e circostanziate. Non si tratta affatto di populismo ma di pura e semplice constatazione di fatti!
Ma c’è di più e di più preoccupante che cerchiamo di esporre con altrettanza semplicità e chiarezza. Gli interventi anti spread proposti da Mario Draghi – che consistono sostanzialmente nell’acquisto potenzialmente illimitato di titoli a breve (massimo tre anni), non vengono effettuati in maniera automatica ma devono essere richiesti dai singoli Stati che ne hanno bisogno e che sono disposti a sottoscrivere un accordo con il qualesi impegnano ad adottare “rigorose misure” di politica finanziaria.
Questa condizione ci appare “normale” se vuole essere un deterrente per quegli Stati che non intendessero mettersi sulla strada del risanamento e continuare a dilapidare le risorse. Ci appare invece anormale, perniciosa e inaccettabile, qualora tale ricetta riproponesse quella fallimentare e criminale del Fondo Monetario Internazionale (FMI) denominata “ricetta del rigore” che assicura a chi la adotta un totale fallimento e un suicidio collettivo, come dimostra il caso Grecia il cui PIL si è ridotto di oltre il 6% e adesso la popolazione di quel Paese non ha neppure i fondi per pagare le spese sanitarie e i farmaci di prima necessità. Ma chi sono questi sapientoni del disastro? Tale politica va contrastata perchè favorisce ulteriormente la speculazione che dice di combattere, come sa benissimo la Signora Presidente Lagarde, responsabile in prima fila. Si tratta della ricetta “lacrime e sangue” adottata nella prima fase del governo Monti.
Ed è per questi timori che il governo spagnolo non vorrebbe chiedere l’intervento della BCE ed ha assolutamente ragione. Adesso bisogna continuare ad adottare tutta una lunga serie di interventi contro la speculazione finanziaria internazionale responsabile del disastro prodotto alla nostra società. Soprattutto dobbiamo ridimensionare drasticamente il ruolo della finanza in rapporto alla economia reale e soprattutto in rapporto alla persona umana che deve assolutamente riassumere il ruolo di fine e non certo di strumento.
Basti pensare alle criminali azioni compiute per anni dalle società di rating, dalle banche internazionali che riciclavano denaro delle centrali terroristiche e della droga mondiale, dalle grandi banche che regolavano il Libor e l’Euribor; ai titoli tossici; a l’uso improprio dei derivati, agli effetti negativi e devastanti degli Otc, ai puri giochi speculativi delle borse, allo scandalo inverosimile dei paradisi fiscali… e potremmo continuare.
Si tratta di distorsioni oggettive, gravissime, fuori di ogni controllo che hanno preso il posto di una sovranità nazionale perduta e di una sovranità europea non ancora realizzata.
Mario Monti è assolutamente bravo a far fare i compiti a casa da buon professore ma è come la luna: ha una faccia che tiene sempre nascosta. E questa faccia è la finanza internazionale capace di annullare e di fagocitare i sacrifici di milioni di persone.
Avremmo gradito che fosse Mario Monti e non soltanto la Merkel ad accusare i mercati di agire contro le nostre popolazioni. Che si organizzassero degli incontri durante i quali si affrontassero con grande coraggio e determinazione tali distorsioni oggettive e se ne indicassero le soluzioni.
E invece, senti, senti, l’ultima proposta di Mario Monti: organizzare un seminario sul pericolo rappresentato dai populismi e dai sentimenti anti tedeschi.
E no! Qui non ci siamo affatto. I populismi sono certamente un pericolo: lo sono sempre stati nella storia. al pari del pericolo anche maggiore rappresentato da un intellettualismo dirigista di chi si pone come “salvatore della patria” mentre nasconde le cause vere e profonde del disastro: una mezza luna, per intenderci.
Purtroppo le persone amano i dirigisti che possono controllare le masse e temono il populismo che scatena le masse. La soluzione, come sempre è nel mezzo che è rappresentato appunto dalla partecipazione attiva e responsabile di tutte le componenti culturali, sociali, economiche, finanziarie e religiose nel processo di gestione della ”res publica”. Il popolismo nasce dalle distorsioni degli opinion leaders e dei decision makers. Il popolo intuisce che qualcosa non va perchè vive tale disagio sulla sua pelle; ne ignora talvolta le cause profonde e i meccanismi che producono il disagio ma la loro reazione è comprensibile. Spetta al coro delle voci qualificate nei vari settori, analizzare, chiarire, proporre e attuare. E’ questa una possibilità democratica e partecipata e competente.
Una seconda è affidarsi ad un “uomo della Provvidenza”. Ma questa soluzione storicamente è stata un fallimento al pari dei populismi. Se lo ricordino coloro che propongono i seminari contro il populismo e un Monti bis o un “superMarioMonti”.
Da SiciliaInformazioni del 9/9/2012






