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Riportiamo articolo di SiciliaInformazioni che ci lascia basiti, noi abbiamo trattato Venturino correttamente pubblicandolo, pertanto ci sentiamo in dovere di riferire quanto succede

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Polemica sotto l’albero

Giallo sullo stipendio
Venturino vs Lauria-VIDEO

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di M.S. -Una polemica sotto l’albero. Ruota tutto attorno alla famigerata indennità percepita dai parlamentari del Movimento 5 Stelle. Repubblica nei giorni scorsi aveva “fissato” il primo stipendio dei deputati grillini  a 11 mila e 700 euro. Una cifra decisamente diversa rispetto a quella annunciata di 2500 euro tutto compreso che i rappresentanti del movimento avevano promesso.La risposta del vicepresidente dell’Ars, Antonio Venturino, sta tutta in un video di un minuto. Venturino accusa la professionalità di Emanuele Lauria, il cronista di Repubblica, dal titolo “Emanuele Lauria, il giornalista che smentiva se stesso”. Continua la lettura di Riportiamo articolo di SiciliaInformazioni che ci lascia basiti, noi abbiamo trattato Venturino correttamente pubblicandolo, pertanto ci sentiamo in dovere di riferire quanto succede
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Lettera aperta. Lo sfogo di Francesca Borsellino: “io resto in Sicilia”!

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Mi chiamo Francesca, ho 26 anni e sono laureanda in informazione scientifica sul farmaco (facoltà di farmacia) dell’Università degli Studi di Palermo.

Scrivo a voi i miei pensieri perchè sono stanca e anche infastidita dal sentire la gente giudicare le mie scelte e demolire ogni mia speranza di riuscita in quello che sarà un possibile lavoro futuro.

Ho iniziato a lavorare all’età di 16 anni come baby sitter, ma ho fatto anche altri lavori che vanno dal doposcuola alla segretaria. Attualmente sono disoccupata ormai da oltre 18 mesi e non ho più trovato alcun tipo di impiego. Quando dico che studio in informazione scientifica sul farmaco, la prima cosa che mi si chiede è: “tuo padre è farmacista o medico?”.. no, mio padre è operaio.. “allora che vuoi fare? Ascolta il consiglio di uno che ha qualche anno in più di te: VATTENE DALLA SICILIA!”. No, io non voglio andarmene dalla Sicilia! E questa è la mia domanda: perchè tutti quelli come me, che stanno per laurearsi o sono già laureati, devono andare via dal loro luogo di nascita per poter lavorare? Ho un paio di amici che sono andati a lavorare a Milano: lavorano 8 ore al giorno, 5 giorni alla settimana, con un contratto a tempo determinato, guadagnano 1100.00 euro al mese. Pagano un affitto di 500.00 Euro per una stanza in periferia, quindi hanno l’abbonamento per la metro che prendono ogni giorno per andare a lavoro e tornare a casa, pagano le utenze e mangiano a loro spese. Tornano a casa due volte l’anno, grazie a mamma e papà che comprano il biglietto aereo. Non ci vuole certo Archimede per capire che in tasca gli resta veramente poco. Quello che molta gente ignora è che sono previsti degli incentivi per le aziende che assumono i ragazzi meridionali, quasi come se fossimo noi ad avere bisogno di loro e non il contrario. Infatti, circa il 74% di tutti i laureati del nord, viene dal sud, perchè è al sud la più alta percentuale di ragazzi che dopo il diploma decide di continuare a studiare. Sapete perchè si decide di studiare? Perchè qui, chi studia spesso proviene da famiglie umili, dove forse solo uno dei genitori ha raggiunto il diploma, e si vuole rendere orgogliosi quei genitori che per tutta la loro vita hanno solo Lavorato con lo scopo di crearsi una famiglia e poter dire un giorno: “mio figlio è un dottore”.  Qui si studia per cercare di dare prestigio ad una regione usata come “cesso” dalle altre regioni italiane, ma che possiede risorse e potenzialità infinite. Il modo per non dover essere costretta ad andare via dalla mia città, e trovare un lavoro soddisfacente e confacente ai miei studi e alle mie competenze, esiste, ed è da sempre in mano ai politici.

Signori politici, perchè ogni volta che c’è da realizzare qualche progetto non vi rivolgete ai ragazzi dell’Università? Sono certa che sarebbero felici di pianificare tutto in cambio del solo riconoscimento dei loro proponimenti. Perchè poi non affidate il tutto ad oneste aziende siciliane? Come si crea lavoro se non si muove l’economia locale? Inoltre, se tutti andiamo via, chi resta qui? Sempre i soliti raccomandati di turno, che non hanno né le competenze né le capacità per eseguire gli incarichi che gli vengono affidati.

Io voglio restare a casa mia e voglio lavorare qui, anche se è difficile. Quindi, miei carissimi signori con qualche anno in più di me, piuttosto che suggerirmi di andare, perchè non mi dite come si può fare quel cambiamento, tanto millantato da tutti gli esponenti politici nelle varie tornate elettorali che abbiamo seguito? Piuttosto che dirmi di andare, elogiate il mio coraggio di restare. Io resto. Sarò forse un’illusa senza speranze, ma voglio credere che la mia terra può risorgere dalle proprie ceneri e quando accadrà, potrò dire di aver fatto anch’io la mia parte.

Francesca Borsellino

 

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Non se ne può più di “unti del Signore”, di “illuminati”, di “leader”.

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Non se ne può più di “unti del Signore”, di “illuminati”, di “leader”. In questa fase servirebbe solo un “partito”, nell’accezione leninista del termine, un’elìte di persone coraggiose, cioè, che coaguli intorno a sè altre persone realmente determinate a cacciare gli attuali “papponi” che hanno sporcato la politica. Insomma, in questa fase storica di post-democrazia, le regole democratiche rischia

no di essere un abominio, perchè finora hanno generato solo dei mostri, che non intendono – perchè non sanno fare altro – abbandonare il tavolo apparecchiato dal quale continuano a prendere a più non posso (Fiorito e gli altri, come i Lusi, i Penati, i Papa, ecc. continuano a percepire i loro compensi, anche stando in galera). Per questo bisogna intervenire con urgenza.
Le elezioni, quindi, saranno di sicuro una farsa, quale che sia il sistema elettorale adottato e non serviranno ad altro che a riproporre i soliti noti (vedi in Sicilia) o qualche loro simulacro. Le soluzioni della crisi attuale (che non è solo economica), invero, sono di lungo periodo e coerenti con scelte internazionali: in breve c’è solo da salvare la pagnotta alle ns famiglie, pretendere il lavoro per i giovani e chi lo ha perso nel cuore della sua vita produttiva, e mandare in galera i corrotti (e i corruttori), gettando la chiave a tempo indeterminato.
Attualmente questa “elìte” cui affidare il compito della “salvezza della Patria” sembra coincidere con i “tecnici”, o con i “magistrati”, o con la c.d. “società civile”: quest’ultima, però, è soggiogata dal populismo di quattro pagliacci e non basta certo l’autodefinizione di “società civile” per far recuperare una verginità a dei cialtroni che vedono solo e soltanto nell’attività “politica” la scorciatoia per il raggiungimento dei loro interessi.
Gli altri soggetti, i tecnici e i magistrati, sono però “etero-diretti” (cioè rispondono a soggetti esterni) e, probabilmente, non sempre veramente trasparenti (Passera, ha “ammollato” i guai dell’Alitalia alla collettività , salvando il bilancio di BancaIntesa e, dall’alto dei suoi compensi, pontifica su “sacrifici” che lui e i suoi non hanno mai fatto).
Purtroppo tutto questo serve a poco, se non a indirizzare la rabbia (o l’indignazione) verso obiettivi minori e, soprattutto a servire da massa di manovra per qualche avventuriero senza arte nè parte.
Quindi delle due l’una, o si ritorna al “Papa Re” (a me Benedetto XVI piace più di GP2°), affidando le sorti dell’Italia alla “compassione di Dio”; ovvero, non resta che impugnare le armi, quelle della “ragione” e della “cultura” ovviamente, e promuovere una campagna di disprezzo verso la classe politica attuale.
Sogno, quindi, una maggioranza silenziosa, senza sentimentalismi e moralmente ineccepibile, che invada le piazze italiane con liste di proscrizione pubbliche, nelle quali inserire i “pennivendoli” di regime e che pretenda una sola cosa: “andatevene a casa” e non rompeteci più i c…
Ovviamente è solo un sogno, al momento, la realtà è di un lunghissimo periodo oscuro di rinunce e di fatica. Ma chissà!
Vanessa Seffer
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