“Specchio, Specchio delle Mie brame, chi fa più Casini di me nel Reame?”! Ma tu, mio caro! E sì, cari moderati, perché, nel bene, come nel male, Casini è lo specchio della politica italiana! Lui, Alfano, De Girolamo, Mastropasqua, e migliaia di altri come loro rappresentano, poi, “Il Sistema” a matrice catto-comunista e consociativa (prima bianco-rosso e, oggi, bianco rosa, con mille falliti tentativi di ricostruire la Dc); quello che vive e prospera nello (e “grazie allo”) Stato-Badante. Direte Voi: oggi, le leve del comando sono (praticamente) tutte nelle mani sbagliate, allora? Continua la lettura di Ma che.. Casini! Di Maurizio Bonanni
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I Grillini? Ghigliottinati! Di Maurizio Bonanni
Ti opponi? Bene, allora ti taglio la.. testa! Per la prima volta, un Presidente della Camera, espressione degli “ultralibertari e ultragarantisti”, ha applicato la “ghigliottina” prevista dal Regolamento parlamentare, per stroncare il tentativo di “filibustering” (il cui significato, secondo wikipedia, è il seguente: “disegno dilatorio messo in atto dai gruppi di minoranza per ritardare o impedire l’approvazione di una legge”), a firma dei M5S, che volevano definitivamente affondare lo scandaloso decreto governativo, che abbina l’esenzione Imu alla riforma di Bankitalia. Un’altra sorta di “omnibus” normativo, in cui il Governo imbarca gli argomenti più diversi e disparati, senza rispettare più (accade, ormai, da molto tempo!) una qualsiasi “consecutio” e ratio legislativa. Complimenti al duo Letta-Napolitano! Signor Presidente della Repubblica, vorrebbe difendere il buon diritto di noi tutti alla decenza amministrativa? Metterà il suo sigillo a questo obbrobrio? E perché non rinviarlo alla Camere, in modo da dare l’opportunità a Governo e Parlamento di sistemarlo decentemente? Continua la lettura di I Grillini? Ghigliottinati! Di Maurizio Bonanni
il Salvadanaio della Banca d’Italia, di Maurizio Bonanni
“Che fai, mi scippi?”. Questo potrebbe essere il grido di dolore del cittadino che assiste sgomento alle operazioni di privatizzazione del capitale di Bankitalia (BdI, in seguito), deciso dal Governo Letta, e attuato in modo rocambolesco, per almeno due motivi. Il primo, poco noto, è riferibile al Regolamento della Bce che, su operazioni analoghe, “deve” rendere il suo parere in merito. E lì, il mugugno di Draghi (sempre un po’ troppo “soft”, per la verità..), anche se appena sussurrato, si è fatto sentire, dato che la richiesta di parere gli è stata inviata soltanto cinque giorni prima -cosa davvero poco seria!- della pubblicazione del decreto-legge sulla GU. Continua la lettura di il Salvadanaio della Banca d’Italia, di Maurizio Bonanni
Intervista di Umberto Mucci a Carlo Calenda, vice Ministro per lo Sviluppo Economico, sull’accordo di libero scambio tra UE e USA
L’accordo sul commercio tra Europa e Stati Uniti: in Italia siamo in buone mani
Carlo Calenda è Vice Ministro per lo Sviluppo Economico, ed è alla sua prima esperienza in politica. Questa rubrica non è solita intervistare personalità politiche italiane, ma chi scrive lo percepisce come qualcuno che è completamente differente dalla media del personale politico italiano. E’ persona giovane e competente; con un passato che gli ha visto ricoprire un ruolo di responsabilità, nell’azienda più di successo tra le tante di successo in questo Paese, la Ferrari, PRIMA di essere chiamato ad una responsabilità politica, e non grazie a ciò; si muove a suo agio nel mondo dell’impresa e della sua internazionalizzazione, fondamentale per il nostro Paese. Continua la lettura di Intervista di Umberto Mucci a Carlo Calenda, vice Ministro per lo Sviluppo Economico, sull’accordo di libero scambio tra UE e USA
Matteo, zero in latino. Di Maurizio Bonanni
“Italicum”, chi era costui? Secondo Matteo (Renzi) è il succedaneo del Mattarellum e del Porcellum, due tizi impresentabili, creati come altrettanti Frankenstein nei laboratori delle Segreterie di Partito, per rovinare, sostanzialmente, la vita agli Italiani. Il “latinorum”, tra l’altro, è imperdonabile e deprecabile, in un Paese che si vuole erede di Cicerone e di Tacito. Ma, Matteo li ha superati tutti. Infatti, “Italicum” ha assonanze sinistre con “Italicus”, il treno maledetto, sul quale il terrorista neofascista Nico Azzi mise una bomba devastante, negli anni ’70.. Però, in senso figurativo, se l’accordo B./R. (oddio, anche qui, quale terribile assonanza!) dovesse tenere, allora soglie di sbarramento e obbligo di scegliere tra Fi Pd e M5S (gli unici che possono sperare di arrivare a un premio di maggioranza), non lasceranno spazio alcuno al sogno “terzopolista”, inseguito dalla galassia liberal-democratica ed ex popolare. Sul versante del liberalismo storico, infatti, non c’è nessun “Venditore di sogni”, che possa attrarre il voto di opinione, per la conquista di milioni di consensi, come oggi sono in grado di fare Berlusconi, Renzi e Grillo. Continua la lettura di Matteo, zero in latino. Di Maurizio Bonanni
Intervista di Barbara Romani a Claudio Velardi
«Occhio Matteo, i magistrati sono terrorizzati da te e faranno di tutto per farti fuori». A lanciare l’allarme al segretario del Pd non è Silvio Berlusconi, ma Claudio Velardi, ex Lothar di Massimo D’Alema e oggi Cassandra di Renzi: «I tuoi veri nemici non stanno nel partito, ma nelle procure, che hanno fiutato l’uomo nuovo e si stanno già attrezzando per abbatterti». Continua la lettura di Intervista di Barbara Romani a Claudio Velardi
Alfano, il numero primo. Di Maurizio Bonanni
Dice un detto: “Andarono per suonarle e furono suonati!”. Prendiamo il buon Cicchitto, che si è “cicchettato” un passato di talebano pro-Cav, per diventare il Coniglio Mannaro (vi ricorda qualcosa? Pansa illuminaci tu!) dell’Ncd! Nemmeno si fosse trattato della conversione di Saul sulla via di Damasco! E Alfano, non vi sembra quello della “Solitudine dei numeri primi”, politicamente parlando? Indivisibile per Berlusconi, per il Pd e per Grillo. Andrà a finire spontaneamente tra i rottamati, come Fini, Casini e Monti? Curioso: lui giura e spergiura di pensare solo agli interessi dei cittadini ma, a quanto pare, gradisce le frattaglie della Prima Repubblica, quando i Partitini facevano e disfacevano i Governi balneari, con i loro insulsi capricci, ripicche e impuntature. Lui, “primo”, non può pretendere certo di fare il comune multiplo del centrodestra, poverino.. Continua la lettura di Alfano, il numero primo. Di Maurizio Bonanni
Alcuni industriali veneti. Di Alessandro Bertirotti
Ho ultimamente avuto occasione di viaggiare assieme ad un gruppo di industriali veneti, e la mi sorpresa è stata evidente quando mi sono reso conto di essere di fronte a “veri padri di famiglia”.
Vi è stato bisogno di tempo, certamente, perché la scoperta non è facile da fare, come non è facile scoprire qualche cosa che abbia a che fare coi sentimenti negli industriali in genere, perché sono abituati a percepire il mondo circostante in termini economici e dunque secondo la prospettiva della spesa e del guadagno. Continua la lettura di Alcuni industriali veneti. Di Alessandro Bertirotti
Equitalia: lista di grandi evasori, di Augusto Pilato
Investire Oggi, in un articolo a firma Patrizia Del Pidio del 27 Giugno 2013, riprende e diffonde un comunicato stampa dell’Associazione Federcontribuenti, inerente una corposa elencazione di altisonanti soggetti che non avrebbero versato nelle casse dello Stato, in quanto dovuto, ben 545 miliardi di Euro. In aggiunta si rimarca pure che l’aspetto paradossale sembrerebbe essere la certa intimazione del Segreto di Stato, perché ovviamente lista comprendente nomi di gran riguardo. Continua la lettura di Equitalia: lista di grandi evasori, di Augusto Pilato
Renzi, “Chi”? Di Maurizio Bonanni
Quanti petali ha la margherita elettorale? Tanti, quanti sono i giorni del 2014, con ogni probabilità. Un giorno si vota, e il giorno dopo no. Anche se la cosa non appassiona nemmeno un po’ gli italiani, angosciati da ben altre preoccupazioni più concrete, come la disoccupazione che continua ad aumentare, con la componente giovanile più penalizzata delle altre. Titoli di studio che non valgono nulla, per qualità e per assenza di un mercato intellettuale dell’offerta, mentre il Governo continua nella sua opera anestetizzante, parlando di “ripresina”. E tutto questo, senza consegnare alla riflessione collettiva dati statistici concreti, che prendano in esame il numero delle imprese che hanno delocalizzato negli ultimi cinque anni, portando all’estero impianti e know-how produttivo, con conseguente perdita di fatturato e di mancati introiti per il fisco italiano. Se Renzi è la grande speranza degli italiani, c’è poco da stare allegri: il suo Dna origina dalla sinistra della tassazione sulle rendite e sui patrimoni. Sinistra che non è in grado, nemmeno in tempi di crisi come questi, di ragionare sul fatto che la ricchezza si può ragionevolmente distribuire, se c’è qualcuno che la produce. Continua la lettura di Renzi, “Chi”? Di Maurizio Bonanni


