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Sandro De Palma e Patrizia Zappa Mulas in Teatro a Roma il 10 e 11 novembre

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La Fondazione Teatro Piemonte Europa presenta:
Sandro De palma (al pianoforte) e Patrizia Zappa Mulas (narratore)
ne “Il Naufrago”
da Enoch Arden di Richard Strauss
                                          10 e 11 novembre
                                                    ore 21


            Teatro Tor Bella Monaca, via Tor Bella Monaca 451 – Roma

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21 marzo contro tutti i razzismi a Palermo

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21 marzo contro tutti i razzismi a Palermo

Mercoledì 21 marzo sarà celebrata la “Giornata Mondiale contro il Razzismo”: alle ore 10.30 in contemporanea in tantissime piazze del nostro paese l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale promuove la “Catena Umana” per dire no a tutti i razzismi. A Palermo la catena avrà luogo intorno al Teatro Massimo, alle ore 10.30.
L’evento si svolgerà anche a Cagliari, Roma (attorno al Colosseo), Agrigento, Catania, Messina, Arezzo, Perugia, Milano, Rosarno, Salerno, Ferrara, Cento (FE), Ravenna, Bologna, Trieste, Viterbo, Frosinone, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Lodi, Pavia, Cremona, Mantova, Varese, Monza, Sondrio, Torino, Bari, Lecce, Foggia, Venezia, Taranto.
Arcigay Palermo, che organizza l’evento a Palermo insieme all’UNAR ed a “La Migration” – sportello LGBT migranti, proseguirà la giornata al Blow Up,  in piazza Sant’Anna, a partire dalle 17.00 con una serie di eventi (video, concerti, etc.) contro “tutti i razzismi”: antisemitismo, omofobia, razzismo, etc.

Programma:
1) mattina
– Ore 10.30: catena umana intorno al teatro Massimo (Piazza Verdi). In contemporanea in tutta Italia
Accompagnamento musicale del Gruppo “Jambo Sana” e di “White Rabbit”
– Ore 11.00: Saluti delle autorità/testimonial.
– Ore 11.00: Performance “Le Biblioteche viventi” a cura del CEIPES

2) Pomeriggio – sera c/o Blow Up, piazza Sant’Anna 18
Mostra fotografica a cura del “Forum antirazzista di Palermo” e di Cristina Scuderi
– 17.00: Proiezione documentario sugli immigrati sbarcati a Lampedusa a cura di “Forum antirazzista di Palermo”
– 17.30: Performance “Le Biblioteche viventi” a cura del CEIPES
– 18.00: “Ricordati di non dimenticare”: lettura di alcune testimonianze dei sopravvissuti dell’olocausto con canti in memoria delle vittime e accensione dei lumi in loro memoria.
– 19.00: Proiezione del video-collage “Il valore delle differenze” e successivo dibattito, a cura di “La Migration, Sportello LGBT Migranti”.
– 19.30: “La città verso il Pride*. La partecipazione cittadina come strumento di costruzione di inclusione sociale” a cura del comitato Palermo Pride*
– 20.00: aperitivo (cucina africana)
– 21.30 Concerto dei gruppi: Orchestra di musica popolare Rosa Parks e La Famiglia del Sud.

Adesioni: Comitato Palermo Pride, Ass.ne Articolo 3, Associazione Radicale David Kato, Left – Associazione di reti, culturale e politica – Casa della Sinistra, Malaussène – circolo Arci, Blow Up – Levana circolo Arci, Human rights youth organization, Agedo Palermo, Laici Comboniani Missionari, Palermo, CISS: Cooperazione Internazionale Sud Sud, Amnesty International, Famiglie Arcobaleno Palermo, Coordinamento Stop Omofobia, Comitato “Infanzia Bene Comune”, Associazione Pellegrino della terra, Comitato antirazzista Cobas, Forum Antirazzista, Comitato I marzo Palermo, CEIPES, Osservatorio contro le discriminazioni razziali. “NOURREDINE ADNANE”, Borderline Sicilia Borderline Europe

Comitato Arcigay per Palermo e Trapani
piazza Sant’Anna, 18 Palermo

 

Da palermomania.it

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Al Kalesa presentazione de “Il libro che la Lega Nord non ti farebbe mai leggere”

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Ieri al Kalesa presentazione de

Si è svolta ieri al Kalhesa alle 18.30 e con successo la presentazione de “Il libro che la Lega Nord non ti farebbe mai leggere”.
La sala piena di amici e di gente che è accorsa all’invito di FB, davvero inaspettatamente, nonostante i numerosi “impegni” di campagna elettorale che fervono nella città di Palermo ormai da alcuni giorni e per i prossimi mesi, danno il senso di quanto ci sia bisogno di parlare, di argomentare su fatti che ci riguardano e di confrontarci apertamente e civilmente, in luoghi neutri come il salotto, la libreria, di fronte un thè, ma soprattutto un buon libro e degli amici, anche appena conosciuti e con i quali senti di poter condividere lo sfacelo di questo momento troppo pieno d’incertezze, d’inefficienze, di risposte scarse.
Solo con incontri come questo ti senti meno solo. Allora ieri, abbiamo vissuto un momento magico.
Si è parlato con Vanessa Seffer che ha deciso di moderare l’incontro facendo l’avvocato difensore d’ufficio del libro e della Lega Nord, in quanto assente nel contesto, che pur non essendo un vero Tribunale aveva molte cose da dire e dunque ha “processato” un assente in contumacia. Chiunque, anche il più terribile e temibile dei tiranni, ha diritto sempre e in ogni caso ad una difesa.
Si è parlato con l’autrice Eleonora Bianchini, che è stato un’abile Pubblico Ministero, e con i competentissimi relatori Davide Camarrone, Roberto Mazzarella, Nino Lo presti e Gaetano Calà. Con loro, un saluto del saggista, sempre puntuale, Pasquale Hamel che ha dato il suo speciale contributo.

Vanessa Seffer

Da palermomania.it  24/2/2012

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Presentazione de “Il libro che la Lega Nord non ti farebbe mai leggere” di Eleonora Bianchini

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Giovedì 23 febbraio, ore 18, al Kursaal Kalhesa al Foro Italico di Palermo.

Parteciperanno, oltre all’autrice del libro edito da Newton Compton:

 

Davide Camarrone, giornalista di Raitre Sicilia;

Margherita Gigliotta, Giornale di Sicilia;

Roberto Mazzarella, giornalista e scrittore;

Nino Lo Presti, parlamentare FLI italiano;

Gaetano Calà, presidente Anfe Sicilia;

 

Modera Vanessa Seffer

 

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Breve storia della società siciliana 1780 – 1990, l’ultimo libro di Pasquale Hamel

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É stato presentato oggi pomeriggio alle h 17:00 nella prestigiosa Società Siciliana per la Storia Patria in Piazza San Domenico a Palermo, l’ultima fatica dello storico e saggista palermitano Pasquale Hamel, edito da Sellerio, alla sua terza ristampa, ma rivista e con più dettagli delle precedenti stesure. Hamel, si è formato alla Cattolica di Milano, è stato vice segretario dell’Assemblea regionale siciliana e docente presso l’Università di Palermo. E’ vice presidente dell’Associazione Il Valore delle Piccole Cose, ed ha pubblicato diversi romanzi, fra cui “La scala dei turchi”, “Adelaide del Vasto regina di Gerusalemme”, “La Crociata del Santo”, “L’ingorgo”, “La congiura della libertà”. Breve storia della società siciliana osserva dall’esterno, dunque come dice l’autore “abusivamente”, una serie di avvenimenti talmente intricati, a volte contraddittori che a guardarli dall’esterno fanno correre il rischio di perdersi e di “smarrirsi”. Tuttavia affascinanti, con chiavi di lettura che danno un’idea sempre più chiara di quanto l’Isola siciliana sia stata e ancora è un mondo a parte, un posto difficilmente comprensibile ai più, con leggi sue  che vengono da lontano e che inducono alla rassegnazione. Non è una breve storia della Sicilia che si narra nel libro, ma una storia della società siciliana, o meglio ancora di quel complesso patto sociale che lega l’Isola, pur trovandosi apparentemente in una situazione di sviluppo, ancorata in una permanente arretratezza.Pasquale Hamel mette in luce come nella società siciliana questa situazione si ripete da secoli seguendo lo stesso copione. Relatori i Professori Giuseppe Carlo Marino, Manlio Corselli e Pino Barbaccia.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI:

All’ Università di Catania, il 13 dicembre rese rato dai proff. Uccio Barone, preside di Scienze politiche, Tino Vittorio, ordinario di Storia delle dottrine politiche, Nino Milazzo, già vicedirettore Corriere della Sera.

A Messina è il 21 dicembre ed intervengono i proff. Pierangelo Grimaudo, docente di diritto pubblico, Santi Fedele, docente di storia contemporanea e Andrea Romano, preside di scienze politiche.”

Vanessa Seffer

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Congresso LibDem a Palermo

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CONGRESSO LIBDEM A PALERMO

Per la prima volta in Italia e a Palermo, grazie all’impegno di Leoluca Orlando, il Congresso annuale internazionale dell’ELDR, The European Liberal Democrat and Reform party, i liberali democratici riformatori europei, che si sta svolgendo da ieri nel capoluogo siciliano e si protrarrà fino a domani, 25 novembre che vedrà un’ampia partecipazione dell’IdV.
Oltre 570 delegati provenienti da 40 Stati, in rappresentanza di 60 partiti, sono arrivati per confrontarsi sulle questioni legate alla grave crisi economica che sta attraversando l’Europa, e per eleggere il nuovo presidente e i quattro vice presidenti dell’ELDR.
Leoluca Orlando, uno dei vice presidenti uscenti della terza forza politica europea, presente in 19 Stati, con 5 capi di Governo, 5 Commissari europei e più di 90 deputati europei nel Gruppo Alde, è candidato per la riconferma dell’incarico.
Alla Kermesse europea sono presenti l’attuale presidente Annemie Neyts-Utterbroeck, il ministro svedese per gli Affari europei Birgitta Ohlsson, i capogruppo alla Camera e al Senato  Massimo Donadi e Felice Belisario, il capogruppo IdV al Parlamento europeo Niccolò Rinaldi, il vice presidente del partito liberaldemocratico del Regno Unito Sir Graham Watson, il commissario europeo per il Commercio Karel de Gucht e il leader di IdV Antonio Di Pietro, che incontrerà questa mattina alle 11,30 a Villa Igiea l’attuale presidente dell’ELDR e LL Orlando.
I lavori saranno conclusi per le 17 di venerdì con l’annuncio del nuovo presidente e dei quattro vice.

Vanessa Seffer

 

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“Manna miele ferro e fuoco”.

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CULTURA & ARTE

Giuseppina Torregrossa “colpisce” ancora.

Orgoglio di Sicilia e siciliana doc, maestra di rappresentazioni grafiche e di saggezza, medica e scrittrice, miscellanee di roventi pagine che ti attanagliano e che non vuoi perdere. Fin quando una volta finite ti lasciano orfano e ricco. Il successo dei suoi libri è certamente dovuto al fatto che Giuseppina Torregrossa dice sempre e soltanto la verità, senza contaminarla di fesserìe che chi legge assapora e riconosce, poi fa sue e dentro di sé ammette, dicendosi “talè, vero è!”. E come fai, quando la genuinità raggiunge il tuo cuore, quando vivi in un mondo dove tutto è apparenza, un falso, un magnifico niente e tutti o quasi, specie chi ha legiferato per te, chi ha condotto la tua vita, chi ti ha guidato e ha deciso cosa dovevi fare e come lo dovevi fare è un “nuddu, ‘mmiscatu cu ‘nnenti”, ignorante come la càlia, gente spesso inquisita, corrotta, malvagia, perversa, che torna a governarti pure dagli arresti domiciliari se è il caso… E tu non ci puoi fare niente, sei lì e subisci… Di fronte a tanto spreco di tempo e di energie, non puoi che ritrovarti con l’anima ferita e il bisogno di un lenimento è d’obbligo. Giuseppina, come uno sciamano, corre in aiuto con un’idea, “la terapìa del libro”, un ambulatorio vero e proprio lei sogna, poiché un libro ha il potere di guarire anche ferite profonde e di accompagnarti per una vita intera. Sembra una “piccola cosa”, ma non è così. Cosa può salvarci a questo mondo se non la Cultura? Cosa ci ha fatto sprofondare se non l’ignoranza? Se non il fatto che non sappiamo più sognare? Il transfert che l’autrice, geniale e accurata, sa procurarci immediatamente può lenire per un po’ il dolore, e i libri e la Cultura possono un giorno raggiungere l’obiettivo della cura. La seduzione di Giuseppina consiste nel saper sorridere all’amara realtà che descrive con saggezza e dovizia di particolari, raccontando un’altra storia di donne, l’ultima che ci aveva lasciato era “Il conto delle minne”, una storia di donne per altre donne. Attraverso quel racconto della ricetta dei meravigliosi pasticcini catanesi, le minne di Sant’Agata, che veniva trasferita da madre in figlia, da nonna a nipote, gelosamente, lasciando fuori volutamente il mondo maschile, esiliandolo dalla procedura. Quel lavoro, tradotto in 10 lingue evidentemente più che fedelmente e lo dimostrano i numerosi fan’s club aperti in tutta Europa, che ha consacrato Giuseppina all’estero come una delle nostre risorse più di valore. “Manna miele ferro e fuoco”, invece, ambientato nella Sicilia del Risorgimento, introduce un nuovo percorso che s’intona perfettamente all’esigenza del nostro tempo e alla nostra attualità: il bisogno di comunicare fra i sessi. Il mannaluoro Alfonso cerca d’insegnare ai tre figli maschi il suo mestiere, ma si rende conto che nessuno dei suoi tre figli “c’ha le palle” nonostante siano tre meravigliosi figli con altre bellissime qualità. La sua splendida figlia Romilda, quasi magica poiché coniuga il suo corpo con la natura, ha un rapporto fatato con lei, la capisce, parla con le api le quali l’ascoltano, le ubbidiscono e producono miele a seconda dell’umore di lei, promessa sposa del ricchissimo barone siciliano sin dai suoi primi anni di vita, sarà la prima mannaluora femmina e ne trarrà anche grandi profitti, poiché non sfrutterà le piante ma ne avrà rispetto, come le ha insegnato suo padre. In questo libro l’universo separatista del lavoro precedente viene ampiamente superato quindi e gli uomini vengono integrati, così come oggi è arrivato in ogni senso il momento di dialogare fra uomini e donne, “anzi no” dice Giuseppina, “più che di dialogare si ha bisogno dell’ascolto reciproco”. Per Giuseppina le “bad girls” sono simpatiche, vanno di moda, ma si tratta di quelle ragazze che sopravvivono alle difficoltà, che non si accontentano e che fanno percorsi e scelte diversi, che fanno fatica, le eroine quotidiane che non si fanno abbindolare dal tutto e subito, che cercano di farcela senza mezzi ma con i sacrifici personali, che hanno il coraggio di essere madri. Perché anche per essere madre oggi ci vuole un grandissimo coraggio. Un figlio costa moltissimo, in termini di fatica fisica, in termini economici e di rinunce personali. Un coraggio finora molto femminile. Nessun moralismo, solo dati certi. Giuseppina ci racconta anche di libertà e la associa all’identità della persona: “ciascuno ricerca una sua libertà ed una propria identità, è una ricerca alla portata di tutti, non di eletti. Bisogna guardarsi indietro per poi guardare avanti, il nostro futuro dipende dal nostro passato. L’aspirazione alla libertà è il nostro tormento, può diventare una malattia”. Si scrive per bisogno, per intrattenere, non per anestetizzare. I siciliani lo sono già fin troppo. Ma l’amore smisurato per la Sicilia prende il sopravvento: “non si perderà mai- dice- ad ogni annuncio funebre le si allunga la vita”.

Vanessa Seffer

da Sicilia Informazioni

14 settembre 2011

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SPEED DATE…

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Inventato da un rabbino di Los Angeles per far sposare gli ebrei celibi, lo Speed Date è l’ultima novità impor tata in Italia a cui ci si affida per conoscere persone dell’altro sesso. Come funziona: si stabilisce un luogo, di solito un locale pubblico, esi accettano iscrizioni proporzionate al numero degli aspiranti par tecipanti. Questi vengono fatti accomodare uno di fronte all’altro, gli uomini da un lato e le donne dall’altro, in un susseguirsi di tavoli in fila. Ciascuno ha un car tellino identificativo e per tre minuti le coppie hanno l’opportunità di parlare. Allo scadere del tempo, evidenziato da un suono chiaramente riconoscibile, uno dei due si alza (di solito l’uomo) lasciando il posto ad un altro, a rotazione e sempre per tre minuti, ma senza dimenticare di segnare gradimento ed eventuali annotazioni su una scheda che tutti i partecipanti ricevono all’ingresso. Quando la rotazione è stata completata, ogni partecipante sceglie le persone che ha gradito di più e di comune accordo ci si scambia i propri recapiti. Sembrerebbe che quando si incontra una persona per la prima volta, nei primi tre minuti si costruisca la propria opinione per cui poi sarà difficile smontare i nostri pregiudizi, perchéinconsciamente andremo sempre alla ricerca di atteggiamenti che tendano ad avvalorarli: la famosa prima impressione che se negativa, secondo alcuni studi, necessita di dieci successive impressioni positive per essere cancellata. Insomma bastano pochi secondi per stabilire se chi abbiamo di fronte ci ispira fiducia, se ci sembra competente o affascinante, se ci è simpatico, poiché questi sono giudizi primari che influenzano la nostra par te razionale. Ma bisogna prestare attenzione a quello che gli studiosi di Princeton chiamano “effetto alone”, per cui si possono prendere anche sonore cantonate. Dopo la prima esperienza, avvenuta nel 1998 in un Caffè di Beverly Hills, diverse agenzie cominciarono ad organizzare questi “appuntamenti veloci” in tutti gli States. Nel giro di un paio d’anni diventarono la moda glamour del momento, tanto da essere rappresentati in telefilm di successo come Sex and the City o Dr. House che hanno contribuito ad aumentarne la popolarità, facendoli sbarcare velocemente in Europa. A Roma Dionigi Mattia Gagliardi, regista e pittore, ha voluto organizzare uno Speed Date con un tocco in più, ispirato alla sua idea di quadro vivente: chi occupa la scena produce ar te gesticolando, bevendo, prendendo appunti, toccandosi i capelli, togliendosi la giacca e così via, sotto gli occhi di spettatori che un po’ desidererebbero essere al posto dei soggetti, un po’ giocano a capire gli esiti dei singoli appuntamenti. Per l’occasione, Dionigi ed altri giovani artisti di talento hanno affittato un grande locale a Monteverde, organizzandovi un ring, bordato da una corda blu e riquadrato da pannelli di legno, all’interno del quale sono stati collocati più o meno circolarmente dei tavolini e delle sedie colorate e diverse fra loro per dimensioni. Dopo aver fatto accomodare i presenti, si è dato il via all’opera d’arte vivente. Tra i partecipanti c’erano professionisti, gente del cinema, artisti di diverse età e, all’esterno del ring, tante altre persone contemplavano le dinamiche che si verificavano e facevano le dovute supposizioni. Anch’io ero fra gli osservatori e seguire le varie interazioni è stato divertente e stimolante.

Ma cosa si nasconde dietro la facciata di un evento simile? Lo chiediamo all’organizzatore.

Dionigi, cosa dici alla gente che inviti ad uno Speed Date?

Chiedo  di  partecipare  ad  un  “round  robin” relazionale,  di  sfuggire  alla  prevedibilità  del q u o t i d i a n o , a ll a r o u t i n e , a t t r a v e r s o un’operazione artistica che proponga  relazioni umane  nuove,  clandestine,  su  un  piano  della realtà non ancora esplorato dagli individui. Da dove nasce questa esigenza di indagare l’individuo, narcisisticamente  chiuso  in  sé stesso e che alza barriere alla bellezza della relazione? Ognuno attraverso il suo  compor tamento genera  la  propria  forma,  il  proprio  profilo,  la propria maniera di presentarsi e rivolgersi agli altri. Tutto  questo  nasce  dal cor tocircuito che avviene  incontrandosi  con  l’Altro,  avendo  con esso una relazione diretta. Ogni legame umano nasce sempre da una contingenza, non è mai una necessità scritta dal destino: l’opera-azione che  io  propongo  è  la  contingenza.  In  questo senso  il soggetto esposto  all’insicurezza determinata dalla contingenza esce dal proprio rifugio  immaginario  costruendo  un nuovo legame  con  l’altro.  Ar te  come  esperienza  e quindi come evoluzione. Quando le schede mi sono state restituite affinché potessi inviare via mail i  risultati, o meglio i SI  ricevuti, ho avuto l’occasione  di  effettuare  uno  studio  sulle differenze  di  genere.  In  tre  minuti  agiscono meccanismi  di  difesa,  proiezioni  psicologiche nel volto dell’altro, parametri fisici e linguistici che  ci  fanno  aprire  più  o  meno  con  un’altra persona.  Aprirsi  in  pochi  minuti,  mettere  in discussione  il  proprio  modello  di  realtà  con persone non scelte ma capitate casualmente, fidarsi, lasciarsi affascinare o alzare le barriere della  diffidenza.  Sta  tutto  alle  persone  che intervengono.

 

 

SPEED DATE invented in ’98 by a rabbi in Los Angeles to induce to get married some celibate Jews, the Speed Date is the latest fad impor ted in Italy. How it works:in a decided place, usually a public place, you invite people, they are randomly seated facing each other, men and women, in a series of tables. Each person has an identification tag and for three minutes ever y couple has the oppor tunity to speak. At the end of the three minutes, when a beep sounds, ever y man gets up, leaving room for another, the couples continue to rotate ever y three minutes, noting satisfaction and impressions of each match on a form that all par ticipants receive at entry. When the rotation is completed, each par ticipant chooses the persons he liked more and he shares contact information. It seems that, when you meets a person for the first time, in the first three minutes you build your own opinions, and you will be always unconsciously looking for attitudes that tends to confirm it: the famous “first impression”, the which, if negative, will require ten successive positive impressions to delete it. In shor t, it only takes a few seconds to determine whether the person before us, inspires confidence, he seems competent, or charming, or funny, and these are judgments that affect our relationship. But we must payattention to what scholars at Princeton called “halo effect” for which we can also take great blunders. After the first experience in 1998 in a cafe of Beverly Hills, several agencies began to organize these “quick notes” in all theStates. Within a few years becames the glamorous fashion of the moment, so to be represented in the successful TV series like Sex and the City, or Dr. House, who contributed to its popularity, taking land quickly also in Europe. In Rome, the film maker and painter Dionigi Mattia Gagliardi wanted to organize a special Speed Date, inspired by his idea of alive painting: the persons who are in scene produce ar t, by gesticulating, drinking, taking notes, taking off his jacket and so on, under the eyes of viewers who would want to play instead of the subjects, and they obser ve the dynamics. I too I was among theobservers, and then  follow the interaction was fun and challenging. What lies behind the facade of a similar event? We ask to the organizer. Dionigi, what do you say to the people that you invite to a Speed Date?I  request  to  par ticipate  in  a  “round  robin”  relational,  to  escape  the predictability  of  the  daily  routine,  through  new  human  relationships,  on  a plane of the reality not yet explored. Where does this need of the individual to raise barriers to the beauty of human relationships, narcissistically self-enclosed?Each person, through his behavior, creates its own shape, its profile, its way of presenting him self  to others. All  this stems from  the emotional shor t circuit that is the meeting others, having a direct relationship with it. Every human  bond  arises from  a  random  contingency, is  never  a  preconceived need: the work-action that I propose is this contingency, where the subject exposed to the insecurity comes out from his imaginary refuge, to building a new relationship with others. Ar t as relational experience, and as evolution. The forms  filled out are returned to me, so that it can send the results by email to everyone. Analyzing them I have the oppor tunity to conduct a study on gender differences. In  three minutes we put in act defense mechanisms, psychological projections, physical and language parameters, all that make us more or less open with the other person, randomly met. Having trust, be fascinated, or raise the barriers of mistrust, all spontaneously.

Vanessa Seffer

Da PotPourri

agosto 2010

 

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E-Government: teorie e pratiche nei Paesi Maturi e in via di Sviluppo

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E-Government: teorie e pratiche nei Paesi Maturi e in via di Sviluppo

A Roma questa settimana, si è tenuto un interessantissimo seminario che ha raccolto in una tavola rotonda docenti della London School University, docenti italiani, indiani e africani, per discutere di E-Governament e di E-Governance. Ma cosa s’intende, dato che se ne legge tanto e se ne sente parlare sempre più spesso e ci si riempie la bocca di inglesismi che sembrano farci fare un figurone e invece spesso rischiano di non chiarirci le idee. Sono due termini entrambi traducibili in italiano con la parola “Governo”. Ma il significato è sensibilmente differente.

“Government” è infatti traducibile con la modalità classica di Governo, attribuita ad una entità statale o comunque legittimata a governare da parte dello Stato. Per similitudine “Government” è l’organizzazione dell’attività di governo formalmente prevista dallo statuto ed esercitata.
“Governance” è invece l’attività di governo di un territorio (o di una organizzazione) che deriva dall’insieme delle iniziative e delle attività messe in campo da tutte le componenti sociali che caratterizzano quel territorio. La Governance è la gestione delle politiche pubbliche, che non vede lo Stato come unico attore, ma anche attori pubblici e privati.
Potremmo dire che: Government e Governance convivono, e sicuramente l’E-Government svolge un ruolo fondamentale nella E-Governance.
Con il termine E-Government, si fa riferimento oggi, all’utilizzo di tecnologìe innovative nelle Pubbliche Amministrazioni (PA) per fornire servizi ai cittadini. La rapida diffusione di internet e delle tecnologìe di rete hanno reso possibile l’erogazione di molti servizi on line, come quelli bancari, postali, Lottomatica, acquisto biglietti, informazioni, chioschi telematici attraverso i quali effettuare pagamenti e controllare il proprio conto.
A questo proposito, nel seminario di Palazzo Vidoni, dopo i saluti del Presidente di Think, The Innovation Knowledge Foundation che lo ha sapientemente organizzato, e di Carlo Mochi Sismondi, Presidente di Forum PA, il prof. Antonio Cordella della London School of Economics ha parlato dell’urgenza della riforma nell’amministrazione pubblica.
Quali sono gli obiettivi? E cosa si può fare nel nostro contesto italiano? E’ corretto parlare di E-Government quando l’utilizzo delle tecnologìe innovative nelle pubbliche amministrazioni sono veramente un contributo evidente al miglioramento dei servizi resi agli utenti, i cittadini, le imprese.
La Pubblica Amministrazione vive oggi una grave crisi d’identità e necessita di un nuovo paradigma, un nuovo programma di azione: dobbiamo chiederci quale sia il futuro dell’e-Government. L’innovazione è continua e nella PA dev’esserci un progresso costante, in tutti i campi. Forse ci sono strutture inutili e di cui si può fare a meno. Ci vuole un perimetro più flessibile. Si può governare attraverso la rete. Ma come possiamo farlo? Cosa ci serve? Il paradigma dell’Open sembrerebbe la risposta. Il G Cloud, una tecnologìa adottata prima dai Comuni di Udine e Faenza rendendo pubblici i dati relativi al bilancio e dal 10 ottobre di quest’anno anche dal Comune di Firenze, fortemente voluto dal suo sindaco Matteo Renzi, che invece ha proposto altre nove aree tematiche: l’Istruzione, la Sicurezza e la Mobilità, l’Ambiente, l’Amministrazione, la Cultura e il Turismo, le Opere Pubbliche, lo Sport, la Sanità e il Sociale, diventando di fatto da pochi giorni l’amministrazione comunale più avanzata d’Italia.
E’ venuta in aiuto la dott.ssa Flavia Marzano, Presidente dell’Ass.ne Stati Generali dell’Innovazione, che ha espresso quanti benefici possa dare il modello Open Government Cloud alla Pubblica Amministrazione, ma resta il fatto che i cittadini vogliono essere ascoltati, che l’utente oltre ad accedere alle informazioni, desidera esprimere il proprio parere e rendersi parte attiva del processo di modernizzazione che può vivere la sua città. Gli analisti sono entusiasti del Cloud, la crescita è rilevante, ma le Amministrazioni temono ancora l’eventualità del ricatto dei fornitori, per la visibilità del sistema, per cui ancora non si sentono pronte a sostenere questo modello.
La professoressa Shirin Madon, indiana, docente Ordinario di Information Systems and International Development alla London School of Economics, ha raccontato che in India hanno varato una legge secondo cui nessun indiano dovrebbe aver fame, pertanto già solo per questo si potrebbe far causa milioni di volte al Governo. In questo Paese sono sorti invece moltissimi gruppi di auto aiuto che suppliscono alla mancanza di Government, che favoriscono gli incontri di “villaggio” e che riducono il ruolo degli attori del contesto rurale per capire meglio quali siano i bisogni, le necessità dei cittadini e degli agricoltori in prevalenza dato che la stragrande maggioranza del popolo indiano vive nei campi lavorando la terra. Poiché non ci sono forum elettronici, non c’è ancora rapporto fra imprenditori e cittadini. La distanza socio-politica è troppo grande.
Anche il professor Mammo Muchie, etiope, direttore del Research Centre of Development Studies and International Relations alla Alborg University (Danimarca) e Tshwane University (Sud Africa), ha fatto presente che nei paesi africani non c’è alcuna strategìa per affrontare la mancanza imprenditoriale nei sistemi di Government. C’è sempre la promessa di maggior trasparenza nell’erogazione dei servizi e di un minor livello di corruzione, ma la scorrettezza dei governatori è sempre stata sotto gli occhi di tutti, e il loro ruolo è sempre stato opinabile. “Mettendo davanti l’Africa sosterrete l’umanità” ha detto il prof. Muchie, chiedendo maggior attenzione ai Paesi occidentali per il Sud del mondo.
Secondo Ivan Illich, grande filosofo contemporaneo austriaco e teologo, ma ricordato anche come un anarchico cristiano, considerato uno dei più grandi sociologi del nostro tempo, scomparso nel 2002, la sostituzione dei valori nella nostra società ne ha fatto una realtà piuttosto carente. La crisi planetaria ha le sue radici nel fallimento dell’impresa moderna, cioè la sostituzione della macchina all’uomo. Non c’è più equilibrio nella triade “uomo – macchina – società”, dunque l’uomo è diventato schiavo della macchina e un ingranaggio della burocrazia. “Esistono delle soglie che non si possono superare – dice Illich – infatti, superato il limite, lo strumento da servitore diviene despota. Oltrepassata la soglia, la società diventa scuola, ospedale, prigione e comincia la grande reclusione”. Solo in una società “conviviale” questo pericolo viene scongiurato secondo Illich, cioè in una società dove lo strumento moderno sia utilizzabile dalla persona integrata con la collettività e non riservata ad un gruppo di specialisti che detengono il controllo e quindi il potere assoluto. “Conviviale” è la società in cui tutti possono accedere allo strumento per disporre di beni e servizi allo stesso modo.
Così Claudio Forghieri, direttore scientifico della rivista E-Gov,  ha presentato un piano per un ideale progetto per una Pubblica Amministrazione predittiva, che hanno cioè lo scopo di prevedere gli sviluppi futuri. Innanzitutto dei canali one to one a basso costo come sms, mail ancora meglio, social network, attraverso i quali poter comunicare le informazioni, per ottenere un canale dove tutti i cittadini, convivialmente, possono lasciare pareri, notifiche. Poi un Business Intelligence, cioè un nuovo modello di relazione che si basa sull’anticipazione dei bisogni del cittadino. Così l’Openess, i servizi che l’utente installa quando servono, come le funzioni che si trovano sui propri canali bancari, postali ecc.. E il Social Networking, per dialogare e reperire informazioni utili, conoscere le opportunità di un territorio da un altro territorio. Infine le SmartCities, ossia i cittadini come sensori del mondo: indossare cioè dei sensori di rilevamento per dare informazioni per una serie di cose, per esempio  l’inquinamento, il traffico, il tempo di attesa alla posta, per essere più collaborativi e fare un controllo più capillare del proprio territorio.
Certo ci vorrebbe una formazione adeguata, la cultura della funzione pubblica e della politica, come cura della polis, della città.

Vanessa Seffer

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