Archivi categoria: Ospiti

Corrao M5S Eu. “Di Matteo isolato come Falcone da Stato e media”

Share

 

Appello dell’eurodeputato siciliano in aula a Strasburgo: “Lo Stato italiano ha paura di processare sé stesso, il magistrato più in pericolo d’Europa ignorato da istituzioni”

Strasburgo (FR) 22 novembre 2016 – “A livello europeo occorre che le istituzioni degli Stati membri si interessino organicamente del fenomeno mafioso. In Italia il PM Nino DI Matteo, che peraltro è il più in pericolo d’Europa, subisce lo stesso isolamento che ebbe Falcone. Faccio appello ai deputati del Parlamento Europeo a visionare il documentario che riguarda l’attività del PM siciliano redatto da Al Jazeera”.

L’appello è dell’europarlamentare M5S Ignazio Corrao che le scorse ore, intervenendo nella seduta plenaria di Strasburgo, ha approfittato del minuto a disposizione per questioni di rilevanza internazionale, per portare alla ribalta delle istituzioni europee il caso del PM siciliano Nino Di Matteo. Continua la lettura di Corrao M5S Eu. “Di Matteo isolato come Falcone da Stato e media”

Share

Legge di bilancio. Silvestrini: “Per la prima volta diamo un parere positivo. Ma possibili altri miglioramenti”

Share

E’ forse la “prima volta che la CNA dà un parere positivo alla legge di bilancio del governo”. Così il Segretario generale CNA, Sergio Silvestrini, intervenendo a Palermo, all’Assemblea di CNA Sicilia, in occasione dei 70 anni dalla nascita della Confederazione. Continua la lettura di Legge di bilancio. Silvestrini: “Per la prima volta diamo un parere positivo. Ma possibili altri miglioramenti”

Share

Contro i ladri di Speranza” come la Chiesa resiste alle mafie. Di Pasquale Hamel

Share
“Contro i ladri di Speranza”<br>come la Chiesa resiste alle mafie

Un breve ma denso saggio quello di Massimo Naro dal titolo provocatorio, “Contro i ladri di Speranza”, ed un sottotitolo, “come la Chiesa resiste alle mafie”, che ne rivela il contenuto, pubblicato nella prestigiosa collana Lampi, delle edizioni Dehoniane, che ospita riflessioni di personaggi del livello di Zygmunt Bauman, Gianfranco Ravasi e Luigino Bruni, per citarne i più noti. Un saggio denso di riferimenti bibliografici e corredato da note puntuali per affrontare un tema di grande attualità, cioè l’atteggiamento della Chiesa nei confronti della mafia. Naro, fine teologo e studioso di storia della Cristianesimo, non ha riserve a confermare che la Chiesa, nel passato, è stata troppo a lungo silenziosa di fronte al fenomeno mafioso perdendo l’occasione di svolgere la sua missione profetica. Sul perché di questo silenzio, dà anche una risposta possibile. Quel silenzio sarebbe stato anche provocato dall’estraneità del mondo cattolico rispetto allo stato unitario, un’estraneità consumatasi a partire dal processo di unificazione nazionale che, come molte letture confermano, si è in parte sviluppato contro la Chiesa. Quel lungo silenzio però, è stato rotto da tempo: i tre ultimi pontefici, e ancor prima vescovi come Salvatore Pappalardo, non hanno infatti avuto dubbi né hanno esitato a condannare la mafia.

D’altra parte, ed è il secondo tema che anima il saggio, per Naro, per la Chiesa denunciare la mafia non significa compiere un atto rivoluzionario ma, piuttosto, ritornare al Vangelo, cioè alla norma. La parola evangelica non ha, infatti, nulla a che fare con la cultura mafiosa, l’Evangelo è amore, pace e misericordia proprio l’opposto del messaggio mafioso.

La Chiesa è per questo, dunque, legittimata a svolgere un ruolo di pedagogia antimafiosa, ma lo deve fare tenendo conto della testimonianza della parola evangelica operando, in questo senso, con la semplicità e con la passione che hanno contraddistinto il magistero di uomini di chiesa come don Pino Puglisi. Proprio partendo da questa convinzione, l’autore considera fuori luogo che, nel porsi di fronte al fenomeno criminale, la Chiesa e gli uomini di Chiesa adottino linguaggi impropri dimenticando che esiste un linguaggio “peculiare” la cui fonte è appunto l’incompatibilità della parola evangelica con la cultura della morte di cui la mafia è portatrice.

La Chiesa e gli uomini di Chiesa di fronte alla devastante disumanità della mafia,e qui viene fuori il terzo argomento, preso atto che “le mafie sono disumane e perciò incompatibili non solo con ‘la vita religiosa’ ma anche con ‘l’essere umano in quanto tale’”, farsi promotori di un nuovo umanesimo, che significa non certo promozione dell’uomo “ripiegato su di sé”, preoccupato solo di sé, ma un uomo che si apre all’altro, che si preoccupa per l’altro. Ed allora?

Certo al centro dell’impegno deve esserci la resistenza ecclesiale contro la disumanità della mafia ma “nella misura in cui impegna a vivere la conversione e non soltanto a predicarla, è anche consegna di sé, disponibilità ad arrendersi a Dio”. Proprio questo fa, a detta di Naro, la resistenza cristiana alle mafie del tutto peculiare. Il libro è stato presentato a Palermo da Salvatore Taormina e da Giovanbattista Tona e moderato da Alessandra Turrisi.

Di Pasquale Hamel

Continua la lettura di Contro i ladri di Speranza” come la Chiesa resiste alle mafie. Di Pasquale Hamel

Share

MENINGITE DIGITALE, di Maurizio Bonanni

Share

 

 

E voi chiamatela pure meningite digitale. Virale, collettiva e particolarmente

contagiosa. Ne sono afflitti permanentemente i social e i talk televisivi nazionali ma,

mai come in questi giorni di caldo, divampano fiamme altissime per argomenti del tipo:

epiteto di cicciottelle costato il posto al collega che ne ha fatto un titolo -per me

affettuoso- di un giornale sportivo per indicare le nostre arciere in gara alle Olimpiadi;

immigrazione che ci sommerge e travolge; le dichiarazioni di M.E. Boschi sul popolo

che non capisce nulla delle questioni elette. Bene. Partiamo dall’argomento più banale.

A proposito delle atlete italiane: Pallocchette sarebbe più friendly? Volete una mia

previsione facile-facile? Per la legge della ormai ben nota Finestra di Overton, tra poco

ci sarà lo shift catastrofico che vedrà un popolo inferocito considerare il politically

correct alla stregua degli ebrei sotto il nazismo, o degli omosessuali nei regimi islamici..

Spero di vederla questa catastrofe dei buonisti a prescindere!

Qualcuno ritiene davvero che sia giusta la sanzione comminata al collega? E

perché, di grazia? Vogliamo, per caso, fare una statistica (con decine di migliaia di

esempi, solo per i titolisti italiani) della roba (spesso robaccia) politically uncorrrect

pubblicata sulla stampa italiana e non solo? Se avessimo applicato questo metodo

censoreo a suo tempo e nei casi citati avremmo chiuso tutti i giornali, alla Erdogan..

Altro argomento di fuoco: come si controllano i flussi di disperati che arrivano sempre

più numerosi in barconi fatiscenti sulle nostre coste? Lasciandoli affondare in massa

nelle acque più o meno territoriali libiche? Di chi la colpa per aver dato la convinzione

di un’accoglienza facile e indiscriminata a tutti coloro che fuggono da aree di crisi?

L’Europa non c’entra nulla in questo? Lasciamo stare il Vaticano, che difende

legittimamente i suoi valori millenari dell’accoglienza ai diseredati. Chi ha sottoscritto

gli accordi per cui navi da guerra impiegate per il soccorso ai naufraghi, battenti

bandiera diversa dalla nostra, accompagnano sulle coste italiane tutte le persone salvate?

Se non sbaglio, per il diritto internazionale, quegli scafi sono territorio delle Nazioni

interessate che, tra l’altro, aderiscono a Dublino 3.

Quindi, i migranti che imbarcano avrebbero tutto il diritto di sottoporre domanda

d’asilo presso i loro consolati! Volete che adottiamo severe politiche di respingimento

alla.. australiana, così ci cacciano, in un colpo solo, dalla Ue, da Shengen e dall’Euro? O

preferite contrabbandarli tutti a Erdogan i nostri migranti economici, promettendo al

sultano 1/3 di quello che oggi spendiamo annualmente per mantenerli, dato che lui sarà

contento di una simile manna? Raddoppio la provocazione presente sui social e non

solo: anche i nostri poveri migranti puzzavano agli inizi del 900, messi in quarantena

nei porti di arrivo statunitensi. Ma, noi europei siamo stati i fondatori, la carne e il

sangue degli Usa: condividevamo valori comuni e volevamo rispettare le loro regole,

per creare ulteriore ricchezza e beneficiare dei futuri dividendi! Queste e non altre sono

le differenze fondamentali tra ieri e oggi con i migranti di fede musulmana,

antimodernista e che non fa nessuna differenza tra Religione e Stato, tra Dio e Cesare!

Rimedi? Fare capire fino in fondo a tutti i candidati a questa immigrazione senza

speranza che da noi non ci sarà mai pane, lavoro e posto per tutti! Però, poi, bisogna

aiutare l’Africa continentale e mediterranea a uscire dalla feroce crisi attuale umanitaria,

di cui non pochi membri autorevoli della Ue e di Oltre Atlantico sono responsabili!

Continua la lettura di MENINGITE DIGITALE, di Maurizio Bonanni

Share

UNA FAMIGLIA QUASI PERFETTA. Di Maurizio Bonanni

Share

A proposito di.. adozioni. E se vi dicesse male e quel bambino delizioso di soli sei anni che vi è stato dato in affido dal giudice (perché segnato da un’orribile sventura con un padre uxoricida, condannato a trent’anni di carcere) si rivelasse afflitto dalla Sindrome di Matusalemme, rimanendo alto un metro a 29 anni, voi come la prendereste? Detto così, potreste pensare a una tragedia epocale. E invece no. Uno straordinario Carlo Buccirosso è autore, regista e protagonista di “Una famiglia quasi perfetta”, spettacolo in scena fino al 14 marzo alla Sala Umberto di Roma. La storia è un mix originale tra farsa, dramma e commedia, in cui i diversi aggetti del testo si prestano ora all’una, ora all’altra interpretazione. Continua la lettura di UNA FAMIGLIA QUASI PERFETTA. Di Maurizio Bonanni

Share

GABER E IL GRANDE DITTATORE. Di Maurizio Bonanni

Share

Quando il Teatro gioca a.. tennis! Tra il Piccolo e il Grande Eliseo la pallina vola sopra la rete sempre tesa delle emozioni. Da una parte, “Gaber, io e le cose” (in scena al Piccolo fino al 21 febbraio) splendidamente cantato e diretto da Maria Laura Baccarini, accompagnata dal violinista Régis Huby, su testi di Luporini-Gaber. Recital intimista, dove la visione fosca e decisamente pessimistica, tutta giocata nel girone dell’intellettualismo cinico, profetico e doloroso, si fa presente, passato e futuro. Scruta con gli occhi di gatto, nascosti nella penombra, i movimenti più intimi dell’animo umano: i tradimenti, le inutili resurrezioni come ne “L’Uomo Muore” ed è meglio così, perché nella sua vita lo ha già fatto simbolicamente innumerevoli volte, credendo di compiere gesti e fare cose.. normali! Continua la lettura di GABER E IL GRANDE DITTATORE. Di Maurizio Bonanni

Share

SE 7 VI SEMBRAN POCHI.. di Maurizio Bonanni

Share

“7 minuti” appena. Da non confondere con gli “11” di Coelho! Anche se, per la verità, i primi sono altrettanto problematici perché (come per la protagonista del romanzo) si tratta pur sempre di una questione di dignità! Al Teatro Argentina va in scena fino al 21 febbraio lo spettacolo “7 minuti”, per la regia di Alessandro Gassmann, con Ottavia Piccolo nella parte di “Bianca”, la protagonista. La scenografia (essenziale ed evocatrice) ci presenta l’interno spoglio -con un’ampia parete a vetri sullo sfondo- di uno spogliatoio comune, che funziona da sala riunione del Consiglio di fabbrica di un’industria tessile medio-grande (con circa duecento addetti, esclusivamente donne) della Francia del Nord. L’ambiente è arredato con un grande tavolo a ridosso della grande vetrata, una decina di sedie e vari armadietti metallici fissati alle pareti laterali, per depositare gli effetti privati di operaie e impiegate. Continua la lettura di SE 7 VI SEMBRAN POCHI.. di Maurizio Bonanni

Share

THE OVERTON’S WINDOW. Di Maurizio Bonanni

Share

 

modificata

Conoscete la Finestra di Overton? No? Male, perché vi/ci riguarda tutti. Recentemente, anche da Oltre Tevere ne hanno richiamato il principio, a proposito di Legge Cirinnà sulle unioni civili (termine un po’ ipocrita per designare i matrimoni tra persone non eterosessuali). Com’è accaduto che, in pochi anni (una ventina, all’incirca) il concetto sia transitato dalla sfera del tabù (quindi, da socialmente non condivisibile e vietato) a quella del possibile e, poi, del legittimo -quindi, tutelato in quanto ricompreso nella sfera dei diritti soggettivi- come sta accadendo attualmente in Italia ed è già avvenuto da tempo in molti altri Paesi occidentali? Perché, per l’appunto, tutto ciò è la conseguenza dello spostamento della Finestra di Overton. Continua la lettura di THE OVERTON’S WINDOW. Di Maurizio Bonanni

Share

Ti racconto la politica” di Giannantonio Spotorno

Share

Spot foto3b

Vedi tu! (cap. 19)

Il precedente n.18 “I pacchettari”, non è esaurito; lo riprenderemo alla prossima puntata. Nel preparare questo primo capitolo del 2016, vengono spontanee alcune riflessioni. Esprimo riconoscenza per il grande numero di visualizzazioni, “Mi piace”, “Share” e divulgazioni in genere, che ricevono le puntate di questo corso. Giacché si alternano capitoli d’analisi a capitoli prettamente tecnici, può accadere che l’analisi predisponga a una lettura più spontanea, però anche la descrizione tecnica dei particolari di meccanismi sconosciuti, aiuta a capire il funzionamento dell’insieme. La conoscenza vuole sacrificio ma, vivere senza, espone al calvario della superficialità. Non è detto, caro lettore, che le parole che seguono ti riguardino direttamente; deciderai da solo se avranno a che fare con te oppure no.

Sono parole che, in tema di politica, riguardano una grossa parte del popolo che vive fuori del palazzo del potere e può statisticamente accadere che nella citata “grossa parte” ci sia anche tu; in tal caso, potresti avere qualche colpa. La gente italiana è trattata male. È umiliata, sfruttata, vessata e offesa da truffatori talvolta protetti dalle stesse strutture dello Stato, quando non ne fanno addirittura parte. So che su questo punto siamo d’accordo, ma ora cerchiamo di capire se anche tu, quale normale cittadino, non abbia un po’ di colpa. Potremmo percorrere un’analisi storica, ma qualora fossi tra coloro che non amano leggere né ascoltare, scelgo di rimanere nel contemporaneo per non stizzire la tua noia. Dicevamo che sono le stesse strutture pubbliche a maltrattare la gente italiana; talvolta direttamente e talvolta avallando comportamenti truffaldini di forti organizzazioni di vario tipo, come per esempio quelle di gestione di servizi, assistenziali, commerciali, finanziarie e molte altre.

Sono insomma tanti i frequentatori del famigerato palazzo che portano la macchia di maltrattatori del popolo, però allo stesso popolo si può porre una domanda. Cosa sai fare, caro popolo, per opporti alla criminale vessazione che ti opprime? E giacché, caro lettore, il quesito riguarda ogni normale cittadino che non frequenti quel palazzo, chiedo la stessa cosa anche a te. No, per cortesia, non cominciamo con le solite idee sconclusionate dei visionari e con l’inutile chiasso con cui le circondano! La superficialità politica popolare ci sta ammazzando e se nel futuro non c’è scritto che potremo vivere anche senza la competenza, allora ci stiamo uccidendo senza capire che ci stiamo uccidendo.

“Can che abbaia non morde”, dice l’adagio e non capendo neppure questo, molti credono di combattere le vessazioni politiche, abbaiando alla luna. Come ipnotizzato dalle sceneggiate, il popolo ha permesso all’emotività di battere la ragione e soddisfatto dalla coreografia politica del nulla, si comporta come un medico che affronta Ebola con la Tachipirina. Confondendo lo sfogo con la strategia, il nostro dissenso popolare ha saputo rendersi ridicolo. Non sarebbe il caso di capirlo e invertire marcia? Naturalmente, buon anno!

di Giannantonio Spotorno

Continua la lettura di Ti racconto la politica” di Giannantonio Spotorno

Share

Religiosamente ipocriti, di Alessandro Bertirotti

Share

 

Alessandro Bertirotti

È tutta questione di… sacralità.

In tempi che di sacro hanno, ahimè, ben poco, credo sia estremamente importante ricordare cosa sono i concetti di sacro e di religione.

È religione, etimologicamente parlando, tutto ciò che lega ogni essere umano a qualche cosa, sia in senso verticale – ossia nel tempo (come il passato è religiosamente legato al futuro, attraverso il presente) – che in senso orizzontale, ossia quando ci sentiamo legati ad oggetti, situazioni o persone che vivono con noi, nel nostro tempo.

Il termine da cui deriva religione è il latino re-legere, ossia scegliere, cercare oppure guardare con attenzione, e di nuovo, ancora. E cosa si sceglie? Si sceglie, con l’esercizio del proprio libero arbitrio, di legarsi a qualche cosa che si ritiene importante per la propria esistenza. E proprio da questa forma di attenzione verso l’altro si giunge, con un atteggiamento religioso, a prendersi cura di qualcuno, oppure qualche cosa. Secondo un’altra possibile interpretazione, il termine deriva da re-ligare, ossia unire di nuovo e più persone sotto l’osservanza di leggi e culto comuni.

Stabilito questo, vediamo ora il significato del termine sacro. Deriva dal latino, con una primigenia radice indoeuropea, sacrum e significa attaccato, nel senso di aderente ed avvinto, per cui il sacro è ciò che si trova attaccato alla divinità che, in quanto tale, è oltre il mondo sensibile, oltre la nostra quotidianità.

Ecco che appare ora chiaro come il sacro sia per l’Occidente, ma non solo, fonte di ambiguità: indica qualche cosa che ci tiene legati al nostro sentimento di perfezione, che esprimiamo con l’idea di Dio, e, nello stesso tempo, qualche cosa che è lontano dalla nostra vita quotidiana perché sovrasensibile. E come Dio è sacro, possono diventare sacri alcuni nostri legami che manifestano l’esigenza di essere percepiti vicini come volessero non essere abbandonati pur restando, al tempo stesso, qualche cosa di lontano da noi: come i nostri figli.

Ma siamo sicuri, specialmente in questo nostro mondo, di aver davvero compreso il senso profondo di questa forma straordinaria di legame? Abbiamo davvero raggiunto un discreto livello di consapevolezza circa questa sacralità riferita alle nostre scelte di vita, tanto da sospendere i giudizi di valore sulla vita delle persone, specialmente di coloro di cui non sappiamo nulla?

Mi riferisco a molte situazioni che stiamo tutti vivendo, prima ancora di decidere cosa fare degli Accordi di Schengen. E chi ha orecchie per intendere…

Di Alessandro Bertirotti, l’Antropologo della Mente

Continua la lettura di Religiosamente ipocriti, di Alessandro Bertirotti

Share

Associazione ONLUS

Questo sito fa uso di cookie tecnici e di terze parti per il suo funzionamento. Per ulteriori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli, leggere la Informativa estesa cookie. Proseguendo la navigazione, ricaricando questa pagina o cliccando sul link Accetta cookie si accetta quanto specificato nella Informativa estesa cookie. Informativa estesa cookie | Accetta cookie