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Rogo Camper: Diodati (CRI Roma) “Ci sia lutto cittadino per le giovani vittime”

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“Credo che di fronte alla morte delle tre sorelle la città debba fermarsi. Dovrebbe essere indetto un lutto cittadino nei prossimi giorni. Quanto accaduto è una vera tragedia. Croce Rossa di Roma si unisce al dolore dei familiari delle giovani vittime e invita tutti a riflettere sull’urgenza di intervenire verso le condizioni di maggiore marginalità sociale che ad oggi sembrano essere vissute e affrontate in prima persona quasi esclusivamente dal lavoro messo in campo dal volontariato”.
dichiarazione di Debora Diodati, Presidente della Croce Rossa di Roma
Alessandra Filograno

 

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CROLLO PONTE CNA-FITA, ORA CONTROLLARE TUTTI GLI APPALTI

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La presidente CNA-Fita, l’associazione degli autotrasportatori artigiani, Cinzia Franchini: “Piangere le vittime e sperare che il destino metta in salvo miracolosamente gli automobilisti e i camionisti non può e non deve essere il fondamento delle politiche infrastrutturali italiane”.
 
Roma, 18 aprile 2017 – Un altro cavalcavia crollato e la tragedia è stata sfiorata di un soffio. Meno di due mesi fa a Camerano era collassato un ponte sulla A14 durante i lavori di ampliamento dell’autostrada: morirono due persone e tre rimasero ferite. Oggi a Fossano nel Cuneese un viadotto sulla tangenziale è improvvisamente crollato distruggendo un’auto dei carabinieri: un miracolo che i militari siano riusciti a fuggire in tempo. Di fronte al ripetersi di questi inconcepibili episodi la presidente nazionale CNA-Fita Cinzia Franchini torna a ribadire il problema drammatico della sicurezza delle infrastrutture italiane e chiede, in particolare, una mappatura dei cavalcavia del Paese. 
“Le foto di Fossano purtroppo parlano da sole – afferma la presidente Franchini -. Aspettiamo ovviamente le perizie del caso e le analisi sui materiali e sulla posa, ma pare evidente come il problema in questo caso non sia solo quello della manutenzione. Quel ponte si è piegato su se stesso: qualche problema nella realizzazione della infrastruttura ci deve essere. Molti autotrasportatori denunciano da tempo, attraverso la Fita che dà loro voce, le condizioni visibilmente precarie in cui versano tanti ponti. Vanno puntati i fari sulla intera filiera degli appalti e subappaltati pubblici, vanno controllati i lavori già realizzati e vanno verificati con scrupolo i cantieri futuri. Deve essere questa la priorità del Ministero e non la progettazione di opere tanto faraoniche quanto eternamente rimandate. E’ un compito, quello della sicurezza delle opere pubbliche. di fronte al quale il Governo non può sottrarsi: piangere le vittime e sperare che il destino metta in salvo miracolosamente gli automobilisti e i camionisti non può e non deve essere il fondamento delle politiche infrastrutturali italiane. Auspico non si debba attendere l’ennesima tragedia per dare corso ad una mappatura dei viadotti che stiamo chiedendo da tempo. Anche la normativa relativa al trasporto effettuato con veicoli eccezionali di merce che di eccezionale non ha proprio nulla se non le convenienze di alcune lobbies, va tempestivamente rivista”. 
 

 

CNA-Fita Trasporto merci e persone
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I migranti ospiti di Croce Rossa di Roma hanno realizzato un mosaico

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Giovedì 13 aprile 2017 ore 16:00, nel cortile di Palazzo Massimo, presenteremo il mosaico collettivo realizzato nell’ambito del workshop “Un mosaico come ponte di culture”,con i visitatori del museo e i migranti ospiti dei centri Croce Rossa di Roma.
Il lavoro è liberamente ispirato all’opera esposta nella mostra “ARCHAEOLOGY&ME”, dal titolo “Ultime tendenze dell’arte moderna” di Alberto Barazzutti.
L’opera sarà poi trasferita al Museo del Fiume di Nazzano, dove il 27-28 maggio 2017 sarà esposta nell’ambito del Concorso Internazionale di Mosaico “Pictor Imaginarius”

WORKSHOP “UN MOSAICO COME PONTE DI CULTURE”

Progetto a cura di
Museo Nazionale Romano- Palazzo Massimo, Istituto Beni Culturali Emilia Romagna, 
Croce Rossa Italiana- Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale

Evento organizzato in occasione della mostra
“ARCHAEOLOGY & ME”
(Palazzo Massimo, 9 dicembre 2016- 23 aprile 2017)

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MUOS – Revoca della revoca… la storia continua

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NO MUOSIl Gip del Tribunale di Palermo respinge per la terza volta la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero del processo Gullo accogliendo per la terza volta l’opposizione a tale richiesta di archiviazione  proposta dalla vice presidente nazionale Nadia Furnari dell’ Associazione Antimafie Rita Atria a mezzo del suo difensore avvocato  Goffredo D’Antona.
Come si ricorderà, nel  luglio 2013,  l’Associazione Antimafie RITA ATRIA  denunziava il dirigente regionale Gullo per falso ideologico e abuso in atti di ufficio, poiché egli, estrapolando e decontestualizzando una parte della relazione dell’Istituto  Superiore della Sanità ( ISS),  attribuiva a questo ente  un’affermazione di assoluta non pericolosità del sistema MUOS.
Il giudice dott. Ziino, pur dando atto che era nel frattempo pervenuta l’ordinanza dell’ordinanza del Tribunale del Riesame di Catania che annullava il sequestro del Muos di Niscemi e pur dando  atto che era intervenuta la sentenza del CGA, che sembrava legittimare la costruzione del MUOS,  ha ritenuto ugualmente di non condividere  la tesi della Procura.
Sul punto il Gip  scrive testualmente:
“In particolare sono rimasti pochi chiari sia la circostanza che le misurazioni del collegio dei verificatori sarebbero state effettuate portando le singole antenne del Muos a valori di potenza di massima di trasmissione 200 watt di fatto più bassi di ben otto volte rispetto  a quelli indicati negli elaborati progettuali “  e quindi conclude “ che considerata la complessità della materia e degli specifici  profili tecnici e giuridici contestati appare necessario ed opportuno lo svolgimento di ulteriori indagini”.

Considerazioni giuridicamente molto rilevanti in quanto di fatto disattendono con puntuale motivazione i dubbi già  espressi sulla sentenza del CGA che sembrava aver detto la parola fine sul MUOS.
Questo ennesimo provvedimento giudiziario sul MUOS è la riprova ulteriore della fondatezza delle lotte e delle denunzie, tra queste quella poi confluita nel sequestro del MUOS di Niscemi ordinato dal GIP di Caltagirone su richiesta della Procura calatina, portate avanti con la sola forza della ragione dall’Associazione Antimafie RITA ATRIA. L’antimafia che denunzia … anche il potere.

Ass.ne Antimafie Rita Atria

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Centrale elettrica Favignana, arriva lo stop al progetto

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M5S all’Ars: “Il cavidotto sottomarino è la soluzione più razionale dal punto di vista economico e ambientale. Ora, tavolo tecnico che coinvolga comitati di cittadini”.

 

 

Palermo 21 marzo 2017 – Dopo un lungo braccio di ferro tra comitati e cittadini di Favignana e la SEA Imprese Elettriche Minori di Favignana, è stato sospeso l’iter per l’approvazione del progetto sull’ampliamento della centrale elettrica che sarebbe dovuta sorgere a circa 350 metri dal mare di Cala Azzurra e a 500 da quello del Bue Marino. A darne notizia è il deputato regionale M5S Giampiero Trizzino al termine dell’audizione in commissione ambiente tenutasi oggi all’Ars in cui era tra i punti all’ordine del giorno proprio la proposta di ampliamento della centrale elettrica a gasolio sull’isola trapanese. “Con quello che costa ai contribuenti, basterebbe un solo anno di rimborsi che la SEA percepisce della Cassa Settore Elettrico Ambientale, ovvero circa 12 milioni di euro, per costruire un cavidotto sottomarino da Trapani all’isola ad impatto zero”. L’audizione, fortemente voluta anche dal senatore M5S Maurizio Sant’Angelo ha visto la presenza tra gli altri del sindaco di Favignana, di un dirigente dell’assessorato al Territorio e Ambiente e del dirigente dell’assessorato Energia e Rifiuti Domenico Armenio. “Possiamo ritenerci soddisfatti – aggiunge Trizzino – perché nonostante la società SEA ritenga che la costruzione della centrale non sia impattante, in realtà gli effetti sull’ambiente sarebbero di certo significativi, considerando anche che con il costo di costruzione dell’elettrodotto sommerso, da realizzare peraltro una sola volta, si spenderebbe meno di un terzo di quanto ha incassato la Sea in tre anni, ovvero circa 40 milioni di euro dal 2013 al 2016. Dopo questa prima risposta positiva – sottolinea il deputato M5S – chiederemo la ripresa del tavolo tecnico che coinvolge anche i comitati dei cittadini per realizzare un cavidotto sottomarino che rispetti sostenibilità ambientale, le esigenze di approvvigionamento dell’isola ed il mantenimento dei livelli occupazionali”.

Marco Benanti

 

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Crisi Artoni: Fercam potrebbe acquisire solo 13 filiali, un dramma per l’indotto

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La presidente nazionale CNA-Fita Cinzia Franchini anticipa l’accordo che pare essere stato raggiunto tra i due colossi. Martedì il tavolo al Mi.SE: “Centinaia di aziende artigiane hanno continuato a prestare servizi ad Artoni sicure della continuità aziendale: se non verranno pagate rischiano di chiudere stritolate tra crediti inesigibili e banche che chiedono rientri immediati”.

Roma, 12 marzo 2017 – “Una nuova sintesi al ribasso tra il gruppo Artoni e l’azienda bolzanina Fercam. L’accordo tra i due gruppi dell’autotrasporto e della logistica sarebbe giunto due giorni fa, all’indomani dell’incontro a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico e dell’incontro tenutosi a Bologna, presso la Regione Emilia-Romagna, l’8 marzo tra sindacati e associazioni di categoria e l’assessore Palma Costi. A quanto pare l’intesa negoziale prevede che Fercam acquisisca solo 13 filiali, le più piccole, avendo già ereditato i principali clienti di Artoni. In questo modo chi resta stritolato da questa possibile intesa tra colossi sono i fornitori: si dimentica l’indotto e si mettono in ginocchio diverse centinaia di piccoli e medi imprenditori”.  Continua la lettura di Crisi Artoni: Fercam potrebbe acquisire solo 13 filiali, un dramma per l’indotto

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Sig. Presidente Sergio Mattarella la invitiamo a “Rimuovere le Opacità”.

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Il 26 giugno del 2016, alla vigilia del 36° anniversario della strage di Ustica, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dichiarava: Rimuovere le opacità persistenti”.
Abbiamo sperato che, finalmente, ci fosse una presa di posizione netta ma, ancora oggi, sull’“opacità” grave della falsa radiazione del Capitano Ciancarella dalle forze armate non si è tentato minimamente di riportare la trasparenza.
Eppure falsificare un atto di radiazione e soprattutto la firma di un Presidente della Repubblica (allora era Sandro Pertini) dovrebbe essere, a nostro avviso, una delle prima opacità da ripulire con molta energia, visto che già la sentenza del Tribunale di Firenze, ha levato ogni ombra di dubbio.
Si sono citate, come in tutte le ricorrenze, le 81 Vittime, si sono usati i soliti verbi coniugati al futuro e quindi, come nella migliore tradizione italiana, si è tornati a casa come chi va alla messa di Natale, con tutti i buoni propositi e la coscienza a posto per essersi battuti il petto pubblicamente, mondi di tutti i peccati.
Ma per coloro che da anni cercano la Verità a tutto tondo non c’è spazio né nelle sedi istituzionali, né sulle maggiori testate italiane (ma siamo nelle retrovie per libertà di informazione e questo è noto).
Probabilmente il Presidente della Repubblica, che era Ministro della Difesa quando era stata appena depositata la sentenza ordinanza di Priore e che ordino’ un’inchiesta a livello disciplinare sul generale Cavatorta e sui radaristi di Marsala inerente al loro comportamento nella vicenda di Ustica, non considera che nella strage di Ustica le Vittime sono più di 81.
Ma questo lo dimenticano in tanti e quel che è più grave, molti lo negano e quelle morti legate alla strage le definiscono coincidenze.
Eppure a noi sembra lapalissiano che un numero così alto di morti tra chi ha avuto a che fare anche indirettamente alla sera del 27 giugno 1980 non può semplicemente definirsi frutto di un disegno del destino cinico e baro.
Per non parlare poi che neanche la sfortuna più totale avrebbe consegnato alla storia la perdita dei tracciati radar a Boccadifalco di Grosseto e il rogo del registro del controllore del traffico aereo dei voli su Grosseto compreso il 27 giugno 1980. (tracciati di quel radar dietro al quale si trovava il Maresciallo Mario Alberto Dettori … “suicidato”).

In Italia si sono fatte commissioni di inchiesta per molto meno eppure per tutte queste strane coincidenze niente. Neanche la voglia di scoprire come e perchè si è arrivati in questo Paese a radiare un Capitano dell’Aeronautica Militare.
Un assordante e immobile niente.
Sembrava che un alito di vento si stesse alzando quando la propaganda di Stato dichiarò la declassificazione del segreto di Stato sulla strage di Ustica.
Ma a noi gli aliti di vento non bastano per alzare le vele e siamo andati a darci un’occhiata, fiduciosi che finalmente si potesse, tanto era stata definitiva la dichiarazione.
Ma, guarda un po’, la documentazione non è stata resa interamente pubblica visto che sulla strage di Ustica molti documenti non è possibile consultarli perché coperti dal segreto militare.

Un bel gioco delle tre carte…Giusto per fare un esempio:
– C’è ancora il segreto di Militare sulla documentazione inerente all’esercitazione militare che si svolse con l’Awacs, i caccia militari di Grosseto e Cameri, il Pd 808 , ll C47 , il Mig inoffensivo. (Dietro il radar a Poggio Ballone c’era Mario Alberto Dettori).
-Non esistono o non sono consultabili o sono secretati i verbali di distruzione dei volumi con le strip dei piano di volo e progresso volo dei voli di Cameri , Grosseto, Pisa, Pratica di Mare, Licola e Marsala.
– Non sono consultabili i registri della R.i.v di Roma, la maggior parte dei registri e della documentazione radaristica nelle basi aeree militari italiane di Cameri, Grosseto, Pisa, Pratica di Mare, Licola e Marsala, i libretti di volo di chi partecipò all’esercitazione militare: l’Awacs Usa, i caccia di Grosseto e Cameri, il Pd 808 , il C47 e la documentazione del pilota del Mig.

Al Presidente della Repubblica, al Governo Italiano e al Parlamento tutto chiediamo se davvero, come dicono ad ogni commemorazione, si vuole far luce sulla strage di Ustica.

Perché se la risposta è un si allora la documentazione deve essere tutta consultabile e si deve dare la possibilità alle famiglie (quelle delle vittime che non vengono considerate tali) di far luce sulla morte per “suicidio” e/o “incidente” dei loro congiunti.

Il silenzio delle principali testate giornalistiche e televisive favorisce la possibilità a chi di dovere di non rispondere.
Come chi sta sicuro nella propria tiepida casa, che tanto non è successo a me.
La responsabilità della mancanza di verità nei buchi neri della storia italiana risiede tutta in una mentalità diffusa che consente ingiustizie e copre i colpevoli, che consente di far finta che non ci sia qualcuno che fa domande, anche quando quelle domande vengono urlate.
Ma noi continueremo a fare domande e a cercare risposte e ognuno si dovrà assumere le responsabilità politiche di tanta retorica commemorativa non seguita da fatti concreti.

Associazione Antimafie Rita Atria
 
 
 
Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità, impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, sollecita la costante attuazione della giustizia, impone ai politici il buon governo. Se un giornale non è capace di questo si fa carico di vite umane. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori che avrebbe potuto evitare, le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, le violenze, che non è stato capace di combattere.”
Giuseppe Fava

Continua la lettura di Sig. Presidente Sergio Mattarella la invitiamo a “Rimuovere le Opacità”.

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Fiera di Roma: Pomos sarà presente!

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l Polo per la Mobilità Sostenibile sarà presente a Motodays, dal 9 al 12 marzo, presso la nuova Fiera di Roma. I ricercatori e il responsabile scientifico del centro di ricerca, Prof. Fabio Massimo Frattale Mascioli,  Vi aspettano al padiglione 3, stand B18 per raccontare ed illustrare il loro progetti e prototipi. Motodays, Salone Moto e Scooter del Centro Sud Italia, giunto alla nona edizione,  è una manifestazione che in poco tempo è riuscita ad affermarsi nel panorama fieristico di settore  e a posizionarsi come secondo salone in Italia per l’universo delle due ruote.
Per ulteriori informazioni: http://www.motodays.it/
Staff Pomos
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FORUM SICILIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA ED I BENI COMUNI: ACQUA, ULTIMA CHIAMATA PER CROCETTA: PUBBLICA O PRIVATA?

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COMITATO PROMOTORE DELLA LEGGE REGIONALE DI INIZIATIVA POPOLARE
     PER LA RIPUBBLICIZZAZZIONE DELLE ACQUE IN SICILIA

 

Il Forum Siciliano Acqua e Beni Comuni insieme al Comitato promotore della proposta di legge di iniziativa Popolare e Consiliare per la ripubblicizzazione dell’Acqua in Sicilia chiedono al Presidente Crocetta un incontro urgente in merito all’applicazione della legge sull’Acqua varata nel 2015. Nei giorni scorsi è stata reiterata la richiesta d’accesso agli atti, di cui il primo blocco risale addirittura al 2014, mentre i successivi, richiesti per il tramite della IV Commissione Ambiente risalgono al  febbraio  2016. Continua la lettura di FORUM SICILIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA ED I BENI COMUNI: ACQUA, ULTIMA CHIAMATA PER CROCETTA: PUBBLICA O PRIVATA?

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Trasporti merci pericolose, la sentenza di Viareggio insegna

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Non solo treni: per la Cna-Fita la normativa nazionale che disciplina il trasporto di questi materiali su gomma risulta largamente inapplicata. La presidente nazionale Cinzia Franchini: “Dopo esattamente 17 anni dall’introduzione del Consulente per la sicurezza nel trasporto di merci pericolose via strada e ferrovia attraverso il Decreto Legislativo 40/2000 non ci risulta siano stati effettuati controlli ed inflitta alcuna sanzione

 
 
Roma, 02 febbraio 2017 – La sentenza di Viareggio ha riacceso i riflettori sulla sicurezza dei trasporti di merci pericolose, su strada e ferrovia. La mancata osservanza e verifica delle normative vigenti infatti rimane un problema e a volte, purtroppo, basta un particolare per provocare eventi catastrofici. Le merci pericolose (sono innumerevoli ed individuate in una apposita tabella dalla normativa di riferimento; vanno per esempio dai fertilizzanti per l’agricoltura, ai carburanti, alle vernici, agli alcolici, ai profumi, ecc.) che viaggiano quotidianamente sui nostri autocarri possono essere trasportate solo a determinate condizioni per garantirne la loro stessa sicurezza, quella dell’intera filiera logistica e della collettività. A tal proposito in Italia il Decreto Legislativo n. 40 del febbraio 2000, recependo una direttiva europea, ha introdotto l’obbligatorietà della nomina di un consulente per la sicurezza dei trasporti, una figura professionale di cui si devono avvalere tutte le imprese (non solo quelle di autotrasporto) che effettuano il trasporto, il carico o lo scarico di merci pericolose. Il consulente deve avere una conoscenza dei rischi inerenti il trasporto e le operazioni di carico e scarico di merci pericolose e delle disposizioni normative vigenti in materia (A.D.R. e/o R.I.D.) e verificare che vengano applicate e osservate dalle aziende stesse. Una normativa che la CNA-Fita denuncia essere largamente inapplicata.
“Oggi, dopo esattamente 17 anni dall’introduzione di quella norma non ci risultano controlli effettuati e non siamo a conoscenza di alcuna sanzione inflitta, peraltro pesantissime e spropositate, mentre le aziende che operano irregolarmente sono molteafferma la presidente nazionale CNA-Fita, Cinzia Franchini -.  In caso di mancata nomina del consulente ADR il legale rappresentante è punito con la sanzione amministrativa da 6.000 euro a 36.000 euro e in caso di mancata comunicazione della nomina del consulente ADR presso gli uffici della Motorizzazione provinciale, il legale rappresentante è punito con una sanzione da 2.000 euro a 12.000 euro. Per questo da un lato chiediamo al Ministero dei Trasporti che i controlli, che dovrebbbero essere sistematici, vengano effettuati da un ente differente rispetto alle attuali Motorizzazioni non in grado di poter espletare tale adempimento come i fatti ampiamente dimostrano e, dall’altro, che queste norme non siano solo balzelli burocratici che vanno ulteriormente ad appesantire le aziende che operano nella legalità ma servano a mantenere un alto livello di sicurezza in tutte le fasi del trasporto dalla preparazione del carico, alla formazione degli operatori coinvolti fino alla consegna a destinazione della merce.
 
 
CNA-Fita Trasporto merci e persone
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