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Ma chi l’ha detto che essere gay è di sinistra?

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Ma chi l’ha detto che essere gay è di sinistra?

Sarà l’età che fa straparlare, oppure la paura che si è sempre avuta di essere fraintesi, o la consapevolezza di aver qualcosa di piccolo nella propria vita che non ti abbandona mai. Celodurismi che ci hanno dovuto accompagnare per decenni in questo Paese, che poveraccio ha subìto l’impossibile. Ma quando è troppo è troppo. Allora forse è meglio “parlar chiaro”, così il Cavaliere quando vuol rendersi simpatico con la sua ben nota ironìa la smette di mettere in ridicolo almeno noi, evitando di porci ancora e ancora come la barzelletta che tutti siamo diventati, grazie a lui, in tutto il mondo, per come si esprime oltre per ciò che fa. In una delle sue ultime uscite pubbliche ha dichiarato che non parla più di donne, boh, direi meno male! Ma riguardo ai gay ha asserito “che sono tutti da un’altra parte”. Dimenticando che il coltissimo Alessandro Cecchi Paone, bisex dichiarato, si è candidato proprio con Forza Italia; oppure che Gaylib è un’associazione nazionale, fondata da Enrico Oliari che ha militato in Alleanza nazionale, Marco Jouvenal, Marco Volante e Alessandro Gobbetti nel 1997, che ha come scopo quello di fare un’operazione di pressing all’interno dei partiti, per denunciare che non è vero che essere gay debba significare che si è di sinistra.
Molti gay sono di Destra e alla fine temono di dire ciò che sentono, perché i partiti di destra li hanno fatti sentire ai margini, ghettizzati, non li hanno accettati. Mentre le sinistre si sono mostrate più aperte, almeno apparentemente,  hanno detto di accoglierli per ottenerne i voti e poi li  hanno abbandonati miseramente, perchè è questa la realtà. Ma ora è arrivato il momento di dire basta, superare questi schemi di arretratezza mentale che appartiene a pochi per fortuna, ma che sono bastati per impaurire una moltitudine di gente meravigliosa che merita lo spazio che gli dev’essere dato. A me, i miei numerosi amici omosessuali lo raccontano da anni.  A parte singoli casi, vedi Vlady Luxuria, splendida persona, con un suo appeal e le sue opportunità “duramente” conquistate, pochi, pochissimi altri hanno potuto portare avanti la propria causa, ma la propria e quella del gay pride.
A Palermo 20mila persone hanno sfilato per quel giorno. Ma quanti giornali nazionali ne hanno parlato? Mah! Essere gay, come essere donne e giovani in questo Paese è veramente difficile, è come essere povero. Nessuno ti si fila. Sarà il caso di parlarne e rivedere qualcosa?
Cosa succede in una famiglia quando un ragazzo vive nel suo momento di crescita questa consapevolezza come un disagio e non sa come affrontarlo? Lui/Lei come si sente? E se volesse fare parte attiva della città, di un partito politico, dire la sua, potrebbe? E se questo partito fosse di destra?
I gay, amici miei,  stanno a sinistra quanto a destra, certe volte persi nel non sapere bene da che parte stare. Essere gay non significa essere di un colore politico per principio. Il colore lo si conquista con i fatti, non con il fatto di appartenere ad una “categoria”.
La Destra di oggi può e deve rappresentare i diritti degli omosessuali, perché è pronta ed è più aperta. Il Presidente della Camera G. Fini ha raccolto le istanze dei migranti e dei figli di questi che nati in Italia desiderano giustamente la “cittadinanza”, un Presidente saggio che riconosce quanto questo sia un dovere assoluto da parte delle istituzioni e nostra,  per far sì che questi ragazzi siano cittadini italiani a tutti gli effetti. Tutti i rappresentanti politici di Destra possono ricevere e portare avanti orgogliosamente i diritti civili, anzi di civiltà dei tantissimi amici omosessuali che non si sentono rappresentati dalle sinistre e che vogliono sentirsi liberi di esprimere la loro simpatia e vicinanza per un partito di centro destra liberamente, senza preclusioni, sentendosi accettati e non esclusi dalla vita politica del Paese.
Il nostro Paese è anni luce indietro rispetto a Stati dove le coppie gay vivono straordinarie condizioni riconosciute legalmente, senza dover combattere come successe agli schiavi o agli uomini di colore. Che vergogna, come siamo arretrati! Non c’è aspetto della nostra vita in questo Paese in cui non abbiamo un lavoro immenso da fare!
Sono inorridita poi dai politici omofobi. Le battute come quelle di Giovanardi che ha il mal di pancia se vede due donne che si baciano ci fanno ridere e ci sconcertano. Io se vedo Giovanardi che bacia chicchessìa mi sento male e giuro che mi viene il voltastomaco, figuriamoci!
Quello che non si conosce profondamente di solito fa paura. Fino a quando si ha l’amico gay che è simpatico e porta allegrìa nel gruppo, fa lo stilista o il pierre del locale del momento e poi ti fa entrare gratis, va tutto bene. Ma se vuole sposarsi, avere una vita serena e felice con il suo compagno, una vita che presuppone un patto di mutuo soccorso con una persona che ama e che gli stìa vicino per la vita, che gli faccia compagnìa e che lo ami, con cui condividere anche la gioia di un figlio, perché quell’Amore non è una prerogativa degli etero, e non toglie nulla quell’Amore a coloro che si amano già da tempo e che sono coppie (etero) da tanto o che lo saranno. Quindi non si comprende dove stìa il problema. Siamo tutti figli di Dio. Già, è proprio così.

Vanessa Seffer

 

Da palermomania.it   28/2/2012

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Al Kalesa presentazione de “Il libro che la Lega Nord non ti farebbe mai leggere”

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Ieri al Kalesa presentazione de

Si è svolta ieri al Kalhesa alle 18.30 e con successo la presentazione de “Il libro che la Lega Nord non ti farebbe mai leggere”.
La sala piena di amici e di gente che è accorsa all’invito di FB, davvero inaspettatamente, nonostante i numerosi “impegni” di campagna elettorale che fervono nella città di Palermo ormai da alcuni giorni e per i prossimi mesi, danno il senso di quanto ci sia bisogno di parlare, di argomentare su fatti che ci riguardano e di confrontarci apertamente e civilmente, in luoghi neutri come il salotto, la libreria, di fronte un thè, ma soprattutto un buon libro e degli amici, anche appena conosciuti e con i quali senti di poter condividere lo sfacelo di questo momento troppo pieno d’incertezze, d’inefficienze, di risposte scarse.
Solo con incontri come questo ti senti meno solo. Allora ieri, abbiamo vissuto un momento magico.
Si è parlato con Vanessa Seffer che ha deciso di moderare l’incontro facendo l’avvocato difensore d’ufficio del libro e della Lega Nord, in quanto assente nel contesto, che pur non essendo un vero Tribunale aveva molte cose da dire e dunque ha “processato” un assente in contumacia. Chiunque, anche il più terribile e temibile dei tiranni, ha diritto sempre e in ogni caso ad una difesa.
Si è parlato con l’autrice Eleonora Bianchini, che è stato un’abile Pubblico Ministero, e con i competentissimi relatori Davide Camarrone, Roberto Mazzarella, Nino Lo presti e Gaetano Calà. Con loro, un saluto del saggista, sempre puntuale, Pasquale Hamel che ha dato il suo speciale contributo.

Vanessa Seffer

Da palermomania.it  24/2/2012

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RITA BORSELLINO, una donna che non si arrende

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RITA BORSELLINO, una donna che non si arrende

Amici, il web-incontro di questa settimana è riservato ad un altro illustre candidato a sindaco di Palermo, Rita Borsellino, una donna nota per un fratello che ha dato la sua vita per il bene comune e perché da quel momento ha fatto dell’antimafia la sua bandiera.
Farmacista, europarlamentare. Ha sfidato però, prima di esserlo, Totò Cuffaro alla Presidenza della Regione Sicilia quasi riuscendoci, perdendo con onore nel 2005. Da allora le vengono sempre riservati posti di prestigio in politica.
Adesso vuole diventare sindaco di Palermo, al braccio di LeoLuca Orlando, che portandola a destra e a manca fra i suoi elettori e nei meandri più reconditi o prestigiosi della città, è certo che sarà lei a vincere le primarie del 4 marzo e perdipiù che vincerà le elezioni a sindaco al primo turno, poiché “la sua è la candidatura più prestigiosa” dice LL. Poi, per l’occasione, ha coniato il termine “borsellando”, una specie di formula magica, che però ne a noi e crediamo nemmeno a Rita, piace molto.
Sostenuta da Italia dei Valori, Rita ha risposto entusiasticamente e malgrado l’ora tarda alle mie domande sulle municipalizzate; sui giovani che hanno più o meno da imparare e se secondo lei oggi possono fare o no il sindaco di una importante città o essere parte attiva del Paese in ruoli fondamentali; le ho chiesto di dirci qualcosa di sinistra che proporrebbe alla sua Giunta nei primi 30 giorni del suo mandato qualora fosse diventata sindaco e poi qualcosa di destra e di centro; inoltre, se abolirebbe gli straordinari ai dipendenti comunali, pagati e/o da pagare, e con i risparmi, se assumerebbe cento giovani precari; se eliminerebbe tutti gli incarichi professionali esterni…
Poi le ho dato modo di parlare del problema abitativo (gravissima la situazione di Palermo e migliaia i senzatetto) e di come lo risolverebbe, insieme al sostegno per gli anziani e per i portatori di handicap.

Vanessa Seffer

 

Da palermomania.it del 26/02/2012

 

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MANDORLO SI MANDORLO PER CHI

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MANDORLO SI MANDORLO PER CHI

Nel 1934, dall’idea del Conte Dott. Alfonso Caetani, la Sagra del Mandorlo in Fiore nasceva a Naro con lo scopo di regalare un giorno di festa a tutti i contadini della Valle del Paradiso, ma diventò presto una delle feste folkloristiche più attese e famose del mondo.
Un appuntamento che si ripete da oltre mezzo secolo, diventato un’ occasione per ritrovarsi, che nel tempo si è spostata ad Agrigento, che ogni anno si colora, alla fioritura dei mandorli, di questo spettacolo, divenendo riferimento di popoli provenienti da tutto il mondo con le loro culture e tradizioni.
La festa ha inizio quando si accende la Fiaccola dell’Amicizia, su un tripode, con una suggestiva cerimonia davanti al Tempio della Concordia, in presenza di tutti i popoli venuti a celebrare la Sagra.
Fin dai primi anni della sagra si legavano all’evento anche raduni automobilistici, competizioni ciclistiche o podistiche, le immancabili sfilate di carretti siciliani, gruppi folkloristici europei e di tutto il mondo sono venuti e vengono tutt’ora ad esibirsi per incantare con i loro abiti tradizionali e i loro balli e le musiche dei loro Paesi, spettacolari balletti russi. Quanti gruppi e artisti da oltre Oceano sono venuti ad arricchire la mitica festa di Agrigento negli anni passati!
La festa nei primi del ‘900 è servita anche per commercializzare i prodotti tipici siciliani e lanciarne di nuovi sul mercato.
Negli ultimi anni, la Sagra sempre tanto attesa dalla città e dai suoi cittadini, ma anche tanto richiesta dai gruppi esteri che ormai la conoscono per tradizione, sembra essere diventata funzionale alla situazione politica del momento.
Non se ne parla fino all’ultimo minuto. Poi, pochi giorni prima dell’evento, ecco che miracolosamente, in corner si sente qualcosa. Quando la gente preoccupata teme che non si farà, comincia a lamentarsi e preoccuparsi. Nei bar non si parla d’altro e nell’aria la protesta aleggia e minaccia che alle prossime elezioni questa cosa non sarà perdonata.
E così anche in un momento di crisi come questo, mentre non ci sono nemmeno i soldi per sistemare le strisce pedonali in pieno centro, non si arriva a fine mese in almeno metà delle famiglie siciliane se non tre quarti e non ci sono gli occhi nemmeno per piangere, guai a non avere la sagra ad Agrigento.
A giugno ci sono le elezioni a Palermo e ad Agrigento,  non sia mai che qualcosa vada storto, e così leggiamo che dal 3 al 13 febbraio sarà come sempre. E come se non fosse successo niente, si farà finta anche lì che tutto va bene, che nelle case non si soffre la fame e che la gente ha il lavoro. Ma che gli vogliamo levare pure il divertimento?
No, per carità! Ma forse sarebbe stato meglio aver distribuito quei soldini a chi ne aveva veramente bisogno, dato che si sono “magicamente” trovati!
Comunque, dato che gli artisti fanno un mucchio di sacrifici e prima di trovare un contratto fanno pure la fame e non c’entrano niente, io desidero elencarli in ogni caso, e ringrazio chi me lo lascia fare:

Questi i gruppi partecipanti :
“Nart of Adsu” (Adigheyia), “Noudjoumeddiwane” (Algeria), “Karusell” (Bielorussia), “Goce Delchev” (Bulgaria), “Toteva rapa nui” (Isola di Pasqua Cile), “Erisioni” (Georgia), “Nrityanjali Academy New Deli” (India), “Dublin folk art” (Irlanda), “Mariachi” di Guadalajara (Messico), “Imaganes” (Perù), “Timusul” (Romania), “Lujo Davico” di Belgrado (Serbia), “Mabamba Rytmi” (Sierra Leone), “Urpin” (Slovacchia).
La banda e le majorettes “Lofan Mazsorett” (Ungheria), la fanfara dei Bersaglieri dell’Anb di Caltanissetta, la banda musicale di “Città di Paceco” e gli sbandieratori e musici di Vicari. Il corteo storico, che quest’anno vedrà il corteo del Carosello storico dei rioni ed i famosi gruppi storici, la compagnia di danza rinascimentale “Tres Lusores” e gli sbandieratori della città di Cori, ma ci sarà anche il corteo storico di Città di Noto con musici e sbandieratori.
Al festival dei Bambini del mondo sei i gruppi internazionali partecipanti all’edizione di quest’anno che arrivano da: “Besuki Folk Dance Group” (Indonesia), Ensemble of Folk Dance di Skopije (Macedonia), Radist Group di Kiev (Ucraina), “Ivane Javakhishvikli di Tbilisi” (Gerogia), Folk Dance Club Dobrudza (Bulgaria), Cultural e Folk Art Association Sveti Sava (Serbia). Con loro i gruppi agrigentini: Gergent, Oratorio Don Guanella, I Piccoli del Val D’Akragas e Herbessus. Per il festival del folklore regionale ci saranno: “Ballo della cordella”, “Bivona folk”, “Cala Bakatù”, “U Casteddu” di Caccamo, “Corteo storico officine medievali” di Enna, Fanfara Bersaglieri di Casteldaccia, “Mata e Grifone”, “I picciotti di Matarò”, Pietraperzia, Sbandieratori di Vicari, “Sicilia nu cori”, “Taratatà”, “Trinacria”, “Triscele”, Comitini, “Val di Mazara”, “Vecchia Jonia”.
Sono invitati alla Sagra tutti i gruppi folk di Agrigento.

Ma che amarezza!

Vanessa Seffer

 

Da Palermomania.it

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L’AVVENTURA URBANA DEL “PROGETTO PARTERRE

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L’AVVENTURA URBANA DEL “PROGETTO PARTERRE”   Clicca sull’immagine per ingrandire

“La problematica del degrado è stata assunta secondo un ventaglio ampio di accezioni, tutte variamente legate tra loro. La questione del rischio idrogeologico che pende sull’area, a partire dalla soluzione imperfetta costituita dall’artefatto in cui sono state convogliate le acque dell’Oreto, trova un corrispettivo immediato nel degrado fisico dei manufatti sparpagliati al suo intorno e si specchia in modo eloquente nel caos delle forme e degli assetti di una porzione ampia del territorio afferente, un coacervo di brandelli e frammenti eterogenei già pervenuti all’ultima meta del degrado: l’assenza assoluta di figura, una privazione che ne scalza le ragioni d’origine e non consente di illustrarne il destino. La questione del degrado è sempre una questione di figura”. Così scrive Marcello Panzarella nel suo progetto Palermo Sud-Est.
Bellissime parole, che illustrano perfettamente la situazione di Palermo, il paesaggio è in molta parte distrutto, inguardabile, massacrato, bisogna prendere coscienza di questa situazione.
Per questo un gruppo di architetti e studiosi, hanno avviato il Town Meeting del progetto Parterre, che si terrà esplicitamente domani, ma che ha origini statunitensi e che ha avuto successo in alcune città europee come Amburgo, Belfast, Larnaca, Turku e poi è giunto in Toscana prima di arrivare da noi grazie all’Università di Palermo che se n’è interessata.
Il partenariato del progetto Parterre ha costituito un progetto pilota che animerà domani, 18 febbraio
, quello che costituisce la struttura portante del progetto, facendo incontrare le associazioni cittadine, i commercianti e i cittadini di Brancaccio e della Seconda Circoscrizione, in una prova sperimentale che li riguarda da vicino, monitorando con strumentazioni elettroniche l’intero incontro, che prevede la riunione intorno a dei tavoli con l’ opportunità di interagire con gli addetti ai lavori, dichiarando quali sono i bisogni del quartiere, le esigenze dell’ambiente quotidianamente che viene vissuto e il modo più consono per riqualificarlo.
L’apporto di ciascuno verrà preso in considerazione durante il meeting.  L’obiettivo è quello di avere una visione condivisa dei processi di ripianificazione cittadina che attualmente sono immobili, con la partecipazione locale, perché il nuovo piano regolatore della città sia il frutto della valutazione di chi vive la città stessa, degli operatori e dei tecnici. Si produrrà un documento di cui si terrà conto al momento del nuovo PRG della città.
Il progetto Parterre si avvale di strumenti di alta tecnologia, che consentono di trasferire i dati dei colloqui che si verificheranno nei tavoli di lavoro, costituiti da 10 persone per tavolo, nei quali si discuterà di proposte per il miglioramento ambientale, conversazioni democratiche guidate da un segretario, che verranno sintetizzate e poi inviate ad un team leader e successivamente, in due fasi, votate da 100 cittadini perché siano realmente condivise.

I partecipanti sono stati reclutati attraverso le scuole della Seconda Circoscrizione. Un primo incontro, per concordare i vari passi di questo evento, è stato eseguito lo scorso giugno.


Hanno contribuito alla realizzazione del Town Meeting:

FERDINANDO TRAPANI (D’ARCH – UNIPA); JESSE MARSH (Atelier Studio Associato); MAURIZIO GIAMBALVO, SIMONE LUCIDO, LUISA TUTTOLOMONDO
FRANCESCO PASSANTINO (Google Technology User Group – GTUG Palermo); GIADA BINI (Università Kore Enna); DAVIDE LEONE, GIUSEPPE LO
BOCCHIARO (Blog Parliamo di Città); ANTONINO PANZARELLA (ITIMED);
ELIZABETH PARISI, SILVANA DI BONO, FIAMMETTA PANTÒ (Consorzio Arca).

Le discussioni e la reportistica si devono:

DOMENICO ORTOLANO (presidente ”Associazione Maredolce”); NICOLA SCHILLACI (presidente Movimento di Promozione Umana); CARLA QUARTARONE (Laboratorio Urbanistica Unipa); CARMELO MONTAGNA (Istituto E.Basile); ANNA STAROPOLI (Istituto di Formazione Politica Pedro Arrupe Palermo); PIETRO LA ROCCA (Associazione Maredolce); FABRIZIO FARINA (Laboratorio di Pianificazione Territoriale Urbanistica e Ambientale UNIPA); FRANCESCO MARCHESE (Assessore con delega alla Pianificazione Territoriale, Comune Castelnuovo Magra – La Spezia) ALESSANDRA RACCUGLIA (Dottoranda in pianificazione urbana e territoriale UNIPA)
ADRIANO RAO, ROSSELLA VELLA e FEDERICA CAPPELLO (Studenti in Pianificazione Urbanistica e Ambientale UNIPA),ENNIO PUGLISI (Tesista sulla seconda circoscrizione); GIUSEPPE CUFFARO, SALVATORE ABRUSCATO, MARCELLO BLANDA (Blog “Città in Rete”); PIETRO LONGO (presidente” Italia Nostra” Palermo); RENATA PRESCIA (“Salvare Palermo”); GIANLUIGI PIRRERA (Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica- Sez. Sicilia); MARCO SCARPINATO (presidente) e LUCIA PIERRO (Autonome Forme Palermo); MASSIMILIANO DI GIOVANNI (Dottore in pianificazione territoriale urbanistica e ambientale); CATERINA IMPASTATO, ELISABETTA COSTANTINO (Blog LandInside); ROBERTA TUMBIOLO (Laboratorio di pianificazione Oterritoriale urbanistica e ambientale UNIPA); ANGELA TANANIA (Consulente per l’istituto Leonardo – IRTA dell’Università di Pisa); ANTONELLA ITALIA (presidente ITIMED) e ANTONINO PANZARELLA (ITIMED); VINCENZO DESIDERIO e FRANCESCA PELLITTERI (NEXT)

Hanno realizzato la Guida del Partecipante:

FEDERICA CAPPELLO, ADRIANO RAO, ROSSELLA VELLA (Studenti in PTUA UNIPA), VITO ANGELO, LUISA TUTTOLOMONDO (Next), sotto la supervisione di FERDINANDO TRAPANI e MAURIZIO GIAMBALVO. Contributi di: GIUSEPPE GUERRERA (docente CdL ARCHITETTURA – UNIPA) MARCELLO PANZARELLA (presidente CdL ARCHITETTURA – UNIPA) e CARLA QUARTARONE (docente CDL ARCHITETTURA e PTUA – UNIPA).

Hanno contribuito all’organizzazione dell’evento i componenti del Comitato per la Rigenerazione urbana della  Seconda Circoscrizione:

Dipartimento di Architettura D’ARCH, Universita’ di Palermo
Marcella Aprile (direttore), Ferdinando Trapani (coord. scientif. iniziative per la 2a Circoscrizione);
Movimento Promozione Umana
Nicola Schillaci (presidente);
Associazione Maredolce
Domenico Ortolano (presidente);
Circolo l’Istrice
Raffaele Savarese (presidente);
Nuove Energie X il Territorio
Simone Lucido (presidente), Maurizio Giambalvo;
Consorzio Arca – Incubatore d’Impresa
Umberto La Commare (presidente), Elizabeth Parisi, Silvana di Bono;
Associazione Autonome Forme
Marco Scarpinato (presidente) e Lucia Pierro;
Associazione Siciliana Paese Albergo
Salvatore Scalisi (presidente);
Istituto di Formazione Politica “Pedro Arrupe”
p. Gianfranco Matarazzo S.J. (direttore), Anna Staropoli;
Associazione ITInerari del MEDiterraneo
Antonella Italia (presidente), Antonino Panzarella (resp. settore ricerca);
Istituto Alberghiero IPSSAR
Rosolino Aricò (dirigente scolastico), Gaetano Provenzano, Maria Pace;
FORUM ASSOCIAZIONI PALERMO
Nino Vicari (presidente), Renata Prescia;
Agenda 21L Palermo
Paola Caselli (responsabile U.O. A21L PA), Giovanni Giannone;
AMAP Palermo
Vincenzo Cannatella (presidente);
Caritas Diocesana Palermo
Mons. Benedetto Genualdi (direttore);
Seconda Circoscrizione Comunale di Palermo
Giuseppe Piazzese (consigliere).

Un ringraziamento a Giovanni Casamento, Presidente del CNA Palermo, che si occuperà dei rapporti con le Piccole e Medie Imprese locali della Seconda Circoscrizione e a Nadia Spallitta, Presidente della Commissione Urbanistica di Palermo.

A FERDINANDO TRAPANI DEUS EX MACHINA DEL PROGETTO PARTERRE A PALERMO E A  ROBERTA TUMBIOLO CHE MI HA INFORMATO SUI PARTICOLARI DEL PROGETTO PARLANDOMENE LUNGAMENTE, NON TRALASCIANDO L’IMPEGNO DI CIASCUN COLLEGA, CON GRANDISSIMO ENTUSIASMO.

Vanessa Seffer

Fonte: redazione palermomania.it |

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Il trionfo della subalternità

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Abbiamo avuto una grande occasione di far vedere chi siamo, quanto valiamo e l’abbiamo sprecata.
Un Governo di quarantenni, perlopiù, di belle donne, di parrucchini, ceroni, vallette, dove l’apparenza è contata più che la sostanza.
Però eravamo lì, e se eravamo così bravi e al di sopra di tutto era il momento di dimostrarlo. Invece abbiamo preso una sonora legnata, con l’onta del più grave fallimento che la Storia ricorderà nel tempo a venire.
D’altronde quando nel 2009 a Porta a Porta Berlusconi insultò la Presidente del PD Rosy Bindi: “Lei è più bella che intelligente”, disse, ci stava solo dando un altro tassello per il nostro puzzle, se solo avessimo compreso quale sarebbe stato il quadro finale! Ma chi governava era troppo accecato dal potere, dalla comodità delle poltrone per avere il coraggio di dire no!
Ed ecco i risultati. Il Caimano adesso si è dimesso, fra urla, fischi, lanci di monetine che non gli hanno fatto neppure il solletico.
Ma per chi e perchè si sarà finalmente deciso, per il bene del Paese? Si vabbè! Ma per il bene delle sue aziende! “Prima che mi portino via pure quelle – avrà pensato – sarà bene che mi faccia da parte e che mi ammorbidisca pure un pò con questi di sinistra, non si sa mai!”
E’ bene che si sappia per chiunque verrà dopo che, anche se è durato 17 anni, la scorciatoia di Berlusconi è un “unicum”.
Non funziona così. Per avere successo e ricoprire certi ruoli, guidare un Paese, qualsiasi Paese, bisogna avere le carte in regola, non si può improvvisare! Si gioca con la vita delle persone, si manda alla malora una vita di lavoro, di sogni, di fatica, di intere generazioni.
Infatti, i nostri giovani adesso sono smarriti, chiedono cosa fare dopo gli studi, chiedono un lavoro sicuro.
Il Bel Paese fa acqua da tutte le parti, come una groviera.
La nostra generazione ha fallito e il Governo tecnico chiamato a risolvere l’anomalìa italiana, a partire da Mario Monti, il nostro curatore fallimentare, sarà composto solo da tecnici di “una certa età”. I nomi della lista del prof. Monti sono esperti nei vari settori dell’amministrazione dello Stato, e qualcuno ha già governato come Giuliano Amato o Beppe Pisanu, poi i megaprofessori come Carlo Dell’Aringa, il Rettore della Cattolica Lorenzo Ornaghi, l’ex Pres. della Consulta Cesare Mirabelli, il Rettore della Bocconi Guido Tabellini, il Direttore Gen.le del Tesoro Vittorio Grilli, Antonio Catricalà e Carlo Secchi, forse anche Anna Maria Tarantola, vicedirettore della Banca d’Italia, unica donna ad oggi menzionata. Questi fra i nomi possibili, per aggregare il maggior numero dei consensi e riconquistare la fiducia dei mercati internazionali.

Sic transit gloria mundi” dichiarò Silvio per la morte di Gheddafi. Che gloria c’è nel suo finale invece?
Lo scenario degli assalti ai forni non è lontano. Non è che da domani, quando sarà già in atto l’incarico del Presidente della Bocconi, l’Economia migliorerà. Ma almeno diremo che c’è un fatto nuovo, che il Governo “nuovo” ha propositi nuovi e forti. Tanto il Paese è già povero. E se l’Italia fallisce ad un povero cosa gliene importa? Non gli cambia poi tanto la vita. Ma a Berlusconi si.

Vanessa Seffer

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Monti non menziona la Sicilia nella lista dei “prescelti” per il suo Governo

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Monti non menziona la Sicilia nella lista dei

La Sicilia non è stata mensionata nella lista dei “prescelti” di Mario Monti per il “suo” Governo dei professori, a parte Giuliano Amato, di origine siciliana ma che si è formato altrove culturalmente. Il Governo uscente, quello degli “sconfitti”, i burlati, i canzonati e gli inveìti, costituito perlopiù da siciliani, è stato “dimenticato” dal Presidente della Bocconi, che non ha fatto cenno a pensare di nominare neppure un professore delle Università siciliane. Un altro segno di cambiamento, da dare al Paese e all’Europa,

 

 

Vanessa Seffer

Da palermomania.it

14 novembre 2011

 

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Suicidio! .. in questi/ Fieri momenti/ Tu sol mi resti!

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Suicidio! .. in questi/ Fieri momenti/ Tu sol mi resti!

Tranquilli! E’ la celeberrima aria che canta la protagonista della Gioconda di Amilcare Ponchielli, su libretto di Arrigo Boito, per tentare di parlare così di questo gesto estremo, disperato,  pensando alle ultime notizie di questi mesi, provenienti da tutta Europa, soprattutto in Grecia dove decine e decine di persone disperate, senza più un centesimo, si sono tolte la vita perché  non sapevano come tirare avanti; pensando a Monicelli, la cui morte proprio nei giorni scorsi ha compiuto il suo anniversario e poi l’impressionante lucida e lungamente meditata decisione di Lucio Magri, di spegnersi in Svizzera, che ha scatenato polemiche di ogni genere fra amici, parenti e conoscenti; e la paura che mi fa domani, martedì, dopo la manovra “Salva Italia” di Monti: credo che come minimo la maggior parte degli italiani avrà il rimpianto di Berlusconi (e lui lo sapeva, eccome se lo sapeva!!). Spero non ci sia un effetto tipo giorno dopo la pubblicazione dei “dolori del giovane Werther”.

Chissà quanti non potranno fare regali di Natale, molti non possono già permettersi di preparare il pranzo della domenica e già una marea di italiani non ricaricano nemmeno più il cellulare! Si privilegerà il pagamento del mutuo, l’acquisto di abbigliamento, ma nulla di superfluo, qualcosa di elettronico, ma niente di avventato, non ce lo possiamo permettere..
Mentre già si fa fatica a fare la spesa da mesi, ecco che appare un airbus sui teleschermi, che può trasportare fra gli altri, 14 passeggeri più privilegiati, in alcune suite dove possono dormire in comodi letti di radica e fare anche una doccia rilassante poco prima di atterrare, guardare la tv da uno stupendo maxischermo al plasma, e consumare piatti eccellenti, in morbidi pigiami offerti dalla compagnìa aerea e con i tablet nelle mani. Una doppia rampa speciale per consentire l’ingresso. Lusso, super lusso, e fruibile solo dall’Aeroporto Leonardo da Vinci che può ospitare perché ha le piste per accoglierlo poichè è davvero un aereo enorme ed incontenibile per le altre piste italiane, una specie di insulto per le orecchie di ciascuno di noi sentire che c’è questo meraviglioso mostro volante lì e che non possiamo usarlo. Ma come!? Perché tanto chiasso su questo e allo stesso tempo dite che stiamo sistemando le cose per risolvere la crisi?
Quanto ci costerà davvero risolverla questa crisi?
“La più grande attesa dopo il week end” è finita, adesso lo sappiamo. I giornali hanno elencato i “sacrifici” a cui saremo immolati e da domani tutto cambierà. Già, ma cosa succederà davvero?
Intanto cominciamo col fatto che tra pochi giorni è Natale, se pensavamo che già come stavamo poteva essere una tristezza, adesso possiamo essere certi che le file dietro a mense e comunità, come minimo, si allungheranno. Non ci sono particolari incentivi per produrre lavoro, gli imprenditori non assumono se non hanno sgravi dalle tasse, almeno quello. Senza il lavoro non c’è dignità, non si muove il commercio e capiamoci, con parole semplici, ci sarà sempre più fame. L’assalto ai forni così sarà sempre più vicino, la gente va ad impegnare già da un pò ciò che possiede per mangiare, non se ne parla ma è così. Ciò significa che siamo davvero in una situazione di pericolo. Altro che airbus! Dallo choc per averlo visto e per due giorni di seguito al telegiornale, (la prima volta mi sembrava di aver solo fatto zapping senza accorgermene, a volte mi capita, invece no! era proprio il telegiornale che stavo vedendo, quindi era una congiura), ho capito che siamo proprio sul baratro e che siccome della reale disperazione della gente non si parla, di quanto sia arrabbiata da un po’ di tempo a questa parte, perché non conviene a nessuno, penso che alla rabbia ci possano essere vari, troppi modi per reagire e nessuno di questi che mi vengono in mente e che la Storia ci insegna, mi piacciono.

Io non avevo mai visto tanta gente rispondere male senza ragione sugli autobus, per strada quando t’incrocia a Roma per le strade, se non riparti subito con la macchina al semaforo (di non sopportare un nanosecondo di attesa ai semafori è sempre stata una prerogativa dei palermitani, ma per carattere, per fretta, non per rabbia!), a Roma e a Milano ho visto gente infuriarsi per niente, un clima di scontento palpabile, diverso, insicuro.
La gente che si è suicidata a mazzi in Grecia per questa crisi, per cui sono state scritte solo poche righe qua e là sui giornali, c’è e c’è stata davvero. Mi ricorda quegli episodi di Sparta dove si scatenò un periodo in cui per altre ragioni, sempre di crisi comunque, la gente aveva preso a suicidarsi. Il Governo non sapeva che cosa fare per porre fine a questi eventi che ormai avevano assunto la forma di un’epidemia. Così per eliminare il problema, decisero di esporre i corpi dei suicidi completamente nudi pubblicamente. Cosa c’è di più orrendo di quella vista? Ciascuno sceglie certi modi per farla finita! e l’aspetto che ne segue non è certo un bel vedere. Così, pur di evitare di farsi vedere in quello stato, veramente pietoso ed oltraggioso per la persona, di colpo il fenomeno si bloccò.
Incredibile a dirsi che i due Paesi, anzi, le due grandi civiltà, la Grecia e l’Italia, che hanno diffuso sapienza, conoscenza, bellezza, arte .. nel mondo, adesso sono la causa della paralisi e della “crisi” dello stesso.

 

 

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UE: da giovedì diventeranno obbligatorie le sigarette “antincendio”

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UE: da giovedì diventeranno obbligatorie le sigarette

Già in commercio da fine agosto saranno obbligatorie dagiovedì 17 novembre, le sigarette a ridotta propensione di combustione. Le sigarette lasciate accese sono una delle cause principali di incendi inEuropa. Se abbandonate senza essere state spente interviene un meccanismo di autospegnimento posizionato fra tre bande trasversali, sotto la cartina all’inizio, al centro e alla fine della sigaretta. Sebbene la cosa più sicura sarà sempre evitare il fumo, almeno questo congegno preserverà tanta gente da moltissimi incidenti.

Vanessa Seffer

Da palermomania.it

15 novembre 2011

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CARMEN PIRRONE

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L’incontro che Vi proponiamo questa settimana è davvero particolare. Si tratta di Carmen Perrone, una Life Coaching palermitana, una professionista del miglioramento delle performance sul lavoro, nella coppia, nel ruolo di genitore. Le tecniche del coaching possono essere utilizzate in tutte le sfaccettature della vita privata, specie quando ci sono quelle fasi di cambiamento, di passaggio nella vita di ciascuno di noi in cui ci sentiamo smarriti e sentiamo il bisogno di un sostegno, di indicazioni, o semplicemente di essere stimolati a trovare una direzione, delle soluzioni che stanno già dentro di noi e che non sappiamo leggere.

Il Life Coaching può essere applicato anche alla famiglia, in tal caso parliamo di parent coaching se ci riferiamo ai genitori, teen coaching se riferito agli adolescenti, poi c’è il coaching per la coppia.

Con Carmen abbiamo focalizzato in particolar modo il business coaching, specie per il periodo storico che stiamo vivendo. Abbiamo parlato di quanto possa essere spesso complicato lavorare in teem e quali possono essere le tecniche per favorire questo obiettivo, poiché in una squadra ciascun individuo merita di sviluppare le proprie capacità e la sensazione di sentirsi parte di un ingranaggio funzionante. Sentirsi leader all’interno di un progetto. Questo può succedere se al di sopra di tutto c’è un grande capo che sa gestire con intelligenza la sua azienda e sa avere con i suoi dipendenti un rapporto “sano”.

Anche una sana competizione è uno sprone per il lavoro.

La conclusione ci ha appassionato particolarmente, poiché abbiamo parlato di donne e della “sorellanza” alla quale dobbiamo tentare di ricorrere più spesso. Ne abbiamo un gran bisogno, non siamo abituate come gli uomini a fare gruppo, a sorreggerci e custodirci, non tutte almeno. E’ necessario imparare al più presto che questa è una necessità, soprattutto per le donne che vogliono intraprendere ruoli lavorativi al di fuori delle mura di casa propria, che è uno spirito che dobbiamo trovare.

Vanessa Seffer

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