Archivi categoria: Il Valore delle Piccole Cose sede di Roma

La filosofia dell’essere nel principio di sussidiarietà, di Fiorella Ialongo

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Espressioni quali Big Society, “più società, meno Stato”, che spesso vengono indicate come slogan di trasformazione e rinnovamento in atto coinvolgono interamente le istituzioni ed i corpi sociali.

Per comprendere appieno questa novità è opportuna una riflessione filosofica che evidenzi i fondamenti politici, economici e giuridici della sussidiarietà che è il principio che genera le precedenti espressioni. Continua la lettura di La filosofia dell’essere nel principio di sussidiarietà, di Fiorella Ialongo

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Roma, Luca De Bei in prima nazionale al Teatro Dei Conciatori

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luca 2al nostro amore

 

Sarà in scena – in prima nazionale – al Teatro dei Conciatori dal 15 al 27 ottobre 2013 lo spettacolo AL NOSTRO AMORE (HAPPY HOUR)testo e regia di Luca de Beicon Fabrizio Apolloni e Pia Lanciotti.

E’ possibile inoltre chiedere l’accredito stampa per recensire lo spettacolo per la prima del 15 ottobre, facendone richiesta entro il 14 ottobre alle ore 17,00. Continua la lettura di Roma, Luca De Bei in prima nazionale al Teatro Dei Conciatori

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Roma: in scena “Cherry Docs”.. lo stivale chiodato.. al Teatro dè Conciatori, spettacolo gioiello da far conoscere soprattutto ai giovani

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Foto Cherry Docs

 

Nel piccolo Teatro de’ Conciatori, collocato nella via omonima, va in scena, fino al 14 aprile, lo spettacolo “Cherry doc’s”, di David Gow, per la regia di Antonio Serrano, interpretato con grande intensità espressiva ed emotiva dalla coppia di attori Antonio Buonanotte (nel ruolo di Dan, avvocato ebreo), che difende il naziskin Mike, interpretato dal giovane Pierfrancesco Ceccaneo. In una scenografia spoglia e “destrutturata” (in cui i volumi dell’unica sedia e del giaciglio del carcere subiscono una sorta di ribaltamento sul primo piano, come in un quadro cubista), aprono la scena tre mitologiche figure greche di personaggi femminili, Le Moire (“Parche”, per i latini..), figlie di Zeus e Temi, che tessono nel corso della rappresentazione “Sette fili d’oro”, lunghi sette brevi scene, all’interno delle quali si snoda la narrazione. Continua la lettura di Roma: in scena “Cherry Docs”.. lo stivale chiodato.. al Teatro dè Conciatori, spettacolo gioiello da far conoscere soprattutto ai giovani

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Sandro De Palma e Patrizia Zappa Mulas in Teatro a Roma il 10 e 11 novembre

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La Fondazione Teatro Piemonte Europa presenta:
Sandro De palma (al pianoforte) e Patrizia Zappa Mulas (narratore)
ne “Il Naufrago”
da Enoch Arden di Richard Strauss
                                          10 e 11 novembre
                                                    ore 21


            Teatro Tor Bella Monaca, via Tor Bella Monaca 451 – Roma

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Addio Renato Nicolini inventore dell’Estate Romana

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Fu assessore al Comune di Roma e a quello di Napoli e il suo nome resta legato alla “rinascita” culturale della capitale dopo il terrorismo e gli anni di piombo. Fu architetto, professore e intellettuale scapigliato. Lo soprannominarono il “re dell’Effimero” ma il suo modello culturale reinventò le città estive

Addio Renato Nicolini inventore dell'Estate Romana Renato Nicolini

E’ morto Renato Nicolini, ex assessore del Comune di Roma, celebre per aver inventato l’Estate romana. Architetto, intellettuale e professore scapigliato, era nato a Roma il 1 marzo del 1942. Era malato da tempo, stamani ha avuto problemi respiratori. Dopo gli anni bui degli anni di piombo, riportò in piazza la Cultura. A darne notizia, su Twitter, è stato Stefano Di Traglia, portavoce del segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Una delle sue ultime  battaglie civili, il no al progetto di discarica accanto a Villa Adriana.

Se n’è andato proprio nei giorni caldi della sua Roma d’estate, quella che fece riscoprire allegra, luminosa e amica ai suoi concittadini dopo gli anni di piombo. Dal 1976 al 1985, s’inventò la leggerezza di tornare in piazza, l’effimero per uscire dal clima buio. Negli anni in cui erano sindaci a Roma Carlo Giulio Argan ( e disse “Senza un Argan non sarei mai diventato assessore dell’effimero”), Luigi Petroselli e Ugo Vetere. Dieci anni di Cultura e di estro, con lui, l’assessore comunista poco più che trentenne che si presentava sui palcoscenici col cappello di carta da muratore e i riccioli vaudeville. Dal 1983 fu anche deputato per tre legislature prima del Pci e poi del Pds. Raccontò di aver stracciato a un certo punto la tessera del Pd, poi però si riscrisse e provò a candidarsi, sostenuto dai tanti amici

di sempre, alla carica di sindaco.

DAL SUO LIBRO I RICORDI DELL’ESTATE ROMANA

E’ morto nella sua casa romana a Trastevere e, nonostante la malattia, era attivo fino alla settimana scorsa nel suo lavoro di docente ordinario presso l’università di Reggio Calabria, e curatore del Teatro dell’Università, e nei suoi molti impegni culturali e politici.

La sua città d’estate, oltre 35 anni fa? Era come una tavolozza d’estate: qui il cinema, là il teatro, lì accanto la rassegna solo per bambini, e i poeti a Castel Porziano, e il cinema di Massenzio col Napoleon applaudito da Jack Lang, e i Balli intorno al laghetto di Villa Ada e la riapertura agli spettacoli pubblici dello stadio dei Marmi, e la “riscoperta” degli spazi di Cinecittà, e concerti, e balletti e festival di luci e le feste di ferragosto. La “sua” Roma da assessore come mai se ne erano visti nella Capitale, città  che usciva dalle giunte democristiane degli scandali e dei sacchi urbanistici, era un gran contenitore di “cose colorate e allegre”, un po’ come venne descritta da uno dei manifesti ufficiali, un variopinto e surreale Colosseo che strabuzza di oggetti buffi, che chiama al sorriso.

Su quelle Estati, Nicolini ci scherzava anche sopra. Scadenzando le nascite dei suoi figli. “Ottavia nata nell’anno di Massenzio, Cecilia nel ’93 in piena campagna elettorale, Giovanni nel ’97 ancora elezioni e anno del ritorno a Roma e poi l’altro, Simone che è come un quinto figlio… ognuno ha una sua collocazione”. Lui, l’inventore dell’Effimero romano che fece scuola in tutte le altre città d’Italia – e anche del breve rinascimento napoletano col sindaco Bassolino, quando gli venne in mente di offrire dei baci Perugina “comunali” per San Valentino e intitolare una rassegna da ridere o da piangere “Secondigliano? Fegato sano”?, spiegava semplicemente il perchè. “In fondo sono stati anni di gioco. Mi piaceva far sentire i giovani e gli abitanti delle periferie più degradate parti integranti della città. Così entravano nella Basilica di Massenzio da protagonisti e non da esclusi come accadeva per l’Auditoriun di Santa Cecilia”. A Roma ancora ci si perdeva. “Non guido la macchina, giro molto a piedi ed è una città che solletica il mio lato surrealista. Arrivo sempre tardi agli appuntamenti perchè lungo il cammino trovo sempre qualcosa che mi incuriosisce”.

Nella parentesi napoletana portò anche lì una ventata di freschezza: scrisse “Napoli, angelica Babebe” e a voce diceva che la città era come “un inferno abitato da angeli”. Trasformò in trash art la spazzatura per le strade, raccontò come avvenne l’investitura di Bassolino. “Me ne stavo tranquillo all’università di Reggio Calabria quando arrivò la sua telefonata: “Senti, io sono un pò pazzo…ma so che tu lo sei più di me…”. Si convinse, spiegò Nicolini, soprattutto per una frase del programma del sindaco: “Ricostruire come dopo una guerra…Ricominciare dall’infanzia”.

Lunedì  la camera ardente sarà ospitata in Campidoglio.

 

 

Simona Casalini

Da Repubblica.it

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DONNE E POLITICA: 1881-2012 PURTROPPO NULLA È CAMBIATO.

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Così scriveva allora Anna Maria Mozzoni, riconosciuta all’unanimità come una delle intellettuali italiane più famose all’estero, all’on. Zanardelli nel 1881:

 

Illustre signore,

L’uomo e la donna, voi affermate,  non sono chiamati agli stessi diritti e doveri, agli stessi lavori, alle stesse fatiche.

Chi ve lo ha detto on. Zanardelli? Qual Dio ve lo ha rivelato? Il contadino e la contadina non lavorano entrambi la terra? L’operaio e l’operaia non faticano entrambi pel pane quotidiano in mille modi diversi? Ii maestro e la maestra non insegnano tutti e due?  L’artista uomo e l’artista donna, lo scrittore e la scrittrice, il professionista e la professionista non compiono gli stessi offici? Che la generalità degli uomini si dia di preferenza a funzioni che vogliono la forza, e la generalità delle donne s’impieghi di preferenza in lavori di pazienza e di destrezza, altro non significa se non lo spontaneo apprezzamento della propria forza fisica; apprezzamento che ogni individuo fa per proprio conto e che nessuna legge può regolare.  Nelle funzioni nelle quali gli uomini si trovano soli, potete impugnare che non lo siano perché le donne ne furono escluse da leggi fatte dagli uomini? ..

 

Fa sorridere e rabbrividire al tempo stesso leggere le sue parole oggi e rendersi conto che nulla o troppo poco è cambiato, se ancora oggi stiamo qui a proporre la doppia preferenza di genere come un traguardo, rivendicandolo quasi in punta di piedi, sottovoce, quello che nessuno può impedirci di pretendere: gli stessi diritti.

Nulla o troppo poco è cambiato se ancora oggi tocca scorrere fino in fondo una lista dei candidati per trovarvi il nome di una donna, relegata, suo malgrado, al  ruolo di comprimaria anche dagli atteggiamenti fin troppo discutibili di alcune esponenti del “gentil sesso” che hanno finito per svilire  la Politica trasformandola in un esercizio di Burlesque, negando il giusto riconoscimento all’impegno di tutte quelle donne per cui la Politica è passione senza sottomissione, è partecipazione senza commissione.

Nulla o troppo poco è cambiato se oggi le donne del movimento “Se Non Ora Quando” prendono carta e penna per scrivere ai presidenti di partito, o quel che dei partiti rimane, per ribadire che non daranno il loro voto a chi non presenterà liste con il 50% delle donne tra i candidati.

Perché alle donne la Politica piace, ma hanno ben chiaro che Politica e Potere non devono continuare ad essere sinonimi e che la politica degli ultimi anni è stata gestita come un’azienda di cui servirsi, non da servire.

Anche per questo motivo chiedono che i partiti forniscano i profili dettagliati dei candidati, stanche di dover leggere di case comprate da questo o da quello “ a sua insaputa..”, di titoli di studio per corrispondenza, di nipoti acquisite o acquistate…

Perché alle donne la politica piace, ma non vogliono più accettare tassa senza rappresentanza.

Annalisa Maregotto

10 mag 2012

dal sito FLI ROMA

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E Massimo D’Alema rilancia: uniamo tutti i democratici…

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Il presidente della Fondazione ItalianiEuropei spiega che occorre costruire una prospettiva nuova e contesta chi nel Pd è fermo alla foto di Vasto

Il commento al voto di Massimo D’Alema è diverso da chi nel centrosinistra ha subito guardato al passato pensando di tornare al peggior bipolarismo e quindi sperare nella vittoria della cosiddetta “fotografia di Vasto”, ossia l’intesa tra Pd, Idv e Sel. No, D’Alema, intervistato dal Messaggero, pensa che non sia proprio quella la prospettiva per guardare oltre la crisi: «Dopo queste amministrative – spiega – bisogna che tutti si pongano il problema del governo del paese. Se procediamo verso una confusa disgregazione, ingaggiando un distruttivo gioco di veti, ci ritroveremo con un sistema politico in frantumi. Che non potrà che avere e non come fuoriuscita di emergenza bensì come soluzione obbligata un governo di tipo tecnico». Per il presidente della Fondazione ItalianiEuropei, invece, occorre e da subito costruire una prospettiva che non può prescindere da una collaborazione tra le forze eredi delle grandi tradizioni democratiche del paese: «Non c’è nessun altra ipotesi in campo: dunque – sollecita D’Alema – avviamo una riflessione sul modo di costruire questa prospettiva».
Che poi questa prospettiva significa non il trincerare il centrosinistra in un recinto di autosufficienza ma semmai di mettere insieme tutte le forse democratiche, responsabili e accomunate da un vero sentimento di patriottismo repubblicano e di alternativa alle spinte antipolitiche e populiste, D’Alema non lo nasconde: «A oggi – ricorda l’esponente del Pd – la città di Bari è governata da esponenti del centrosinistra insieme all’Udc. Stessa cosa accade a Foggia. Idem Brindisi. A Taranto ci sarà una ammnistrazione simile. La provioncia di Taranto propone il medesimo schema politico e così pure quella di Brindisi». E ancora, secondo D’Alema, se in verità il Terzo Polo non si è visto ovunque non è poi andata così male per il progetto di un soggetto alternativo al Pdl e al centrodestra: «In diverse realtà, a cominciare da Genova, al ballottaggio vanno loro e non il Pdl…».
In sostanza, è il succo del ragionamento di D’Alema, dando un’occhiata alla necessità del governo Monti e al tracollo pidiellino, non ci si può rinchiudere nei vecchi recinti di un bipolarismo che sta chiudendo la sua fase. «Bisogna supportare Monti – conclude – e contemporaneamente fare le cose necessarie pere dare credibilità al sistema politico».

Da Adesso, la politica in tempo reale

9 mag 2012

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Famiglie La Torre e Girone in fiaccolata a Roma: MARO’ LIBERI

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Le famiglie LATORRE e GIRONE in Fiaccolata

12/05/2012 dalle ore 20:00 alle ore 22:00

In itinere, dalla Bocca della Verità a Piazza Santi Apostoli in Roma.

Si passa da Piazza Venezia. 

 

 

Dal 15 febbraio i nostri due Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono detenuti illegalmente e ingiustamente nella prigione indiana di Trivandrum.

 

Da allora arrivano poche e scarne notizie sulla sorte dei “nostri” Uomini. Intanto i mesi sono passati e dalle lontane terre indiane non giunge nulla di confortante. La carcerazione preventiva viene, di volta in volta, prolungata e ai nostri Leoni viene negata la libertà di riabbracciare i propri cari.

Le famiglie di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone scendono in piazza per far sì che presto sia fatta chiarezza.

 

Noi italiani, fieri di essere tali, ci uniremo al loro fianco affinchè l’Italia non resti indifferente alla sorte dei due militari del Reggimento San Marco, che hanno giurato fedeltà alla Bandiera Italiana, servendola sempre e comunque, MALGRADO TUTTO! E’ giunta l’ora che due servitori della patria e padri di famiglia tornino a casa!

 

Il Gruppo Ufficiale “Ridateci i nostri Leoni”, creato sul Social Network Facebook, affiancherà le famiglie Latorre e Girone nella loro battaglia, sempre e comunque, augurandosi che tutti gli Italiani partecipino numerosi a questo Evento che si terrà in

 

Piazza Santi Apostoli di Roma il 12/05/2012 dalle ore 19:00 alle ore 21:00.

 

Tutti devono sapere che, né ieri né oggi né domani,

lascieremo soli i nostri due Leoni.

 

Carolina Latorre e Franca Latorre                                                Vania Ardito e Carmela Girone

(Sorelle di Massimiliano Latorre)                                                   (Moglie e Sorella di Salvatore Girone)

 

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