Non siamo nella Palermo degli anni ’60 e ’70 ma al Consiglio dei Ministri del 29.08.2014. Non è il boss a comandare ma l’ordine forense. Non è il picciotto ad eseguire ma il governo. L’ordine non si trasmette col “pizzino” ma a mezzo stampa. Così, Sul Sole24Ore del 16.07.2011 il Cnf “suggerisce” di riformare il processo civile attraverso “un sistema di risoluzione delle controversie attraverso una negoziazione con la presenza dell’avvocato che può autenticare l’accordo e l’identità delle parti” e “forme di collaborazione dell’avvocatura allo smaltimento dell’arretrato. Un sistema secondo cui gli avvocati scelti dal Consiglio dell’Ordine potrebbero assumere l’incarico di definire una parte del carico pendente”. Il decreto, non solo ricopia pedissequamente il dettato dell’ordine, ma concede, addirittura, qualcosa in più: il monitoraggio delle procedure di negoziazione assistita. Continua la lettura di Avvocatura cumanna, di Riccardo Cappello

