Gli addetti alla produzione sono lavoratori, tutelati dalla Costituzione e dai sindacati, mentre coloro che gestiscono beni o servizi per conto dello Stato, sono percettori di rendite in quanto svolgono un’attività senza correre alcun rischio. Questi ultimi sarebbero tutelati dagli ordini professionali. Le nuove tecnologiehanno frantumato i blocchi sociali ma sindacati e ordini continuano a difendere le “reliquie” ed a conservare una rappresentatività utile solo a riciclare i vertici in politica.I disoccupati, quindi, resteranno tali fino a quando non avranno una lobby a tutelarne le ragioni. Continua la lettura di I professionisti sono lavoratori ? No. Vivono di rendita ! Di Riccardo Cappello
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L’Obameide, di Maurizio Bonanni
Ricordate l’Eneide e la fuga di Enea da Troia distrutta? Ebbene, anche Obama ha avuto diritto alla sua “Obameide”: fuggito dall’Irak e dall’Afganistan, rischia di ritrovarsi i nemici di sempre nella sua “Fortress America”. Perché, giustamente, qualche milione di americani musulmani lo spaventa, soprattutto dopo le scontate promesse dei capi dell’Isis di riportare il terrore in tutte le città dell’Occidente. E quanti aspiranti martiri troveranno i turbanti neri tra i giovani immigrati, di seconda e terza generazione, che vivono nei Paesi anglosassoni? Continua la lettura di L’Obameide, di Maurizio Bonanni
Chi valuta i valutatori ? Di Riccardo Cappello
Se sono i peggiori a determinare nomine e carriere perché ostinarsi a buttare soldi nella scuola ? I più capaci avrebbero maggiori possibilità di emergere se l’assegnazione degli incarichi fosse affidata al sorteggio come avviene per i giudici popolari. Una Repubblica fondata sulla rassegnazione e costruita sulla filosofia di “mamma, Paese e posto fisso” può produrre solo conigli che si muovono rasentando i muri per non bagnarsi e per essere pronti ad entrare in un portone al primo accenno di temporale. Continua la lettura di Chi valuta i valutatori ? Di Riccardo Cappello
La “Balconite” di Sir Matteo, di Maurizio Bonanni
Conoscete la.. “balconite”? No, non è una forma simile alla borsite (oddio: Sir Matteo Renzi ha anche quella.. Intesa come il vizio di mettere la mano all’interno delle nostre borse di contribuenti!). Piuttosto, deriva dalla particolare passione di certi mattatori politici, assai esibizionisti e super egoici (v. il Duce..) di affacciarsi al balcone e arringare le folle adoranti. Ci manderai in guerra contro Putin, Sir Matteo? Che dice l’astuta Mogherini, ribattezzatasi anti putiniana, per incollarsi alla sua nuovissima cadrega? Intanto, il mio di ricordo va al dramma delle Torri Gemelli, di cui ricorre l’anniversario, in data di oggi, quando sto scrivendo. Allora, in premessa, un ricordo personale. All’epoca, mia figlia, aveva 13 anni ed eravamo a Londra, per il secondo (e ultimo) nostro viaggio all’estero insieme.
Avevamo prenotato l’aereo da Heathrow “esattamente” in coincidenza con l’orario dell’attentato. Più o meno a quell’ora, ci trovavamo sulla metro veloce che porta da Londra centrale all’aeroporto. Il nostro treno, improvvisamente, senza una spiegazione, iniziò a rallentare, arrestando quasi la sua marcia, sicché eravamo molto preoccupati di perdere il volo di ritorno per Roma. Arrivati all’aeroporto, la mia ex moglie, sconvolta, mi dà il resoconto, via sms, di ciò che stava accadendo in quel momento, con particolare riferimento al 2° aereo.. Poi, entrati nello spazio aeroportuale, abbiamo notato che tutti i monitor dell’aeroporto mandavano in diretta video le immagini dell’attacco.. Incredibile esperienza.. Il nostro aereo, per fortuna, è stato uno degli ultimi a decollare, prima che lo spazio aereo inglese venisse sigillato..
Passiamo alla “ducite” di Sir Matteo, polemizzando garbatamente con lui su alcuni, fondamentali aspetti dell’attualità. Il primo, pregnante e urgente, sul piano della sicurezza internazionale, è senz’altro rappresentato dall’Isis e dal fondamentalismo sunnita eversivo. I responsabili della nostra politica estera dovrebbero, a mio avviso, dire con grande chiarezza che, con ogni probabilità, i nostri modelli “democratici” non funzioneranno mai in quelle aree. E che è frutto di pura follia, il solo poter pensare (alla Bush/Obama) che sia fattibile “l’esportazione della democrazia”, e tutto quanto ha accompagnato (e accompagnerà?) le nostre retoriche militari interventiste che, guarda caso, sono sempre attivissime in quelle regioni che navigano sul petrolio (v. liberazione del Kuwait e, domani, di qualche emirato fondamentalista).
Nulla di tutto questo, invece, vale per i disastri umanitari dell’Africa, poverissima, stracciona, violenta e malata (lì, i fondamentalisti fanno a gara nelle pulizie etniche contro i “miscredenti”!). Inoltre, mai nessuno che si chieda il “perché” la religione musulmana, con la sua sharija, abbia governato per decine di secoli quelle aree, senza mai che uno solo dei Popoli del Profeta si fosse ribellato al Corano e ai suoi precetti.. E io non credo che sia stata solo la spada, quanto, piuttosto, un sogno, grande quanto il mondo ( tuttora validissimo, per centinaia di milioni di fedeli mediorientali!), di conversione coatta di tutte le genti ai sacri precetti dell’Islam.
Altra questione dirompente: la gestione approssimativa e personalistica della riforma della scuola di Sir Matteo. Anche qui, quando ero dall’altra parte della cattedra, molto tempo fa, insegnando materie scientifiche tra le più difficili, mi sono accorto che, ad es., rispetto alla Francia, che conoscevo bene, i nostri programmi erano fermissimi ai risultati scientifici, ottenuti un secolo e mezzo prima! Sinceramente, tra colleghi e studenti non avrei saputo a chi assegnare la palma del peggiore! All’epoca, ricordo che fui costretto a umiliare gli allievi di talento, pur di mantenere viva e promuovere la stragrande maggioranza di mediocri! Invece, Sir Matteo (sarà che ha una moglie precaria?), si preoccupa di allargare i cordoni della spesa pubblica, per assumere decine di migliaia di precari in più, nelle fila del pubblico impiego. Ma dico, a qualunque imprenditore privato non verrebbe mai in mente una cosa del genere! Avendo, infatti, qualsiasi scuola “X” gli organici pieni di gente ultra garantita e inamovibile (che buffonata la questione del merito!), qualora si creino lacune orarie provvisorie, basterebbe utilizzare, per la relativa copertura, gli insegnati di ruolo, riarticolando l’orario scolastico e aumentando leggermente le loro ore (in media, come si sa, gli insegnanti ne lavorano 18 a settimana!), pagandole con un compenso straordinario.
Già scrissi e dissi a Sir Matteo, prima del clamoroso flop della vendita di auto blu su Ebay, come, in realtà, la spesa folle per il trasporto dei dirigenti di Stato (macchine, autisti e relativa gestione) era molto, ma molto superiore. In parecchie migliaia di casi, persone -alti burocrati, con e senza le stellette; politici di ogni rango- che, di fatto, non avendone oggettivamente alcun bisogno (facendo un percorso giornaliero quasi esclusivamente tra casa e ufficio), hanno, pur tuttavia, a disposizione una macchina con due autisti delle Forze dell’Ordine (o attendenti militari). E questi ultimi non solo sono del tutto sotto impiegati e non rischiano nulla ma, addirittura, percepiscono il massimo contingente di straordinario, esattamente come i colleghi più esposti al rischio della criminalità organizzata e comune! E sto parlando di non poche migliaia di unità giovani, tolte all’operatività e super tutelate dai sindacati di categoria, i quali, così, possono sempre invocare, poveretti, che le Forze di Polizia e quelle militari sono sempre sotto organico!
Altro clamoroso esempio: la falsissima questione della “tassazione” del pubblico impiego, dove uno Stato incapace dà e toglie, contemporaneamente. Ebbene, per mettere in moto e sostenere amministrativamente “quella” partita di giro (inutile e fittizia!) lo Stato consuma parecchie risorse di organico, in conti fittizi! Sir Matteo, Le ripeto il mio mantra (La sfido a controdimostrarmelo!): il 95% di “tutte le attività svolte dagli apparati pubblici è dedicato all’auto amministrazione! Da qui, si può serenamente ripartire, per fare un calcolo approssimativo di quante risorse (soldi di tutti) vengono bruciate per nulla! Però, attenzione: in questo “nulla” gravita un’enorme massa stipendiale tale che, se venisse annulla e azzerata di colpo, il mercato interno crollerebbe, per il venir meno di parecchi milioni di consumatori.. Il rimedio aureo sarebbe quello di individuare (come ho già fatto numerose volte!) un gioco “win-win”, dove vincono tutti gli attori coinvolti, tale da convertire gli impiegati pubblici da consumatori a produttori netti di ricchezza.
Vi posso dire che è fattibile, avendo trascorso più di 13 anni della mia vita come dirigente, con significative responsabilità, nell’ambito dei controlli interni (tutti..) della più grande tra le Amministrazioni dello Stato. E tre cose, fondamentali, mi sento di dirle. Primo: il fancazzismo è il prodotto diretto di una dirigenza pubblica assolutamente incapace. Infatti, il dirigente pubblico non viene mai formato per la gestione delle risorse materiali e umane a lui affidate: la sua sola ragione e preoccupazione di esistere è la dittatura del procedimento, delle carte a posto, in base a leggi e regolamenti esistenti. Nulla importa, di conseguenza, di quali siano i costi e l’organizzazione ottimali per fornire quelle stesse prestazioni burocratiche. Secondo: gli impiegati pubblici si definiscono scarsamente motivati, malpagati e sottoutilizzati. Non pochi si dedicano, in nero, a ben più fruttuose attività, nell’ambito dei piccoli commerci e de servizi alla persona e/o alle aziende produttive, pubbliche e private. Quindi: fancazzismo di che?
Terzo: sono proprio i sindacati del pubblico impiego, faziosi, voraci, con un potere ricattatorio e predatorio senza pari (guarda caso, le trattenute sullo stipendio degli iscritti sono operate dall’Amministrazione e le iscrizioni tacitamente rinnovate annualmente. Incredibile! Lo sapevate?) a rendere impossibile il licenziamento dei fannulloni, perché, altrimenti, il sindacato perderebbe potere, credibilità e iscritti. E la dirigenza pubblica (orientata solo alla propria carriera, che è totalmente nelle mani della discrezionalità politica) se ne guarda bene a provocare, con decisioni coraggiose, una protesta sindacale, nei confronti del proprio operato. Se lo facesse, verrebbe emarginata, mobizzata a vita, con quel che segue.. Allora, ripeto, una possibile soluzione potrebbe essere quella di mandare a casa una classe dirigente burocratica, autoreferenziale e autoriferita e, poi, fare sì che tutti i loro sottoposti attuali diventino padroni del proprio destino “e” della ricchezza da loro stessi prodotta. Nel senso che la drastica riduzione degli sprechi significhi, in pratica, un aumento netto e rilevante dei guadagni di ciascuno, a fine gestione (li equipari, cioè, a liberi professionisti e partite Iva associati). Questo rappresenterebbe un meraviglioso circuito virtuoso “win-win”, dove i partecipanti (cittadini e ex impiegati) hanno tutto da guadagnare.
Di Maurizio Bonanni
Si può riformare il mercato del lavoro ignorando il lavoro intellettuale ? Di Riccardo Cappello
La Corte di Giustizia europea ha cancellato le regole nazionali di accesso alle professioni che consentivano ad alcuni Stati membri, tra i quali l’Italia, di bloccare la circolazione dei titoli professionali. La decisione (sentenza 17.07.2014, cause riunite 58/13 e 59/13), che sui media è passata quasi inosservata, fissa il principio che “se il cittadino di uno Stato membro sceglie di acquisire il titolo professionale in un altro Paese membro diverso da quello in cui risiede, per beneficiare di una normativa a lui più favorevole, ciò non consente, di per sé, di concludere nel senso della sussistenza di un abuso del diritto”. Continua la lettura di Si può riformare il mercato del lavoro ignorando il lavoro intellettuale ? Di Riccardo Cappello
N.A.T.O. per .. Morire? Di Maurizio Bonanni
Chi vuole morire per Kiev? Rimanete tutti con le mani in tasca, fischiettando? Vedo.. Storicamente, noi Italiani di guerre e di schieramenti non ne capiamo nulla, evidentemente. Si narra che Bismack si domandasse, davanti al suo caffè mattutino, “Da che parte stanno, oggi, gli Italiani?”.. Già, perché la nostra antica passione per i.. “doppi forni” è antichissima, e ben nota a tutti (alleati e potenziali nemici), sicché il nostro pendolo rimane sempre ben fisso al centro! Ricordo, en passant, i doppi forni di Andreotti, Moro e Craxi, a proposito di Israele e Palestinesi, per dirne una.. Ricordo, altresì, quello di equidistanza tra Russia e America, con la storia dei missili a Comiso; o la disavventura di Sigonella, che costò a Craxi (ne sono convintissimo!) il potere e l’esilio. Continua la lettura di N.A.T.O. per .. Morire? Di Maurizio Bonanni
Avvocatura cumanna, di Riccardo Cappello
Non siamo nella Palermo degli anni ’60 e ’70 ma al Consiglio dei Ministri del 29.08.2014. Non è il boss a comandare ma l’ordine forense. Non è il picciotto ad eseguire ma il governo. L’ordine non si trasmette col “pizzino” ma a mezzo stampa. Così, Sul Sole24Ore del 16.07.2011 il Cnf “suggerisce” di riformare il processo civile attraverso “un sistema di risoluzione delle controversie attraverso una negoziazione con la presenza dell’avvocato che può autenticare l’accordo e l’identità delle parti” e “forme di collaborazione dell’avvocatura allo smaltimento dell’arretrato. Un sistema secondo cui gli avvocati scelti dal Consiglio dell’Ordine potrebbero assumere l’incarico di definire una parte del carico pendente”. Il decreto, non solo ricopia pedissequamente il dettato dell’ordine, ma concede, addirittura, qualcosa in più: il monitoraggio delle procedure di negoziazione assistita. Continua la lettura di Avvocatura cumanna, di Riccardo Cappello
A proposito di adozioni all’interno di coppie dello stesso sesso: ecco un tipo di informazione corretta, di Maurizio Bonanni
UNA SENTENZA NON TROPPO CREATIVA.
Diciamo subito cosa non c’è scritto nella sentenza: contrariamente a ciò che hanno scritto i giornali e ha fatto esultare qualcuno e gridare allo scandalo qualcun altro, nella sentenza non c’è alcun riconoscimento del “diritto” delle coppie omosessuali all’adozione. Al contrario, il collegio scrive esplicitamente che nel nostro diritto positivo solo le coppie unite in matrimoni…o possono accedere alla procedura di adozione c.d. “legittimante” che fa sì che il minore acquisti a tutti gli effetti lo status di figlio della coppia, recidendo ogni legame con la famiglia di origine.
Il tribunale di Roma si è occupato di un caso diverso, ovvero della richiesta di una donna di poter adottare, in base all’art. 44 lett. d) della legge 184/83, il figlio naturale della convivente. Continua la lettura di A proposito di adozioni all’interno di coppie dello stesso sesso: ecco un tipo di informazione corretta, di Maurizio Bonanni
Il regno del Califfo Nero, di Maurizio Bonanni
Bin Laden andava preso sul serio. Credevamo che i suoi miliziani e i taliban fossero un esercito di terroristi straccioni, che avevano approfittato del vantaggio di operare all’interno di una “No men land” a-statuale, per farsi stato fondamentalista sunnita essi stessi, a migliaia di miglia di distanza dalle nostre (sempre più insicure) frontiere. Credemmo (non io, di certo!) di poter “esportare la democrazia” (democracy building), dopo aver spodestato con le armi odiosi regimi dittatoriali, prima invadendone e, poi, pacificandone i territori relativi. Invece, ci trovammo con migliaia di bare di soldati e civili da rimandare a casa, favorendo così la rivolta delle nostre opinioni pubbliche occidentali, che votarono democraticamente per il ritiro dei rispettivi contingenti! Del resto: “Nemo profeta in patria”. Vale anche per me. Da molti anni parlo del rischio di una nuova “crociata” in terra araba e musulmana. In un mio editoriale dell’aprile 2004, dal titolo profetico (“La Crociata del XXI sec”), sostenevo che il fanatismo islamico sarebbe stato il vero boia dell’Occidente. Continua la lettura di Il regno del Califfo Nero, di Maurizio Bonanni
Mammi e babbe, l’insalata gay è servita, di Alessandro Bertirotti
È tutta questione di… onestà.
Lo abbiamo letto, sentito e visto ovunque: il Tribunale di Roma riconosce l’adozione di una bimba ad una coppia gay. L’adozione è un diritto dell’adottato, e non della coppia che adotta, e questo è il primo punto da chiarire.
Le domande che le persone sensate tendono a porsi in proposito sono numerose: è sufficiente la presenza all’interno di una coppia qualsiasi di una buona relazione affettiva genitore-figlio per educare un figlio? È necessario un modello di riferimento preciso e biologicamente determinato per l’educazione di un figlio? In altri termini, il fatto che vi siano due babbi, oppure due mamme, all’interno di una relazione genitoriale, è positivo o negativo per il figlio? La presenza di un padre maschio e di una madre femmina è utile per il benessere e l’equilibrio psicologico di un figlio? Continua la lettura di Mammi e babbe, l’insalata gay è servita, di Alessandro Bertirotti

