Se sono i peggiori a determinare nomine e carriere perché ostinarsi a buttare soldi nella scuola ? I più capaci avrebbero maggiori possibilità di emergere se l’assegnazione degli incarichi fosse affidata al sorteggio come avviene per i giudici popolari. Una Repubblica fondata sulla rassegnazione e costruita sulla filosofia di “mamma, Paese e posto fisso” può produrre solo conigli che si muovono rasentando i muri per non bagnarsi e per essere pronti ad entrare in un portone al primo accenno di temporale. Continua la lettura di Chi valuta i valutatori ? Di Riccardo Cappello
Archivio mensile:Settembre 2014
Stroke Play Stableford, torneo di golf a 9 buche di beneficenza a Roma. Di Alessandro D’Arrigo
Il 20 Settembre si terrà un evento golfistico presso il Tarquinia Country Club di Marina Velca (VT). Lo Stroke Play Stableford, un torneo di golf a 9 buche, ha lo scopo di raccogliere fondi a sostegno dell’Associazione Bambino Gesù, onlus dell’Ospedale Pediatrico.
Lo scopo dell’iniziativa infatti è quello di raccogliere fondi a sostegno della realizzazione di un parco giochi, specificatamente attrezzato per accogliere anche bambini con disabilità fisiche, presso la sede di Santa Marinella del Bambino Gesù. Continua la lettura di Stroke Play Stableford, torneo di golf a 9 buche di beneficenza a Roma. Di Alessandro D’Arrigo
La “Balconite” di Sir Matteo, di Maurizio Bonanni
Conoscete la.. “balconite”? No, non è una forma simile alla borsite (oddio: Sir Matteo Renzi ha anche quella.. Intesa come il vizio di mettere la mano all’interno delle nostre borse di contribuenti!). Piuttosto, deriva dalla particolare passione di certi mattatori politici, assai esibizionisti e super egoici (v. il Duce..) di affacciarsi al balcone e arringare le folle adoranti. Ci manderai in guerra contro Putin, Sir Matteo? Che dice l’astuta Mogherini, ribattezzatasi anti putiniana, per incollarsi alla sua nuovissima cadrega? Intanto, il mio di ricordo va al dramma delle Torri Gemelli, di cui ricorre l’anniversario, in data di oggi, quando sto scrivendo. Allora, in premessa, un ricordo personale. All’epoca, mia figlia, aveva 13 anni ed eravamo a Londra, per il secondo (e ultimo) nostro viaggio all’estero insieme.
Avevamo prenotato l’aereo da Heathrow “esattamente” in coincidenza con l’orario dell’attentato. Più o meno a quell’ora, ci trovavamo sulla metro veloce che porta da Londra centrale all’aeroporto. Il nostro treno, improvvisamente, senza una spiegazione, iniziò a rallentare, arrestando quasi la sua marcia, sicché eravamo molto preoccupati di perdere il volo di ritorno per Roma. Arrivati all’aeroporto, la mia ex moglie, sconvolta, mi dà il resoconto, via sms, di ciò che stava accadendo in quel momento, con particolare riferimento al 2° aereo.. Poi, entrati nello spazio aeroportuale, abbiamo notato che tutti i monitor dell’aeroporto mandavano in diretta video le immagini dell’attacco.. Incredibile esperienza.. Il nostro aereo, per fortuna, è stato uno degli ultimi a decollare, prima che lo spazio aereo inglese venisse sigillato..
Passiamo alla “ducite” di Sir Matteo, polemizzando garbatamente con lui su alcuni, fondamentali aspetti dell’attualità. Il primo, pregnante e urgente, sul piano della sicurezza internazionale, è senz’altro rappresentato dall’Isis e dal fondamentalismo sunnita eversivo. I responsabili della nostra politica estera dovrebbero, a mio avviso, dire con grande chiarezza che, con ogni probabilità, i nostri modelli “democratici” non funzioneranno mai in quelle aree. E che è frutto di pura follia, il solo poter pensare (alla Bush/Obama) che sia fattibile “l’esportazione della democrazia”, e tutto quanto ha accompagnato (e accompagnerà?) le nostre retoriche militari interventiste che, guarda caso, sono sempre attivissime in quelle regioni che navigano sul petrolio (v. liberazione del Kuwait e, domani, di qualche emirato fondamentalista).
Nulla di tutto questo, invece, vale per i disastri umanitari dell’Africa, poverissima, stracciona, violenta e malata (lì, i fondamentalisti fanno a gara nelle pulizie etniche contro i “miscredenti”!). Inoltre, mai nessuno che si chieda il “perché” la religione musulmana, con la sua sharija, abbia governato per decine di secoli quelle aree, senza mai che uno solo dei Popoli del Profeta si fosse ribellato al Corano e ai suoi precetti.. E io non credo che sia stata solo la spada, quanto, piuttosto, un sogno, grande quanto il mondo ( tuttora validissimo, per centinaia di milioni di fedeli mediorientali!), di conversione coatta di tutte le genti ai sacri precetti dell’Islam.
Altra questione dirompente: la gestione approssimativa e personalistica della riforma della scuola di Sir Matteo. Anche qui, quando ero dall’altra parte della cattedra, molto tempo fa, insegnando materie scientifiche tra le più difficili, mi sono accorto che, ad es., rispetto alla Francia, che conoscevo bene, i nostri programmi erano fermissimi ai risultati scientifici, ottenuti un secolo e mezzo prima! Sinceramente, tra colleghi e studenti non avrei saputo a chi assegnare la palma del peggiore! All’epoca, ricordo che fui costretto a umiliare gli allievi di talento, pur di mantenere viva e promuovere la stragrande maggioranza di mediocri! Invece, Sir Matteo (sarà che ha una moglie precaria?), si preoccupa di allargare i cordoni della spesa pubblica, per assumere decine di migliaia di precari in più, nelle fila del pubblico impiego. Ma dico, a qualunque imprenditore privato non verrebbe mai in mente una cosa del genere! Avendo, infatti, qualsiasi scuola “X” gli organici pieni di gente ultra garantita e inamovibile (che buffonata la questione del merito!), qualora si creino lacune orarie provvisorie, basterebbe utilizzare, per la relativa copertura, gli insegnati di ruolo, riarticolando l’orario scolastico e aumentando leggermente le loro ore (in media, come si sa, gli insegnanti ne lavorano 18 a settimana!), pagandole con un compenso straordinario.
Già scrissi e dissi a Sir Matteo, prima del clamoroso flop della vendita di auto blu su Ebay, come, in realtà, la spesa folle per il trasporto dei dirigenti di Stato (macchine, autisti e relativa gestione) era molto, ma molto superiore. In parecchie migliaia di casi, persone -alti burocrati, con e senza le stellette; politici di ogni rango- che, di fatto, non avendone oggettivamente alcun bisogno (facendo un percorso giornaliero quasi esclusivamente tra casa e ufficio), hanno, pur tuttavia, a disposizione una macchina con due autisti delle Forze dell’Ordine (o attendenti militari). E questi ultimi non solo sono del tutto sotto impiegati e non rischiano nulla ma, addirittura, percepiscono il massimo contingente di straordinario, esattamente come i colleghi più esposti al rischio della criminalità organizzata e comune! E sto parlando di non poche migliaia di unità giovani, tolte all’operatività e super tutelate dai sindacati di categoria, i quali, così, possono sempre invocare, poveretti, che le Forze di Polizia e quelle militari sono sempre sotto organico!
Altro clamoroso esempio: la falsissima questione della “tassazione” del pubblico impiego, dove uno Stato incapace dà e toglie, contemporaneamente. Ebbene, per mettere in moto e sostenere amministrativamente “quella” partita di giro (inutile e fittizia!) lo Stato consuma parecchie risorse di organico, in conti fittizi! Sir Matteo, Le ripeto il mio mantra (La sfido a controdimostrarmelo!): il 95% di “tutte le attività svolte dagli apparati pubblici è dedicato all’auto amministrazione! Da qui, si può serenamente ripartire, per fare un calcolo approssimativo di quante risorse (soldi di tutti) vengono bruciate per nulla! Però, attenzione: in questo “nulla” gravita un’enorme massa stipendiale tale che, se venisse annulla e azzerata di colpo, il mercato interno crollerebbe, per il venir meno di parecchi milioni di consumatori.. Il rimedio aureo sarebbe quello di individuare (come ho già fatto numerose volte!) un gioco “win-win”, dove vincono tutti gli attori coinvolti, tale da convertire gli impiegati pubblici da consumatori a produttori netti di ricchezza.
Vi posso dire che è fattibile, avendo trascorso più di 13 anni della mia vita come dirigente, con significative responsabilità, nell’ambito dei controlli interni (tutti..) della più grande tra le Amministrazioni dello Stato. E tre cose, fondamentali, mi sento di dirle. Primo: il fancazzismo è il prodotto diretto di una dirigenza pubblica assolutamente incapace. Infatti, il dirigente pubblico non viene mai formato per la gestione delle risorse materiali e umane a lui affidate: la sua sola ragione e preoccupazione di esistere è la dittatura del procedimento, delle carte a posto, in base a leggi e regolamenti esistenti. Nulla importa, di conseguenza, di quali siano i costi e l’organizzazione ottimali per fornire quelle stesse prestazioni burocratiche. Secondo: gli impiegati pubblici si definiscono scarsamente motivati, malpagati e sottoutilizzati. Non pochi si dedicano, in nero, a ben più fruttuose attività, nell’ambito dei piccoli commerci e de servizi alla persona e/o alle aziende produttive, pubbliche e private. Quindi: fancazzismo di che?
Terzo: sono proprio i sindacati del pubblico impiego, faziosi, voraci, con un potere ricattatorio e predatorio senza pari (guarda caso, le trattenute sullo stipendio degli iscritti sono operate dall’Amministrazione e le iscrizioni tacitamente rinnovate annualmente. Incredibile! Lo sapevate?) a rendere impossibile il licenziamento dei fannulloni, perché, altrimenti, il sindacato perderebbe potere, credibilità e iscritti. E la dirigenza pubblica (orientata solo alla propria carriera, che è totalmente nelle mani della discrezionalità politica) se ne guarda bene a provocare, con decisioni coraggiose, una protesta sindacale, nei confronti del proprio operato. Se lo facesse, verrebbe emarginata, mobizzata a vita, con quel che segue.. Allora, ripeto, una possibile soluzione potrebbe essere quella di mandare a casa una classe dirigente burocratica, autoreferenziale e autoriferita e, poi, fare sì che tutti i loro sottoposti attuali diventino padroni del proprio destino “e” della ricchezza da loro stessi prodotta. Nel senso che la drastica riduzione degli sprechi significhi, in pratica, un aumento netto e rilevante dei guadagni di ciascuno, a fine gestione (li equipari, cioè, a liberi professionisti e partite Iva associati). Questo rappresenterebbe un meraviglioso circuito virtuoso “win-win”, dove i partecipanti (cittadini e ex impiegati) hanno tutto da guadagnare.
Di Maurizio Bonanni
Si può riformare il mercato del lavoro ignorando il lavoro intellettuale ? Di Riccardo Cappello
La Corte di Giustizia europea ha cancellato le regole nazionali di accesso alle professioni che consentivano ad alcuni Stati membri, tra i quali l’Italia, di bloccare la circolazione dei titoli professionali. La decisione (sentenza 17.07.2014, cause riunite 58/13 e 59/13), che sui media è passata quasi inosservata, fissa il principio che “se il cittadino di uno Stato membro sceglie di acquisire il titolo professionale in un altro Paese membro diverso da quello in cui risiede, per beneficiare di una normativa a lui più favorevole, ciò non consente, di per sé, di concludere nel senso della sussistenza di un abuso del diritto”. Continua la lettura di Si può riformare il mercato del lavoro ignorando il lavoro intellettuale ? Di Riccardo Cappello
N.A.T.O. per .. Morire? Di Maurizio Bonanni
Chi vuole morire per Kiev? Rimanete tutti con le mani in tasca, fischiettando? Vedo.. Storicamente, noi Italiani di guerre e di schieramenti non ne capiamo nulla, evidentemente. Si narra che Bismack si domandasse, davanti al suo caffè mattutino, “Da che parte stanno, oggi, gli Italiani?”.. Già, perché la nostra antica passione per i.. “doppi forni” è antichissima, e ben nota a tutti (alleati e potenziali nemici), sicché il nostro pendolo rimane sempre ben fisso al centro! Ricordo, en passant, i doppi forni di Andreotti, Moro e Craxi, a proposito di Israele e Palestinesi, per dirne una.. Ricordo, altresì, quello di equidistanza tra Russia e America, con la storia dei missili a Comiso; o la disavventura di Sigonella, che costò a Craxi (ne sono convintissimo!) il potere e l’esilio. Continua la lettura di N.A.T.O. per .. Morire? Di Maurizio Bonanni
Un canale Italia-Estero sui rapporti internazionali e il Made in Italy
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Il 12 settembre conferenza dei Filomates di Viterbo. Presentazione del programma di sett/ott
Il 12 settembre in Sala Prefettura a Viterbo la sezione della Philomates Association di Viterbo (Lazio) vi invita alla conferenza inerente, per conto del direttore locale Gianni Treviso. Continua la lettura di Il 12 settembre conferenza dei Filomates di Viterbo. Presentazione del programma di sett/ott
Convegno a ROMA, Accademia Polacca delle Scienze, il 30 settembre: ” La croce e i grifoni. A proposito di un timpano romanico di Wiślica”
ACCADEMIA POLACCA DELLE SCIENZE
BIBLIOTECA E CENTRO DI STUDI A ROMA
invita alla conferenza del
Prof. PiotrSKUBISZEWSKI
(Università di Varsavia ; Università di Poitiers)
sul tema
La croce e i grifoni. A proposito di un timpano romanico di Wiślica
30 settembre 2014, martedì, alle ore 18.30
presso l’Accademia Polacca delle Scienze a Roma,
vicolo Doria, 2 (Piazza Venezia)
CONVEGNO A ROMA, 25 settembre: “Cibo, salute e benessere in un’Italia libera da coltivazioni OGM”
La FIDIC, FEDERAZIONE ITALIANA DISABILI INVALIDI CIVILI, si trova presso l’Ospedale Forlanini di Roma, 06/ 44241265
In accordo con:
üAssociazione La Bella Età
üFisam-UnioneNazionale Associazioni Italiane per laSalute Mentale
üRete Civica Nazionale
Vi invita al Convegno
Cibo, salute e benessere
in un’Italia libera da coltivazioni OGM
che si terrà a Roma il 25 settembre 2014 ore 15,30 presso Federmanager, in via Ravenna 14 Continua la lettura di CONVEGNO A ROMA, 25 settembre: “Cibo, salute e benessere in un’Italia libera da coltivazioni OGM”
Convegno a Roma, Accademia di Cultura Polacca: “Medici polacchi nell’Italia rinascimentale” in lingua inglese
ACCADEMIA POLACCA DELLE SCIENZE
BIBLIOTECA E CENTRO DI STUDI A ROMA
invita alla conferenza del
Prof. Angel Rafael COLÓN
(Georgetown University, Washington, DC, USA)
sul tema
Medici polacchi nell’Italia rinascimentale
(in lingua inglese)
23 settembre 2014, martedì, alle ore 18.30
presso l’Accademia Polacca delle Scienze a Roma,
vicolo Doria, 2 (Piazza Venezia)
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