Archivi categoria: Ospiti

Regioni “Kaputt”? Di Maurizio Bonanni

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C’era una volta la “Politica”, recita il Prologo. Scomparso anche il buon giornalismo, impersonato ancora da qualche panda di razza, abbarbicato al suo albero del pane, sempre più isolato nel suo maniacale perfezionismo. Perché, diciamoci la verità, mai come ora il livello è estremamente scarso, dato che per fare l’una (la politica) e l’altro (il giornalismo) bastano solo le chiacchiere. Nessuno che vada a fondo dei problemi reali, perché costa fatica, impegno e studio: qualità che non sono per nulla apprezzate da un elettorato stanco e disilluso. Come dare torto ai nostri concittadini, che passano da un.. Tassator  cortese a un altro, sempre più scostumato e avido? Ci voleva poi tanto a scoprire che il potere è una giostrina di paese, dove scendono e salgono sempre e soltanto i soliti “noti”, per spartirsi, a turno, le poltrone disponibili? Intanto, talk e quotidiani tracimano dei peana e delle lacrime di coccodrillo, per un’astensione che, nella felice isola rossa emiliana, terra di Peppone e Don Camillo, ha sfiorato quasi i due terzi dell’elettorato. Continua la lettura di Regioni “Kaputt”? Di Maurizio Bonanni

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Quell’urlo silenzioso che non vogliamo ascoltare, Di Alessandro Bertirotti

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È tutta questione di… aprire le orecchie e il cuore.

Avere sedici anni e non riuscire a immaginare un futuro, soffrire in silenzio nascondendo il tormento con un apparente anticonformismo, mentre ogni giorno che passa ci si sente più soli.

Ho pensato che fosse importante scrivere qualche riflessione in proposito, confrontandomi anche con una cara amica e collega, Laura Lesévre, della quale ricordo, rispetto al mio riferimento a questa notizia, il silenzio telefonico prolungato. Mancano le parole, anche se occorre trovarle affinché la mente cominci almeno a ragionare sul potere a volte distruttivo che le situazioni della vita e quello che ci accade esercitano sulle nostre decisioni. Continua la lettura di Quell’urlo silenzioso che non vogliamo ascoltare, Di Alessandro Bertirotti

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Notturno di Donna con Ospiti, di Maurizio Bonanni

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Conoscevate gli incubi di una casalinga di periferia? No? Ebbene, se volete rimediare, non vi resta che assistere allo spettacolo “Notturno di donna con ospiti”, in scena alla Sala Umberto di Roma, che ha come protagonista assoluta la bravissima Giuliana De Sio, diretta da Enrico Maria Lamanna, su testo di Annibale Ruccello. Il dramma (perché di ciò si tratta!), travestito da farsa semicomica, è “vociato”, gridato e disseminato di mottetti, epiteti e modi di dire, apostrofati nel più stretto dialetto napoletano. Esemplare la scenografia, articolata come una casa di bambola, per bambine adulte, in cui si giocano, sulla falsa profondità, i volumi di un piano superiore, di una cucina tinello, di una veranda giardino e di un gigantesco armadio, modello “Stargate”, dove le rappresentazioni del passato irrompono sulla scena incombente, livide come un mare di petrolio, che uccide le alghe nutrienti del fondale. Continua la lettura di Notturno di Donna con Ospiti, di Maurizio Bonanni

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Il X MIting di Tulime: un’occasione per “coltivare” insieme

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Dal 21 al 23 novembre Tulime Onlus invita tutti a Balestrate (PA), nel cuore della Sicilia, per il X MITIng Nazionale. Si chiama MiTING non per un errore di scrittura: in kiswahili la parola “MITI” significa “alberi” e, dato che Tulime ha iniziato la sua attività coltivando alberi nei villaggi della Tanzania, l’assonanza con la parola Meeting è venuta naturale.

Partecipare al MIting, significa continuare questa attività “Coltivando relazioni”, con lo stesso spirito con il quale, in Italia come nei paesi del Sud del Mondo, creiamo rapporti di collaborazione vera, di sviluppo condiviso, con le comunità locali che  incontriamo lungo il percorso. Continua la lettura di Il X MIting di Tulime: un’occasione per “coltivare” insieme

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“Fischia il sasso..” di Maurizio Bonanni

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“Rien ne va plus!”. Con l’esplosione della rabbia e della protesta delle periferie romane, la situazione socio-politica e economica dell’Italia va (inesorabilmente?) verso il suo punto di non ritorno. Tutto previsto, tutto scontato. All’inizio degli anni ’90 del XX sec., a proposito di periferie e d’immigrazione, scrivevo al mio carissimo amico, allora Capo della Polizia, una semplice verità, con due facce. La prima: le immense responsabilità della politica, dagli anni ’60, in poi, per aver colpevolmente lasciato briglia sciolta, e libertà di devastazione alla speculazione fondiaria e immobiliare (v. cementificazione della costa ligure!) dei capitani senza coraggio, signorotti corrotti e corruttori senza pari, creature predilette della bassa cucina politica, anime senza scrupoli, voraci e incontrastate, angeli neri della speculazione edilizia e del sacco urbano. Continua la lettura di “Fischia il sasso..” di Maurizio Bonanni

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Saremo tutti depressi? Di Alessandro Bertirotti

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È tutta questione di… stile di vita.

La ricerca più importante sulla realtà attuale e prevista di questa malattia risale al 2013 grazie allo studio di un gruppo di ricercatori australiani del Qeensland e pubblicato sulla rivista scientifica PLOS Medicine.

Secondo questo studio, il Medio Oriente e il Nord Africa sono le zone del mondo in cui vi sono i più alti tassi di depressione, e in generale questa malattia è la seconda disabilità più diffusa al mondo, visto che affligge circa il 4% della popolazione. E le previsioni per l’Europa non sono ottimiste, perché nel 2030 sarà la patologia più diffusa nel Vecchio Mondo, con delle conseguenze davvero significative se non cominciamo a correre ai ripari.

Ma come possiamo contrastare questa vera e propria emergenza mondiale, più diffusa fra le donne che fra i maschi e che arriva ad invalidare la vita quotidiana di molte persone, le loro relative famiglie per non parlare dei costi che tale patologia rappresenta per tutti i sistemi sanitari nazionali?

Durante un interessante convegno che si è svolto a La Spezia, il 29 novembre scorso, organizzato dalla ASL n. 5 della Liguria, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze, è emerso chiaramente come un approccio esclusivamente farmacologico, seppure fondamentale ed indispensabile, a seconda dei casi, sia insufficiente.

Il nostro cervello è decisamente l’organo più vincolante del nostro corpo, nel senso che coordina il funzionamento di tutti gli altri organi, nelle loro funzioni specifiche e nel determinare il funzionamento di tutto l’intero corpo. Per questo motivo, la relazione che esiste fra il nostro stile di vita e il nostro umore è talmente stretta che solo una attenta lettura di quest’ultimo può fornire i dati che ci permettono la formulazioni di una giusta diagnosi e quindi degli interventi terapeutici possibili. La relazione che esiste tra il nostro sistema immunitario, il benessere del cervello che ci fa sentire di “buon umore”, la nostra alimentazione, il movimento fisico e l’espressione artistica, è talmente stretta che è sufficiente intervenire su una di queste dimensioni esistenziali per aiutare la mente a programmarsi positivamente in tutte le espressioni della vita quotidiana.

Dunque, la depressione può essere davvero curata con un intervento integrato che si rivolga a più sfere della vita delle persone che ne sono affette, mettendo in primo piano il ruolo della relazione affettiva che ogni persona sviluppa con quello che fa, con i prodotti dei propri desideri e bisogni.

Un mondo che non permetta ai suoi cittadini di esprimersi secondo relazioni affettive, che non garantisca la quotidianità del fare e che non riporti l’utilizzo del tempo a livelli di apprezzamento soggettivo, senza dare la sensazione di essere sempre in ritardo, è solo espressione criminale generalizzata del tutti contro tutti. Ma per amarci è necessario imparare ad amare tutto quello che è diverso da noi, specialmente quando questo diverso, a ben vedere, abita in noi da sempre.

Molto spesso abbiamo paura di noi stessi e crediamo che siano gli altri a spaventarci.

Di Alessandro Bertirotti, l’Antropologo della Mente

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‘Educare oggi:scuola, famiglia e società’. La psicoterapeuta Silvia Vegetti Finzi a Palermo parla di percorsi relazionali fra genitori e figli

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Prenderà il via il 20 novembre, con l’incontro con la psicoterapeuta Silvia Vegetti Vinzi, presso l’aula magna della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, la quinta edizione del master formativo ‘Educare oggi:scuola, famiglia e società’.
 L’iniziativa, promossa dall’associazione ‘Genitori & figli: istruzioni per l’uso‘(www.associazionegenitoriefigli.it), si avvale delpatrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione e della certificazione ufficiale del CIDI, il Centro Iniziativa Democratica Insegnanti, come soggetto qualificato dal MIUR.  Continua la lettura di ‘Educare oggi:scuola, famiglia e società’. La psicoterapeuta Silvia Vegetti Finzi a Palermo parla di percorsi relazionali fra genitori e figli
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Un “Riccardo III” alla Ranieri, vale la pena seguirlo nelle repliche. Di Maurizio Bonanni

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La linea dell’universo di un artista è molto più che una curva del Destino: quest’ultima predice, infatti, dove andrai, cosa farai; ma non chi veramente tu sia. Ecco, chi è realmente Massimo Ranieri? È, forse, il suo Riccardo III, che è andato di recente in scena al Teatro Brancaccio di Roma? Quel Re deforme, che la regia di Ranieri stesso ha voluto immerso nei giganteschi chiaroscuri, che si agitano come mosche bianche, colorate di luce, sulla nera superficie curva di un grande cilindro centrale, molto più simile alla parte bassa del Tempietto romano di S. Pietro in Montorio, che alla Torre di Londra, appartamento dei sovrani, custode del Tesoro d’Inghilterra, e luogo torvo di prigionia nei suoi sotterranei oscuri. Ed è quest’ultimo, simile a un tamburo sul quale si battono i tempi del lutto (le musiche di Ennio Moricone vanno in tal senso, nel ricostruire le atmosfere del dramma shakespeariano), a schiudere, di volta in volta, il suo ventre, per illuminare dall’alto i volti dei personaggi, mentre complottano, amano, uccidono e muoiono loro stessi. Continua la lettura di Un “Riccardo III” alla Ranieri, vale la pena seguirlo nelle repliche. Di Maurizio Bonanni

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Un Viaggio a Varsavia per raccontare la Sicilia, di Maurizio Piscopo

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Da bambino sognavo di fare lo Scrittore e tante volte da giovane a
Palermo in via Libertà   incontravo Stefano Vilardo e Leonardo Sciascia
entrambi Maestri come me. Erano di un’altra generazione eppure era
straordinario conversare con loro, che  mi hanno dato consigli
preziosi: scrivere a tarda età quando si ha veramente qualcosa da dire,
quando i capelli diventano tutti  bianchi. Continua la lettura di Un Viaggio a Varsavia per raccontare la Sicilia, di Maurizio Piscopo

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