Trecento anni dopo la nascita della Massoneria a Londra nel 1717, nasce a Lecce il 24 giugno 2017 l’OMTI, Ordine Massonico Tradizionale Italiano: l’obbedienza massonica che ha come reggente il Gran Maestro Venerabile Professor Luigi Pruneti, fiorentino, entrato in Massoneria dal 1974 nella Loggia A.L.A.M. della Gran Loggia d’Italia, dove ha ricoperto tutti i ruoli ed ogni tipo di incarico. Oggi, a meno di due anni dalla nascita, l’OMTI conta circa ottanta Logge e mille iscritti in tutta Italia.
La Massoneria in Italia, contrariamente ad altri Paesi, è vista in maniera negativa. Quali sono le motivazioni a giudizio del Gran Maestro dell’OMTI?
Le motivazioni sono di carattere squisitamente storico. La Massoneria subisce in Italia la prima scomunica con Papa Clemente XII nel 1738. È subito invisa dalla Chiesa cattolica e le motivazioni che portarono alla scomunica furono diverse, più che altro fu la paura che questa strana fetta del Regno Unito fosse veicolo di eresia. Ne paese anglicano era stata costituita la prima Loggia fiorentina fra il 1730/1731, soprattutto da residenti stranieri di altra religione che erano nella stessa Loggia, con elementi locali cattolici. Non solo, ma si sapeva benissimo che nelle Logge vi erano, in parità, anche invisi odiati giudei. Questa promiscuità non piaceva. Un altro elemento fondamentale che indusse il pontefice alla scomunica era che tanti locali, all’interno di questa Loggia, erano già ammalati del morbo dell’Illuminismo, che era visto dalla Chiesa come una filosofia devastante nei confronti della religione portando avanti questo verbo della ragione universale cioè che gli uomini sono tutti uguali perché hanno il dono della ragione e la ragione che pensa e lotta contro tutte quelle superstizioni non è anticristiana ma mette in dubbio tante cose. Quindi alla scomunica non ci fu scampo.
Poi c’è invece un elemento che gioca a favore della Massoneria. Anche se questa non c’entra niente, per alcuni la Massoneria è sempre legata a questo episodio: la Rivoluzione Francese. È un fatto devastante per l’opinione pubblica dell’epoca. Come lo scandalo di Notre Dame, uno dei maggiori templi della Cristianità trasformato nel tempio della dea ragione. Vi è sempre nell’uomo il rifiuto di cogliere la complessità della storia dove ogni cosa che nasce, ogni grande evento, non ha una sola causa ma tante concause. Molti pensarono che dietro la Rivoluzione Francese ci dovesse essere un complotto e così nacque la teoria del complotto massonico, che portò avanti un abate francese, Augustin Barruel, padre del cospirazionismo, che rifugiatosi nel Regno Unito scrisse “Memorie per la storia del giacobinismo”.
Ma i complotti massonici per la Chiesa sono stati tanti altri: quest’anno è l’anniversario del complotto massonico della Seconda Guerra d’Indipendenza. Precedentemente, tutti i tentativi insurrezionali per portare alla unità d’Italia, la guerra d’indipendenza, i carbonari, tutto questo fu visto, in parte giustamente, come un complotto della Massoneria. L’unificazione del Paese che è poi la Liberazione del 1870 viene vista come “contro” il Soglio di Pietro. Sicché, l’Italia unita, questa ideologia di carattere laico e non laicista in taluni casi, la legge Coppino che eliminava l’obbligo del catechismo a scuola e lo sostituiva con i primi elementi di educazione civica, essendo fatti tutti sostenuti dalla Massoneria, ecco che dava una visione negativa sulle scena cattolica della stessa. La Massoneria ha anche combattuto delle battaglie che non è riuscita a vincere, ma che venivano viste anch’esse come contrarie alla morale cattolica, come la battaglia per il divorzio, la battaglia per la cremazione. Ora sono tutti d’accordo di cremare un corpo, ma allora era visto come un’offesa, come un volere eliminare la possibilità che l’anima sopravvivesse, uno schiaffo terribile per la visione cattolica del tempo. Ma la Massoneria portava avanti lo stesso queste battaglie. Poi siccome ha una visione cosmopolita e universale, quando nacque il partito nazionalista in Italia nel 1910 la Massoneria venne invisa da questo partito che invece era contrario a questo affratellamento tra i popoli. I popoli e le nazioni dovevano essere pronti a combattersi per lo spazio vitale, era questa la concezione nazionalista e quindi era il primo partito che poneva l’incompatibilità fra Massoneria e iscrizione al partito.
Quindi a temere la Massoneria era prima la Chiesa e poi la politica?
Nel 1914 c’è stata la scomunica dei Massoni da parte del Partito Socialista al congresso di Ancona con Mussolini. Tre componenti della politica italiana – i cattolici, la destra nazionalista estrema e il socialismo di carattere marxista – sono contrari ideologicamente alla Massoneria. Questo è fondamentale per far si che la Massoneria in Italia sia vista male. In più la Massoneria italiana ha avuto un inciampo notevole e non si può negare, con il caso P2, che è stato strumentalmente usato per gettare fango sull’immagine della Massoneria stessa. Essenzialmente è un’eredità di carattere ideologico e politico quello che agisce contro la Massoneria.
Forse per la sua natura di associazione segreta?
La Massoneria di per se stessa non è un’associazione segreta, è sempre stata un’associazione riservata. È stata segreta quando se fosse stata palese sarebbe stata perseguitata. Riservata significa non essere costretti a giocare al grande fratello. Riservatezza è il rispetto della privacy, è il fatto che gli iscritti alla Massoneria come gli iscritti a qualunque altra associazione culturale o di pensiero non sono tenuti a chiamare o a dichiarare in piazza quello che pensano. Che vi sia questo diritto fondamentale di non dover dichiarare per forza ciò che si pensa agli altri, altrimenti si verrebbe giudicati. La Massoneria nei momenti di persecuzione sfilava per le strade con i suoi paramenti e dunque non è di per se stessa segreta. Se si pensa che il Grande Oriente d’Italia viene tutt’ora chiamato Palazzo Giustiniani perché la sua sede storica era quella in Roma, se fosse stata segreta nessuno avrebbe saputo questo. Le obbedienze che si richiamano a Piazza Del Gesù perché lì a Roma avevano la loro sede evidentemente non erano tanto segrete e nascoste. I più importanti esponenti della Massoneria sono tutti noti e non segreti. I documenti sull’appartenenza alla Massoneria ci sono tutti, quelli che non ci sono, sono stati bruciati, distrutti dai fascisti o da altri massoni, altrimenti ci sono.
Perché un giovane nella nostra era di tecnologie sempre più sofisticate dovrebbe avvicinarsi alla Massoneria, ad una ritualità fatta di grembiuli e compassi, di templi da edificare?
Perché la Massoneria indica una strada, una via da seguire. La Massoneria è tante cose: un fenomeno associativo, una scuola di educazione civile, è una comunità iniziatica, un percorso spirituale. Se qualcuno desidera qualcosa di diverso da ciò che può offrire una società esclusivamente consumista e edonista, la Massoneria può essere una strada. Ce ne sono tante altre, ma la Massoneria è una di queste, che persegue determinati fini. Uno è quello di sociabilità, una capacità di stare insieme pur in una libertà assoluta di pensiero e dunque c’è un confronto libero di idee, con un’intuizione di fondo, che il confronto delle diversità, un confronto civile per un dialogo fra le diversità fa crescere, fa andare avanti, è stimolante. Insegna un modo comportamentale di stare insieme nella diversità, appunto. Fra l’altro ti porta ad un continuo desiderio di crescita, di approfondimento, di miglioramento. La Massoneria usa volutamente il suo metodo di crescita, il “simbolo”, perché il simbolo è un veicolo di messaggi sempre diversi. Mentre la parola indica un concetto, solamente questo, un simbolo può racchiudere tante indicazioni diverse e dunque chi è iscritto alla Massoneria è portato ad andare sempre oltre, a non accontentarsi di quello che ti viene indirizzato, indicato dai media, ma a cercare di comprendere e ad avere una assoluta autonomia di pensiero. La Massoneria è anche un impulso a vivere meglio il rapporto con se stessi per conoscersi meglio e migliorare il rapporto con gli altri che è fondamentale, per il mondo che va verso la globalizzazione e in un’intercultura totale e assoluta; la Massoneria è uno strumento per la convivenza, per la crescita insieme che è il futuro.
Parole come Loggia o Tempio possono incuriosire o preoccupare un lettore, o come si dice, un profano. Può spiegare meglio cosa sono una Loggia, cosa si intende per Tempio?
È abbastanza semplice: la Massoneria è costituita da nuclei che sono autonomi, dette Logge. Come se fossero tanti Club. Ogni nucleo ha il suo nome distintivo e ha una sede dove si riunisce e segue naturalmente delle regole generali che sono le Costituzioni, usa il metodo che vi è indicato dai rituali e si riunisce in un luogo che è chiamato Tempio. Il Tempio è il luogo delle riunioni. Siccome la Massoneria usa nel suo percorso il metodo della simbologia, questo luogo chiamato Tempio ha in sé elementi simbolici fondamentali, che rimandano al mitico Tempio di Salomone, il Tempio dei Templi. Il Tempio rappresenta lo spazio infinito, un contesto generale universale e cosmico. In effetti, nel Tempio, varcate le due colonne d’Ercole che rappresentano il limite fra il mondo esterno e il mondo interno, si arriva in un ambiente dove ci sono simboli astronomici, che sono il sole, la luna la volta stellata, e simboli astrologici con le costellazioni che rimandano sempre all’universale: il pavimento a scacchi dove vi è il bianco e il nero, le tessere bianche e nere che indicano la nostra vita, il nostro piano esistenziale, il continuo conflitto fra bene e male ma anche il conflitto fra il positivo e il negativo, la necessità di superare durante il proprio percorso di vita le difficoltà che ci saranno sempre. Non vi sarà mai bianco se prima non attraverserai il nero e dunque è un messaggio di carattere esistenziale. Poi c’è anche il richiamo al lavoro che ogni Libero Muratore deve fare su se stesso, l’autocostruirsi, da pietra grezza a pietra levigata. Ognuno deve lavorare su se stesso per migliorarsi, per far sì che le potenzialità che sono dentro di noi diano poi un’opera perfetta. Quello che diceva Michelangelo che “Ogni David è racchiuso in ogni blocco di marmo, sta all’artista tirarlo fuori”. Ogni Libero Muratore è l’artista di sé stesso.
Contrariamente ad altre obbedienze la sua accetta le donne. Per quale motivo e soprattutto avete donne ai livelli alti della vostra Istituzione?
La nostra comunione accetta le donne ma non è l’unica. Ormai sono moltissime le comunioni a livello europeo e mondiale che accolgono le donne. La Massoneria in origine era riservata solamente agli uomini, perché le donne non erano considerate esseri liberi a tutti gli effetti, erano sottoposte sempre a una tutela, maritale o paterna, poi la Massoneria nell’Inghilterra all’inizio del’700 era una sorta di club ed i club erano esclusivamente maschili. Gli uomini facevano società all’interno dei club, le donne facevano società all’interno dei salotti. Ovviamente uomini e donne di una certa levatura. Poi i tempi naturalmente sono cambiati, siccome oggi la donna giustamente è un essere libero a tutti gli effetti, perché dovrebbe essere esclusa da questo contesto che è un contesto aperto a “tutti gli uomini di buona volontà”, a tutti coloro che si considerano uguali agli altri uomini, liberi fra liberi, fratelli per fratelli, sarebbe un controsenso. E abbattendo le griglie di un tradizionalismo che non ha più ragione di esistere, la Massoneria si è aperta. Ma già i primi esempi di Massoneria mista si ha nei primi dell”800. La nostra comunione è di questo avviso.
Lei è considerato uno dei più autorevoli esperti di esoterismo. Riesce a fare comprendere al grande pubblico di cosa si tratta?
Per esoterismo, che è diventato un termine molto vago, che indica un sacco di cose, l’esoterismo nasce dalle scuole filosofiche elleniche ed era contrapposto ad essoterismo. Essoteriche erano le comunicazioni rivolte a tutti, quelle esoteriche invece erano gli insegnamenti interne della scuola, quelle riservate agli studenti, era un insegnamento assolutamente riservato, quindi vi era un aspetto più chiuso, nascosto. L’esoterismo è un insegnamento più rivolto ad una branca antropologica dove si va oltre l’apparenza, si va all’interno del mistero delle cose. Gli insegnamenti esoterici sono tanti, come la cabala ebraica. Una lettura particolare della Torah ebraica che va oltre di quello che è il linguaggio comunicativo del testo ebraico, che cerca di interpretare i messaggi nascosti, i messaggi segreti, subliminali. Un altro insegnamento esoterico o un aspetto esoterico della nostra tradizione occidentale è l’alchimia, il voler trasformare la materia fino ad arrivare alla pietra filosofale, quell’elemento purissimo che trasforma il piombo in oro, ma al di là di questo aspetto prettamente simbolico è una trasformazione intima dell’uomo e del suo modo di essere, un raffinamento dell’uomo attraverso la trasformazione di se stesso. L’esoterismo è comprendere la simbologia, il linguaggio simbolico che spesso l’arte ci comunica perché nell’arte ci sono dei messaggi nascosti che vanno al di là dell’apparenza. Pensa a quanto fanno discutere talune opere di grandi autori che rappresentano qualcosa ma in realtà sappiamo bene che l’autore voleva trasmettere qualcos’altro. Pensiamo a Giorgione, a la “Tempesta” di Giorgione, un quadro che rappresenta una donna nuda e un cavaliere in un ambiente sotto un cielo di tempesta. Pensiamo ai “Tre filosofi” di Giorgione, alla “Flagellazione di Cristo” di Piero della Francesca. Vi è all’interno dell’opera d’arte un messaggio diverso, un messaggio chiuso, un messaggio riservato forse a pochi, a coloro che riescono a leggerlo. L’esoterismo è dunque un andare al di là di quello che appare, quello che è la superficie ed entrare nel profondo, per cercare di comprendere le origini vere e nascoste di quel fenomeno.
Intrighi, complotti, giochi di potere, vi definiscono fratelli coltelli anche per le vostre lotte intestine. Vi accusano di tutto e di più. Se così stanno le cose di che vi occupate nel poco tempo della giornata che rimane?
In effetti uno dei più grandi nemici dei massoni è proprio il tempo per fare tutto quello che si dovrebbe fare. Ci occupiamo di vari aspetti. Il primo di numerarsi stando insieme seguendo un metodo ben preciso, quello massonico. Un metodo che si basa essenzialmente su degli elementi: il silenzio, il valore della parola, il simbolo e un modo di comportarsi ritualizzato. Nel lavorare insieme in un Tempio massonico, che è un contenitore di simboli su argomenti posti sempre all’ordine del giorno e che hanno sempre una attinenza con la Massoneria. Attraverso questo metodo vi è una crescita conoscitiva, psicologica e sociale. Poi c’è un’attività di carattere esterno, che è agire sul mondo della cultura, perché la cultura è il lievito della società. Una società che muove la cultura è una società in crescita, che ha prospettive. Una società priva di cultura è destinata ad implodere dentro se stessa. Siccome la Massoneria è un’associazione che si autodefinisce progressiva e proiettata verso il futuro, parte dal presupposto che attraverso l’opera di acculturamento la società deve crescere, quindi è sempre propositiva. Infine la solidarietà, noi proponiamo forme solidaristiche interne ed esterne, anche in Paesi dell’estero.
@vanessaseffer

La Massoneria si affermò in Europa e nel mondo difendendo principi e ideologie umanitarie. Nel 1717 a Londra se ne dà costituzione più formale come unione di associazioni ed organizzazioni gerarchiche dette “Logge”. La prima testimonianza certa e documentata della presenza massonica nel nostro Paese risale al 1728 a Napoli, ma ci sono tracce che testimoniano la presenza della prima Gran Loggia italiana nata ancora prima, nel 1723 a Girifalco, un piccolo centro abitato con appena settemila abitanti, che si adagia fra le colline coperte da ulivi secolari, all’ombra del Monte Covello, tra il fiume Pesipe e il Caria, poco distante da Lamezia Terme e da Vibo Valentia, sul versante tirrenico, a 36 chilometri da Catanzaro. Proprio lì nacque la prima Gran Loggia massonica italiana, la Fidelitas. Oggi in Italia la Massoneria è frammentata in diverse obbedienze e comunioni. Fra queste il Grande Oriente d’Italia (Goi) guidata dal Gran Maestro Stefano Bisi dal 2014, che dal 1982 appartiene alla Loggia Montaperti di Siena, la sua città, al quale chiediamo di spiegarci alcuni aspetti della vita massonica, per far comprendere meglio al grande pubblico in cosa consiste e se c’è un “segreto massonico”.
Il 5 maggio 1860 Giuseppe Garibaldi decise di porsi al comando dei mille volontari, di salpare da Genova Quarto in direzione della Sicilia, con l’obiettivo di liberare il meridione e giungere all’Unità d’Italia. Con la proclamazione del Regno d’Italia, Vittorio Emanuele II assunse il titolo di Re d’Italia. Dopo averla unita territorialmente, restava tuttavia il problema di unificare l’Italia dal punto di vista amministrativo, economico e politico. Questo era sì un problema, ma forse non veniva ritenuto il principale. Tanto che che Massimo D’Azeglio pronunciò la famosa frase “fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”, anche a significare che per quanto geograficamente e politicamente nel 1861 risultasse unita, nel Paese avrebbero continuato a regnare culture e tradizioni variegate e ben differenti tra loro. Oltre all’unità politica, altrettanto importante era la necessità di realizzare tra gli italiani uno spirito civico e una coscienza nazionale, un’autentica unità nel sentire e nell’agire.
Quasi sei milioni di immigrati condividono con gli italiani spazi, case, luoghi di lavoro e anche i supermercati. Ma chi prende spunto dalle abitudini alimentari dell’altro? Cosa c’è da un po’ di tempo nei nostri carrelli che fa la differenza? Abbiamo finito col somigliare ai nuovi consumatori e loro un po’ a noi. Il cibo ci accomuna, i nostri carrelli parlano chiaro: se gli stranieri si stanno “italianizzando” noi ci stiamo “stranierizzando”: mango, papaia, maracuja, quinoa, aloe, kamut. Non possono mancare tutti i tipi di semi: di lino, di chia, di girasole, di sesamo. Qualcuno ha una vera cultura, legge, frequenta corsi, altri non ci capiscono niente, però fa chic e comprano, comprano e utilizzano di tutto. Ma faranno male? E il latte di cocco senza il quale non avremmo mai un vero pollo al curry? Senza lo zenzero, invece, non potremmo più andare a dormire, la nostra tisana che pizzica un po’ la gola con alcune gocce di limone, è il toccasana del dopocena, fa digerire e nonostante i suoi effetti antinausea, con il suo profumo allunga il tempo con gli amici o la persona amata. Ma a dominare, su tutte le spezie, spadroneggiando pure sui benefici della cannella, adesso c’è la curcuma. Lei, con quel colore giallo-oro, si fa largo perché compone una bevanda dal nome che la dice lunga su quanto possa far sognare e rendere misteriosi i sogni di ciascuno di noi: il Golden Milk. Soave, intrigante, berne una tazza ti fa già sentire in uno dei 27 piani di Antilia, avvolta da splendide sete e circondata da splendidi tesori, magari in compagnia di Mukesh Ambani che organizza una festa sontuosa in quei 37mila metri quadrati che si ergono in mezzo alla popolazione più povera del mondo. Alla base della vera ricetta troviamo acqua calda, un cucchiaino di curcuma, un pizzico di pepe nero che potenzia le proprietà della polvere dorata. A questa pasta si aggiunge olio di cocco e un dolcificante naturale. Le ricette che variano nelle famiglie indiane a seconda dell’uso terapeutico (?) che bisogna farne. Richiede tempo e attenzione. Oggi, nei nostri supermercati, troviamo la curcuma nelle tisane, in compresse da sola o con la piperina, in polvere da sciogliere nel latte di soia, nel latte di riso, nell’acqua o nello yogurt.

Si legge su Wikipedia che Enrica Bonaccorti, all’anagrafe Enrica Maria Silvia Adele Bonaccorti (Savona, 18 novembre di un certo anno), è una conduttrice televisiva, conduttrice radiofonica, paroliera e attrice italiana. Dunque, nel suo corposo curriculum vitae, oltre alle numerose trasmissioni televisive che l’hanno resa celebre, la Bonaccorti sarebbe anche una “paroliera”. Cercando sulla Treccani, si può leggere quanto segue: “Parolière, chi scrive i versi o le parole per una canzone o per altra composizione di musica leggera; in particolare chi adatta le parole a musica già composta”. È una definizione che rende onore alla signora. Sorte ben diversa è riservata sulla stessa enciclopedia al termine parolaio: “Persona che parla molto, che ama fare discorsi verbosi, generalmente futili, privi di corrispondenza con la realtà, o destinati a non tradursi in pratica: non dar retta a quel parolaio! Come aggettivo, che abbonda di parole, per lo più inconcludenti! Come in politica, che si riduce a vane parole e dove si fanno molti discorsi ma si conclude poco!”.