
Sarà l’età che fa straparlare, oppure la paura che si è sempre avuta di essere fraintesi, o la consapevolezza di aver qualcosa di piccolo nella propria vita che non ti abbandona mai. Celodurismi che ci hanno dovuto accompagnare per decenni in questo Paese, che poveraccio ha subìto l’impossibile. Ma quando è troppo è troppo. Allora forse è meglio “parlar chiaro”, così il Cavaliere quando vuol rendersi simpatico con la sua ben nota ironìa la smette di mettere in ridicolo almeno noi, evitando di porci ancora e ancora come la barzelletta che tutti siamo diventati, grazie a lui, in tutto il mondo, per come si esprime oltre per ciò che fa. In una delle sue ultime uscite pubbliche ha dichiarato che non parla più di donne, boh, direi meno male! Ma riguardo ai gay ha asserito “che sono tutti da un’altra parte”. Dimenticando che il coltissimo Alessandro Cecchi Paone, bisex dichiarato, si è candidato proprio con Forza Italia; oppure che Gaylib è un’associazione nazionale, fondata da Enrico Oliari che ha militato in Alleanza nazionale, Marco Jouvenal, Marco Volante e Alessandro Gobbetti nel 1997, che ha come scopo quello di fare un’operazione di pressing all’interno dei partiti, per denunciare che non è vero che essere gay debba significare che si è di sinistra.
Molti gay sono di Destra e alla fine temono di dire ciò che sentono, perché i partiti di destra li hanno fatti sentire ai margini, ghettizzati, non li hanno accettati. Mentre le sinistre si sono mostrate più aperte, almeno apparentemente, hanno detto di accoglierli per ottenerne i voti e poi li hanno abbandonati miseramente, perchè è questa la realtà. Ma ora è arrivato il momento di dire basta, superare questi schemi di arretratezza mentale che appartiene a pochi per fortuna, ma che sono bastati per impaurire una moltitudine di gente meravigliosa che merita lo spazio che gli dev’essere dato. A me, i miei numerosi amici omosessuali lo raccontano da anni. A parte singoli casi, vedi Vlady Luxuria, splendida persona, con un suo appeal e le sue opportunità “duramente” conquistate, pochi, pochissimi altri hanno potuto portare avanti la propria causa, ma la propria e quella del gay pride.
A Palermo 20mila persone hanno sfilato per quel giorno. Ma quanti giornali nazionali ne hanno parlato? Mah! Essere gay, come essere donne e giovani in questo Paese è veramente difficile, è come essere povero. Nessuno ti si fila. Sarà il caso di parlarne e rivedere qualcosa?
Cosa succede in una famiglia quando un ragazzo vive nel suo momento di crescita questa consapevolezza come un disagio e non sa come affrontarlo? Lui/Lei come si sente? E se volesse fare parte attiva della città, di un partito politico, dire la sua, potrebbe? E se questo partito fosse di destra?
I gay, amici miei, stanno a sinistra quanto a destra, certe volte persi nel non sapere bene da che parte stare. Essere gay non significa essere di un colore politico per principio. Il colore lo si conquista con i fatti, non con il fatto di appartenere ad una “categoria”.
La Destra di oggi può e deve rappresentare i diritti degli omosessuali, perché è pronta ed è più aperta. Il Presidente della Camera G. Fini ha raccolto le istanze dei migranti e dei figli di questi che nati in Italia desiderano giustamente la “cittadinanza”, un Presidente saggio che riconosce quanto questo sia un dovere assoluto da parte delle istituzioni e nostra, per far sì che questi ragazzi siano cittadini italiani a tutti gli effetti. Tutti i rappresentanti politici di Destra possono ricevere e portare avanti orgogliosamente i diritti civili, anzi di civiltà dei tantissimi amici omosessuali che non si sentono rappresentati dalle sinistre e che vogliono sentirsi liberi di esprimere la loro simpatia e vicinanza per un partito di centro destra liberamente, senza preclusioni, sentendosi accettati e non esclusi dalla vita politica del Paese.
Il nostro Paese è anni luce indietro rispetto a Stati dove le coppie gay vivono straordinarie condizioni riconosciute legalmente, senza dover combattere come successe agli schiavi o agli uomini di colore. Che vergogna, come siamo arretrati! Non c’è aspetto della nostra vita in questo Paese in cui non abbiamo un lavoro immenso da fare!
Sono inorridita poi dai politici omofobi. Le battute come quelle di Giovanardi che ha il mal di pancia se vede due donne che si baciano ci fanno ridere e ci sconcertano. Io se vedo Giovanardi che bacia chicchessìa mi sento male e giuro che mi viene il voltastomaco, figuriamoci!
Quello che non si conosce profondamente di solito fa paura. Fino a quando si ha l’amico gay che è simpatico e porta allegrìa nel gruppo, fa lo stilista o il pierre del locale del momento e poi ti fa entrare gratis, va tutto bene. Ma se vuole sposarsi, avere una vita serena e felice con il suo compagno, una vita che presuppone un patto di mutuo soccorso con una persona che ama e che gli stìa vicino per la vita, che gli faccia compagnìa e che lo ami, con cui condividere anche la gioia di un figlio, perché quell’Amore non è una prerogativa degli etero, e non toglie nulla quell’Amore a coloro che si amano già da tempo e che sono coppie (etero) da tanto o che lo saranno. Quindi non si comprende dove stìa il problema. Siamo tutti figli di Dio. Già, è proprio così.
Vanessa Seffer
Da palermomania.it 28/2/2012



Adesso vuole diventare sindaco di Palermo, al braccio di LeoLuca Orlando, che portandola a destra e a manca fra i suoi elettori e nei meandri più reconditi o prestigiosi della città, è certo che sarà lei a vincere le primarie del 4 marzo e perdipiù che vincerà le elezioni a sindaco al primo turno, poiché “la sua è la candidatura più prestigiosa” dice LL. Poi, per l’occasione, ha coniato il termine “borsellando”, una specie di formula magica, che però ne a noi e crediamo nemmeno a Rita, piace molto.
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La gente che si è suicidata a mazzi in Grecia per questa crisi, per cui sono state scritte solo poche righe qua e là sui giornali, c’è e c’è stata davvero. Mi ricorda quegli episodi di Sparta dove si scatenò un periodo in cui per altre ragioni, sempre di crisi comunque, la gente aveva preso a suicidarsi. Il Governo non sapeva che cosa fare per porre fine a questi eventi che ormai avevano assunto la forma di un’epidemia. Così per eliminare il problema, decisero di esporre i corpi dei suicidi completamente nudi pubblicamente. Cosa c’è di più orrendo di quella vista? Ciascuno sceglie certi modi per farla finita! e l’aspetto che ne segue non è certo un bel vedere. Così, pur di evitare di farsi vedere in quello stato, veramente pietoso ed oltraggioso per la persona, di colpo il fenomeno si bloccò.